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mercoledì 22 maggio 2013
Un referendum contro i diktat della Troika. Si può fare?!
Il Comitato No Debito avanza la proposta di un referendum contro i Trattati Europei. Per mettere sabbia negli ingranaggi della Troika e tutelare la democrazia contro l'autoritarismo. Se ne discuterà sabato a Roma.
Sabato 25 maggio a Roma, il Comitato No Debito ha organizzato un incontro per cominciare a discutere le possibilità di un referendum che consenta alla società di pronunciarsi sui Trattati Europei (da Maastricht al Fiscal Compact) che stanno devastando socialmente e democraticamente i paesi aderenti, in particolare i Pigs.
La questione posta non è affatto semplice ma segna uno spartiacque politico tra chi vuole mettersi concretamente di traverso contro i diktat della Troika e chi continua a parlare (e ad alimentare illusioni) su “un'altra Europa” che dovrebbe scaturire da questa Unione Europea dominata dalle oligarchie finanziarie, dalle multinazionali e da una classe dirigente che ne è l'espressione compiuta.
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martedì 21 febbraio 2012
Paolo Barnard: “La ricostruzione? A Monti non frega nullla”
L’AQUILA - L'Eurozona è in recessione. Tempo di
austerity in tutto il vecchio continente, con la Grecia, a rischio
fallimento in questi giorni, costretta, nel fuoco e nel sangue delle
piazze, ad accettare prestiti e cure di Unione Europea e Fondo monetario
internazionale (Fmi).
Per evitare il default, il crollo. Il diktat? Imporre misure di austerità a tutti i livelli e liberalizzare ogni singolo settore dell'economia, dicono i tecnocrati, gli esperti.
Mentre lo Stato ellenico si risveglia poverissimo, viene pure preso di mira per essere uno dei più fannulloni d'Europa, un calderone pieno di politici corrotti che hanno ingrassato la pancia dell'elettorato a suon di posti pubblici.
Per evitare il default, il crollo. Il diktat? Imporre misure di austerità a tutti i livelli e liberalizzare ogni singolo settore dell'economia, dicono i tecnocrati, gli esperti.
Mentre lo Stato ellenico si risveglia poverissimo, viene pure preso di mira per essere uno dei più fannulloni d'Europa, un calderone pieno di politici corrotti che hanno ingrassato la pancia dell'elettorato a suon di posti pubblici.
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