Visualizzazione post con etichetta centri commerciali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta centri commerciali. Mostra tutti i post

domenica 31 agosto 2025

Sulla sparizione dei negozi nelle città

 Ultimamente, forse per ragioni evidenti o forse perché non se ne può fare a meno, in tanti da Silver ad altri blogger , hanno menzionato la sparizione dei negozi o negozietti nelle nostre città. Se poi si va in realtà più piccole, paesi o paesini, le cose vanno anche peggio, nel senso che è più visibile. Vivo in Sardegna e certe cose le vedo ma, soprattutto le ho viste: vuoi per età vuoi perché, a partire dal mio fallimento mi sono dedicato, per diversi anni, a scrivere nel mio vecchio blog( che era ospitato sulla piattaforma leonardo.it), delle difficoltà che hanno le aziende e i negozi nello stare in piedi. In un recente post ospitato su Come don Chisciotte, si parla di questo fenomeno, attribuendo molte delle cause della morte dei negozi, a internet e alla GDO. Il sottoscritto condivide ma solo in parte la cosa: le cause, che non si sono manifestate solo negli ultimi anni, vanno ricercate fin dai tempi dell'obbligo del registratore di cassa; e sempre in quegli anni sono nati i primi numeri verdi, e c'è stato l'avvento dei fax. Poi c'è stata la fissa di avere e aprire il capannone poco fuori delle città e gli outlet. Solo poi sono arrivati, i siti internet e i primi acquisti on line, che ora come ora, subito e vintage a parte, sono in mano ad aziende tipo Amazon. E' inutile ricordare che occorre pensare per trovare e suggerire soluzioni e interventi: perché a primo acchito basterebbe imporre, come avviene in altre parti del mondo, il divieto di aprire centri commerciali o supermercati: non entro in merito ai diritti dei lavoratori, e quindi al dovere pagare il giusto e prevedere riposo settimanale e ferie, oltre al divieto di diventare straricchi, tuttavia verificare se chi scarica camion alle 5 del mattino è assunto e in regola e vedere poi quante ore, quel giorno, ha effettivamente lavorato. Mi fa sempre sorridere scoprire che adesso ne parlano, quando scrivevo di questi temi vent'anni fa, non importava quasi a nessuno: anche se le migliaia di lettori che avevo dovrebbe dimostrare il contrario, è semmai prova che non basta che un video sia visto e condiviso o un post abbia migliaia di letture, se a questo non segue qualcosa . E quindi ben vengano, magari come nei tre moschettieri vent'anni dopo, azioni e interventi per invertire la rotta. E sempre se a qualcuno le cose , così come sono, non vadano bene. Perché Amazon e i centri commerciali sono così comodi e utili, che chi ne vuole fare a meno? Io!     

lunedì 23 settembre 2024

Punti vista

 Ho letto, recentemente, di persone che hanno esaltato "onlyfans" e siti , con situazioni, simili: sarebbe un qualcosa di rivoluzionario, nel senso che aiuta le donne a emanciparsi o , quantomeno, a ribaltare lo status odierno che vede l'uomo primeggiare sulla donna. Ciò che le donne fanno non verrebbe riconosciuto, almeno non quanto dovrebbe. Ecco perché alcune donne sono recentemente venute allo scoperto , e hanno dichiarato che prima, come bariste o banconiere, ricevevano uno stipendio basso, mettiamo 600 euro: dovevano lavorare molte più ore di quanto previsto dai contratti, e la cifra irrisoria consentiva a stento di andare avanti. Poi, non ricordo come (anche perché non riportato nell'articolo) ecco che si aprono le porte e le possibilità offerte da onlyfans e pornohub e similari: di punto in bianco, o quasi, ecco che la ragazza, la donna, può permettersi di fare dei video , 3 o 4 o anche di più, al giorno e inviarli ai clienti. Il ragionamento di questa donna, e credo anche di altre , è che mentre prima arricchivo, con il lavoro al bar , il mio datore di lavoro, oggi sono io che ricevo i soldi dai maschi, dagli uomini. Che dire? Dico, io ed è il mio pensiero in merito, che la donna identifica il suo datore di lavoro come un uomo che approfitta della necessità che lei ha di lavorare; che come uomo è , di fatto, suo nemico; e , dulcis in fundo , lei mercifica il suo corpo. Che dire ancora? Che , evidentemente , la donna in questione non sa quanto costa tenere in piedi un bar, non ha idea per esempio del costo dell'affitto, dell'energia, dei vari adempimenti (lotteria degli scontrini, per esempio, o adeguamento del registratore di cassa), costo degli spazi esterni o delle merci o dei contributi ; sa anche che , quando viene mandata in ferie, deve essere sostituita e chi la sostituisce deve essere pagata. Potrei continuare con esempi di altri lavori che prevedono che una persona "deve vendere e quindi rendere", e non scaldare la sedia in un ufficio pubblico dove se un giorno vengono 50 persone e un altro giorno non viene nessuno, a fine mese lo stipendio viene pagato lo stesso: questo per dire che il barista può reggere alcuni mesi, andando in rosso o spostando dei pagamenti, ma poi se per mille ragioni non riesce più a incassare abbastanza, o chiude o riduce il personale. Il punto chiave è il costo del lavoro , tra contributi e stipendi: gli stipendi, è vero, non sono alti. Del resto anche nei market ci sono tirocinanti, e sono lì da anni: ora pagare il giusto sarebbe il minimo. Ma chi stabilisce la cifra? Idem per i contributi. Ora non voglio entrare nello specifico, perché un banconiere potrebbe dover ricevere uno stipendio X , mentre un commesso in una cartoleria dovrebbe ricevere un importo diverso, al pari di chi lavora come netturbino in una coop che lavora per un comune. Purtroppo non si parla nei dettagli di situazioni simili, ma si dovrebbe farlo, magari parlando anche di altre categorie di lavoratori come gli agenti di commercio o i padroncini. Ma se parliamo di concetti, ecco che sentire che una donna che si spoglia su onlyfans o fa telefonate porno, non credo che perda dignità o che si debba sentire, come dicono in tante, violata: non fa la prostituta nel vero senso della parola, seppure si direbbe che esistono altri lavori o professioni . Il punto è che oggi gli stipendi sono e rimangono bassi: prima si dava a un commesso, ai miei tempi almeno, 1 milione e rotti, anche 1 milione e mezzo, con tanto di un mese di ferie, domeniche libere, e in tanti casi si lavorava dal lunedì al venerdì. Oggi non è più così, ma non per colpa dei datori di lavoro, almeno non credo si tratti dei baristi: forse sono i supermercati e i centri commerciali , dove ci sono i negozi in franchising , i veri responsabili, quelli delle aperture 365 giorni . Se invece facciamo un passo indietro, non mi pare giusto assimilare chi si spoglia a chi si prostituisce, e quindi andare a vedere e copiare le regolamentazioni olandesi o neozelandesi; semmai queste donne, intendo le piddine pseudo radicali, che vorrebbero regolamentare il tutto, così da far pagare i contributi e magari costringere queste donne a iscriversi a un sindacato e , anche in assenza di rapporti sessuali, obbligare le stesse a visite mediche , così da ricevere il via libera per esercitare la professione. Lungi da me difendere chi ha deciso o è costretto a prostituirsi, ma è bene che si ricordi anche chi gestisce la stessa nelle strade, tipo mafia nigeriana per intenderci, ma non mi piace che , in stile bergogliano, si accusi nei fatti i baristi o i commercianti in genere. 

martedì 23 aprile 2019

Vuoi lo status di rifugiato? Dichiara di essere gay e che ,nel tuo paese, non sei tutelato

La suprema corte accoglie il ricorso di un cittadino della Costa d'Avorio: "verificare tutela anche se in quello Stato l'omosessualità non è considerata un reato". (fonte repubblica.it) 
Infatti da tempo si diceva che fosse sufficiente dichiararsi gay, se provenienti da un paese islamico, dove si sa che l'omosessualità è un reato (sufficiente sapere che cosa avrebbe in mente il sultano del Brunei : si, proprio lui, quello cui ,almeno anni fa, venivano dedicati servizi tv e reportage vari, quasi fosse un mito cui guardare!) e così ottenere lo status di rifugiato. Questa sentenza dovrebbe fungere da riferimento per tutti coloro che, giunti in Italia non si sa come né perché, non vogliano essere rimandati, in qualche maniera, a casa: avvocati e associazioni caritas e cooperative saranno già a lavoro e noi italiani di

martedì 23 ottobre 2018

Tutto come prima? Peccato, speravo in meglio

Che nel programma della Lega ci fosse scritto "accesso al credito per famiglie, imprese, singole persone", sapevo che non c'era da nessuna parte. Così come niente di niente per la seconda chance per i falliti. Che però non ci sia niente , nel def, per la crescita economica, per la ripresa, ecco questo mi infastidisce. Perché? Perché mi ricorda i Silvio di buona memoria, cioè persone,in questo simili alla sinistra o al Pd, che pensano che abbassare le tasse o ridurre le imposte , di uno o due punti, dia sviluppo: ma se uno non ha i soldi per pagare , come possono pensare che cambi macchinari, cerchi nuovi sbocchi commerciali o, come piace tanto dire in questi tempi "innovi". Se ci si vuole dare una mossa, che sia verso accesso al credito, cambio di rotta verso una riduzione dei

lunedì 12 marzo 2018

Ogni volta ce n'è una

Come quando si parlava di accoglienza e sbarchi, e invitavo i conduttori dei vari talk show e i giornalisti a porre delle domande specifiche, che erano ovviamente le mie, adesso con la storia di chi deve formare il governo e quali sarebbero le priorità, si scopre che non si sa niente e si aspettano i porci comodi del presidente della repubblica. Capisco i tempi tecnici, ma c'è l'amico Gentiloni che continuerà a governare e quindi a prendere decisioni, tra cui la presentazione e approvazione del Def a metà aprile. Ora passi pure tutto quanto ho scritto sopra: ma è logico che nessuno abbia i coglioni quadrati per rivolgere domande precise a questi somari? Dico: fai le domande, rivolgiti al politico responsabile, fai come faceva una volta Paragone o altri che , dopo aver invitato Tizio e questi declinato l'invito, di fronte ai telespettatori, rivolgi ugualmente le domande e, oggi più che mai le metti on line e inviti i tuoi telespettatori a inviare mail contenenti le domande rimaste senza risposta a Tizio. Così chi rifiuta il confronto, chi si sottrae alle domande sa che c'è gente, molta gente, che si è rotta i coglioni di non ricevere risposte. Ora nel merito c'è da dire: il reddito di cittadinanza, come funziona? E' vero come dice qualcuno che ci vogliono tre anni o giù di lì? Oppure circa il ridiscutere i trattati europei: quanto tempo ci vuole? E nel frattempo che cosa facciamo? Le seghe? Non so perché si continua a pensare e a parlare di chi deve fare il governo, e non si parla più di cose concrete: come per i migranti, che continuano ad arrivare, qui fanno i porci comodi, e non mi ricordo quante case vanno all'asta ogni minuto in Italia, come non so più quante attività chiudono baracca, e intanto qui a Cagliari apre a fine mense un nuovo centro commerciale e altri due entro l'anno. Poi uno non si deve incazzare!

mercoledì 6 dicembre 2017

Pian pianino ci stanno arrivando anche altri. Spero non arrivino troppo tardi.

Leggevo ieri su comedonchisciotte.org un articolo che riprendeva il concetto di Tech Gleba che Paolo Barnard, di cui non sono più lettore ma di cui condivido alcuni pensieri , ha ben esposto nel suo blog/sito. Nel post che ho letto viene detto , in poche parole, questo: se l'Intelligenza Artificiale prenderà piede, ci saranno un bel po' di persone che perderanno il posto di lavoro. Si partiva, nel post con il paragone uomo cavallo, ove quest'ultimo è stato nel tempo sostituito dai mezzi a vapore e a quelli attuali, tipo automobile o camion o trattori. Idem potrebbe o ,secondo i punti di vista, dovrebbe avvenire con l'adozione dell'IA. Ora in numerosi post che ho scritto, dal 2004 in poi, ho esaminato il mio caso personale: o meglio, il caso di agenti di commercio o rappresentanti, e come si è evoluto il nostro lavoro in rapporto sia con il mercato che con le aziende mandanti. Il bello, appunto, è che non è una cosa che ho scritto ieri dopo aver letto Barnard o Bordin, né dopo essermi consultato con Blondet o Bagnai o altre persone ben più informate ,oltre che quotate, di me: io sono l'ultima ruota del carro, il fanalino di coda, la persona che sta ,ormai, ai margini della società. Sono come il poliziotto americano cui è stato tolto il distintivo e la pistola, o come il pugile che non combatte da anni:sono fuori da tutto,dal giro che conta.  Ma c'è un punto a mio favore, ed è che queste cose, come pure altre, le ho scritte tempo addietro, e ben prima di tanti altri che, in queste ultime settimane, le stanno riproponendo o le propongono come se fossero delle scoperte o delle anticipazioni. Potete anche non dico ripescare il vecchio blog su leonardo.it ma potete anche leggervi qualcosa tra gli oltre 1000 post qui. In sintesi ho scritto quanto segue, che sintetizzo così vengo al sodo, e al confronto con chi parla di IA: negli anni 70 io gli ordini li dettavo per telefono, oppure li spedivo imbucando il tutto alla posta ferrovia come espresso. Con l'avvento del fax, negli anni 80 quindi, non è stato più necessario approfittare delle cortesie della posta o dei corrieri amici, ma questo tipo di apparecchio, unito all'uso dei numeri verdi, ha iniziato a suggerire alle aziende che potevano forse fare a meno di qualche agente, semmai servendosi anche dei cosiddetti funzionari di vendita o capi area. A ciò possiamo aggiungere un uso migliore dei corrieri espressi per consegnare ,in modo mirato, cataloghi e vedere che cosa succedeva: con l'uso della posta elettronica e il sito aziendale, le vendite on line, i voli low cost,  non sembra ci sia più bisogno dei vecchi agenti di commercio: tutto grazie anche alla tecnologia che ha mandato in pensione, in diversi casi anzi tempo, un buon numero di persone. Questo dicevo nel 2004 2005 2006 e anche adesso. Correttivi? Retromarcia? Può darsi, dato che ai cataloghi cartacei, che sono o erano sempre graditi rispetto ai dvd, ma sopratutto la presenza fisica di chi ti spiega un prodotto, valuta (perché fa parte del nostro lavoro) le tue potenzialità con tutti i rischi del caso (se si dà una valutazione sbagliata, ad esempio); ma può suggerire e aiutare il negoziante ,come pure l'azienda, nelle vendite. Ora basta con i pianti, seppure ,come dicevo sempre in quegli anni, la vera assassina è stata ed è la Grossa Distribuzione Organizzata, la GDO, i vari ipermercati, le Ikea di turno: allora invitavo le diverse associazioni di categoria, a fornire i negozianti con t shirt su cui fosse scritto "io non compro negli ipermercati", o frasi e slogan simili. Niente da fare, e sono passati più di dieci anni. Alla GDO, che è in guerra con i vari Amazon, ritenendo ormai vinta la guerra contro il piccolo commercio al dettaglio, non si può non dire che una mano d'aiuto la forniscono i media: non c'è programma o pubblicità che non  li menzioni , giusto per suggerire dove comprare anche il latte o i formaggi. Quando la forma mentis è questa...: ma la cosa curiosa è che adesso ci arrivano anche i soloni a capire o cercare di capire, quello che il sottoscritto diceva più di dieci anni fa, ma senza essere considerato, e senza entrare nel merito della questione. Del resto, come scrivevo e scrivo, finché non vi sentite in pericolo credete di essere al sicuro: e ve lo auguro, ma ricordo, dai tempi del libro "l'avvocato nel cassetto", che potrebbe arrivare un sistema che farà fare a meno degli avvocati o ,il loro "uso e ruolo" verrà ridotto di importanza, così come per citare ancora Barnard, il ruolo dei medici chirurghi, che potrebbero vedersi, e secondo lui già è possibile , sostituire da robot o meglio da IA. Potrei proseguire ma c'è un piccolo distinguo da fare: un conto è la guerra sui salari, prescindendo dalle competenze e qualità professionali, che diamo per scontato siano uguali. In quest'ultimo caso, proprio a inizio anni 2000, venne fuori la questione degli ingegneri e progettisti indiani o pakistani (ma da quelle zone provenivano) e che operavano di preferenza in Gran Bretagna ; da dire che in India, non ci sono solo call center o laboratori di analisi. Ecco che rispetto a ciò che avveniva in quegli anni ora la questione potrebbe non riguardare solo i salari più bassi, che in teoria queste persone si accontentano di percepire, ma la storia è che anche questi "proletari", potranno veder sparire il loro già magro stipendio e perdere, del tutto il lavoro, perché questo lo svolgerà qualche IA. Quindi quando io avvisavo e mi lamentavo di essere stato fottuto, e invitavo la gente a non comprare i mobili nei grossi centri commerciali, ero inascoltato: mi dicevano che ero invidioso di Ikea e company. Se uno vuole trova mobili allo stesso prezzo o anche più basso, li vede, li tocca, glieli portano a casa: in più è un modo per socializzare, conoscere e farsi conoscere, relazionarsi, cosa che se compri in un centro commerciale oppure on line, mi pare molto più difficile che accada. Peccato perché se anche qualche politico, invece di concedere spazi ulteriori a questi centri, così come avviene a Torino o anche a Cagliari, dicesse e si schierasse contro queste multinazionali, sarebbe stato meglio. Qualcuno potrebbe anche ,arrampicandosi sugli specchi, cercare qualche cavillo giuridico per farne chiudere qualcuno o anche un bel po'. In ogni caso, è brutto aver visto che avevo ragione.

giovedì 22 dicembre 2016

C'è poco da dire

O da aggiungere.
Le risposte alle domande che ho inviato anche ai giornali, non sono state date: mi riferisco ,ad esempio, a quanti giorni o mesi o anni , i profughi o presunti tali, devono restare nei centri di accoglienze; o al fatto che la famosa accoglienza diffusa sia un bluff, dato che si sa che i giovanotti ben prestanti non vogliono stare separati ma in gruppi più o meno numerosi: ragion per cui se anche tu li sparpagli questi si riuniscono,nuovamente, e te li ritrovi nelle varie stazioni centrali o principali piazze.
Se poi si visitano le vie cittadine, ma non come le valigie, ma osservando, ecco che si ritrovano sì escrementi di cane, ma anche ricordini umani, che se si va dietro,ad esempio qui a Cagliari, piazza del Carmine, non solo si vedono ma si sente pure l'odore: anche in questi casi, nessuna risposta.
L'elenco è chiaro, come lo era quello in cui domandavo se si faceva o meno qualcosa per i falliti, le famiglie dei suicidati per cause economiche, eccetera
Niente di niente: ecco perché c'è poco da dire e da aggiungere.
Vuol dire che i problemi, sono altri: cioè l'accoglienza , le nozze gay, la legge elettorale.
Curioso che una italiana che vive all'estero, quella che ha scritto la lettera a Poletti o contro Poletti, abbia fatto riferimento a chi lavora nei centri commerciali: peccato che poi, non dico lei, ma tantissimi italiani continuino ad alimentarli con i loro acquisti. 
Era l'occasione buona per ricordare che fare il commerciante,anche se come lei si è laureati, non è disdicevole: diventa un suicidio finché si invita la gente ad andare a fare acquisti lì.
Cominciamo a dire di no e,la prossima primavera estate, una bella maglietta con scritto "io non compro nei centri commerciali": maglietta non made in china, ovviamente.

giovedì 7 gennaio 2016

Alla fine ciò che conta è altro

Certamente uno come me si incazza perché alcune cose non solo non le ha capite, ma proprio perché non le capisco: forse non me le hanno spiegate per bene, o piuttosto sono io che ho ridotte capacità mentali, ragion per cui sono proprio io che difetto. E che cosa non ho capito? Non ho capito per esempio che cosa sia l'evasione fiscale e che cosa questa comporta: o meglio mi hanno indotto a credere che questa sia dovuta alla mancata emissione di scontrini fiscali, ossia quei pezzi di carta che vengono sputati dai registratori di cassa. E mi dicono che all'estero sia pressoché impossibile pagare un caffè o un paio di scarpe senza che uno riceva, nel contempo, anche il pezzetto di carta che certifica il pagamento : non ricordo di aver visto Derrick o Colombo ricevere questi pezzi di carta, ma ricordo che davano soldi di carta e non pagavano con le carte di credito, come pure nei vari telefilm crime americani o altri, simili, tedeschi. Del resto in Germania è il contante il mezzo di pagamento più diffuso e accettato, almeno stando a quanto diffuso, nel 2014 , proprio dalla banca centrale tedesca (salvo errore: vedere, in ogni caso, il sito rischio

mercoledì 5 agosto 2015

Quando uno non capisce...

Quando uno non capisce non capisce: oppure le cose gliele rispieghiamo. Le maggiori difficoltà che incontro, a parte la mancanza di lavoro e di prospettive in genere, è nel vedere come sistematicamente il tema che si affronta viene abbandonato in favore di altri che, seppure legati ad esso, non sono l'argomento principe. E' ,come potete immaginare, il caso del lavoro, delle aziende che chiudono, delle tasse elevatissime, dei falliti e dei fallimenti, ma anche di come ,e questo è quasi tutto farina del mio sacco fin dal 2004, si sviolinano i vari capitani coraggiosi, di come si tessono di continuo elogi per questa o quella azienda che ...esporta il 90 % del proprio prodotto. Ma, dico io, e qui cosa rimane? Possibile che in Italia ci siano solo e soltanto aziende che vendono tutto e solo all'estero? I capitani di queste realtà, assai care ai vari tg e speciali tv, si sono mai avventurati nelle vie delle città o si sono

lunedì 29 giugno 2015

O si capisce oppure no : però se ne può parlare

Ancora una volta, senza tema di smentite, pochi hanno raccolto il mio invito a meditare sul fatto che le priorità vengono disattese, concentrando le energie verso attività che non consentono ai cittadini di vivere bene.
Per essere più precisi vale la pena fare qualche esempio, anche senza entrare nei dettagli che ,semmai seguiranno: chi oggi ha 30 anni, ai tempi di Monti ne aveva circa 26, e in questi quattro anni per lui le cose come sono cambiate? 
Dico solo che se fosse stato in Sardegna avrebbe sperato nel nuovo treno SS Ca, e col cavolo che lo avrebbe visto in funzione (se Dio vuole sarà roba di settembre o giù di lì). Forse che in quattro anni,se fosse vissuto a Taranto, ha o avrebbe visto attuare le bonifiche? Credo proprio di no.
E questo per dire che non abbiamo visto treni viaggiare veloci, non abbiamo visto realizzate bonifiche ambientali, ma abbiamo visto altre cose che non hanno portato lavoro e neppure benessere alla maggior parte dei cittadini.
Senza dubbio c'è chi non se la passa male e ,anzi come ben dimostrato, con la crisi e con le imposizioni del'unione europea ha guadagnato e guadagna:anzi direi che mette solide radici creando nuove e diverse condizioni nelle quali e per le quali è difficilissimo,se non impossibile, riuscire a districarsi e quindi a lavorare e vivere bene.
Continuare ora a parlare di immigrazione serve ,secondo me, solo a incazzarsi ulteriormente, come se non bastasse, per un sardo, sapere che un Cagliari Linate ti costa 200 euro a/r: puoi sperare di poterti spostare per cercare lavoro o crearti nuove opportunità? Col cazzo che puoi ,a meno di non avere una discreta disponibilità e che,se anche l'avessi, ti stringe il cuore dover sborsare tutto quel denaro (cui aggiungere pernottamento e spostamenti vari) sapendo bene che, oltre ciò ritroverai tutta una serie di incombenze cui sottostare.
Può interessarti così tanto la storia di Isis , la Siria e Assad o la Turchia o i due fuggiaschi americano (di cui uno ucciso e l'altro ferito e catturato)? O che Kate soffre di sindrome post partum?
Credo che non ci portino acqua al nostro mulino: potrei capire i rapporti con Putin e la Russia, ma se fossi un industriale, se avessi un'azienda che esporta e si ritrova gabbata da quattro conigli che eseguono gli ordini degli Usa.
Ma proprio qui sta anche la differenza tra milioni di italiani e qualche centinaia di altri italiani (o forse sono di più?): si sentono nei notiziari voci che parlano di ripresa dell'export, del fatto che l'industria va avanti con un più eccetera eccetera. Sì, ma poi che cosa cambia per il negozio sotto casa? Che cosa per l'operaio di una di quelle aziende? E per il corriere che consegna qualche plico o pacco per o a quelle aziende esportatrici? Per queste persone non cambia niente, a meno che non vengano licenziate, hanno un potere di acquisto basso, eppure credo siano abbastanza flessibili, proprio come chiedeva Ciampi quando invitava gli imprenditori italiani a investire in Cina (spero che chi lo ha fatto non abbia fatto la fine di certi industriali tedeschi, messi in minoranza nelle aziende create laggiù, e costretti a cedere il know how e tutto il resto ai soci ,ormai, di maggioranza).
Ecco che sentire che c'è la ripresa ma che questa è, per i media e i politici, un più x o y % rispetto all'anno passato, mi lascia perplesso e anche incazzato: quando vedrò chiudere i centri commerciali che legano la propria attività a supermercati stranieri e al franchising , e contemporaneamente vedrò aprire negozi e attività commerciali fatte da persone e che vendono sopratutto italiano o che comunque investono poi in Italia , allora penserò che forse la ripresa è in arrivo.
Logico che si può parlare di tante idee per rilanciare lo sviluppo della nazione, ma anche su questi punti occorre creare, scrivere, uno schema e dimostrare, dati alla mano, che ciò si può fare e si fa così e cosà : diversamente sarebbe come il milione di posti di lavoro di Silvio o la tassazione secca al 15% di Salvini.
Tutte cose belle ma che hanno bisogno di essere sostenute dai fatti.E ne riparlerò.

venerdì 8 maggio 2015

Vivere male

Quando si sente che gli immigrati clandestini dovrebbero essere impiegati in lavori socialmente utili, ecco che monta la rabbia di chi ha svolto o vorrebbe svolgere quei lavori, così come di chi sa che se lo Stato volesse, ci sarebbe o meglio c'è sempre da fare.
Qualche esempio di cose da fare? Adesso che arriva l'estate, ci vogliono le ambulanze medicalizzate e il servizio di spiaggia day e bagnini.
Così come ci vogliono le spiagge pulite e attrezzate, per esempio di servizi igienici e punti di ristoro (e non a prezzi di Expo 2015).
Così come ci vogliono le guide turistiche, il monitoraggio del territorio onde evitare disastri idrogeologici.

sabato 28 dicembre 2013

Viene quasi voglia di alzare le mani

Quando si espongono certi fatti, sopratutto riguardanti la situazione economica del paese, e quando si propongono soluzioni e correttivi, ma non si viene capiti.
Quando si dimostra che alcune scelte dei governi passati e di alcune amministrazioni pubbliche locali sono risultate ,non solo sbagliate ma anche assai dannose per l'economia, e non si viene capiti.
Ecco che alla luce di quanto sopra si alzano le mani ma non si deve pensare che questo sia un segno di resa: si alzano le mani per picchiare, forte, chi si ostina ad applaudire i vari centri commerciali, chi piange perché Ikea è lontana da casa, chi è triste perchè non c'è Mc Donald o perchè Decathlon ha aperto un punto vendita in un'altra città.
Queste persone che ignorano i danni fatti da chi ha permesso, sposando e accettando le direttive europee in materia commerciale, sono le stesse che inondano di commenti che applaudono la chiusura dei locali commerciali nei centri cittadini, convinti che i commercianti chiudono perché fanno prezzi troppo alti: questi commentatori, che evidentemente non sono persone che lavorano in regime di concorrenza (leale), sono quelli che facevano la ola quando i finanzieri o chi per loro chiedevano l'esibizione di scontrini a chi usciva dai negozi che loro avevano deciso di controllare .

lunedì 29 ottobre 2012

Eppure , sfugge

A tanti di noi, forse perchè non toccati dalla crisi , sfuggono alcuni dati di fatto che sono stati evidenziati da Maurizio Blondet e ,prima ancora da altri blogger: e i dati parlano di riduzione del personale dovuta all'introduzione di tecnologia. E questa tecnologia, nelle loro considerazioni era riferita alla produzione di beni materiali, mentre io ho appurato anche dell'altro. Ho infatti notato come, diverse persone, in caso di emergenza dovessero arrangiarsi. Nel mio mondo, o meglio in quello che conosco e ho frequentato, poteva succedere che ti ritrovassi, nel bel mezzo di una manifestazione fieristica, senza biglietti da visita.E dopo aver dettato i tuoi dati, i riferimenti, scopri che c'è una bella macchinetta, tipo quelle che scattano le foto tessera, proprio di fianco a uno degli ingressi dei padiglioni.E se ti guardi in giro, secondo le città che frequenti e visiti, per lavoro o per diletto, ricordi che le avevi già viste altre volte quelle scatole giganti di metallo. Ecco che facendo due più due, scopri che quella tecnologia, messa a disposizione per strada ed accessibile a tutti, ha tolto e toglie lavoro ai tipografi così come, in passato ha fatto per i fotografi,la macchinetta scatta foto che è posta di fronte.

venerdì 21 settembre 2012

India, 50 milioni di scioperanti contro l'arrivo dei centri commerciali

Manifestazioni e proteste in tutto il Paese contro la riforma del Governo che liberalizza  la grande distribuzione 

Nuova Delhi 

Cinquanta milioni di indiani sono in sciopero per protestare contro la riforma del commercio, che prevede la liberalizzazione della grande distribuzione. Gli scioperanti hanno bloccato i binari ferroviari negli Stati settentrionali Uttar Pradesh e Bihar. Le città settentrionali di Nuova Delhi, Patna, Allahabad e Varanasi sono quelle in cui la protesta è più vivace, e quasi tutte le multinazionali del nord del Paese hanno chiuso fabbriche e uffici per timore che la protesta possa a sfociare in episodi di violenza.

mercoledì 23 maggio 2012

Tutti contro tutti

Accade sempre più spesso che figure professionali vengano sminuite e col tempo emarginate: di solito in periodi di crisi o quando c'è smania di guadagno, ecco che spariscono o si riducono di numero certe professioni o attività commerciali. Partendo dall'automedicazione, dai semplici test da poter effettuare in farmacia piuttosto che in un laboratorio di analisi

lunedì 12 marzo 2012

Alcuni mali vengono per nuocere

Di sicuro il male ,quello che si riceve intendo, può anche forgiare il carattere: se si supera "la fase" e si va avanti, in teoria si dovrebbe divenire più forti e corazzati. Ma non sempre è così, anzi. Penso alle persone che godono nel vedere attività commerciali che non fanno affari, che non vendono un chiodo: costoro sono i clienti dei centri di rincoglionimento