Ecco come lo Stato (tutti i Governi) ha decretato la fine di un
paradiso naturalistico, a parte i danni inflitti con le più estese
servitù militari d’Europa e i poligoni bellici a cielo aperto, ad un
tiro di schioppo dai centri abitati. 20 milioni di metri cubi di fanghi
inquinanti e pericolosi abbandonati in riva al mare di Porto Scuso,
precisamente a Sa Foxi, nei pressi di Portovesme. Esattamente di fronte all’isola di San Pietro, dove
sono stati affondati alcuni relitti dei veleni. La stima ufficiale per
difetto è pari a 100 campi di calcio, infatti riporta il conto degli
scarti di lavorazione dal 1975 al 2008. Prima, per quasi 4 anni, l’Eurallumina scaricava direttamente nel Mediterraneo,
invece di smaltire legalmente le scorie micidiali. Già, ma chi si
ricorda? I Governi tricolore hanno sempre fatto finta di niente, forse
per un tornaconto elettorale. Questo macroscopico cancro è tecnicamente
un bacino di veleni profondo una trentina di metri, che si è insinuato
perfino nelle falde acquifere del Sulcis.