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lunedì 12 marzo 2018
Ogni volta ce n'è una
Come quando si parlava di accoglienza e sbarchi, e invitavo i conduttori dei vari talk show e i giornalisti a porre delle domande specifiche, che erano ovviamente le mie, adesso con la storia di chi deve formare il governo e quali sarebbero le priorità, si scopre che non si sa niente e si aspettano i porci comodi del presidente della repubblica. Capisco i tempi tecnici, ma c'è l'amico Gentiloni che continuerà a governare e quindi a prendere decisioni, tra cui la presentazione e approvazione del Def a metà aprile. Ora passi pure tutto quanto ho scritto sopra: ma è logico che nessuno abbia i coglioni quadrati per rivolgere domande precise a questi somari? Dico: fai le domande, rivolgiti al politico responsabile, fai come faceva una volta Paragone o altri che , dopo aver invitato Tizio e questi declinato l'invito, di fronte ai telespettatori, rivolgi ugualmente le domande e, oggi più che mai le metti on line e inviti i tuoi telespettatori a inviare mail contenenti le domande rimaste senza risposta a Tizio. Così chi rifiuta il confronto, chi si sottrae alle domande sa che c'è gente, molta gente, che si è rotta i coglioni di non ricevere risposte. Ora nel merito c'è da dire: il reddito di cittadinanza, come funziona? E' vero come dice qualcuno che ci vogliono tre anni o giù di lì? Oppure circa il ridiscutere i trattati europei: quanto tempo ci vuole? E nel frattempo che cosa facciamo? Le seghe? Non so perché si continua a pensare e a parlare di chi deve fare il governo, e non si parla più di cose concrete: come per i migranti, che continuano ad arrivare, qui fanno i porci comodi, e non mi ricordo quante case vanno all'asta ogni minuto in Italia, come non so più quante attività chiudono baracca, e intanto qui a Cagliari apre a fine mense un nuovo centro commerciale e altri due entro l'anno. Poi uno non si deve incazzare!
lunedì 27 maggio 2013
Euro/Fiscal Compact. Nessuna "riforma" è possibile
La lectio magistralis del costituzionalista - e
comunista - Gianni Ferrara: questa Unione Europea non prevede meccanismi
di riforma "dal basso". Né nazionali, né tantomento "popolari". E' ora
di prenderne atto.
Andare dentro i problemi, analizzare le strutture da ogni angolazione. Per muoversi “contro” il sistema di potere dominante è il minimo della pena. Studiare, capire, ipotizzare, progettare e quindi – obbligatoriamente – muoversi. Ma guai a reagire in modo “pavloviano”, perché “pungolati” da qualche avvenimento, senza avere un quadro almeno realistico e attendibile della scena su cui ci si muove.
Riflessioni metodologiche? In parte, ma vengono in primo piano quando si ascolta uno scienziato descrivere il problema su cui gli è stato chiesto un parere molto informato.
Andare dentro i problemi, analizzare le strutture da ogni angolazione. Per muoversi “contro” il sistema di potere dominante è il minimo della pena. Studiare, capire, ipotizzare, progettare e quindi – obbligatoriamente – muoversi. Ma guai a reagire in modo “pavloviano”, perché “pungolati” da qualche avvenimento, senza avere un quadro almeno realistico e attendibile della scena su cui ci si muove.
Riflessioni metodologiche? In parte, ma vengono in primo piano quando si ascolta uno scienziato descrivere il problema su cui gli è stato chiesto un parere molto informato.
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mercoledì 22 maggio 2013
Un referendum contro i diktat della Troika. Si può fare?!
Il Comitato No Debito avanza la proposta di un referendum contro i Trattati Europei. Per mettere sabbia negli ingranaggi della Troika e tutelare la democrazia contro l'autoritarismo. Se ne discuterà sabato a Roma.
Sabato 25 maggio a Roma, il Comitato No Debito ha organizzato un incontro per cominciare a discutere le possibilità di un referendum che consenta alla società di pronunciarsi sui Trattati Europei (da Maastricht al Fiscal Compact) che stanno devastando socialmente e democraticamente i paesi aderenti, in particolare i Pigs.
La questione posta non è affatto semplice ma segna uno spartiacque politico tra chi vuole mettersi concretamente di traverso contro i diktat della Troika e chi continua a parlare (e ad alimentare illusioni) su “un'altra Europa” che dovrebbe scaturire da questa Unione Europea dominata dalle oligarchie finanziarie, dalle multinazionali e da una classe dirigente che ne è l'espressione compiuta.
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