Non voglio annoiarvi con il rinfrescarvi la memoria, però qualcosa mi piacerebbe ricordarvela: vi ricordate "gli indignati" o "indignados" o gli occupy vari? E i nostri "forconi"? Da dire che in ogni regione o area geografica è vero che possiamo ritrovare battaglie ma sopratutto idee da condividere e, perché no, da sposare: alzi la mano chi non è d'accordo con lotte per il miglioramento della qualità della vita o dell'ambiente. Di certo non posso condividere le idee delle sardine. Ma è tempo di fare una cosa che, come dicevo mesi fa e che ho iniziato a diffondere
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venerdì 3 gennaio 2020
L'anno è appena cominciato : vediamo cosa fare
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martedì 31 dicembre 2019
Buon anno
Per ragioni lavorative sono stato "latitante" , ma non posso fare a meno di augurare buon anno a chi è passato o passa da queste parti. So bene, visto che lo vivo sulla mia pelle, che ci sono un mucchio di cose che non vanno per niente bene: nel mio caso penso alla srl che ha messo in piedi mia moglie, scoprire che se avesse costituito la società 15 giorni dopo
domenica 31 dicembre 2017
Incapacità di vedere, di capire e di agire
O se si preferisce , non si vede , non si capisce e non si agisce. Dove e come ? Sia nelle faccende e vicende nazionali e locali, sia internazionali. Non so se questa incapacità sia dovuta a mancanza di preparazione, a un indirizzo culturale che è troppo selettivo e riduttivo: sta di fatto che trovare nella nostra patria "gente" preparata, attiva e reattiva, mi pare difficile e/o impossibile. Mi rifaccio a un commento lasciato da poco in un sito, dove definivo "Monti e il suo governo, persone incapaci": mi è stato fatto osservare ,invece, che al contrario erano capaci, di remare contro, di fare danni. Tuttavia, ritengo che abbiamo,nel nostro paese, persone capaci di fare ,appunto, i propri affari ma disposte a tradire pur di conseguire quel tipo di obbiettivo o anche compiti su commissione. In sostanza ti metto lì perché tu faccia ciò che ti dirò di fare. Ora non so se sia una questione di studi, visto che si conoscono nei tg solo la Sorbona, Yale, Oxford , il Mit eccetera, ma delle Università italiane se ne parla solo in occasioni, come quella di farci sapere da dove è venuto fuori "Mr una sola pubblicazione", ovvero Monti, e cioè dalla "Bocconi di Milano", o quando c'è qualche contestazione: ma se notate è ancora più difficile che si trovi qualche luogo che possa essere sia serbatoio di idee che di formazione, di crescita e di confronto. Certo che non posso ritenere Cernobbio o la Leopolda o Rimini, posti in cui si discute e ci si confronta: certo si parla ,ma di cose già stabilite e definite, mentre per me è più importante che ci siano traguardi, che si individuino i problemi, che ci si convinca che abbiamo una missione e un compito, e non che siamo qui per caso e,per giunta, senza una preparazione, senza arte né parte, e pronti a essere comprati o a venderci. Ecco che individui capaci e con voglia di fare il bene del paese, non ne ho visto in giro: una persona che dica "voglio che il mio paese diventi grande, importante, autonomo" non l'ho né visto né sentito e né ho letto di lui. Sì, è vero, c'è stato Paolo Barnard, e gliene do atto, scrisse qualcosa dal titolo "eravamo piigs, torneremo Italia": un buon invito e buon inizio, di ripresa, sopratutto di coscienza della situazione, e cioè che siamo stati fottuti, e alla grande,e che sarebbe ora di fare qualcosa, sapendo però che cosa. Ed è qui che non si trovano i candidati, i papabili, per questo genere di compito, dato che ritengo che se esistessero davvero, dovrebbero essere i primi loro ad accorgersi delle cose che non vanno e delle cose da fare. Ecco il perché siamo incapaci, così come scritto nel titolo del post. E questo è valido in politica sia interna che estera, dato che ,ad esempio, accodarsi alle sanzioni contro la Russia, è un'emerita cazzata e che ha fatto e fa danni, al pari di essersi castrati con la vicenda Libia e con il caso Regeni. Si potrebbe continuare ,per restare all'estero, con il caso dei due marò , mentre se si vuole stare entro i confini italiani , come non parlare dei migranti ? Vi lascio augurando buon anno.
lunedì 31 dicembre 2012
Non i soliti auguri
Non vorrei che sembrassero i soliti auguri di buon anno nuovo, ma che possa essere l'anno in cui riprendiamo in mano la nostra vita. L'augurio vale per chi è stato privato della possibilità di essere se stesso, per chi non ha potuto esprimere le proprie potenzialità, per chi è stato messo in ginocchio dallo stato e schiavizzato da banche e usurai, ma anche per chi è stato illuso da aiuti che ti rendono schiavo come quelli di chi ti offre un pranzo o una cena quando a te invece servono fiducia lavoro e comprensione:a tutti spero sia concessa la possibilità di ri-prendere in mano la propria vita. Certo che sono state inferte ferite che è difficile si possano rimarginare ma, se proprio vogliamo davvero essere liberi, non dobbiamo portarci a rimorchio il male che ci è stato fatto. Se ci riusciamo dimentichiamo il male che ci ha recato chi ci ha negato, anzitutto il suo sorriso e ci ha riservato sgarbatezza quando, appunto non ci ha concesso un presisto o si è rifiutato di aiutarci, e troviamo se possibile soluzioni alternative e dedichiamoci a ciò che ci può rendere,se non felici almeno un po' sereni e gioiosi. Ma non dimentichiamoci invece che tutti i lestofanti e grassatori che abbiamo incontrato, ci hanno in qualche maniera privato della gioia di vivere, hanno riso delle nostre difficoltà, ci hanno tolto giorni mesi o anche anni di vita: ri-prendiamoci ciò che ci hanno rubato.
Buon anno nuovo
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