Non voglio annoiarvi con il rinfrescarvi la memoria, però qualcosa mi piacerebbe ricordarvela: vi ricordate "gli indignati" o "indignados" o gli occupy vari? E i nostri "forconi"? Da dire che in ogni regione o area geografica è vero che possiamo ritrovare battaglie ma sopratutto idee da condividere e, perché no, da sposare: alzi la mano chi non è d'accordo con lotte per il miglioramento della qualità della vita o dell'ambiente. Di certo non posso condividere le idee delle sardine. Ma è tempo di fare una cosa che, come dicevo mesi fa e che ho iniziato a diffondere
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venerdì 3 gennaio 2020
L'anno è appena cominciato : vediamo cosa fare
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lunedì 23 settembre 2019
C'erano una volta e ...
ditemi se e dove sono finite queste persone : anonymus , occupy wall street e occupy equitalia , gli indignati, i forconi, gli ombrelli, i gelsomini, i gilet gialli, i black block. Ce ne saranno anche altri, come i pastori sardi o altre persone che , giustamente, protestano , come pure i familiari delle vittime della strada o chi è parente di una vittima della mafia. Il succo è diverso: distinguo la manifestazioni di chi difende la vita delle balene da chi, per contro, viene mostrato quasi 24 ore su 24, ma che poi improvvisamente viene dimenticato. Ma gli osannati hacker che dovevano salvarci dai vari Soros , sono a libro paga di quest'ultimo e delle multinazionali?
martedì 10 luglio 2018
Non dimentichiamoci dei forconi (in senso lato) e anche di altre cose
Chi legge i titoli dei giornali, sopratutto on line, non dico che è una persona che si informa leggendo solo l'inizio dell'articolo, lungi da me pensare una cosa del genere, ma se ipotizziamo il caso di chi sta preparando il tavolo e il pranzo o la cena, e sente leggere in tv i titoli dei principali quotidiani, ecco che può sorridere, se sente qualcosa preso da Libero o dalla Verità o dal Manifesto o anche dal Foglio, mentre se ,come c'era una volta, dovesse invece trovarsi ad ascoltare una lettura più approfondita, potrebbe sentire titoli che allarmano. Attenzione perché non intendere che non ci sia nulla da temere, ma anzi potrebbe darsi che qualcuno vede meglio di noi che, troppo spesso ci culliamo nell'idea che tanto non fanno niente e che certe cose non le possono fare sennò ...: ed è qui che voglio arrivare, perché chi tira troppo la fune rischia di spezzarla. Il punto è semplice: la burocrazia è rimasta, insieme alla magistratura, in mano alla sinistra e al PD. C'è poco da girarci intorno: ora il rischio è che si applichino disposizioni e leggi, così come sono state redatte, scritte. E mi dispiace per chi è ancora convinto che le cose si guardino caso per caso: anzi si farà in modo di non dover essere accusati proprio di questo. Dura lex sed lex: per questa volta, per qualche tempo, faranno così, sperando di ritornare al governo quanto prima, ma sempre riorganizzandosi. Però, c'è un
lunedì 16 luglio 2012
Forconi - Tirando un bilancio per andare oltre
La sfida più impegnativa
Come chi ci segue sa bene, noi siamo stati dalla parte del Movimento dei Forconi sin da quando, coi blocchi stradali di gennaio, esso diede vita alla più massiccia protesta popolare degli ultimi anni. Tanto più significativa perché la prima che si è scagliata contro il neonato governo Napolitano-Monti.
Abbiamo continuato a sostenerli, nei mesi successivi, denunciando la campagna di diffamazione inscenata dai media di regime. Una campagna aggressiva, che mischiava ad arte i pregiudizi verso i lavoratori rurali, quelli razzisti contro il popolo siciliano, mescolati ai collaudati luoghi comuni sulla sua mafiosità.
Quasi tutta la sinistra si associava a questa campagna, aggiungendo le accuse insidiose che i Forconi erano, oltre che "sfruttatori falliti", nostalgici dei vantaggi e dei favori del tradizionale sistema clientelare. Colpevoli, infine, del crimine massimo: essere stati berlusconiani. Non sono mancate, addirittura, le denuncie di presunte infiltrazioni fasciste.
Come chi ci segue sa bene, noi siamo stati dalla parte del Movimento dei Forconi sin da quando, coi blocchi stradali di gennaio, esso diede vita alla più massiccia protesta popolare degli ultimi anni. Tanto più significativa perché la prima che si è scagliata contro il neonato governo Napolitano-Monti.
Abbiamo continuato a sostenerli, nei mesi successivi, denunciando la campagna di diffamazione inscenata dai media di regime. Una campagna aggressiva, che mischiava ad arte i pregiudizi verso i lavoratori rurali, quelli razzisti contro il popolo siciliano, mescolati ai collaudati luoghi comuni sulla sua mafiosità.
Quasi tutta la sinistra si associava a questa campagna, aggiungendo le accuse insidiose che i Forconi erano, oltre che "sfruttatori falliti", nostalgici dei vantaggi e dei favori del tradizionale sistema clientelare. Colpevoli, infine, del crimine massimo: essere stati berlusconiani. Non sono mancate, addirittura, le denuncie di presunte infiltrazioni fasciste.
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