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mercoledì 16 ottobre 2019

Viva la plastica

Ci tassano le cose più utili e di uso comune. Diesel, plastica e tabacco. Sono rapine ai danni della gente mascherate da lotte a favore dell’ambiente. Cercano di toccare i cuori mentre ti derubano del portafogli. Il governo fucsia, attualmente in sella in Italia, specula su tutte queste balzanerie per gabbare i cittadini, al pari degli omologhi europei. La coscienza ambientalista serve a legittimare le rapine contro i più deboli della terra, in nome di una Terra che se volesse ci smaltirebbe in breve tempo, senza farsi troppi problemi. La natura vuole la nostra pelle perché la vita deve mangiare la vita per perpetrarsi. Però gli ambientalisti, questi ricchi signori che vivono esistenze protette e confortevoli, grazie ai loro

venerdì 13 aprile 2018

Clima. Il riscaldamento antropico non esiste.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-13.

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Il riscaldamento antropico ha poco o punto a che fare con le variazioni climatiche.

Germania. I negazionisti della stabilità climatica gettano la spugna.

Secondo i ‘climatologi’ l’Artico avrebbe dovuto sciogliersi nel 2012.

Arctic Sea Ice Gone in Summer Within Five Years?

Goodbye to an unrealistic climate goal

Trump. ‘Clima’ addio. Deobamizzazione a ritmo continuo.

Trump taglia la National Oceanic and Atmospheric Administration

Petizione di 300 scienziati perché Mr Trump ritiri gli Usa dall’accordo di Parigi.

*

Per parlare in termini politicamente corretti, il 'clima', ossia l'asserzione che esista il riscaldamento antropico, è stato ed è una gigantesca truffa volta ad acquisire gigantesche risorse economichepubbliche da utilizzasi per finanziare realtà vicine o gestite direttamente dai liberal, che ne hanno tratto congruo sostentamento.

Di questi giorni è uscito un articolo di Mauro della Porta Raffo, per i tipi del Corriere della Sera.

Prende atto coraggiosamente della verità.

Constatiamo con piacere come persino il Corriere della Sera, per decenni corifeo dell'ideologia liberal e socialista, stia facendo marcia indietro, a tutta forza.

E questi sono solo a poco più di un mese dal 4 marzo. Figuriamoci cosa sarà tra un anno.


→ Corriere. 2018-04-08. Riscaldamento antropico: la verità

L’inquinamento causato dall’uomo ha niente o pochissimo a che fare col riscaldamento globale (naturale) ma moltissimo, tutto, a che vedere con il degrado della Terra.

*

L’Alaska?
Abbiamo studi assolutamente precisi a proposito del clima in Alaska. Accurati e recenti - pubblicati nel 2001 - dimostrano che tra l’1 e il 300 dopo Cristo, tra l’850 e il 1200 e dopo il 1800 le temperature colà sono state particolarmente alte. Negli intermedi, basse.

Non che i dati concernenti l’estesissimo Stato Usa possano essere considerati in relazione al pianeta Terra nel suo complesso. Ma - in particolare riguardo all’emisfero settentrionale - confermano, per quanto attiene ai periodi indicati, il susseguirsi dell’Optimum Climatico Medievale (altresì noto come Periodo Caldo Medievale), della Piccola Età Glaciale e, più indicativamente non dall’anno 1800 ma dalla metà dell’Ottocento, del Nuovo Periodo Caldo.

(Differenti rilevazioni concernono il primo dei lassi temporali elencati - dall’1 al 300 - il Periodo Caldo Romano).

Conferme ulteriori arrivano da studi specifici quanto alle variazioni delle temperature dei mari nonché di altre zone del preindicato emisfero nord. Come ebbi ad affermare (e qui ribadisco) sul Corriere della Sera in un lungo ed articolato intervento il 18 agosto 2009 (provocando irritate ed irrazionali reazioni - non prive di insulti - da parte dei catastrofisti e un gradito seppur parziale riconoscimento a firma Giovanni Sartori), il riscaldamento climatico attuale è del tutto naturale facendo storicamente seguito, non solo alle naturalissime variazioni poco fa ricordate, altresì alle infinite precedenti almeno a far luogo da 10700 anni fa, inizio teorico dell’attuale «periodo interglaciale».

Va qui ripetuto poi che ogni riferimento al cosiddetto Effetto Serra come a qualcosa di negativo già conferma che i cosiddetti «esperti» («persone che hanno smesso di ragionare» secondo Frank Lloyd Wright) non sanno di cosa parlano. 
Se, difatti, tale Effetto non esistesse la temperatura media sul pianeta sarebbe decisamente inferiore e la vita avrebbe avuto molte difficoltà a svilupparsi.

È l’aberrazione dell’Effetto il pericolo.

L’aberrazione, l’alterazione, non la sua esistenza!

Devo qui infine ripetere che non esiste dimostrazione alcuna del fatto che il Buco dell’ozono esista da sempre visto che non era scientificamente possibile rilevarlo, che so?, ai tempi dei Romani o anche solo cento anni fa. Che la «scoperta, di fenomeni quali il Niño e la Niña definiti «nuovi» è ridicola.

Come ho scritto negli anni Ottanta - quando si cominciò a parlarne come appunto ‘novità climatiche’ - i termini Niño e Niña sono spagnoli e fanno riferimento, dai tempi dei conquistadores, al fatto che il primo aveva luogo (ovviamente, da sempre) periodicamente verso Natale ed essendo nella lingua di Cervantes chiamato Niño il Banbino Gesù...

Tutto ciò detto e ripetuto, l’uomo è il peggiore degli esseri viventi e la sua azione devastante. L’inquinamento antropico ha niente o pochissimo a che fare col riscaldamento globale (naturale) ma moltissimo, tutto, a che vedere con il degrado della Terra.

È per combattere tale degrado che si deve agire. Non lo si fa assolutamente essendo, risultando più facile, economicamente e politicamente assai più remunerativo sbraitare ed agitarsi demagogicamente senza senso.
E se cominciassimo a ripulire gli oceani? E se eliminassimo la plastica, flagello dell’umanità?

E se educassimo con la sferza e il bastone le nuove generazioni? Sogno. Quando si raggiunge il fondo qualcuno comincia a scavare!

domenica 1 aprile 2018

Ad Amsterdam apre Ekoplaza, il primo supermercato senza plastica che ha come obiettivo quello di ridurre l’inquinamento degli oceani

Ad Amsterdam nasce il primo supermercato senza plastica. L’Olanda ha ormai dichiarato guerra alla plastica e si prepara ad eliminarla da tutto il paese, a partire dai market. Con questo intento è nata la catena Ekoplaza la prima al mondo che offre prodotti senza questo materiale,preferendo il vetro, il metallo e tutto ciò che è compostabile, per un totale di ben 680 articoli.
All’interno del supermercato si possono acquistare carne, riso, pasta, ma anche frutta, verdura e latticini, il tutto rispettando l’ambiente e senza produrre scarti di plastica. La svolta green per ora è solo un esperimento che, se dovesse andare bene, verrà replicato con l’apertura di ben 74 punti vendita di Ekoplaza che sorgeranno in tutta Europa entro la fine del 2018.
Secondo le ultime previsioni entro il 2050 la situazione dei mari sarà così grave che quasi tutti i pesci saranno scomparsi lasciando spazio alla plastica. La necessità di trovare una soluzione contro le 165 milioni di tonnellate di plastica presenti negli oceani, ha spinto i Governi a fare qualcosa.
“Sappiamo che i nostri clienti sono stanchi di prodotti carichi di strati di plastica – ha svelato Erik Does, il creatore di Ekoplaza -. I reparti plastic free sono un modo innovativo di testare i biomateriali compostabili che offrono un’alternativa più rispettosa dell’ambiente”.
La decisione dell’Olanda arriva dopo che l’Unione Europea si era espressacontro l’uso della plastica. Secondo le ultime direttive infatti entro il 2030 dovrà essere esclusivamente riciclata e non utilizzata negli ambiti in cui sarà possibile. Le linee guida di questa “battaglia all’inquinamento” sono state indicate dalla Commissione nella Public Waste strategy.
Proprio come la Norvegia, l’Olanda, dopo aver recepito queste direttive, ha deciso di passare all’azione anche grazie all’appoggio di A Plastic Planet, importante gruppo ambientalista che da anni si batte per eliminare la plastica dagli oceani.  Per decenni hanno venduto ai consumatori la bugia che non possiamo vivere senza plastica nel cibo e nelle bevande – ha spiegato Sian Sutherland, cofondatore del market green -. Un reparto privo di plastica cancella questa falsa convinzione. Finalmente possiamo vedere un futuro in cui il pubblico può scegliere se acquistare plastica o meno. Allo stato attuale non abbiamo scelta”.
Fonte  https://quifinanza.it/green/amsterdam-primo-supermercato-senza-plastica/174998/
Visto su  http://www.ninconanco.info/ad-amsterdam-apre-ekoplaza-il-primo-supermercato-senza-plastica-che-ha-come-obiettivo-quello-di-ridurre-linquinamento-degli-oceani/



martedì 5 marzo 2013

Le cose belle esistono o no?

Prendendo spunto dalla cronoca locale, e cioè una sparizione di sedie e arredi in locali del Comune di Cagliari, e leggendo dei commenti non posso non notare come, a fronte di un costo per ogni seduta ,per alcuni elevato, pare di 218 euro, sia seguito il commento che all'Emmezeta per 16 euro ho acquistato una sedia più bella. Ora è vero che la bellezza può essere soggettiva, ma come diceva Enzo Biagi, c'è gente che pure in Corea sarebbe brutta. Le sedie sono della Kartell azienda, tra le atre cose, mia concorrente, ma ritenendo di essere onesto riconosco che è una bella sedia, di qualità, realizzata in materiale sintetico e senza sbavature o imperfezioni. E' chiaro che quelle che vendo io sono migliori...e nel design altrettanto innovative e ricercate ma senza essere pesanti e difficili da accettare. Detto questo ritengo che una parola vada spesa ,è il caso di dirlo, sul rapporto qualità prezzo. Sempre più persone si accorgono, per fortuna, che c'è plastica e plastica, come diceva un altro Enzo, cioè Ferrari, quando faceva presente che c'è plastica Fiat e plastica Mercedes, e lo stesso dicasi per le sedie e altri oggetti di arredamento, come c'è truciolare e truciolare, con fibre lunghe o corte ad esempio, riempito con materiali di scarto oppure no, così come c'è legno e legno. Che poi un mobile