Vergognoso, questa volta, l’articolo di Feltri su Di Pietro. L’ex direttore di Libero, al tempo di Tangentopoli alla direzione dell’Indipendente, prese cantonate grosse e grossolane sul golpe giudiziario, verso le quali non mostra ancora resipiscenza ad anni di distanza. Suo l’epiteto di “Cinghialone” contro Craxi anche se di ciò si è scusato in seguito e forse anche vergognato. Era lui a parlare di Di Pietro e Borrelli come uomini di lodevole attività. Eppure già al tempo circolavano pesanti voci dei rapporti tra il primo e la C.I.A. Il secondo, da uomo intelligente qual era, più probabilmente, fiutò l’aria e non ostacolò quei modi da psicologia terroristica verso i vari imputati. Qui, al contrario dei numerosi smemorati o tetragoni della legge ad orologeria, non intendiamo arrenderci ad una verità storica ancora egemone ma completamente contraffatta. Tangentopoli fu il pretesto per liberarsi di un’intera classe dirigente la quale, per quanto non
E’ stato nel numero del 3 febbraio 1993 di “L’Italia Settimanale”, direttore Marcello Veneziani, e per cui lavoravo anch’io. L’articolo rivelava per primo che meno di un anno prima, il 2 giugno 1992, “a bordo del regio yacht Britannia (che si trova “per caso” nelle nostre acque territoriali) dei rappresentanti della BZW (la ditta di brocheraggio della Barclay’s), della Baring § Co., della S.G. Warburg , e dai nostri rappresentanti dell’ENI, dell’AGIP, di Mario Draghi del ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell’IRI, Giovani Bazoli dell’Ambroveneto, Antonio Pedone del Crediop e da alti funzionari della Comit, delle Generali e della Società Autostrade [danno] il via alla svendita dello Stato. Prime vittime annunciate, i patrimoni industriali e bancari più prestigiosi. Il nome dell’operazione è“privatizzazione”. Formula magica presentata alla collettività come unica cura per
“Allison Mack, l’attrice che interpretava Chloe Sullivan nella serie tv Smallville, è stata arrestata per traffico di schiave sessuali. L’attrice della serie tv è stata arrestatadopo le indagini sulla setta nota come Dominus obsequious sororium (dal latino “padrone della donna schiava”) con a capo Keith Raniere”.
Così la notizia rimbalza su riviste e blog dedicate al mondo dello spettacolo e gossip:
“Tra le vittime che Allison Mack ha tentato di reclutare c’è anche l’attrice Emma Watson, diventa famosa per l’interpretazione in “Harry Potter”. Nei tweet scritti all’attrice nel 2016 e riportati alla luce da Business Insider, Mack ha contattato Watson, cercando di coinvolgerla in un “incredibile movimento femminile”.
Uno dei tweet con cui la Mack cercava di arruolare la Watson
“La setta fa capo a Keith Raniere, una sorta di autoproclamato santone, arrestato in Messico per aver trasformato le sue adepte in schiave sessuali, costrette anche a lavori forzati.
Le donne, dopo essere entrate nella setta, venivano persino marchiate con il fuoco. [….] erano costrette a obbedire a qualsiasi desiderio del leader, comprese prestazioni sessuali e umiliazioni in pubblico. Venivano sottoposte a un vero e proprio lavaggio del cervello ed erano obbligate a mantenere segreto tutto ciò che avveniva all’interno del gruppo. Inoltre, dovevano tutte seguire una dieta molto rigida con punizioni che potevano consistere nell’essere rinchiuse in una gabbia”.
L’attrice Alison Mack teneva conversazioni con Keith Raniere, il guru, riprese in video.
Allison Mack è stata rilasciata su cauzione: qualcuno ha pagato per lei – che rischia 15 anni di carcere – 5 milioni di dollari. Chi? Ovviamente i blogger tacciono specifici dettagli di questa quasi inverosimile storiaccia americana di perversione fra le elites.
Keith Raniere, il capo della setta, anch’egli arrestato in Messico, è da anni finanziato da Sara e Clare Bronfman – le due figlie di Edgar Bronfman, il padrone della Seagram Whisky, miliardario “canadese”, e presidente del Congresso Ebraico Mondiale.
Le due sorelle Bronfman nel 2009: allora, con generose donazioni, invitarono il Dalai Lama a tenere conferenze per la setta di Raniere, onde aumentarne il richiamo spirituale.
Potentissimo “canadese”, Edgard Bronfman fece avere all’URSS di Gorbaciov lo status di “nazione più favorita” ossia dazi di favore dagli Usa, nonché l’abilitazione dei media occidentali come progressista e liberal non più comunista, in cambio della libera emigrazione di milioni di ebrei sovietici in Israele: la forte colonia russa nello Stato sionista risale a quell’affare.
Bronfam e Giorgio Napolitano
Per il Partito Comunista Italiano, Edgard Bronfman fece ancor di più. Caduto il Muro, davanti al PCI si apriva l’abisso , o la discarica nella spazzatura della storia. Per fortuna, il PCI disponeva della carta segreta: Giorgio Napolitano, l’uomo apprezzato a Washington e presso le oligarchie finanziarie. Nel 1989, Napolitano accompagnò l segretario Achille Occhetto in visita (ad limina) presso Edgar Bronfman. Costui stese sul capo e sul Partito la sua mano protettrice, ed ecco di colpo scrisse Repubblica, Occhetto “ incontrò in quelle settimane David Rockefeller, venne intervistato dai “ due maggiori quotidiani Usa: il Washingon Post e il New York Times”, fu impegnato in “una fitta serie di colloqui con esponenti del Congresso” Usa. E tenne anche “conferenze pubbliche al Carnegie Endowment for Peace di Washington, e al Council on Foreign Relations”.
Sicché “Occhetto ne uscì, lui e il partito, candeggiato e legittimato a prendere il potere in Italia al posto della DC: ovviamente dopo libere elezioni. Aiutato, è vero, dalla valorosa magistratura italiana che, con geometrica sincronicità, gli spazzò via i partiti potenzialmente concorrenti, la DC di Andreotti e Forlani e il Psi di Craxi con la leggendaria operazione “Mani Pulite”.
Ma torniamo alle figlie Clare e Sara Bronfman. Le eredi di questa immensa ricchezza e potere, hanno dato a Keith Raniere, il capo della setta sessuale, “150 milioni di dollari negli ultimi sei anni” – così scriveva Vanity Fair nel 2010 – fra cui 66 milioni che si ritiene siano serviti a coprire certi investimenti sbagliati di Raniere nei mercati delle materie prime, 30 milioni per acquistagli immobili e terreni a Los Angeles e a Albany , 11 milioni per un jet Canadair CL-600 da 22 posti, ed altri milioni per alzare un potente sbarramento di azioni legali in tutto il paese contro i nemici della NXVIM”, che è il nome della particolarissima ditta di Raniere. Ovvioamente “facndo di tutto per nascondere l’entità della loro spesa al vecchio padre [deceduto nel 2013] e al resto della famiglia Bronfman”
Il guru Raniere. Sta leggendo “Come vincere al gioco”.
NXVIM (pronuncia Nexium), che alla fondazione si chiamava ESP, Executive Success Programs, ossia “Programma per il Successo Esecutivo”, si presenta come un fornitore di corsi e seminari di auto-miglioramento morale e psichico. Esso usa le tecniche della Programmazione Neurolinguistica, di cui Raniere e la sua socia Nancy Salzman, sono esperti addestrati, ma anche forme di “terapia” basate sull’ipnosi e su altre procedure che sembrano tratte dal programma MK-Ultra.
Sembra qualcosa da sito complottista; il punto è che invece ne hanno parlato importanti media molto mainstream, come il New York Times e Forbes.
Da questa rivista per miliardari apprendiamo che NXVIUM ha “addestrato in pochi anni 3700 personalità” del bel mondo, da sir Richard Branson (il fondatore del gruppo Virgin) alla Ana Cristina Fox, figlia dell’ex presidente del Messico, da Stephen Cooper, capo esecutivo della Enron alle sorelle Bronfman”.
Anzi, anche papà Bronfman, nel 2003, prese parte ad uno dei corsi intensivi offerti dalla ditta di Raniere; nel suo caso, il c orso VIP, praticato direttamente dalla socia e presidente Nancy Salzman. “Per mesi ha mandato un elicottero e prendere la Salzman a New York e portarla nella sua tenuta in Virginia”. Il vecchio miliardario fu anche indotto a scrivere una testimonianza a favore del metodo: “Se ciascuno ricevesse questo addestramento, il mondo sarebbe un posto molto migliore dove vivere… abbiamo imparato a guardare nel fondo della nostra psiche, a liberarci delle angosce che ci hanno afflitto per anni”.
Solo quando seppe che le figlie avevano versato 2 milioni di dollari alla ditta, il vecchio ne divenne ostile. Anche se ad onor del vero non fu sottoposto al trattamento che portò tante clienti a diventare schiave sessuali del “maestro”, a farsi marchiare a fuoco come bestiame, a sottoporsi a privazioni del sonno che le riducevano a stati allucinatori fino alla necessità di ricovero psichiatrico, a farsi affamare per giungere al peso forma preferito dal loro guru. E a consegnare all’istruttrice, pur di guadagnare l’ammissione, proprie foto nude ed altro materiale compromettente, con il patto che sarebbe stato reso pubblico a loro vergogna eterna, se avessero rivelato i segreti della associazione.
Questi segreti erano più specificamente quelli della cerchia interna, DOS (“Dominant Over Submissive”). Dove “La sottomissione e l’obbedienza sono usati come strumenti, hanno affermato diverse donne cadute nelle spire di Raniere. La sorellanza comprendeva circoli, ciascuno guidato da una “maestra” che avrebbe reclutato sei “schiave”. Col tempo, queste, avrebbero reclutato schiave per conto proprio”, ha scritto il New York Times . Allison Mack è stata appunto la migliore delle reclutatrici di schiave, oltre che schiava essa stessa.
.Diverse donne si sono allontanate dal gruppo e sporto denunce spaventose: venivano mostrati loro filmati di violenza estrema, “fra cui uno che mostrava quattro donnne che venivano uccise e smembrate”.
“Nel 2003, Kristin Snyder, una consulente ambientale di 35 anni, è scomparsa dopo una sessione del gruppo in Alaska. Il suo corpo non è mai stato trovato, ma nella sua auto parcheggiato sulla riva della Resurrection Bay, ha lasciato unna nota: “Sono stato sottoposta a lavaggio del cervello e il mio centro emotivo è stato ucciso / spento. . . . Si prega di contattare i miei genitori. . . se trovi me o questa nota Mi dispiace . . . Non sapevo di essere già morta. ”
Un’altra, Toni Natalie, ha cercato di liberarsi dall’influsso di Raniere. Con impreviste conseguenze:
Più volte, dice, è stata visitata da agenti F.B.I.; Nxivm aveva ingaggiato il discusso investigatore privato di origine israeliana Juval Aviv per sorvegliare la sua casa e indagare sulla sua vita privata e le sue attività. Più volte, dice, è stata visitata da F.B.I. agenti, più recentemente lo scorso febbraio. Ignoti hanno messo a soqquadro la sua abitazione; la polizia è stata mandata a casa di sua madre; la sua famiglia, minacciata. (…)
Denunce e querele sono rimaste lettera morta. Il che è logico: essendo in America il procuratore d’accusa un politico eletto e in carriera (per diventare governatore), proverbialmente “apre solo le cause che puo’ vincere”. E cause in cui sono coinvolti nomi tanto grossi come le sorelle Bronfman schierate a difesa del guru, sono facili da perdere – e farsi dei nemici potenti. Tanto più quando “le visiti di agenti FBI” a casa di una denunciatrice fa indovinare altissime e segrete complicità.
Il primo articolo che tratta del caso, quello di Forbes, è del 2003. Solo adesso avvengono i primi arresti – e da parte della polizia del Messico.
Nel frattempo, Raniere è stato accusato di aver avuto rapporti carnali anche con bambine di 12 anni. Ha potuto fondare una sorta di succursale messicana, In Lak ‘Ech, che ha un sito dove dice: “Cerchiamo uomini e donne impegnati in Messico che vogliano agire e unirsi a questa iniziativa”. E si fregia di un simbolo, analogo a quello che l’FBI ritiene un segno di riconoscimento fra pedofili, come nel caso Pizzagate.
Il simbolo della setta messicanaI simboli di riconoscimento tra pedofili per l’FBI
Il gruppo sta inoltre allevando un misterioso bambino, oggi di 3 anni, che ha chiamato Gaelen. Nella narrativa interna alla setta, una delle schiave di lunga durata di RAniere, di nome Barbara Jeske, avrebbe ricevuto il neonato (a una settimana di vita) dal nonno, dopo che la madre del bambino sarebbe morta, di parto o di un incidente d’auto. Di fatto, il bambino vive con Kristin Keeffe, la consulente legale delle Bronfman ed anche del NXVIM; le due sorelle Bronfman pagano il suo mantenimento ed allevamento, che è piuttosto costoso. Gaelen viene infatti cresciuto per essere “l’erede” del Maestro e Padrone, secondo le teorie di Raiere: nutrito con cibo crudo, tenuto lontano da altri bambini, curato da cinque tate che parlano ciascuna una lingua diversa, tra cui russo, spagnolo, Hindi e cinese. Degli ex dipendenti della setta hanno segnalato il bambino ai servizi di protezione dei minori, senza alcun risultato.
Pochi giorni prima di essere arrestata, Alison Mack ha twittato la foto di una nostra conoscenza: “l’artista” prpduttrice di event8i cannibalici Marina Abramovic, occultista di gran moda nelle cerchie dei Clinton e dei fratelli Podesta, curatori della campagna di Hillary. Un segnale? Una richiesta di soccorso?
Oggi vi presento la TRISTE storia di uno dei tanti attivisti no euro che si sono dati da fare per spingere il movimento verso posizioni antitetiche a quelle attuali. Egli, come noi del resto, voleva un movimento per la gente comune (e quindi antieuro), essi lo hanno, invece, trasformato nel cavallo di troia dei panzern tedeschi.
Riassunto: Dopo 5 anni di militanza M5s, io Marco Giannini, ho pubblicato nel 2015 un saggio economico anti euro per Andromeda, con prefazioni di Anna Variato (UNIBG) e di diversi Europarlamentari e Parlamentari M5S, presentandolo nel 2016 alla Camera (invitato dagli stessi parlamentari del movimento M5s).
Saluti l’Orso….
ps ho cambiato 3 profili dall’ultima volta stando anche 3 mesi fuori da fb perché ero giù per vicende private (la mia ex)…
Nonostante ben 5 anni di esperienza nelle Istituzioni e di evidenze empiriche il M5s come proposta di “punta” ha ancora oggi quella sui vitalizi immediatamente “fagocitata” dalla protesta come “Dio Marketing” vuole.
Facendo credere al cittadino medio “conti qualcosa” lo si è portato a inveire contro questioni secondarie ma comprese da tutti e volutamente distratto. E’ stato portato a credere che 70 milioni di euro di vitalizi (quanto potrebbe costare il cartellino di Alex Sandro della Juventus) siano più odiosi delle decine e decine di miliardi che lo Stato annualmente paga a pochi soggetti della finanza internazionale. Una speculazione parassitaria (cioè ottenuta senza dietro un “lavoro”), imposta ai nostri contribuenti mediante leggine da abolire presenti tanto nell’Italia pre moneta unica, quanto in quella post moneta unica; nel secondo contesto la situazione è divenuta critica perché causante perdita di competitività e debito estero.
Trasformando quindi la materia “Economia” in un reality, il M5s ha potuto compiere un’opera di trasformismo senza precedenti, proponendo per il relativo Ministero Pier Luigi Ciocca senza essere praticamente notato.
Chi è Ciocca?
Per capirlo partiamo dalla Germania: dal dopoguerra in poi i tedeschi hanno percorso una strada di costante “austerity sostenibile” mantenendo i salari bassi rispetto ai profitti delle imprese (“quota salari”). Invece di alimentare politiche di domanda interna spesso poco etiche (e di aumento dei prezzi), i teutonici hanno conquistato fette di mercato estero incamerando ricchezza: in tal modo si sono ritrovati un salario reale molto più alto senza deprezzare o svalutare la propria moneta.
L’Italia, tuttavia, riusciva ad essere altamente competitiva grazie ai cambi flessibili e ad una struttura produttiva in parte differente.
Quando l’Italia sull’onda emotiva di Mani Pulite(…) chiese di far parte della moneta unica,
la Germania, che per 50 anni era stata “austera” chiese al nostro paese di pagare un dazio di altrettanta “sobrietà” immediatamente: competizione al ribasso dei diritti e dei salari mediante alta disoccupazione (ed ingresso di manodopera a basso costo dall’Africa), taglio dei servizi anche essenziali, totale separazione della moneta rispetto all’economia, distruzione delle economie locali.
Per ottenere tale risultato serviva come “precursone” un valore di ingresso (nell’Euro) Marco/Lira che non rispecchiasse il reale rapporto di forza tra le due economie (1 Marco = 1200 Lire circa) ma ipervalutasse la nostra valuta (mettendo così in difficolta la nostra bilancia commerciale, prodromo di tutte le crisi economiche, con tutti i sacrifici annessi).
Ad accordarsi per un valore di 1 Marco = 990 Lire furono proprio Prodi, Ciampi, Draghi e… Ciocca!
Per legittimare questo rapporto “drogato”, nei mesi precedenti la decisione, ci avevano pensato i mercati finanziari “drogando” il rapporto cioè vendendo appositamente Marchi e comprando Lire.
Una volta compreso il contributo storico di Ciocca per il proprio paese, quello che va rimarcato è che il M5s è riuscito a proporre un simile prospetto senza essere notato dall’opinione pubblica. Per fare un esempio eloquente se i pentastellati avessero cercato un ex di Forza Italia per quel Ministero (senza responsabilità sulla crisi rispetto ai summenzionati) ci sarebbero state le barricate.
Secondo la stessa logica tocca sentire un Prodi (cui affidammo il futuro dei nostri figli e nipoti) dichiarare “abbiamo svalutato la Lira sul Marco del 600% rispetto a quando ero uno studente universitario” confondendo moneta ed economia sempre profittando della totale ignoranza (in materia) del cittadino medio.
In questo contesto quindi ha buon gioco chi riesce a far passare inosservate, insieme a figure come Ciocca, le pericolose carenze di un programma economico confusionario ed impraticabile.
Alcuni media hanno espresso preoccupazione per l’estrema fragilità interna del M5S, una fragilità che, secondo loro, si andrebbe a ripercuotere sul paese una volta al governo; altri hanno ravvisato nella ricetta M5S numerosi copia incolla eseguiti da programmi di altre forze politiche e da Wikipedia (inquietanti indizi di incompetenza) ma nessuno si è cimentato nell’analisi della proposta economica.
A prima vista parrebbe che a dettare la linea economica sia sempre Beppe Grillo visto il suo “innamoramento” per il default, eppure non credo che stiano così le cose: inizialmente fu la “decrescita felice”, una teoria rudimentale, di pochi capitoletti, che durante la stagnazione ci costerebbe il default; successivamente fu il turno del default stesso, auspicato da Grillo; poi fu la volta del referendum sull’euro che avrebbe portato sempre al fallimento; adesso è il turno di questa proposta che favorirebbe una speculazione internazionale senza precedenti con “scenari greci” (cioè il dimezzamento dei livelli pensionistici) o addirittura “argentini” cioè il… default!
Come noto, se si escludono le persone che hanno conti all’estero, il default comporta l’immediata evaporazione di tutti i risparmi degli italiani: una crisi debitoria in Italia a qualche soggetto estero conviene sempre…
Per uscire dalle recessioni, secondo l’approccio keynesiano, è opportuno “fare deficit” per incrementare la domanda aggregata (acquisto di beni e servizi da parte dei cittadini) dando lavoro, infrastrutture, detassando ecc. In questo modo tornano a circolare danari, l’economia riparte, i contribuenti aumentano di numero e con essi le entrate dello Stato che vanno a ripianare non solo il nuovo deficit ma anche a ridurre lo stock debitorio.
In altre parole si va ad incidere sul denominatore del rapporto Debito/PIL incrementandolo e non sul numeratore (cercare di ridurlo significa fare austerità). Purtroppo l’economia non è una materia da affrontare in modo virtuale bensì chirurgico, considerando in primo luogo in che contesto ci si muove: al minimo errore si rischia una macelleria sociale senza precedenti.
Su un piano strettamente economico, nell’ambito dell’eurozona, se espandiamo la domanda aggregata ed i partner europei non fanno altrettanto, la conseguenza è il peggioramento dei conti verso l’estero e della bilancia commerciale, a causa dell’impennata dell’import rispetto all’export con probabile crisi debitoria (di tipo economico).
Il Candidato Premier pentastellato pare quindi mettere il carro davanti ai buoi visto che i principali partner europei optano senza titubanze verso dinamiche ultra competitivie e marcatamente mercantiliste.
Di Maio insistendo sullo sforamento del parametro del 3% denota che a sfuggirgli è pure un importante dettaglio: “fare deficit” non significa erogare beni e servizi aggiuntivi rimanendo scoperti ma vuol dire ottenere un prestito da un investitore (sotto forma di Bot, Btp ecc) per poterli pagare. Successivamente lo Stato, per evitare il fallimento, è obbligato a saldare il debito col creditore quando egli chieda indietro i soldi o alla scadenza prestabilita del prestito con interessi annessi.
Se uno Stato paventa la violazione di regole comunitarie, perde credibilità e diviene costosissimo per esso ottenere finanziamenti, visto che una simile prospettiva può comportare dinamiche punitive da parte di numerosi soggetti finanziari (compresi gli Stati creditori).
Di Maio è corso ai ripari evidenziando come anche Francia e Spagna in passato abbiano disatteso il 3% ma non ha tenuto conto del fatto che questi Stati possiedono un debito pubblico minore del nostro. Poco importa ai partner dell’eurozona che il concetto di debito pubblico sia emotivamente enfatizzato e confuso con il debito estero.
Un altro punto estremamente critico del candidato premier è dare per scontato che i propri interventi siano “ad altissimo moltiplicatore” e che in brevissimo tempo comportino una crescita del PIL tale da ottenere maggiori entrate fiscali (utili ad onorare le scadenze con vecchi e nuovi creditori e quindi ad evitare il default).
Al netto del fatto che le dinamiche di questo tipo sono estremamente imprevedibili, il moltiplicatore si esprime in tutta la sua forza quando il danaro “gira” cioè quando proviene da capitali fino ad allora giacenti e finisce nelle tasche di chi consuma fino all’ultimo euro di stipendio per poter vivere. Se va ad accumularsi nei forzieri delle multinazionali che stanno dietro larga parte della Green Economy, della Virtual Economy e delle infrastrutture, l’effetto è contrario (al netto del fatto che se sono capitali esteri la moneta “emigra” peggiorando ancor più lo stato delle cose).
In altre parole è lecito attendersi che i licenziamenti presenti nel piano Cottarelli e gli investimenti nei settori auspicati da Di Maio e dal suo staff economico, comportino una riduzione degli effetti del moltilicatore nel breve/medio periodo (e con essa una riduzione dei livelli occupazionali, proprio secondo Keynes!), una contrazione del PIL, minori entrate e tagli ai servizi ed alle infrastrutture che nelle intenzioni si vorrebbero potenziare.
Per quanto eticamente auspicabile, la “moralizzazione” della spesa pubblica nel breve può comportare al massimo un incremento della soddisfazione dei cittadini che, se si rivolgono a un fannullone, non ottengono un servizio pronto e decente. Solo nel medio-lungo periodo una burocrazia efficiente, un paese sicuro e ricco di infrastrutture possono attrarre investimenti sensibili ma finché ciò non avviene, di effetti moltiplicatori “nemmeno l’ombra”, quindi non si hanno maggiori entrate mentre i creditori, aumentati di numero, pretendono subito il pagamento delle scadenze pena il fallimento dello Stato e questo contesto innesca fenomeni speculativi.
Non saper “moltiplicare” l’economia e prospettare la violazione di norme comunitarie (perdita di credibilità) è il viatico certo per ritrovarci con il cappio al collo delle scadenze verso i creditori.
Quando uno Stato è nell’urgenza di ottenere finanziamenti, i potenziali “prestatori” (detti “investitori” ma anche detti “speculatori”) chiedono interessi sempre più alti (speculazione/spread), il paese sotto attacco finisce per avvitarsi nei debiti e per onorare scadenze sempre più pressanti ed evitare il default è costretto a svendere assets strategici a prezzi di saldo (con ulteriore desertificazione dell’economia), di norma proprio ai soggetti che hanno compiuto questa aggressione.
E’ l’azione della tipica “finanza volatile” con sede a Londra che non comporta un incremento dell’economia reale (industrie, lavoro) bensì emorragia di benessere verso l’estero e deflazione salariale.
In questo caso la crisi debitoria ha tratti più finanziari che economici e di nuovo il M5S pare incamminato in quella direzione.
Di Maio è reduce da incontri con non ben definiti “investitori” a porte chiuse quando in gioco c’è l’interesse nazionale: perché questo gap in termini di trasparenza proprio quando la posta in gioco è così alta?
Ricordo che nel 1992 il Governo italiano optò per l’uscita dallo SME e consapevole che la grande svalutazione che ne sarebbe seguita avrebbe comportato un pari sconto sui “gioielli di Stato”, sul Panfilo Britannia, si accordò con soggetti esteri per la svendita degli stessi.
A completare un quadro di estrema incertezza la salita agli onori della cronaca di Fioramonti come responsabile della politica economica pentastellata, per i legami (da lui smentiti) con lo speculatore internazionale Soros, con i Rockefeller, i Rothschild ed Anspen Institute.
Egli insegna economia in Sud Africa ma è laureato in Scienze Politiche (quindi non è un economista) ed è un teorico della della “decrescita felice”. Superfluo rimarcare come tale teoria non scopra niente (è lapalissiano che gli sprechi vadano ridotti e che il PIL non sia un indice della felicità ma economico) ma viene percepita da creditori e partner europei (che spesso coincidono) come indizio di approssimazione e come indice di un potenziale disimpegno sul lato dei conti pubblici da parte degli “italiani”.
Insomma più che il “Moltiplicatore di Di Maio” e di un clima alla Mani Pulite 2.0 (utile a difendere la Religione della Moneta Unica) questo paese necessita di maggiore lealtà nei confronti di chi non “mastica” economia: volendo esprimere un giudizio nazional popolare, si dichiari chiaramente che dal punto di vista della “crisi” il problema del nostro paese non sono tanto i “corrotti”, che evidenze scientifiche mostrano pesare tra un 5% e un 10% alla voce “debito”, ma i “venduti” (a soggetti esteri) che hanno approvato una Maastricht irriformabile.
Oggi la storia sta dando a tutti noi un grande riscatto. Coloro che per tutti questi anni non ha fatto che rievocare democrazie sconosciute e giustizie fasulle, condannando in contumacia un'intera classe politica, non sono che idioti utili, personaggi che si sono vestiti di allori e glorie ed ora sono pronti a strisciare per chiedere perdono. In occasione del riconoscimento a Bettino Craxi del merito di essere stato un vero uomo di stato, vi riproponiamo un articolo scritto circa 4 anni, con grande coraggio. Forse solo oggi si può capire il significato di questo testo, scritto per rendere omaggio non solo a Craxi, ma a coloro che si sono battuti per la verità, a chi voleva una Europa diversa. Elmut Koll, Slobodan Milosevic e Bettino Craxi sono infatti i tre uomini che hanno cambiato il popolo europeo e per questo su di loro si è abbattuta una pesante condanna. Piccoli squadristi, da tempo, imperversano su Youtube nel tentativo di scongiurare il peggio, ma è arrivato il tempo di fare pulizia...
La storia è talvolta così distante dalla realtà, i fatti vengono stravolti e la verità negata: così l’onore di un uomo viene sfibrato per cancellarne la memoria e la sua stessa vita. Mentre tutti gli scagliavano contro sentenze e ingiurie, mentre il magistrato Antonio Di Pietro spasimava per il grande momento e qualcuno gridava “Tonino facci sognare”, sicuramente nessuno di loro sapeva che lui aveva tentato di salvare l’Italia, e così non restava che un’unica soluzione : andare via il prima possibile, una fuga immediata.
I fatti erano ben diversi, alle spalle vi era un piano , chiamato “Apocalisse”, studiato nei minimi dettagli e gestito direttamente da Londra. Nacquero in quegli anni in Italia molte scuole di lingua inglese, come copertura dei servizi segreti ; molti agenti del Sisde e del Sismi furono intimoriti, altri si suicidarono: la campagna mediatica dei giornali, e non solo delle televisioni, avanzò impietosa. L’obiettivo di fondo consisteva nel rovesciare i governi e porre al potere dei criminali, dei “contadini”, di destra e di sinistra, islamici e non , per poi privare uno Stato della sovranità monetaria, privatizzare ogni cosa e rastrellare le ricchezze esistenti, creando così un sistema economico completamente diverso, quello del “rent”, dell’affitto, basato dunque non più sul concetto di possesso, bensì su quello di uso. Un ambizioso progetto da realizzare mediante la svalutazione della moneta, la riduzione della spesa pubblica, la deregolamentazione del mercato con politiche liberiste, la fissazione di alti tassi di interessi , con la lotta alla corruzione, la privatizzazione del patrimonio statale e della Banca Centrale, ed infine la rifondazione della Nato come organismo militare per sabotare le iniziative dell’Onu.
In realtà la crisi economica e finanziaria non è il solo problema, ma è un anello di un meccanismo molto più complesso che si serve di una forma di potere centralizzata e piramidale, andando a creare quelle che molti studiosi definiscono società “rettiliane” o demagogie pure. Un sistema questo che si è rivelato efficace, dobbiamo riconoscerlo, in contesti medievali in cui non esisteva la comunicazione di massa, le attuali tecnologie e forme di crimine psicologico: la nostra società rimane tuttora ancorata a schemi di potere antichi e arcaici.
Craxi, come qualcuno prima di lui, aveva intuito che il sistema era concatenato perchè ragionava come un uomo di Stato, ed è stato tradito dal serpente che è dentro in noi. Voleva salvare l’Italia, parlava di svolta, di cambiamento e di rinnovamento, parole che certamente hanno fatto tremare gli eminenti Banchieri di Londra. Craxi cercava di combattere uno degli anelli del sistema tramite la “lira pesante”, che consisteva nel coniare la “5 lire in argento” con l’effigie di Garibaldi, cosa che sicuramente non è stata ben gradita alle lobbies bancarie che scatenano guerre sanguinarie solo per imporre il costo di una commissione bancaria in un paese.
Mentre cercava di salvare l'Italia, si accorse cos’è veramente il “potere”. Ho sacrificato la mia vita e venti anni di studi e di ricerche per capire ciò che i politici sostanzialmente dicono in frasi del tutto accidentali. Egli intendeva rifondare il tessuto sociale, il modo di fare economia, e il concetto stesso di partecipazione politica perché aveva intuito che il mercato si stava trasformando: l’economia cresceva tra usura e collusione , e da tempo ormai era in atto un etnocidio, ossia lo sterminio dell’identità etnica, delle tradizioni, e della cultura mediante strategici piani di “globalizzazione” e l’appropriazione dell’intelligenza dei popoli.
Tutto quello che si è realizzato con il Trattato di Maastricht è stato accuratamente programmato nel 1978 da un piano strategico e complesso, che già allora fece le sue prime vittime. Maastricht si è appropriato del potere democratico per antonomasia in quanto va ad incidere sulla redistribuzione della ricchezza reale, trasferendo in maniera illegittima e incostituzionale la sovranità monetaria ad un ente non rappresentativo della volontà sovrana dei cittadini. L’unione monetaria ha creato una macchina che distrugge, depreda e porta guerra tra i popoli; la banca, dal canto suo, si finge un’istituzione, che entra come un parassita nell’azienda per alimentare un sistema di denaro virtualizzato. I Grandi Banchieri si sono resi responsabili di gravi crimini, senza che nessun tribunale internazionale li abbia mai condannati, e continuano a sterminare popoli in maniera sempre più subdola in forma di etnocidio. L’eurosocialismo è caduto. Tutte le colonie del regime comunista sono state attaccate perchè i sistemi economici ibridi tra comunismo e capitalismo andavano eliminati ad ogni costo in modo da evitare anche lo scontro diretto con la civiltà araba: ed ecco perché Craxi era considerato un filo arabo.
Allora il governatore della Banca d'Italia Carlo Azelio Ciampi, banchiere di fama internazionale lavorava per i suoi capi, aiutandoli ad aumentare i loro guadagni a dismisura. In quegli anni i gruppi finanziari a struttura piramidale hanno aumentato i loro profitti in maniera esponenziale , finanziando poi guerre sanguinarie nei Balcani e in Somalia al solo scopo di impossessarsi, mediante tecniche di intermediazioni finanziaria, delle loro ricchezze. Lo stesso George Soros è artefice di pratiche criminali che simulano operazioni finanziarie ( e a questo punto è inutile che si veste da grande finanziere!) . Nel 1992 non era più possibile salvare l’Italia e Craxi aveva un compito tanto complicato quanto impossibile da portare a termine.
Mentre Maastricht vedeva nascere l’Europa dei Banchieri Ladroni, la magistratura arrestava Mario Chiesa, e procedeva con gli avvisi di garanzia che avrebbero portato avanti la crociata contro “la corruzione”. Nel luglio del ’92 le parole di Craxi alla camera dei deputati denunciano una criminalizzazione della classe politica, un vero e proprio processo storico e politico ai Partiti, e "un finanziamento irregolare ed illegale al sistema politico,... non e' e non puo' essere considerato ed utilizzato da nessuno come un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe politica”. Il Buon Tonino probabilmente solo quando fece il grande gesto teatrale di togliersi la toga dinanzi alle telecamere e di rassegnare le dimissioni dalla magistratura, diede prova di aver capito che era stato usato e manipolato come una pedina in una guerra strategica senza scrupoli. Ma il nostro ex commissario doveva capire che il sangue sporco si deve mischiare con quello nuovo. Mani pulite è stato dunque qualcosa di più, aveva l’obiettivo di controllare le masse, eliminare la classe politica e sostituirla con soggetti dalla mente semplice e poco intelligente, assolutamente inadeguati a contrastare i veri poteri, mentre le privatizzazioni e il saccheggio dell’Italia proseguiva. Il nostro caro Banchiere diventava Presidente del Consiglio per completare l’opera organizzata da Londra, degnamente sostituito poi da Fazio , perchè il patto prevedeva la vendita della Banca d'Italia, e degli stessi Italiani, e così anche la sua carica di governatore .
Nello stesso anno, Giovanni Falcone in una macabra esplosione accreditata alla mafia trova la morte; così come l’ingegnere Raul Gardini che muore per mano di un anomalo suicidio: episodi che in realtà nascondono ben altro. Lo stesso scenario che si è venuto a creare ultimamente in Libano con Hariri , che stava organizzando la borsa del Petrolio in euro. In quel periodo tutti gli ambasciatori e le Associazioni sconosciute millantavano democrazie sconosciute, e si meravigliavano scandalizzati della corruzione in Italia , ma non ricordano ciò che la Federal Reserve fece nel 1923, da cui il motivo che spinse gli americani a combattere una guerra mondiale.
A colpire Craxi è stata la finanza internazionale, i Banchieri, un mondo sconosciuto alle masse, gerarchie ristrette e estremamente chiuse, persone che non vedrete mai camminare tra la folla. Lo temevano così tanto che al pensiero che Craxi potesse trovarsi in suolo italiano e rilasciare scomode dichiarazioni li preoccupava seriamente, tanto è vero che era costantemente controllato ad Hammamet. Le sue parole devono essere di insegnamento a questi politici contadini, diventati i camerieri di Banca Intesa e Unicredit e non più protagonisti della regolamentazione del sistema economico. Si sono autodefiniti pastori del gregge, ma bisogna ricordare che l’unico uomo di Stato che non è stato accettato dall’Inghilterra era Craxi, contrastato dagli stessi giornali che ora santificano Carla del Ponte e additano Slobodan Milosevic per aver condotto una pulizia etnica.
Oggi è l’era dei pappagalli, della civiltà schiavizzata dai banchieri, agganciati a loro volta ai servizi segreti, che hanno creato “comitati di controllo e gestione delle crisi”, utilizzando strutture come la Gladio, e Società di sicurezza per compiere qualsiasi tipo di attentato e di omicidio. La velocità della magistratura nel vendere l’ Italia è stata strabiliante. Accusare Bettino Craxi è stato come chiudere la porta in faccia allo Stato stesso , per il quale si sono combattute guerre, alzate barricate, in nome di una bandiera si moriva con onore dinanzi al plotone di esecuzione, gridando “Viva l’Italia”. Tutto questo non è servito a riunire gli uomini, ma a distruggere la fratellanza, perchè alla guida di una nazione erano stati posti piccoli uomini e non Statisti, banali intellettuali che non sapevano cos’è davvero il potere. Spero che oggi la nostra classe politica abbia capito che siamo posseduti dal sistema bancario, e che hanno venduto l’Italia a dei baroni Ladroni.
Chiediamo all'ex Governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi, che con grande e sfavillante carriera è divenuto persino Presidente della Repubblica, se può ora immaginare quanto un uomo che stava per morire aspettasse da Lui un’ amnistia, non per i soldi che aveva rubato ma perchè stava pagando con la vita la scelta di essere un uomo di Stato. E deve crederci, ha aspettato una sua parola fino all’ultimo respiro, ma un uomo che come, Presidente della Repubblica, simbolo della giustizia e della neutralità, avrebbe potuto cambiare le cose. Craxi e la sua famiglia hanno pagato un grosso prezzo e a loro va tutta la nostra solidarietà: noi tutti siamo responsabili di quella morte, perché non abbiamo saputo ascoltare quando “un saggio”, un pastore, cercava di condurre il suo gregge.