La Memoria divide, la Storia aiuta a capire. Sono parole di Alessandro Barbero, storico e accademico di rara bravura. Ed è effettivamente così. La Memoria, ormai completamente identificata con un solo evento relativamente recente, come la Shoah, è divenuta un pezzo di ideologia con la quale garantirsi l’impunità dei delitti. Gli ebrei sono stati perseguitati per secoli in tutto il mondo e sono stati falcidiati sotto il regime nazista. Questo popolo martoriato e disperso ci ha messo pochi anni a trasformarsi da vittima in carnefice di
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venerdì 8 novembre 2019
La Memoria è un trucco
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mercoledì 16 ottobre 2019
Viva la plastica
Ci tassano le cose più utili e di uso comune. Diesel, plastica e tabacco. Sono rapine ai danni della gente mascherate da lotte a favore dell’ambiente. Cercano di toccare i cuori mentre ti derubano del portafogli. Il governo fucsia, attualmente in sella in Italia, specula su tutte queste balzanerie per gabbare i cittadini, al pari degli omologhi europei. La coscienza ambientalista serve a legittimare le rapine contro i più deboli della terra, in nome di una Terra che se volesse ci smaltirebbe in breve tempo, senza farsi troppi problemi. La natura vuole la nostra pelle perché la vita deve mangiare la vita per perpetrarsi. Però gli ambientalisti, questi ricchi signori che vivono esistenze protette e confortevoli, grazie ai loro
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venerdì 11 ottobre 2019
L’AULA SORDA, GRIGIA E STRIMINZITA
Il parlamento italiano diventerà una riserva di pochezza democratica, con onorevoli dimezzati e privilegi moltiplicati (o almeno questa sarà la sensazione). Chi resta farà l’indiano, chi esce l’indignato. L ‘estinzione della democrazia per via democratica è uno spasso imperdibile.
I parlamentari che hanno votato per la riduzione dei posti pensano ovviamente che toccherà al vicino di banco. Sono questi gli unici pensieri che aleggiano nelle aule sorde, grigie e ora anche striminzite.
Questa sceneggiata che qualcuno spaccia come grande vittoria degli italiani è l’esempio di
I parlamentari che hanno votato per la riduzione dei posti pensano ovviamente che toccherà al vicino di banco. Sono questi gli unici pensieri che aleggiano nelle aule sorde, grigie e ora anche striminzite.
Questa sceneggiata che qualcuno spaccia come grande vittoria degli italiani è l’esempio di
giovedì 26 settembre 2019
SCIOPERATI DEL CLIMA
La falegnameria dei pinocchi globali gira a ciclo continuo, con produzione di abbondante segatura che finisce nei cervelli di molti. Una ragazzina di 16 anni parla di gigatoni di CO2, mentre a mala pena sa regolarsi sui gigabyte della connessione dati del suo cellulare e persino un Nobel per la fisica come Rubbia (secondo me troppo innamorato di una sedicente energia alternativa che ancora non è tale) diventa uno da non ascoltare perché sottovaluta il rischio climatico. Non lo minimizza cialtroni, vi sta proprio dicendo che non c’è
sabato 14 settembre 2019
PROTEGGERE IL PROPRIO MODO DI VITA NON È RAZZISMO
quindi è razzismo proteggere il proprio stile di vita, che non è semplicemente tale, ma un
modo di pensare, costumi, religione, espressioni artistiche e via dicendo, che sono differenti perfino nella storia millenaria dei vari popoli europei. Tuttavia, è evidente la ben maggiore diversità di tutto questo tra Europa, Africa, Asia, ecc. Del resto, ricordo per l’ennesima volta che alcuni africani (e non solo) come Senghor, Aimé Césaire e altri – del tutto sensatamente e approvabili al massimo grado nei loro intendimenti – proposero molti anni fa la difesa della “negritude”, cioè dell’espressione della loro diversità rispetto alla cultura e alle tradizioni
modo di pensare, costumi, religione, espressioni artistiche e via dicendo, che sono differenti perfino nella storia millenaria dei vari popoli europei. Tuttavia, è evidente la ben maggiore diversità di tutto questo tra Europa, Africa, Asia, ecc. Del resto, ricordo per l’ennesima volta che alcuni africani (e non solo) come Senghor, Aimé Césaire e altri – del tutto sensatamente e approvabili al massimo grado nei loro intendimenti – proposero molti anni fa la difesa della “negritude”, cioè dell’espressione della loro diversità rispetto alla cultura e alle tradizioni
giovedì 5 settembre 2019
Roberto Gualtieri, nuovo ministro dell’Economia offende gli italiani e la democrazia
<<Roberto Gualtieri, nuovo ministro dell’Economia offende gli italiani e la democrazia: “Ci sono cose più importanti delle elezioni, anche Hitler le ha vinte e poi si è capito come è andata. Quindi non mi sembra un criterio assoluto che va sopra il bene e il male. I cittadini possono essere ingannati dalla propaganda!”. La frase è stata pronunciata lo scorso anno in diretta TV ad Omnibus su La7.>>
C.V.D. Ecco come sono gli “antifascisti”, che pretendono nel contempo di essere i veri difensori della “democrazia”, secondo loro basata sulle elezioni, che ovviamente si guardano bene dal fare con la “trovata” del voto ogni 5 anni, anche se nel frattempo non semplicemente i sondaggi ma vere elezioni generali e regionali hanno rovesciato
C.V.D. Ecco come sono gli “antifascisti”, che pretendono nel contempo di essere i veri difensori della “democrazia”, secondo loro basata sulle elezioni, che ovviamente si guardano bene dal fare con la “trovata” del voto ogni 5 anni, anche se nel frattempo non semplicemente i sondaggi ma vere elezioni generali e regionali hanno rovesciato
martedì 6 agosto 2019
DISCORSO SUL BENE E SUL MALE
Non parlo qui delle piccole azioni quotidiane dove distinguere tra bene e male può sembrare più facile. Eppure non lo è per niente perché chi vuol fare il bene, almeno nei proponimenti, può ugualmente fare danno, soprattutto quando la sua bontà non è richiesta. Un bene eccessivo ed ossessivo verso qualcuno può diventare una sottile, e neanche tanto, forma di oppressione. In ogni caso, questa interpretazione del “far del bene” resta frutto di una
domenica 28 luglio 2019
IL SONNO DELLA SRAGIONE GENERA VERMI
Uno di vent’anni che imbevuto di droga (almeno immagino) dà otto coltellate, e ben piazzate, ammazzando una persona. E che fosse carabiniere o meno, sposato da poco o meno, m’interessa fino ad un certo punto. L’assassino è un degenerato e lo è ad appena vent’anni e vissuto nel benessere. Se ne fa un caso, quasi grave come l’assassinio, per il fatto che è stato bendato e con le mani legate dietro la schiena. Ritengo che sia stata
mercoledì 24 luglio 2019
(Per non dimenticare) MANI PULITE AVEVA LE MANI SPORCHE
Vergognoso, questa volta, l’articolo di Feltri su Di Pietro. L’ex direttore di Libero, al tempo di Tangentopoli alla direzione dell’Indipendente, prese cantonate grosse e grossolane sul golpe giudiziario, verso le quali non mostra ancora resipiscenza ad anni di distanza. Suo l’epiteto di “Cinghialone” contro Craxi anche se di ciò si è scusato in seguito e forse anche vergognato. Era lui a parlare di Di Pietro e Borrelli come uomini di lodevole attività. Eppure già al tempo circolavano pesanti voci dei rapporti tra il primo e la C.I.A. Il secondo, da uomo intelligente qual era, più probabilmente, fiutò l’aria e non ostacolò quei modi da psicologia terroristica verso i vari imputati. Qui, al contrario dei numerosi smemorati o tetragoni della legge ad orologeria, non intendiamo arrenderci ad una verità storica ancora egemone ma completamente contraffatta.
Tangentopoli fu il pretesto per liberarsi di un’intera classe dirigente la quale, per quanto non
Tangentopoli fu il pretesto per liberarsi di un’intera classe dirigente la quale, per quanto non
giovedì 16 maggio 2019
LA CARICA DEI 60 PROFESSORI CONTRO IL GOVERNO
Sessanta professori hanno firmato un appello contro “ le politiche fiscali del governo” il quale, irresponsabilmente, ha avviato iniziative come il reddito di cittadinanza e “quota 100” che “incrementano le prestazioni sociali di oltre 48 miliardi di euro”, con coperture insufficienti. Ciò, a loro parere, farà inevitabilmente lievitare il deficit. Orrore! Inoltre, le cose potrebbero persino peggiorare con l’introduzione della flat tax che porterebbe il disavanzo a livelli ancora più incontrollabili. Doppio orrore senza libidine! Chi sono questi insigni luminari della triste scienza così preoccupati per le casse dello Stato? Alcuni di loro, in questi anni, hanno ricoperto incarichi ministeriali eppure i loro contributi non hanno invertito la situazione disastrosa (Brunetta e Padoan), altri hanno amministrato aziende o organismi di
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venerdì 14 dicembre 2018
AUSPICHIAMO SANZIONI ALL’ITALIA DA PARTE UE DI GLG
So che mi si potrebbe obiettare che sono per il “tanto peggio tanto meglio”. Tuttavia, sarei contento se la UE comminasse le sanzioni minacciate all’Italia senza sconti. Credo che si arriverà a qualche compromesso, ma mi piacerebbe che ciò non accadesse. Si metterebbe in piena luce che cos’è questa UE, che lascia passare il deficit francese ormai ben più alto (e oltre il “mitico” 3%), condannando invece l’Italia malgrado le sue “convulsioni” (a mio avviso meschine) per andare perfino sotto il 2,4%. I “traditori” del paese (politicanti, giornalisti, imprenditori inetti) già mettono le mani avanti a favore della UE: la Francia ha un debito pubblico inferiore e lo spread basso. Lo schifo che fanno è indescrivibile. La Francia
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venerdì 9 marzo 2018
Un vero governo (qualcosa dimenticato e ignorato da tutti, in campagna elettorale...e anche dopo)
Le elezioni appena concluse hanno decretato la vittoria dei 5Stelle al sud e della Lega al Nord. Nella coalizione di centro-destra non va bene F.I., mentre si rafforza il partito della Meloni. Il Pd è crollato ovunque, anche nelle roccaforti d’antan. Leu ha superato di poco la soglia di sbarramento. Le ali estreme, Casapound e Potere al popolo, praticamente non esistono così come lo spauracchio della contrapposizione fascismo/antifascismo, con il quale i media hanno cercato di rinfocolare ataviche quanto immaginarie diatribe (con lo scopo di instradare gli elettori verso i gruppi dell’establishment).
Né i pentastellati né i centrodestri hanno la maggioranza per dare vita ad un esecutivo stabile. Si aprono i giochi per alleanze che consentano agli uni o agli altri di insediarsi a Palazzo Chigi. A Salvini e soci mancano una cinquantina di deputati ed una trentina di senatori per raggiungere l’obiettivo. Ai grillini molti di più. Quest’ultimi però sono il movimento più votato d’Italia e sembrano avere più chance di farcela orientandosi a sinistra. Renzi vuole impedire che ciò accada perché ha intenzione di farsi un partito personale spaccando il Pd. Ma se quest’ultimo entra nel governo nessuno lo seguirebbe più per cui ha mandato in scena le prime dismissioni-non dimissioni della Storia.
In ogni caso, sia Salvini che Di Maio dovranno scendere a patti con qualcuno annacquando le loro promesse elettorali, se non anche la loro visione politica che già non era un granché.
Il vero nodo della questione è questo: il mondo ha di nuovo il coltello tra i denti, trascinato dall’ondata multipolaristica. Cambiano i rapporti di forza globali. La Russia crea missili imbattibili. La Cina incrementa i propri arsenali. Gli americani non hanno mai smesso di spendere in armi e di migliorarle. Altre potenze regionali si comportano minacciosamente e mostrano i muscoli dove possono o dove ritengono di averne diritto. L’Italia ne sta pagando il prezzo, sia dentro che fuori i confini, indebolendosi su tutti i fronti. Basta una minaccia dei mercati per modificare la politica interna o una nave turca per ridimensionare quella estera.
Al cospetto di questi grandi temi che dicono grillini e leghisti? Di Maio è volato a Washington e si è accomodato con qualche trilaterale mentre Salvini non è andato più in là di critiche all’euro, all’Ue e alla Germania, ora divenute pure più “costruttive”. Il resto dei programmi è fuffa su reddito di cittadinanza, Flat tax e altre misure economicistiche ecc. ecc. che possono lenire ma non risolvere problemi che hanno natura soprattutto extra economica.
Come ha scritto invece Alberto Negri: “La Russia, Erdogan, la guerra in Siria, Cipro, Israele, Egitto, la Libia e l’Eni: un minuto per capire la strategia del gas. Le cose in sostanza stanno così. Se il gas russo va da Erdogan in pratica la Russia aggira l’Ucraina e trasferisce una quota della dipendenza europea da Mosca ad Ankara. Il progetto Tap (gas dell’Azerbiajan all’Italia) va avanti ugualmente perché interessa la Turchia anche se fa concorrenza a Mosca. Ma il gas di Cipro e del Mediterraneo orientale scompagina i piani della Turchia di diventare un hub decisivo del gas per l’Europa. Se poi a questo aggiungiamo il gas di Israele e quello dell’Egitto la posizione strategica turca si indebolisce. Peggio ancora se un giorno il gas iraniano passasse dall’Iran all’Iraq fino ai terminali in Siria: è questo uno dei motivi della guerra per procura anti-iraniana contro Assad da parte di Turchia e monarchie del Golfo. E per finire mettiamoci pure l’Algeria e la Libia già collegate da due gasdotti con l’Italia: ed ecco che si capisce bene perché hanno fatto fuori Gheddafi. L’Italia, con Eni, entra in tutti o quasi i progetti citati e questo evidentemente infastidisce diversi attori regionali e non. Nessuno di questi argomenti strategici per l’Italia è minimamente entrato nella campagna elettorale: non sono difficili da capire li ho sintetizzati qui in 18 righe, ovvero un minuto di lettura”.
E non solo di strategia energetica si tratta ma, soprattutto, di ricollocazione geopolitica dell’Italia e dell’Europa in un contesto in profonda trasformazione. Su questo i nostri cosiddetti populisti nulla hanno detto e nulla hanno da dire. Non c’è speranza. Questi signori non hanno capito il vero spirito dei tempi, per questo sono già perdenti e non potranno fare meglio (ma nemmeno peggio, credo) di chi li ha preceduti. Tuttavia, essere meglio di chi li ha preceduti non basterà a risollevare il Paese. Non fare male o fare bene non basta più, qui occorre fare qualcosa di grandioso e innovativo, revisionando il passato per costruire il futuro, guardandosi intorno dove siamo circondati da lupi.
fonte http://www.conflittiestrategie.it/un-vero-governo
Né i pentastellati né i centrodestri hanno la maggioranza per dare vita ad un esecutivo stabile. Si aprono i giochi per alleanze che consentano agli uni o agli altri di insediarsi a Palazzo Chigi. A Salvini e soci mancano una cinquantina di deputati ed una trentina di senatori per raggiungere l’obiettivo. Ai grillini molti di più. Quest’ultimi però sono il movimento più votato d’Italia e sembrano avere più chance di farcela orientandosi a sinistra. Renzi vuole impedire che ciò accada perché ha intenzione di farsi un partito personale spaccando il Pd. Ma se quest’ultimo entra nel governo nessuno lo seguirebbe più per cui ha mandato in scena le prime dismissioni-non dimissioni della Storia.
In ogni caso, sia Salvini che Di Maio dovranno scendere a patti con qualcuno annacquando le loro promesse elettorali, se non anche la loro visione politica che già non era un granché.
Il vero nodo della questione è questo: il mondo ha di nuovo il coltello tra i denti, trascinato dall’ondata multipolaristica. Cambiano i rapporti di forza globali. La Russia crea missili imbattibili. La Cina incrementa i propri arsenali. Gli americani non hanno mai smesso di spendere in armi e di migliorarle. Altre potenze regionali si comportano minacciosamente e mostrano i muscoli dove possono o dove ritengono di averne diritto. L’Italia ne sta pagando il prezzo, sia dentro che fuori i confini, indebolendosi su tutti i fronti. Basta una minaccia dei mercati per modificare la politica interna o una nave turca per ridimensionare quella estera.
Al cospetto di questi grandi temi che dicono grillini e leghisti? Di Maio è volato a Washington e si è accomodato con qualche trilaterale mentre Salvini non è andato più in là di critiche all’euro, all’Ue e alla Germania, ora divenute pure più “costruttive”. Il resto dei programmi è fuffa su reddito di cittadinanza, Flat tax e altre misure economicistiche ecc. ecc. che possono lenire ma non risolvere problemi che hanno natura soprattutto extra economica.
Come ha scritto invece Alberto Negri: “La Russia, Erdogan, la guerra in Siria, Cipro, Israele, Egitto, la Libia e l’Eni: un minuto per capire la strategia del gas. Le cose in sostanza stanno così. Se il gas russo va da Erdogan in pratica la Russia aggira l’Ucraina e trasferisce una quota della dipendenza europea da Mosca ad Ankara. Il progetto Tap (gas dell’Azerbiajan all’Italia) va avanti ugualmente perché interessa la Turchia anche se fa concorrenza a Mosca. Ma il gas di Cipro e del Mediterraneo orientale scompagina i piani della Turchia di diventare un hub decisivo del gas per l’Europa. Se poi a questo aggiungiamo il gas di Israele e quello dell’Egitto la posizione strategica turca si indebolisce. Peggio ancora se un giorno il gas iraniano passasse dall’Iran all’Iraq fino ai terminali in Siria: è questo uno dei motivi della guerra per procura anti-iraniana contro Assad da parte di Turchia e monarchie del Golfo. E per finire mettiamoci pure l’Algeria e la Libia già collegate da due gasdotti con l’Italia: ed ecco che si capisce bene perché hanno fatto fuori Gheddafi. L’Italia, con Eni, entra in tutti o quasi i progetti citati e questo evidentemente infastidisce diversi attori regionali e non. Nessuno di questi argomenti strategici per l’Italia è minimamente entrato nella campagna elettorale: non sono difficili da capire li ho sintetizzati qui in 18 righe, ovvero un minuto di lettura”.
E non solo di strategia energetica si tratta ma, soprattutto, di ricollocazione geopolitica dell’Italia e dell’Europa in un contesto in profonda trasformazione. Su questo i nostri cosiddetti populisti nulla hanno detto e nulla hanno da dire. Non c’è speranza. Questi signori non hanno capito il vero spirito dei tempi, per questo sono già perdenti e non potranno fare meglio (ma nemmeno peggio, credo) di chi li ha preceduti. Tuttavia, essere meglio di chi li ha preceduti non basterà a risollevare il Paese. Non fare male o fare bene non basta più, qui occorre fare qualcosa di grandioso e innovativo, revisionando il passato per costruire il futuro, guardandosi intorno dove siamo circondati da lupi.
fonte http://www.conflittiestrategie.it/un-vero-governo
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