Fratelli d’Italia ha sollevato lo scandalo del trattato di Caen. Nel marzo 2015 il governo Renzi per mano dell’allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha firmato di soppiatto un trattato con la Francia con il quale, senza nessun motivo, l’Italia cede alla Francia zone di mare molto ricche di pesce e di risorse naturali. Grazie alla denuncia di Fratelli d’Italia quel trattato non è stato ratificato dal Parlamento.
Visualizzazione post con etichetta mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mare. Mostra tutti i post
giovedì 26 settembre 2019
martedì 23 aprile 2019
Alcuni dati sull’inquinamento degli oceani, Veri
Sui media si rincorrono un giorno si ed un altro pure i dati minacciosi sul clima e sull’inquinamento dei mari. Sul clima parleremo in modo esteso a parte , ma come trailer possiamo dirvi che stiamo vivendo uno dei momenti più freddi della storia della terra.
Fatta questa premessa sappiamo che siete bombardati da pubblicità che parlano di piccole donazioni per fermale la plastica in mare. Vero, ma questi soldi serviranno a livello globale? Quanto contano i paesi europei nei confronti dell’inquinamento globale?
Prima di tutto, quali sono i paesi che maggiormente creano inquinamento marittimo?
domenica 18 marzo 2018
PERCHÉ GENTILONI HA REGALATO GIACIMENTI DI GAS E PETROLIO ALLA FRANCIA?
Claudio Antonelli per la Verità
Nove giorni e poi il trattato di Caen entrerà in vigore anche se il nostro Parlamento non l’ ha ratificato. Nel 2015 l’ allora ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, incontra in Francia il suo omologo Laurent Fabius. Sottoscrivono un accordo per ridefinire i nuovi confini marittimi tra i due Paesi. Le acque territoriali francesi in prossimità della Corsica passano da 12 a 40 miglia, mentre il confine al largo della parte nordoccidentale della Sardegna si allarga addirittura fino alle 200 miglia. Tutto mare in più che finisce a Parigi con tutto ciò che c’ è dentro: soprattutto il pesce.
L’ accordo ha già fatto scandalo. Soprattutto perché non se ne comprende in alcun modo la logica sottostante. Quale è la contropartita? Apparentemente non si vede. Ma la notizia ancor più scandalosa l’ ha riportata ieri il quotidiano Italia Oggi. Dentro il trattato c’ è un cavillo che – di fatto – regala ai cugini d’ Oltralpe anche lo sfruttamento di gas, petrolio e idrocarburi.
Al largo della costa sarda è stata da tempo individuata una mega riserva di gas da 1,4 trilioni di metri cubi di gas e 0,42 miliardi di barili di petrolio. Per avere un’ idea delle dimensioni, il giacimento egiziano Zohr (in mano all’ Eni) è considerato il più grande al mondo e ha una riserva potenziale di 5,5 miliardi di barili equivalenti di petrolio. In pratica 11 volte tanto la scoperta fatta nelle acque italiane. L’ articolo 4 del trattato prevede che nel caso sia possibile accedere alla riserva presente sotto il fondale italiano, avviando la trivellazione direttamente dal versante francese, a Parigi sarà concesso il semaforo verde alle estrazioni.
La clausola non è di semplice interpretazione. Resta infatti da chiarire se a fronte della concessione al nostro Paese arriverebbero almeno delle royalty. Per il resto lo scippo appare chiaro. Anzi trasparente, visto che è addirittura autorizzata dal governo di Roma. Al momento il giacimento potenziale (presente nella zona marina E) è congelato. L’ azienda norvegese che aveva chiesto l’ autorizzazione ai carotaggi ha ricevuto l’ alt circa due anni fa.
Ma quando sarà entrato in vigore l’ accordo sarà possibile aggirare il confine e procedere. Sommando alla prima fregatura economica quella ambientale. Il nostro Paese avrebbe solo i rischi (limitati a dire il vero) senza potere aggiungere i benefici per le casse dello Stato. L’ unico in grado di bloccare il meccanismo è in questi giorni lo stesso Gentiloni.
La Francia infatti, vedendo l’ ostruzionismo del Parlamento italiano, ha avviato con un semplice decreto una procedura amministrativa unilaterale, nata a sua volta da una consultazione pubblica consentita da Bruxelles. L’ iter del procedimento scade il prossimo 25 marzo. In caso di silenzio-assenso e quindi di mancato ostruzionismo da parte di Roma sarà persino inutile che il prossimo Parlamento intervenga. Lo scippo si consumerà automaticamente. Tanto più che è davvero difficile sperare che il sottoscrittore dell’ accordo – adesso nelle vesti di presidente del Consiglio – possa cambiare idea. Resta da sperare che i movimentisti sardi trovino eco anche lungo la penisola.
In prima fila c’ è Mauro Pili, ex presidente della Regione Sardegna, ex deputato di Forza Italia, ora leader del movimento Unidos, che si batte per la libertà del popolo sardo. È sempre Italia Oggi a riportare le sue dichiarazione: «La Francia sta tentando un’ operazione simile a quella di due anni fa, scongiurata dopo una grande mobilitazione e una incisiva azione parlamentare.
Questa volta, però, il governo francese ha avviato una procedura amministrativa che sta trovando l’ Italia spiazzata. In pratica con un decreto avviene l’ annessione di porzioni di acque internazionali direttamente connesse con il mare sardo». La preoccupazione della politica sarda si concentra, ovviamente, sui danni del comparto ittico. E potrebbe nelle prossime ora riuscire a trovare alleati anche in Toscana e Liguria, regioni che a loro volta si vedrebbero costrette a cedere pezzi di mare.
L’ anno scorso era intervenuto l’ assessore fiorentino all’ agricoltura, Marco Remaschi, avanzando preoccupazioni per i pescatori professionisti che vivono a Viareggio e all’ isola d’ Elba.
Al di là dei fatti, resta un grande mistero da risolvere. Perché cedere a Parigi porzioni di mare e concessioni (indirette) sui nostri idrocarburi senza nulla in cambio. Oppure se c’ è qualche contropartita, il governo dovrebbe esplicitarla. I dossier tra Italia e Francia sono numerosi. Dalla condivisione della cantieristica navale, alla difesa comune, arrivando fino al pattugliamento del Sahel. Un tema quest’ ultimo molto delicato, visto che il governo del Niger ci ha definito indesiderati e ciò rafforza l’ idea che la missione militare italiana nasceva appunto da una specifica richiesta dell’ intelligence parigina.
L’ accordo di Caen avrebbe avuto un senso se la controparte fosse stata il controllo totale dei cantieri di Stx, un colpo grosso per Fincantieri. Solo che Emmanuel Macron ha prima nazionalizzato l’ azienda di Saint Nazaire e poi l’ ha lasciata al nostro Paese mantenendo il controllo di fatto. Prendersi anche mare e idrocarburi sarebbe anche una beffa.
CLAUDIO ANTONELLI
via ImolaOggi
http://www.stopeuro.news/perche-gentiloni-ha-regalato-giacimenti-di-gas-e-petrolio-alla-francia/
Etichette:
accordo di caen,
claudio antonelli,
confini,
corsica,
francia,
gentiloni,
giacimenti,
idrocarburi,
imolaoggi,
Italia,
macron,
mare,
parlamento,
pescatori,
pili,
remaschi,
Sardegna,
stopeuro,
unidos
martedì 6 marzo 2018
La sbronza non è finita
Forse non è ancora finita o non è mai finita. Diversamente ci sarebbero in agenda, in quella di Gentiloni e dei vari candidati premier italiani, sia l'argomento del post su Selmayr , sia quello che riguarda lo scippo di tratti di mare nel nord Sardegna: e questo solo per restare ai miei post, che come sapete non sono "farina del mio sacco" (non mi piace vestirmi con le penne del pavone: compio delle ricerche sul web e se trovo temi interessanti o che ritengo importanti, li posto). Da dire poi , per restare in casa nostra, che fino al 23 marzo non ci sarà nessuna proclamazione degli eletti in parlamento, e che poi si dovranno eleggere i presidenti della Camera e del Senato, e poi ci dovranno essere gli incontri con il presidente della repubblica e ...mi fermo qui perché, a occhio e croce, siamo arrivati a fine mese o inizio di aprile. E intanto? Intanto non sarà cambiato niente, visto che di certo Gentiloni sarà ancora servo della Francia e non farà valere le nostre ragioni su tratti di mare nazionali. Se poi mettiamo in conto che , Salvini a parte, tutti si cagano addosso davanti alla Merkel e ai suoi giannizzeri, in Europa ci continueranno a tiranneggiare e ci impediranno di crescere e migliorare la qualità della vita. Perché alla fine ciò che conta, o che secondo me conta, è vivere bene, aver desiderio di stare al mondo, e poterlo fare nel paese che ci ha dato i natali: qui ci stanno invitando ad andarcene, offrono le case a 1 euro ma le danno agli stranieri, stendono il tappeto rosso a chi vuole aprire attività nel nostro paese ma, guarda caso, chi viene qui è straniero e a lui o a lei concedono finanziamenti. Piccoli particolari che passano inosservati, ma che chi è attento riesce a scorgere anche se poi approfondire non è facile: una signora francese apre un negozio qui in città, un altro tizio apre un ristorante nel nord dell'isola, dei cinesi fanno altrettanto sempre qui in città. Loro i soldi o li hanno o li trovano. A me non li hanno dati né sono riuscito a trovarli: anche gli usurai mi evitano.
Etichette:
europa,
francia,
gentiloni,
mare,
merkel,
nord sardegna,
salvini,
sbronza,
selmayr,
usurai
lunedì 5 marzo 2018
Blitz sul mare sardo : Macron scippa le acque della Sardegna del nord
NEL SILENZIO PIÙ ASSOLUTO DI GOVERNO E REGIONE LE PREFETTURE FRANCESI AVVIANO UFFICIALMENTE IL PASSAGGIO DEL MARE SARDO ALLA FRANCIA
LE PROCEDURE SCADONO IL 25 MARZO
PRONTI ALLA MOBILITAZIONI PER BLOCCARE QUESTO NUOVO ASSALTO
LE PROCEDURE SCADONO IL 25 MARZO
PRONTI ALLA MOBILITAZIONI PER BLOCCARE QUESTO NUOVO ASSALTO
“Un blitz francese in piena regola per scippare il mare sardo cambiando confini e governo del mare. Con un’operazione degna di una guerra fredda il governo francese di Macron, attraverso il ministro del Mare, ha emanato un decreto che punta all’annessione di porzioni di acque internazionali direttamente connesse con il mare sardo.
L’operazione è analoga a quella di due anni fa, scongiurata dopo una grande mobilitazione e ad una incisiva azione parlamentare. Questa volta, però, il governo francese sceglie la strada subdola di fare tutto in casa, avviando una procedura amministrativa che troverà l’Italia spiazzata davanti al contesto europeo. Il Ministero del Mare di Macron ha, infatti, avviato una procedura richiesta dai trattati europei per il governo delle politiche della pesca e delle zone economiche speciali. Dunque i francesi, con atti e decreti, stanno precostituendo con il silenzio, complice o colpevole, del governo italiano tutti i presupposti per appropriarsi di immense e pescosissime porzioni di acque internazionali a ridosso della Sardegna.
Due anni fa eravamo stati costretti con i pescatori del Nord Sardegna a bloccare le Bocche di Bonifacio con decine di grosse imbarcazioni ora la battaglia si fa ancora più dura proprio perché i tempi sono ristretti e il governo italiano deve intervenire entro il 25 marzo per bloccare una procedura unilaterale che ha pianificato e predisposto tutto per il grande scippo. Ancora una volta saremo in trincea per difendere un mare che non può essere sottratto all’economia del nord Sardegna già duramente provata dall’incapacità di governo del settore sia da parte di Roma che della Regione Sardegna. La reazione sarà dura e decisa”. Lo ha denunciato poco fa il leader di Unidos Mauro Pili divulgando gli atti del governo francese e le procedure delle prefetture delle varie regioni del sud della Francia interessate a compiere gli atti previsti.
“Le cartine adottate dal governo francese riprendono integralmente quelle dell’accordo di Caen che aveva scippato importanti porzioni di mare sia a nord est che a nord ovest, proprio in quelle aree ritenute da sempre di maggior pescosità e che le batimetriche indicano come le più prospere. Per questo motivo deve essere urgentemente bloccata la procedura francese e lo Stato italiano deve avviare immediatamente tutte le procedure per contrapporre analoghi atti a quelli francesi. E’ impensabile che la giunta regionale sia incapace, assente e inerme dinanzi ad un fatto di una gravità inaudita. Questo scippo deliberato dai francesi provocherebbe un danno economico al mondo della pesca sarda senza precedenti. Far diventare francesi i mari a nord della Sardegna fregandosene della Sardegna e dei Sardi è semplicemente inaccettabile”.
“E’ inaccettabile – ha detto Pili – che una partita così delicata sia stata gestita per la seconda volta nel giro di due anni con il silenzio del governo italiano che fregandosene sta lasciando fare ai francesi che con un blitz senza precedenti si stanno appropriando delle acque più pescose del Nord della Sardegna. Le autorità francesi stanno, dunque, aggirando l’accordo internazionale che non era mai stato ratificato dal parlamento italiano proprio per la nostra durissima opposizione. E’ gravissimo che tale modifica di confini si stia concretizzando per una via internazionale che vede l’Italia assente o complice considerato che il primo accordo di Caen era stato siglato dal Ministro degli esteri francese Fabius e da quello italiano Gentiloni”.
“Le autorità francesi – ha detto Pili – stanno compiendo un abuso senza precedenti e il governo italiano e la regione Sardegna tacciono vergognosamente. Si tratta di un blitz di una gravità inaudita compiuta in dispregio non solo degli operatori economici sardi ma anche delle istituzioni e delle norme costituzionali. Il governo italiano ha scambiato la Sardegna come una colonia che si può cedere senza alcun pudore addirittura ad un’altra nazione. L’accordo siglato a Caen il 21 marzo del 2015 bloccato dal parlamento ora lo si vuole attuare attraverso percorsi internazionali. Le marinerie da Alghero a Golfo Aranci hanno sempre utilizzato quelle aree a mare senza alcun limite. Ora, secondo gli atti decretati dai francesi, su quel versante il limite della Corsica passa dalle 12 miglia ad oltre le 40 miglia. Un’operazione gravissima – ha concluso Pili – sia sul piano economico che giuridico. Un danno incomprensibile e inaccettabile per le marinerie sarde per il quale occorre reagire con determinazione e fermezza”.
IL DECRETO FRANCESE IN SINTESI
Ecco cosa prevede in sintesi la procedura francese che scade il 25 marzo prossimo.
La consultazione preliminare è condotta dallo Stato (Ministro del Mare), Ente appaltante per lo sviluppo di documenti strategici per il lungomare e rappresentato dai Prefetti Coordinatori a livello di ciascuna delle quattro facciate marittime.
Consultazione preventiva del pubblico dal 26 gennaio al 25 marzo.
La consultazione preliminare è aperta da venerdì 26 gennaio a domenica 25 marzo 2018, ruotando attorno a due modalità:
– Una piattaforma partecipativa è impostata su Internet che consente al pubblico di conoscere le questioni, di inviare commenti sulla visione proposta per il futuro, di condividerli e scambiare con altri contributori. – L’organizzazione di quattro workshop per cittadini per approfondire alcuni temi, che saranno scelti dai partecipanti durante questi workshop. La partecipazione è limitata a 50 persone per workshop per approfondire la riflessione. Il pubblico può registrarsi individualmente in un workshop dalla piattaforma partecipativa o scrivendo a: Delegazione al mare e alla costa, 244 boulevard Saint-Germain 75007Paris. Il pubblico può registrarsi individualmente in un workshop dalla piattaforma partecipativa o scrivendo a: Delegazione al mare e alla costa, 244 boulevard Saint-Germain 75007 Parigi.
Al fine di garantire lo stato un migliore valore economico e sociale del mare e del mare, a
La strategia nazionale è stata annunciata a febbraio 2017.
La strategia nazionale per il mare e il mare ha fissato gli obiettivi a lungo termine:
1 la necessaria transnologia,
2 la sfida di sviluppare un progetto sostenibile,
3 l’obiettivo di uno stato ecologico dell’ambiente
4 l’ambizione di una Francia che ha influenza come nazione marittima.
Fornisce un quadro per l’azione attraverso quattro questioni strategiche:
1 fare affidamento sulla conoscenza e sull’invecchiamento,
2 sviluppare territori marittimi e terrestri sostenibili e resilienti,
3 mantenere e convalidare iniziative e rimuovere i freni,
4 fare un tour francese all’interno dell’Unione Europea e nei Negociati
5 questioni internazionali e affrontare questioni nazionali.
Per ognuna delle facciate marittime della Francia metropolitana e per ciascuno dei bacini marittimi ultravioletti, un documento di pianificazione – il documento strategico per la facciata del bacino marittimo oltremare – per chiarire l’attuazione della strategia nazionale, tenendo conto delle specificità locali. Comporterà una pianificazione spaziale sotto forma di una mappa spazi marittimi. In questo caso, il documento di facciata strategico è elaborato dallo Stato in cooperazione con gli attori marittimi e letterari del Consiglio facciata marittima. È l’oggetto di una consultazione preventiva con il pubblico.
L’implementazione dei documenti di facciata strategica è a livello europeo in due iniziative comuni nell’ambito delle direttive quadro sulla strategia marina e “Pianificazione delle aree marittime”.
La consultazione pubblica con il pubblico definisce la visione futura della facciata marittima Mediterraneo. È preliminare alla definizione della strategia della facciata marittima. Si svolge per due mesi dal 26 gennaio 2018. Il progetto di strategia di fronte marittimo sarà iniziato a metà del 2018 ed è dovuto al pubblico, prima di essere approvato all’inizio del 2019.
La consultazione preliminare è condotta dallo Stato (Ministro del Mare), Ente appaltante per lo sviluppo di documenti strategici per il lungomare e rappresentato dai Prefetti Coordinatori a livello di ciascuna delle quattro facciate marittime.
Consultazione preventiva del pubblico dal 26 gennaio al 25 marzo.
La consultazione preliminare è aperta da venerdì 26 gennaio a domenica 25 marzo 2018, ruotando attorno a due modalità:
– Una piattaforma partecipativa è impostata su Internet che consente al pubblico di conoscere le questioni, di inviare commenti sulla visione proposta per il futuro, di condividerli e scambiare con altri contributori. – L’organizzazione di quattro workshop per cittadini per approfondire alcuni temi, che saranno scelti dai partecipanti durante questi workshop. La partecipazione è limitata a 50 persone per workshop per approfondire la riflessione. Il pubblico può registrarsi individualmente in un workshop dalla piattaforma partecipativa o scrivendo a: Delegazione al mare e alla costa, 244 boulevard Saint-Germain 75007Paris. Il pubblico può registrarsi individualmente in un workshop dalla piattaforma partecipativa o scrivendo a: Delegazione al mare e alla costa, 244 boulevard Saint-Germain 75007 Parigi.
Al fine di garantire lo stato un migliore valore economico e sociale del mare e del mare, a
La strategia nazionale è stata annunciata a febbraio 2017.
La strategia nazionale per il mare e il mare ha fissato gli obiettivi a lungo termine:
1 la necessaria transnologia,
2 la sfida di sviluppare un progetto sostenibile,
3 l’obiettivo di uno stato ecologico dell’ambiente
4 l’ambizione di una Francia che ha influenza come nazione marittima.
Fornisce un quadro per l’azione attraverso quattro questioni strategiche:
1 fare affidamento sulla conoscenza e sull’invecchiamento,
2 sviluppare territori marittimi e terrestri sostenibili e resilienti,
3 mantenere e convalidare iniziative e rimuovere i freni,
4 fare un tour francese all’interno dell’Unione Europea e nei Negociati
5 questioni internazionali e affrontare questioni nazionali.
Per ognuna delle facciate marittime della Francia metropolitana e per ciascuno dei bacini marittimi ultravioletti, un documento di pianificazione – il documento strategico per la facciata del bacino marittimo oltremare – per chiarire l’attuazione della strategia nazionale, tenendo conto delle specificità locali. Comporterà una pianificazione spaziale sotto forma di una mappa spazi marittimi. In questo caso, il documento di facciata strategico è elaborato dallo Stato in cooperazione con gli attori marittimi e letterari del Consiglio facciata marittima. È l’oggetto di una consultazione preventiva con il pubblico.
L’implementazione dei documenti di facciata strategica è a livello europeo in due iniziative comuni nell’ambito delle direttive quadro sulla strategia marina e “Pianificazione delle aree marittime”.
La consultazione pubblica con il pubblico definisce la visione futura della facciata marittima Mediterraneo. È preliminare alla definizione della strategia della facciata marittima. Si svolge per due mesi dal 26 gennaio 2018. Il progetto di strategia di fronte marittimo sarà iniziato a metà del 2018 ed è dovuto al pubblico, prima di essere approvato all’inizio del 2019.
Capitolo 1: L’accordo preliminare Il principio della precedente certificazione
La consultazione preliminare è uno strumento di democrazia partecipativa per alleviare il pubblico preparare le decisioni che hanno un impatto sull’ambiente e presentare le questioni chiave. Il suo scopo è far emergere un pescato della città e promuoverlo con intelligenza. L’implicita di noi in questi progetti di terra migliora la qualità di Le decisioni prese attraverso la valutazione dei valori e dei valori degli stakeholder.
A causa dell’importanza del documento di facciata strategico, il confronto è organizzato dalla Commissione per il dibattito pubblico, autorità amministrativa indipendente.
La sfida consiste nel dedurre i cittadini e assicurarsi che le loro opinioni siano prese in considerazione.
E questo è il caso nel processo decisionale.
La fase di pre-certificazione è un elemento chiave nella preparazione del documento approccio strategico consentendo al pubblico di partecipare attivamente alla costruzione di obiettivi strategici.
Sulla base delle poste identificate con i membri del Consiglio del Fronte Marittimo, lo Stato e discute una visione per il futuro della costa mediterranea nell’anno 2030.
L’intenzione è quella di raggiungere, al termine della consultazione obbligatoria, una visione condivisa, sulla definizione degli obiettivi strategici. Un set di risorse documentarie è anche disponibile al pubblico.
La consultazione preliminare è svolta dallo Stato (Ministro del Mare), maestro del lavoro di la preparazione di documenti strategici di fronte al mare e rappresentati dai prefetti I revisori dei conti alla scala di ciascuna delle quattro facciate marittime (mappa in alto). Per il Facciata mediterranea, prefetti del Mar Mediterraneo e del Mediterraneo Prefetto della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
La consultazione preliminare è uno strumento di democrazia partecipativa per alleviare il pubblico preparare le decisioni che hanno un impatto sull’ambiente e presentare le questioni chiave. Il suo scopo è far emergere un pescato della città e promuoverlo con intelligenza. L’implicita di noi in questi progetti di terra migliora la qualità di Le decisioni prese attraverso la valutazione dei valori e dei valori degli stakeholder.
A causa dell’importanza del documento di facciata strategico, il confronto è organizzato dalla Commissione per il dibattito pubblico, autorità amministrativa indipendente.
La sfida consiste nel dedurre i cittadini e assicurarsi che le loro opinioni siano prese in considerazione.
E questo è il caso nel processo decisionale.
La fase di pre-certificazione è un elemento chiave nella preparazione del documento approccio strategico consentendo al pubblico di partecipare attivamente alla costruzione di obiettivi strategici.
Sulla base delle poste identificate con i membri del Consiglio del Fronte Marittimo, lo Stato e discute una visione per il futuro della costa mediterranea nell’anno 2030.
L’intenzione è quella di raggiungere, al termine della consultazione obbligatoria, una visione condivisa, sulla definizione degli obiettivi strategici. Un set di risorse documentarie è anche disponibile al pubblico.
La consultazione preliminare è svolta dallo Stato (Ministro del Mare), maestro del lavoro di la preparazione di documenti strategici di fronte al mare e rappresentati dai prefetti I revisori dei conti alla scala di ciascuna delle quattro facciate marittime (mappa in alto). Per il Facciata mediterranea, prefetti del Mar Mediterraneo e del Mediterraneo Prefetto della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
La Francia è in prima linea nelle nazioni per la ricchezza dei suoi ecosistemi marini. L’eccellenza della sua ricerca oceanografica grafica è riconosciuta in tutto il mondo. costruzione navale, trasporto merci e yachting Il padiglione è rinomato per la qualità, la tecnicità e l’affidabilità delle sue navi e dei suoi equipaggi, la sua flotta nazionale è presente su tutti i mari, su mutanti e su impulsi sono stati lanciati per settori storici emergenti ed emergenti. Infine, la sua capacità di La gestione degli spazi naturali marini è ampiamente nota nel mondo. L’obiettivo è uno sviluppo sostenibile delle attività marittime e letterarie e la salvaguardia dell’ambiente marino, così come una migliore articolazione tra terra e mare.
La strategia marittima e costiera litoranea ha la responsabilità di fornire un quadro per riferimento per le politiche pubbliche sul mare e sul mare. È articolato con la strategia nazionale per la transizione allo sviluppo sostenibile, il Strategia nazionale di ricerca e strategia nazionale per la diversità biologica, a cui si riferisce è il riferimento e il riferimento al mare e al mare. La strategia nazionale per il mare e il mare (adattata dal decreto del 26 febbraio 2017) risolve quattro obiettivi del termine, complementare e indissociabile: – transitiologia per il mare e il mare; – lo sviluppo della mappa blu sostenibile; – lo stato ecologico dell’ambiente marino e la conservazione di un litorale attraente; – la regione marittima francese.
La strategia marittima e costiera litoranea ha la responsabilità di fornire un quadro per riferimento per le politiche pubbliche sul mare e sul mare. È articolato con la strategia nazionale per la transizione allo sviluppo sostenibile, il Strategia nazionale di ricerca e strategia nazionale per la diversità biologica, a cui si riferisce è il riferimento e il riferimento al mare e al mare. La strategia nazionale per il mare e il mare (adattata dal decreto del 26 febbraio 2017) risolve quattro obiettivi del termine, complementare e indissociabile: – transitiologia per il mare e il mare; – lo sviluppo della mappa blu sostenibile; – lo stato ecologico dell’ambiente marino e la conservazione di un litorale attraente; – la regione marittima francese.
via ImolaOggi
http://www.stopeuro.news/blitz-sul-mare-sardo-macron-scippa-le-acque-della-sardegna-del-nord/
martedì 14 agosto 2012
Sardegna : allarme rosso
Ecco come lo Stato (tutti i Governi) ha decretato la fine di un
paradiso naturalistico, a parte i danni inflitti con le più estese
servitù militari d’Europa e i poligoni bellici a cielo aperto, ad un
tiro di schioppo dai centri abitati. 20 milioni di metri cubi di fanghi
inquinanti e pericolosi abbandonati in riva al mare di Porto Scuso,
precisamente a Sa Foxi, nei pressi di Portovesme. Esattamente di fronte all’isola di San Pietro, dove
sono stati affondati alcuni relitti dei veleni. La stima ufficiale per
difetto è pari a 100 campi di calcio, infatti riporta il conto degli
scarti di lavorazione dal 1975 al 2008. Prima, per quasi 4 anni, l’Eurallumina scaricava direttamente nel Mediterraneo,
invece di smaltire legalmente le scorie micidiali. Già, ma chi si
ricorda? I Governi tricolore hanno sempre fatto finta di niente, forse
per un tornaconto elettorale. Questo macroscopico cancro è tecnicamente
un bacino di veleni profondo una trentina di metri, che si è insinuato
perfino nelle falde acquifere del Sulcis.
Etichette:
eurallumina,
fanghi rossi,
gianni lannes,
isola di san pietro,
mare,
massimo moratti,
mediterraneo,
portoscuso,
portovesme,
saras,
Sardegna,
sicurezza,
sulcis
Iscriviti a:
Post (Atom)