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mercoledì 2 ottobre 2019

100MILA ARTIGIANI E IMPRENDITORI CON PASSAPORTO RITIRATO. (di Alessio Bini)

Sono colpevoli soltanto di aver lavorato, durante una crisi così profonda che ancora non se ne vede la fine.
Non tutti lo sanno, ma non riuscire a pagare alcune tasse è considerato dallo Stato un reato penale. I più conosciuti tra questi sono i contributi detti a carico dei dipendenti, ma che in realtà sono a carico dell’imprenditore. Anche non pagare l’Iva ha rilevanza penale, ma oltre certi importi piuttosto alti.
Quando è iniziata la crisi, il calo di lavoro ha portato gli imprenditori a fare delle scelte: o pagare dipendenti, fornitori e bollette o pagare le tasse.
Ovviamente, non poteva essere diversamente: la maggior parte degli imprenditori in difficoltà ha deciso di

martedì 24 settembre 2019

Quante brave persone ...

Canterebbe ancora oggi Bennato, magari non sarebbero come nella canzone timorate di Dio, forse del Dio denaro o del potere: di certo sono ben vestite, hanno l'Iphone che allora,nel 1976 non c'era. E perché sono o sarebbero brave? Perché hanno a cuore i migranti, il clima, fanno la differenziata, usano l'auto elettrica e la bicicletta, sono come Dusty il canguro ecologo (di bona memoria, per chi come me ha l'età). Non pensano alle aziende che sono state chiuse , a quelle mai riaperte (

martedì 30 aprile 2019

Trump. Quando un idraulico guadagna 90,000$ è un elettore sicuro.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-30.

2019-04-16__Idraulico__001

I media ed i lib dem hanno dato e, per insperata fortuna di Mr Trump, continuano a dare un’immagine oniricamente fantastica del mondo del lavoro.

Il loro messaggio tipico è quello di una giovane manager vestita da una alta sartoria, che amministra miliardi dall’alto del settantesimo piano di un grattacielo. Non le abbiamo mai contate, ma sembrerebbero essere pochine pochine. Un altro messaggio tipico è il costante uso del modo futuro applicato a ricerche di punta non ancora commercializzate: l’intelligenza artificiale salverà il mondo, le energie alternative renderanno asettico l’ambiente, il diploma di laurea vi farà ricchi/e, i robot lavoreranno per voi, saremo tutti finanzieri.

Già.

venerdì 19 gennaio 2018

I veri dati sull'evasione fiscale

Ripetere giova, come dicevano i latini, e quindi ripropongo il tema dell'evasione fiscale, visto che anche i giustizialisti dell'ultima ora, ossia i 5 Stelle, come fece il PD prima di loro,si sono messi in testa di recuperare l'immensa cifra che , secondo alcuni, manca come entrata : il punto , giusto per mettere le mani avanti, è anche distinguere tra evasione, elusione, e chi non ha i soldi per pagare le tasse o per versare l'iva. Magari quest'ultimo deve pagare la corrente, il telefono o gli stipendi: e se non paga la merce in contrassegno o anticipatamente, non la riceve e non ricevendola non può disporre del denaro per pagare, appunto, utenze e dipendenti. E se non riesce a rimettersi in carreggiata, chiude: e se chiude, tu Stato, non avrai mai i soldi ,pochi o molti che siano, che questa impresa o persona ti deve. Poi tu Stato, fai pure il cretino, e manda cartelle su cartelle, con un incredibile numero di voci, spese, interessi,more, e tutto quello che vuoi, gonfia a dismisura: del resto sono i programmi del cazzo della tv e dei media leccaculo che te lo chiedono. Sennò, come farebbero a creare le notizie fasulle e a imbrogliare le carte e far credere che è il 3,6% di chi evade la colpa se le cose vanno male in Italia? E guarda caso il 3,6% sono i negozianti, come quelli che ancora tengono sollevate le serrande e non la GDO che rilascia "scontrini non fiscali" dato che hanno preso accordi a monte con il fisco: e guarda caso sono ,per la maggior parte, tutte società straniere, con sede all'estero, e proprio in Germania e in Francia. Chissà perché. Comunque ecco un riassunto dei dati al 2015.
Galeotto non fu lo scontrino: la mancata emissione di scontrini e fatture incide per appena il 3,5% sul totale della mostruosa evasione fiscale in Italia, stimata nel 2015 in 177,2 miliardi di euro.
A leggere le cifre dell’evasione fiscale che stanno dietro ai Panama Papers, l’indagine sui capitali occultati nelle società offshore dei paradisi fiscali da vip e potenti, si scopre che le somme sottratte al fisco dalle piccole imprese e dai lavoratori autonomi, spesso rimproverati di eludere l’emissione di scontrini e fatture, sono minime rispetto a quanto sparisce a causa dell’evasione di altri soggetti economici.
Chi sono i colpevoli dell’evasione fiscale in Italia? Una ricerca Krls Network of Business Ethics, effettuata per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani, mette al primo posto tra gli evasori gli industriali (34,2%) seguiti da bancari e assicurativi (31,7%), commercianti (11,8%), artigiani (9,4%), professionisti (6,5%) e lavoratori dipendenti (6,4%).
Queste percentuali, tuttavia, non dicono ancora tutto rispetto alle origini e alle responsabilità del buco nero che grava sul nostro fisco. Il grosso dell’evasione viene dall’economia criminale: la mafia e la malavita organizzata sottraggono alle casse dello Stato una somma oltre dodici volte superiore a quella imputabile a lavoratori autonomi e piccole imprese, così come sono ben più alti gli ammanchi derivanti dall’economia sommersa, dalle grandi aziende e dalle società di capitali.


Se poi volete leggere tutto l'articolo e avere dei dati per categoria, ecco il link
https://www.webeconomia.it/evasione-fiscale-italia-vale-180-miliardi-veri-colpevoli/10113/

lunedì 18 novembre 2013

Da nessuno, nessuna proposta

Se non ci avete fatto caso i media, e credo anche il web, non presenta niente di nuovo a livello di proposte, non dico per uscire dalla crisi, ma per migliore la qualità della vita dei cittadini italiani.
Quando c'è qualche cosa di nuovo, questa riguarda le aziende che devono esportare ma non tocca minimamente gli interessi dei piccoli commercianti o degli artigiani ,che vedono sempre più di rado clienti.
In sostanza nessuno parla di diminuire l'iva, nè di rinegoziare i debiti verso lo stato, intesi come cartelle esattoriali ,tasse o multe che siano: a mio parere sarebbe indispensabile permettere di mettersi in regola con nuove regole e senza che queste ultime siano dei cappi al collo.
Giustamente c'è chi ha osservato che è inutile diliuire in 120 mesi un debito verso Equitalia, quando non si ha un reddito: e chi conosce la procedura per ottenere questa dilazione sa bene che per ottenerla è necessario dimostrare di possedere determinati requisiti.
Chi come me è pratico o conosce il fallimento, sa che numerosi falliti non avevano, ad esempio, la contabilità in ordine, e ciò ha impedito loro di usufruire di alcuni meccanismi che avrebbero impedito il fallimento stesso o almeno di far valere la cessazione dell'attività stessa entro i termini che impediscono la dichiarazione di fallimento.
Detto ciò fa rabbia vedere che non esiste nessun progetto atto a restituire alle città le attività commerciali e artigianali: logicamente con qualcosa al passo coi tempi. 
Pare che le uniche attività gradite ai comuni e allo stato siano quelle degli extracomunitari,e a seconda delle aree geografiche privilegiano i cinesi.
Anche qui a Cagliari proliferano i parrucchieri e ,recentemente, anche le sartorie: queste prima erano inglobate nei negozi di abbigliamento,ma per creare delle vere e proprie strade occupate solo da attività gestite dai cinesi ecco che prendere in affitto e occupare un'altra vetrina, fa parte di una strategia ben precisa.
Ma di questi problemi importa poco o niente.

lunedì 9 luglio 2012

Lettera aperta da un artigiano ai "futuri artigiani"

Alcuni giorni fa,  Corrado Passera,  ministro per lo sviluppo economico,  ha presentato  la bozza di un decreto il cui fine è quello di  convincere i disoccupati a diventare imprenditori. L’offerta è a prima vista  allettante, per alcuni anni,   niente Iva,  niente Irpef   e tasse al cinque per cento. Una vera e propria “pacchia”. Conoscendo,  al riguardo del lavoro autonomo, ” l’aria che tira”,   sorprende non poco il silenzio che ha accompagnato la proposta.
Ma cosa sarà successo? Occorreva forse la crisi,  per rendersi conto  che la colonna portante della economia  italiana,  è stata , lo è tuttora   e  sarà sempre,  il lavoro autonomo? Occorreva forse il terremoto emiliano per capire che se le  aziende  chiudono,   i “conti” non tornano? Indipendentemente dalle ragioni, si tratta di “cambiamento epocale”. Ma dove sono finiti i commentatori politici ed economici che nei  giorni successivi all’annuale denuncia dei redditi ,  commentando quelli denunciati dagli  artigiani,  ripetono più volte  l’aggettivo scandaloso? Mi sarei aspettato che al seguito di una proposta come questa,   che permette ad  alcuni  artigiani di pagare solo il 5 per cento di tasse , venissero indetti almeno un paio di scioperi generali.

lunedì 12 marzo 2012

Alcuni mali vengono per nuocere

Di sicuro il male ,quello che si riceve intendo, può anche forgiare il carattere: se si supera "la fase" e si va avanti, in teoria si dovrebbe divenire più forti e corazzati. Ma non sempre è così, anzi. Penso alle persone che godono nel vedere attività commerciali che non fanno affari, che non vendono un chiodo: costoro sono i clienti dei centri di rincoglionimento