In questi ultimi mesi mi è capitato di vedere dei video che avevano per argomento l'economia: in effetti ci si riferiva ad aziende in difficoltà, vuoi per i costi di esercizio vuoi per l'accesso al credito, e con riferimento anche ai fallimenti. Per tassazione e per numero di fallimenti, siamo ai primi posti in Europa. La cosa che mi ha fatto un po' rabbia è che , alcuni guru che hanno speso parole su questi argomenti, fino a poco tempo fa se ne sbattevano altamente i cosiddetti , mentre il sottoscritto ha lasciato dei commenti al riguardo e rinfrescando la memoria a questi signori. Perché ho fatto solo presente che 1) il lupodeicieli ne ha iniziato a scrivere nel lontano 2004; 2) sempre il mio vecchio blog, ospitato su Leonardo che poi ha pure chiuso il portale e fatto sparire il blog, è stato uno dei blog più visitati e presi in considerazione anche da altri siti oltreché da migliaia di visitatori; 3) sempre io ho avuto modo, a suo tempo, di parlare con italiani all'estero in teleconferenza, e su temi come quelli di cui sopra, oltre al solito anatocismo e ai rapporti con le banche. Intorno al 2007/2008, tutto finito, come se non gliene fregasse più un tubo a nessuno: vuoi perché il blog era passato dall'essere ospitato su Leonardo a Splinder per poi approdare dove è ora, ma soprattutto è il disinteresse da parte di chi non vedendo un profitto nell'interessarsi a questi temi, ma anzi ritenendo il tutto una rogna, ha pensato bene di parlare di migrazioni, immigrati, e dulcis in fundo approdare al green e a temi dei miei stivali. Pensate a una notizia come quella che riguarda Schettino: buono e caro il nostro comandante, però c'è da chiedersi perché uno come me è fuori dal mondo del lavoro dal 2004, con chiusura del fallimento nel 2012, e senza aver avuto nessuna opportunità di lavoro. Cioè , detto chiaro e chiudo il post: a me nessun giudice mi ha detto che avrei fatto un corso , retribuito, per poter essere avviato a un nuovo lavoro; non mi hanno chiamato in tv per parlare, dietro pagamento , delle mie disavventure. Del resto la mia è stata una bancarotta semplice, non ci sono stati morti o feriti, né ho rubato, come tanti altri, milioni di euro. Qui in città da noi, a Cagliari, ci sono state due persone che nel secolo scorso, hanno fatto sparire uno 8 miliardi circa, l'altro 6 miliardi: ebbene, entrambi se la sono cavata bene, nessuno gli ha rotto gli zebedei, anzi hanno ricevuto aiuto "dai soliti religiosi", quelli che oggi come oggi accolgono i migranti, gli trovano case dove dormire, gli elargiscono denaro, gli pagano le bollette, gli danno una mano. Che poi i religiosi o le religiose, siano in grado di fare due o tre telefonate per risolvere i problemi di questi extracomunitari, cioè non tirino fuori i soldi dalle proprie tasche, è irrilevante per chi, come me, vorrebbe magari aprire un c/c e nonostante non debba più esistere l'elenco dei falliti, a me viene negato di possedere un c/c. Mi candido per un posto di venditore di mobili, all'interno di un negozio, ma neanche mi rispondono: quando le selezioni le facevo io per il mio negozio, mi degnavo quantomeno di ricevere tutti coloro che avanzano la richiesta del posto di lavoro. Ma forse erano altri tempi, e io di certo sono una persona diversa e a detta di alcuni, migliore. Peccato che temi come quelli di cui sopra, non siano nell'agenda dei partiti ,compresi quelli antisistema. E' importante il covid, il vaccino, il green pass, ma è fuori tutto il resto, compreso il discorso energia, Russia, Ucraina, guerra in generale. Una bella secchiata di merda , ecco cosa meritano questi gaglioffi, compresi i guru che cercano di parlare di economia, ma non certo affrontano il tema del fallimento di persone e aziende: temono i fighetti di youtube, che chiudano le aziende, non certo si preoccupano dei suicidi o di chi emigra. Tanto loro, professori delle università prestati a fare video, da cui di certo traggono vantaggi economici, il 27 ricevono il loro lauto stipendio. Vadano a quel paese, tanto sono bugiardi e ipocriti.
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venerdì 23 settembre 2022
Pieno di bugiardi e ipocriti
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venerdì 20 aprile 2018
Se avessi potuto ...
Non ne faccio e non ne farò una malattia, ma se avessi potuto sarei andato volentieri al Salone del Mobile di Milano: e non certo per vedere o essere visto da Salvini, così come non ho visto Berlusconi mi pare fosse nel 2009, dopo il terremoto de L'Aquila. E' dal 1982 che ogni anno mi sono recato al Salone e avrò perso sì e no tre o quattro edizioni, forse cinque: ma non muore nessuno. Me ne faccio una ragione: soldi per venire non ne avevo, il mercato e la rete distributiva, ossia i posti dove vendere e dove devono recarsi i potenziali clienti, sono tutti, a mio parere, da rivedere e questo ancor prima di sapere "che cosa passa il convento". La mentalità levantina, dei commercianti, è come quella di certi politici: ci sono i politicanti, le meteore, che durano come certe farfalle, solo un giorno. Nel mondo dell'arredamento è più o meno la stessa cosa: chi c'è stato, e mi riferisco segnatamente ai giorni dedicati agli operatori del settore, sa bene che è come una sagra paesana, e con tutto il rispetto per le sagre e i paesi, c'è da dire che gli espositori non vedono molto in là nel tempo, non fanno progetti a medio termine. La cosa buona è che di norma c'è esposto il meglio, che deve catturare le attenzioni dei visitatori, che diventano in tanti casi i clienti del momento piuttosto che , ad esempio, i partner per futuri acquisti: in tanti casi ho visto migliaia di euro passare che so dai russi ai mobilieri veneti, per poi brindare con prosecco e degustare formaggi e salumi. Ed è giusto così, però mi sia consentito di sostenere che ci vuole altro, e non solo per ciò che riguarda la realtà italiana, ma anche per quella estera. Capisco che con alcune vendite ti raddrizzi la schiena, risani il bilancio, ti proietti già ai saloni di Mosca o dell'estremo oriente, e che se giochi bene le carte partecipando a diverse esposizioni vivi bene, così come so che non è indolore il costo per partecipare a queste manifestazioni. Ma la mia osservazione vuole mettere in luce che tu, artigiano del mobile o industriale, rappresenti, se vendi solo ai russi o agli stranieri, ben poco: perché tu e la tua azienda siete quattro gatti, perché ti fa schifo vendere i mobili in Italia (che poi è la tua patria) forse perché pensi che la gente non apprezzi le tue fatiche e il tuo ingegno. Allora ti dico che se siamo invasi dal ciarpame di certe aziende, se per gli italiani che devono comprare i mobili conta solo il prezzo (che chissà perché per altro tipo di acquisto conta molto meno), è perché tu e i tuoi, ve le cantate e suonate da soli, non fate informazione. Sembrate quel tipo di persone, quei pseudo giornalisti, che testano le auto in tv: cazzo, vanno tutte bene. Mai e poi mai che abbiano dei difetti o che siano fatte male. Per i mobili basterà leggere i redazionali di qualche lecchino, gente che non sa neanche come si realizza un divano o una cassettiera, per capire che tutto è bello e tutto è conveniente. Logico che per acquistare o lo trovi da qualche pseudo venditore di mobili on line, di quelli che fanno la raccolta e dovrebbero avere a catalogo tutti i mobili ...ma con un po' di sconto, oppure te li vendono loro. E così che quattro gatti ingrassano a dovere. Ditemi dove sono i posti di lavoro. Ditemi dove sono i punti vendita ... Ma non quelli aziendali. Vorrei vedere negozi veri, non gente che si nasconde dietro le griffe , persone che amano il mobile, che te lo spiegano, che ti dicono i pregi e i difetti. Avevo una regola, e che vale anche per altro tipo di vendita, di commercio, e che mi piace ripetere:
dimmi un motivo, una ragione, per cui dovrei acquistare questo mobile o questa sedia o quest'auto o quello che vuoi; ma poi dimmi anche i motivi e le ragioni per cui non dovrei comprare. Per certi versi è come la scritta che compare in certi siti, laddove sei invitato a sostenere il sito, ma subito c'è anche la scritta "fallo solo se ci credi".
dimmi un motivo, una ragione, per cui dovrei acquistare questo mobile o questa sedia o quest'auto o quello che vuoi; ma poi dimmi anche i motivi e le ragioni per cui non dovrei comprare. Per certi versi è come la scritta che compare in certi siti, laddove sei invitato a sostenere il sito, ma subito c'è anche la scritta "fallo solo se ci credi".
lunedì 7 novembre 2016
Per non dimenticare
Avrei voluto nei giorni scorsi commentare un articolo su "l'occidentale" o su "la verità", non ricordo in quale delle due testate, e che lamentava come un'azienda sia stata chiusa, non ricordo se fallita, per mancanza di commesse.
Colpa ,sopratutto, delle sanzioni verso la Russia, e dell'avere una produzione rivolta o gradita solo a quel tipo di cliente.
La cosa mi toccava particolarmente perché trattasi di un mobiliere, seppure con produzione classica, orientata appunto verso i gusti dei russi, ma è sempre un male se un produttore sparisce.
Tuttavia il mio commento sarebbe stato un richiamo, una lamentela, che si domandava come mai la maggior parte delle aziende italiane, vendono di fatto solo all'estero; del perché se vai al Salone del Mobile di Milano, anche lì , quasi tutti gli espositori non cercano né vogliono rappresentanti per l'Italia e,se proprio devono vendere a un negoziante lo fanno loro, senza intermediari, e rigorosamente con pagamento anticipato.
Ecco, direbbe qualcuno, non vendono in Italia, e giammai al sud, perché gli italiani non pagano, sono cattivi pagatori: potrei smentirli dato che alcuni pacchi dei miei conoscenti ,ormai anche loro ex produttori (ma non falliti:hanno solo chiuso e,per grazia di Dio, potevano farlo in maniera indolore...ma mi dispiace perché ho "perso" un fornitore) hanno perduto diversi migliaia di euro con un cliente a Praga che, dopo aver creato un'esposizione, ha portato via, fatto sparire, i mobili senza pagarli: mobili che loro, i miei conoscenti, avevano fornito gratuitamente confidando in ordini futuri, mai arrivati.
Ora il succo del mio discorso, del mio ragionamento, quale vuol essere?
Che troppo spesso si pensa solo ad esportare, alle aziende che esportano, si ignorano e talvolta disprezzano i clienti o potenziali clienti italiani, non si fa nulla perché gli italiani possano diventare "tuoi clienti" , non si pensa mai a un piano B perché troppo presi dagli ordini ricevuti, dalle grasse commesse.
Ho avuto modo di vedere in azioni, nei diversi saloni del mobile italiani (non solo a Milano, quindi) , i venditori che nei vari stand si prodigavano con successo per conseguire e far firmare e incassare il frutto del loro lavoro:cioè il mobile da vendere.
Dispiace che questi stessi abbiano abbandonato il mercato italiano: ora ,tanti, troppi hanno dovuto chiudere la baracca.
Ecco, non è solo colpa dei russi, delle sanzioni che come dei deficienti abbiano affibbiato alla Russia:ma è anche colpa di chi ha guardato per anni e anni dall'alto in basso i propri connazionali (non dimentichiamoci di quando si vendevano a camionate intere o container i mobili ai tedeschi) dicendo "non vendiamo in Italia, solo estero".
Colpa ,sopratutto, delle sanzioni verso la Russia, e dell'avere una produzione rivolta o gradita solo a quel tipo di cliente.
La cosa mi toccava particolarmente perché trattasi di un mobiliere, seppure con produzione classica, orientata appunto verso i gusti dei russi, ma è sempre un male se un produttore sparisce.
Tuttavia il mio commento sarebbe stato un richiamo, una lamentela, che si domandava come mai la maggior parte delle aziende italiane, vendono di fatto solo all'estero; del perché se vai al Salone del Mobile di Milano, anche lì , quasi tutti gli espositori non cercano né vogliono rappresentanti per l'Italia e,se proprio devono vendere a un negoziante lo fanno loro, senza intermediari, e rigorosamente con pagamento anticipato.
Ecco, direbbe qualcuno, non vendono in Italia, e giammai al sud, perché gli italiani non pagano, sono cattivi pagatori: potrei smentirli dato che alcuni pacchi dei miei conoscenti ,ormai anche loro ex produttori (ma non falliti:hanno solo chiuso e,per grazia di Dio, potevano farlo in maniera indolore...ma mi dispiace perché ho "perso" un fornitore) hanno perduto diversi migliaia di euro con un cliente a Praga che, dopo aver creato un'esposizione, ha portato via, fatto sparire, i mobili senza pagarli: mobili che loro, i miei conoscenti, avevano fornito gratuitamente confidando in ordini futuri, mai arrivati.
Ora il succo del mio discorso, del mio ragionamento, quale vuol essere?
Che troppo spesso si pensa solo ad esportare, alle aziende che esportano, si ignorano e talvolta disprezzano i clienti o potenziali clienti italiani, non si fa nulla perché gli italiani possano diventare "tuoi clienti" , non si pensa mai a un piano B perché troppo presi dagli ordini ricevuti, dalle grasse commesse.
Ho avuto modo di vedere in azioni, nei diversi saloni del mobile italiani (non solo a Milano, quindi) , i venditori che nei vari stand si prodigavano con successo per conseguire e far firmare e incassare il frutto del loro lavoro:cioè il mobile da vendere.
Dispiace che questi stessi abbiano abbandonato il mercato italiano: ora ,tanti, troppi hanno dovuto chiudere la baracca.
Ecco, non è solo colpa dei russi, delle sanzioni che come dei deficienti abbiano affibbiato alla Russia:ma è anche colpa di chi ha guardato per anni e anni dall'alto in basso i propri connazionali (non dimentichiamoci di quando si vendevano a camionate intere o container i mobili ai tedeschi) dicendo "non vendiamo in Italia, solo estero".
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martedì 29 settembre 2015
Dal pulpito
Dal pulpito arriva la predica. Sì, ma da quale pulpito? Di solito ci sono almeno due categorie di persone, facilmente riconoscibili: chi è arrivato , dal punto di vista sociale, e cioè nella società in cui vive ha raggiunto i massimi livelli. Se prendiamo come esempio un medico, riterremo costui arrivato quando avrà uno studio tutto suo, o quando sarà primario o , meglio ancora avrà delle cliniche tutte sue. Idem per un avvocato, che magari esercita la professione un po' dappertutto. Oppure uno che da sindaco scala tutti gradini, magari anche due per volta, e arriva in alto che più in alto non si può. Al contrario l'altra persona è uno spaccapalle o , quantomeno , è uno che ha ben poco da perdere se può azzardare ogni ragionamento, anche se per essere credibile deve evitare di essere additato come complottista: c'è sempre tempo per fare dei ragionamenti e dimostrare che alcuni eventi non sono capitati per caso, come l'arrivo di Monti , di Letta e di Renzi; ma anche l'arrendevolezza di Silvio e la mancanza di intraprendenza del M5S (almeno nell'arrivare al sodo e) per far fare le riforme , dimostrano che alcune cose non tornano. Oggi i media di ogni tipo hanno i loro oratori che predicano l'accoglienza o il rifiuto, ma alla fine mancano entrambi di costrutto: è certamente grave che i primi dimentichino sistematicamente che prima ci sono i problemi degli italiani, così come i secondi non hanno le idee chiare su come aiutare gli italiani. Prendiamo anche il caso della crisi del commercio: se tu stato aiuti in mille modi gli stranieri ad aprire partite iva e negozi ( che per tre anni non pagano tasse) e permetti che vengano ancora aperti i vari Mc Donald , Bricoman, Ikea eccetera, come puoi pensare che il commercio , quello dei negozi e non del franchising, possa riprendersi? Non parlo di Equitalia dove ho sentito dire da un esponente del M5S che sarebbe opportuno che lo Stato concedesse la compensazione tra crediti e debiti, così da permettere a chi è creditore nei confronti dell'amministrazione pubblica possa azzerare o compensare. Premesso che sarebbe ovvio, ma non sarebbe anche doveroso rivedere anche i retrospettiva l'ammontare della percentuale e del totale che un cittadino deve allo Stato? Lo dico perché se è vero,come è vero, che fior fiore di economisti hanno detto che ci sono nazioni come la Grecia (e non solo lei, quindi) che hanno un debito così elevato che non è possibile ripagarlo, lo sanno quelli del M5S e altri della sinistra (che sono giustizialisti "a prescindere", in stile Visco per intenderci o Treu , giusto per non allontanarci troppo) che lo stesso vale per persone, aziende, famiglie? E lo sanno che il prossimo passo che faranno alcuni squali è quello di cedere in pagamento di tasse e imposte, i crediti che aziende, sopratutto "grosse" possiedono? Ciò significa che una semplice fattura diventa una lama o un proiettile nelle mani dell'erario, mentre un pinco pallino qualunque potrebbe avere i mezzi per contestarla. Ora concludo manifestando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il mio disappunto nei confronti dei conduttori tv che non si schierano ,apertamente , contro Equitalia e contro le tasse troppo elevate: e che non hanno la voglia di affermare che le cartelle già emesse vanno riviste proprio nell'importo. Quindi niente rateo di mesi e mesi, almeno senza aver rivisto proprio la percentuale: come ha detto ieri una signora, 20 milioni di lire non possono diventare 90 mila euro e, sopratutto essere esigibili. Della serie "tu sei fuori di testa" e se fossi un texano ti sparerei con un fucile: dopo farei ciò che qui non viene ancora fatto e che io stesso, da sfrattato, avei dovuto fare, e cioè demolirti mezza casa, rompere tutto quello che si può rompere, dalle porte alle finestre. Le mie cambiali pagate, non sono state ritenute valide, la contabilità e le leggi che valgono per tutti , non sono valide per le coop. In ogni caso mi hanno sfrattato e messo in strada. e per me, come per migliaia di italiani, non ci sono case e casette dove riparare, e sono caduto dalla padella alla brace. Un'amica di mia moglie, prima ci ha ospitato, dicendo che non avremmo dovuto pagarle niente, poi la sua ospitalità a 20 km dalla città in un casolare di campagna,ci è costata 300 euro al mese. Ma non solo: ho dovuto sistemare i cani, che oltretutto non ho più visto; lasciare metà dei mobili che non potevo portarmi dietro: una delusione, un magone, un'umiliazione, oltre a spese legali. Per 8 mesi ho pagato e poi sono ricaduto dalla brace in un'altra brace: ma è un'altra storia che merita un post tutto suo. Un ultimo appunto, sempre rivolto ai conduttori tv ma anche a chi scrive, sono le sviolinate verso i supermercati e i centri commerciali in genere: fanno vedere in tv un frutto, una pianta, un salume e............lo potete trovare e comprare nei supermercati. Ma porca troia! Possibile che non riescano a pronunciare la parola "negozio"? Cazzo! ci vuole poco, ed è anche più breve e, secondo me, aiuterebbe anche l'economia nazionale.Certo che ci sono anche dei produttori che hanno orgasmi in diretta tv quando affermano che "siamo riusciti anche a vendere i prodotti attraverso la grande distribuzione". Sinceramente ai miei tempi ero più contento di avere dei rivenditori nei 4 capoluoghi di provincia sarde, e altri negozianti negli altri centri di rilievo, piuttosto che avere un negoziante nei vari ipermercati. Ho sempre difeso la distribuzione vasta rispetto allo showroom dei capoluoghi di regione: almeno nel mio settore ,l'arredamento, ero e sono convinto (anche se sono "a riposo" da due anni: ma riprenderò prima o poi a lavorare).
martedì 5 marzo 2013
Le cose belle esistono o no?
Prendendo spunto dalla cronoca locale, e cioè una sparizione di sedie e arredi in locali del Comune di Cagliari, e leggendo dei commenti non posso non notare come, a fronte di un costo per ogni seduta ,per alcuni elevato, pare di 218 euro, sia seguito il commento che all'Emmezeta per 16 euro ho acquistato una sedia più bella. Ora è vero che la bellezza può essere soggettiva, ma come diceva Enzo Biagi, c'è gente che pure in Corea sarebbe brutta. Le sedie sono della Kartell azienda, tra le atre cose, mia concorrente, ma ritenendo di essere onesto riconosco che è una bella sedia, di qualità, realizzata in materiale sintetico e senza sbavature o imperfezioni. E' chiaro che quelle che vendo io sono migliori...e nel design altrettanto innovative e ricercate ma senza essere pesanti e difficili da accettare. Detto questo ritengo che una parola vada spesa ,è il caso di dirlo, sul rapporto qualità prezzo. Sempre più persone si accorgono, per fortuna, che c'è plastica e plastica, come diceva un altro Enzo, cioè Ferrari, quando faceva presente che c'è plastica Fiat e plastica Mercedes, e lo stesso dicasi per le sedie e altri oggetti di arredamento, come c'è truciolare e truciolare, con fibre lunghe o corte ad esempio, riempito con materiali di scarto oppure no, così come c'è legno e legno. Che poi un mobile
martedì 9 ottobre 2012
Perchè dovrebbe interessarti?
Anni addietro, quindici anni fa e anche più, quando operavo in un negozio, spesso mi infastidiva il fatto che alcuni professionisti, commercialisti o ragionieri, avvocati o notai, agenti immobiliari ,scuole e comuni, acquistassero mobili e arredi dai vari mondo office o su altre riviste: dicevo tra me , che io e altri negozi di mobili, eravamo lì, su piazza, e potevamo essere o divenire, anche loro clienti. Perchè mai,allora, costoro compravano per corrispondenza? Senza aver visto prima la merce?Accadeva talvolta che per ricambi vari,invece si rivolgessero in negozio, inventando storie sulla provenienza della merce che, logicamente, era sempre frutto di un regalo o un acquisto remoto. Oggi invece siamo in presenza di storie simili ma con sfumature diverse e più sinistre. Infatti
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giovedì 24 maggio 2012
Tutti contro tutti - Approfondimento
E' necessario, querele a parte, entrare nel vivo di certe considerazioni. Non posso non far sapere come la maggior parte dei commercianti , pur scaricando le spese o i costi sull'utente finale, sul cliente, non pensi o non abbia mai pensato che quel 5 o 10 per cento di provvigioni potrebbero, in effetti, essermi praticati come ulteriore sconto o anche fare a metà: metà a me e metà all'azienda. In fin dei conti che cosa me ne faccio di
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mercoledì 23 maggio 2012
Tutti contro tutti
Accade sempre più spesso che figure professionali vengano sminuite e col tempo emarginate: di solito in periodi di crisi o quando c'è smania di guadagno, ecco che spariscono o si riducono di numero certe professioni o attività commerciali. Partendo dall'automedicazione, dai semplici test da poter effettuare in farmacia piuttosto che in un laboratorio di analisi
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