La lectio magistralis del costituzionalista - e
comunista - Gianni Ferrara: questa Unione Europea non prevede meccanismi
di riforma "dal basso". Né nazionali, né tantomento "popolari". E' ora
di prenderne atto.
Andare dentro i problemi, analizzare le strutture da ogni angolazione.
Per muoversi “contro” il sistema di potere dominante è il minimo della
pena. Studiare, capire, ipotizzare, progettare e quindi –
obbligatoriamente – muoversi. Ma guai a reagire in modo “pavloviano”,
perché “pungolati” da qualche avvenimento, senza avere un quadro almeno
realistico e attendibile della scena su cui ci si muove.
Riflessioni metodologiche? In parte, ma vengono in primo piano quando si
ascolta uno scienziato descrivere il problema su cui gli è stato
chiesto un parere molto informato.
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lunedì 27 maggio 2013
mercoledì 22 maggio 2013
Un referendum contro i diktat della Troika. Si può fare?!
Il Comitato No Debito avanza la proposta di un referendum contro i Trattati Europei. Per mettere sabbia negli ingranaggi della Troika e tutelare la democrazia contro l'autoritarismo. Se ne discuterà sabato a Roma.
Sabato 25 maggio a Roma, il Comitato No Debito ha organizzato un incontro per cominciare a discutere le possibilità di un referendum che consenta alla società di pronunciarsi sui Trattati Europei (da Maastricht al Fiscal Compact) che stanno devastando socialmente e democraticamente i paesi aderenti, in particolare i Pigs.
La questione posta non è affatto semplice ma segna uno spartiacque politico tra chi vuole mettersi concretamente di traverso contro i diktat della Troika e chi continua a parlare (e ad alimentare illusioni) su “un'altra Europa” che dovrebbe scaturire da questa Unione Europea dominata dalle oligarchie finanziarie, dalle multinazionali e da una classe dirigente che ne è l'espressione compiuta.
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