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martedì 6 marzo 2018

La sbronza non è finita

Forse non è ancora finita o non è mai finita. Diversamente ci sarebbero in agenda, in quella di Gentiloni e dei vari candidati premier italiani, sia l'argomento del post su Selmayr , sia quello che riguarda lo scippo di tratti di mare nel nord Sardegna: e questo solo per restare ai miei post, che come sapete non sono "farina del mio sacco" (non mi piace vestirmi con le penne del pavone: compio delle ricerche sul web e se trovo temi interessanti o che ritengo importanti, li posto). Da dire poi , per restare in casa nostra, che fino al 23 marzo non ci sarà nessuna proclamazione degli eletti in parlamento, e che poi si dovranno eleggere i presidenti della Camera e del Senato, e poi ci dovranno essere gli incontri con il presidente della repubblica e ...mi fermo qui perché, a occhio e croce, siamo arrivati a fine mese o inizio di aprile. E intanto? Intanto non sarà cambiato niente, visto che di certo Gentiloni sarà ancora servo della Francia e non farà valere le nostre ragioni su tratti di mare nazionali. Se poi mettiamo in conto che , Salvini a parte, tutti si cagano addosso davanti alla Merkel e ai suoi giannizzeri, in Europa ci continueranno a tiranneggiare e ci impediranno di crescere e migliorare la qualità della vita. Perché alla fine ciò che conta, o che secondo me conta, è vivere bene, aver desiderio di stare al mondo, e poterlo fare nel paese che ci ha dato i natali: qui ci stanno invitando ad andarcene, offrono le case a 1 euro ma le danno agli stranieri, stendono il tappeto rosso a chi vuole aprire attività nel nostro paese ma, guarda caso, chi viene qui è straniero e a lui o a lei concedono finanziamenti. Piccoli particolari che passano inosservati, ma che chi è attento riesce a scorgere anche se poi approfondire non è facile: una signora francese apre un negozio qui in città, un altro tizio apre un ristorante nel nord dell'isola, dei cinesi fanno altrettanto sempre qui in città. Loro i soldi o li hanno o li trovano. A me non li hanno dati né sono riuscito a trovarli: anche gli usurai mi evitano.

sabato 28 dicembre 2013

Viene quasi voglia di alzare le mani

Quando si espongono certi fatti, sopratutto riguardanti la situazione economica del paese, e quando si propongono soluzioni e correttivi, ma non si viene capiti.
Quando si dimostra che alcune scelte dei governi passati e di alcune amministrazioni pubbliche locali sono risultate ,non solo sbagliate ma anche assai dannose per l'economia, e non si viene capiti.
Ecco che alla luce di quanto sopra si alzano le mani ma non si deve pensare che questo sia un segno di resa: si alzano le mani per picchiare, forte, chi si ostina ad applaudire i vari centri commerciali, chi piange perché Ikea è lontana da casa, chi è triste perchè non c'è Mc Donald o perchè Decathlon ha aperto un punto vendita in un'altra città.
Queste persone che ignorano i danni fatti da chi ha permesso, sposando e accettando le direttive europee in materia commerciale, sono le stesse che inondano di commenti che applaudono la chiusura dei locali commerciali nei centri cittadini, convinti che i commercianti chiudono perché fanno prezzi troppo alti: questi commentatori, che evidentemente non sono persone che lavorano in regime di concorrenza (leale), sono quelli che facevano la ola quando i finanzieri o chi per loro chiedevano l'esibizione di scontrini a chi usciva dai negozi che loro avevano deciso di controllare .

lunedì 31 dicembre 2012

Non i soliti auguri

Non vorrei che sembrassero i soliti auguri di buon anno nuovo, ma che possa essere l'anno in cui riprendiamo in mano la nostra vita. L'augurio vale per chi è stato privato della possibilità di essere se stesso, per chi non ha potuto esprimere le proprie potenzialità, per chi è stato messo in ginocchio dallo stato e schiavizzato da banche e usurai, ma anche per chi è stato illuso da aiuti che ti rendono schiavo come quelli di chi ti offre un pranzo o una cena quando a te invece servono fiducia lavoro e comprensione:a tutti spero sia concessa la possibilità di ri-prendere in mano la propria vita. Certo che sono state inferte ferite che è difficile si possano rimarginare ma, se proprio vogliamo davvero essere liberi, non dobbiamo portarci a rimorchio il male che ci è stato fatto. Se ci riusciamo dimentichiamo il male che ci ha recato chi ci ha negato, anzitutto il suo sorriso e ci ha riservato sgarbatezza quando, appunto non ci ha concesso un presisto o si è rifiutato di aiutarci, e troviamo se possibile soluzioni alternative e dedichiamoci a ciò che ci può rendere,se non felici almeno un po' sereni e gioiosi. Ma non dimentichiamoci invece che tutti i lestofanti e grassatori che abbiamo incontrato, ci hanno in qualche maniera privato della gioia di vivere, hanno riso delle nostre difficoltà, ci hanno tolto giorni mesi o anche anni di vita: ri-prendiamoci ciò che ci hanno rubato. 
Buon anno nuovo  

mercoledì 27 giugno 2012

Villacidro, rivincita di un'imprenditrice "Quel prestito era da usurai: non paghi"

Anna Maria Manca non dovrà più pagare 71.167 euro alla finanziaria Italfondiario, ma solo 27.552 euro.Lo ha stabilito il Tribunale di Cagliari che ha accertato l'applicazione di tassi usurari al prestito concesso all'ex imprenditrice. La storia è iniziata nel 1985 con ottanta milioni di lire prestati dal Cis alla donna. Successivamente il credito è stato ceduto alla società finanziaria che ha rifatto i conti moltiplicando per (quasi) tre la somma richiesta alla donna. Davanti al rifiuto di pagare le è stata immediatamente pignorata la casa. Adesso il Tribunale ha stabilito che la richiesta della Italfondiario era illegittima.

fonte unionesarda.it