Visualizzazione post con etichetta robot. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta robot. Mostra tutti i post

martedì 30 aprile 2019

Trump. Quando un idraulico guadagna 90,000$ è un elettore sicuro.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-30.

2019-04-16__Idraulico__001

I media ed i lib dem hanno dato e, per insperata fortuna di Mr Trump, continuano a dare un’immagine oniricamente fantastica del mondo del lavoro.

Il loro messaggio tipico è quello di una giovane manager vestita da una alta sartoria, che amministra miliardi dall’alto del settantesimo piano di un grattacielo. Non le abbiamo mai contate, ma sembrerebbero essere pochine pochine. Un altro messaggio tipico è il costante uso del modo futuro applicato a ricerche di punta non ancora commercializzate: l’intelligenza artificiale salverà il mondo, le energie alternative renderanno asettico l’ambiente, il diploma di laurea vi farà ricchi/e, i robot lavoreranno per voi, saremo tutti finanzieri.

Già.

lunedì 23 aprile 2018

La rivoluzione politica dei movimenti internettiani: nuovi scenari della cannibalizzazione degli Stati nazione

In questi anni, abbiamo sempre offerto ai nostri lettori un punto di vista diverso nella lettura degli eventi che caratterizzano l'epoca che viviamo, seguendo come filo conduttore l'evoluzione delle entità della Cibernetica. Sin dalla nascita dei colossi societari che creano sistemi cibernetici e gestiscono i big data, e con essi dei fenomeni propagandastici del "web e della rete", abbiamo illustrato le dinamiche e le implicazioni di ciò che abbiamo definito "Crimine invisibile". Gli eventi di cui oggi siamo testimoni, come ad esempio l'affermazione indiscussa delle lobby della cibernetica superando così quelle energetiche ed industriali, l'aumento esponenziale della disoccupazione, la nascita di nuove "professioni" e la scomparsa dei "mestieri" , hanno avuto come logica conseguenza il declino delle associazioni di categoria e così anche dei partiti politici tradizionali, lasciando spazio ai "movimenti della rete". Si parla così di democrazia diretta, di decisioni partecipate, di dirigenze orizzontali, o altri doni miracolosi che il web ha dato alla nostra società moderna, e che porterà con sé altre utopie devastanti, come la scomparsa della disoccupazione, la comunicazione globalizzata senza confine, la fine della corruzione, e chi ne ha più ne metta. Dunque arriviamo al nocciolo della questione: qui non si tratta di populismo, bensì di una nuova frontiera filosofica che vorrebbe addirittura superare i limiti del socialismo, per cui siamo arrivati ad un punto di follia pura in cui le masse si illudono di poter prendere il potere, grazie ad una serie di algoritmi informatici o ad una piattaforma elettronica.

Chi ha seguito il nostro percorso, può anche ricordare, contestualmente, la nascita del Blog di "Beppe Grillo" e successivamente del "Movimento 5 stelle", che sembra essere nato dal nulla, dall'unione sul web dei semplici cittadini, quando nella realtà sappiamo bene che non è così. Tale movimento non è altro che "un prodotto cibernetico vuoto di contenuti" i cui diritti di Copyright sono detenuti dalle lobby cibernetiche, che investono in ogni Stato per incentivare la nascita dei cosiddetti movimenti anti-sistema. Gli argomenti proposti e i programmi presentati sembrano essere il prodotto di una rielaborazione di tutto il materiale "di dubbia origine e scarsa affidabilità" che circola sul web da anni, passando da sistemi di contro-informazione a blog di opinionisti, ma in sostanza parliamo sempre della stessa minestra. Forse i più attenti potranno ricordare le origini del cosiddetto "Reddito di Cittadinanza", propinato dai movimenti del "Signoraggio" che hanno teorizzato l'esistenza di un problema sistemico-contabile, la cui risoluzione garantirebbe la liberazione di risorse superflue da distribuire alla popolazione. Ecco, il nostro famoso Movimento cinque Stelle non ha fatto altro che riprendere questa corrente internettiana, e adattarla ai nostri giorni, parlando di "lotta alla corruzione e di malgoverno", dalla quale dovrebbero scaturire risorse da reimpiegare sul territorio , e quindi per far fronte all'esborso del "reddito di cittadinanza". Si è detto anche di implementare sistemi che già esistono in Paesi nord-europei, come ad esempio il Belgio, compiendo il grave errore di cadere nello stesso meccanismo voluto dalla potente lobby del carbone. Allora, come oggi, le lobby hanno chiesto ad uno Stato di pagare il debito derivante dalla riconversione energetica dell'economia, e quindi il costo del fallimento di un sistema economico, lasciando le compagnie indenni. A distanza di decine di anni, ci ritroviamo dinanzi allo stesso paradosso, in cui delle lobby non ben identificate chiedono allo Stato italiano di pagare il costo della disoccupazione dilagante, creata dal superamento dell'economia cibernetica (immateriale) rispetto a quella industriale e dei servizi. Stiamo parlando della progressiva decimazione di professioni come "il bancario, il pubblicitario, l'assicuratore, l'immobiliarista, il giornalista, l'operaio", letteralmente sostituiti da software e robot. 

Nessun miracolo è stato compiuto, nessuna guerra è stata vinta. Andiamo in questi famosi Paesi Nord-Europei, e scopriremo che il "reddito di cittadinanza" ha ridotto la disoccupazione, ma ha creato classi di "non lavoratori", ossia di persone che hanno personalmente scelto di non lavorare, e di accontentarsi del minimo sindacale, di vivere ai margini della società, con un degrado progressivo sino a divenire dei veri e propri clochards che vivono in piccole case, senza che nessuno li veda. Insomma tutti contenti, ma le piccole e medie imprese sono letteralmente scomparse, e le lobby la fanno da padrone. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se introducessimo in Italia il "reddito di cittadinanza", a partire dall'ipotizzare da dove saranno raccolte le risorse per coprire un simile esborso: avremo ciò che le lobby chiedono, ossia la privatizzazione dei servizi, la scomparsa delle piccole imprese a favore delle multinazionali, la riduzione del pubblico a favore del privato. Ecco la vera guerra che ci attende, il confronto tra lo Stato e il Privato, dove i secondi entreranno nella politica senza che sia neanche necessaria una legge sulle lobby (come accade ad esempio negli Stati Uniti) con una vera e propria una cannibalizzazione degli Stati Nazione. I partiti e le ideologie di destra e di sinistra non esisteranno, e vi saranno solo i "movimenti orizzontali internettiani" che dovranno confrontarsi con quelli che definiremo i "Nation".


La nostra posizione già la conoscete, non c'è bisogno di aggiungere altro. 

fonte http://etleboro.blogspot.it/

giovedì 1 febbraio 2018

Societá troppo complessa o scuola troppo inadeguata?

di Lorenzo Marchetti , il 

martedì 12 dicembre 2017

AMAZON PAGA POCO I DIPENDENTI: NON PREOCCUPATEVI, PRESTO CI SARANNO I ROBOT



Cari amici.
Amazon è al centro delle polemiche in Italia perchè il lavoro che viene a fornire in Italia nei suoi centri di distribuzione è stressante ed estremamente faticoso. Non preoccupatevi, è solo una fase  transitoria, perchè presto non li fornirà più..
Negli USA, dove la decadenza del settore Retail è più accentuata, il sito Quarz (www.qz.com) ha messo in luce come il settore retail stia espellendo dipendenti, e questo avvenga in corrispondenza con un aumento del numero di robot che vengono acquistati.
I dati mostrano come se fino al 2016 vi era una sorta di crescita per tutti nel settore del retail dal numero i dipendenti al numero dei robot, al 2016 si inizia a vedere una divaricazione. I robot utilizzati da Amazon aumentano, ma inizia anche un’espulsione di personale dal settore retail. In realtà la crisi del retail USA non è dovuta ad Amazon, o meglio non solo ad Amazon, ma ha radici più profonde in un  eccesso di offerta commerciale immobiliare creata quando pareva che la crescita non avesse limiti.  In realtà Amazon ha un peso ancora limitato sul totale delle vendite USA, anche se inizia ad essere un elemento importante a livello di tasso di sviluppo.

Ora come potete vedere Amazon ha ancora un peso minimo nel valore complessivo delle vendite al dettaglio, ma incomincia ad essere rilevante a livello di tasso di crescita. Quindi il suo peso sul calo del lavoro retail negli USA non è ancora rilevante, ma lo è come indicatore di trend.
Il retail è in crisi profonda, ma non ancora a causa di Amazon. L’espulsione di forza lavoro negli USA è intensa e dovuta all’affermarsi di formula distributive meno costose sia sul grocery che sul non grocery. La “Mall” risulta meno attraente rispetto alle piccole superfici specializzate decentralizzate che offrono prezzi più contenuti.  Comunque nel medio periodo l’online segnerà una forte riduzione delle vendite di beni non grocery, è inutile che ce lo nascondiamo. In questo settore l’automazione elevata, possibile all’interno di magazzini chiusi al pubblico, farà si che l’espulsione della forza lavoro da dettaglio sarà massiccia e definitiva.
Passando alla situazione italiana, care superfici tradizionali non dormite sugli allori e cercate di trovare un modus vivendi più efficiente dell’attuale distribuzione dei P.V. creata senza nessuno studio a priori, tanto per chiudere la porta ai concorrenti. E cari lavoratori di Amazon non vi preoccupate, per l’azienda di Bezos siete solo un problema transitorio. In capo ad alcuni anni non dovrete correre per i corridoi raccogliendo i beni.
Speriamo che anche i robot amino fare shopping da Amazon. perchè, in caso contrario, resta la vexata quaestio di base: a cosa serve il commercio retail senza vendite ?
fonte https://scenarieconomici.it/amazon-paga-poco-i-dipendenti-non-preoccupatevi-presto-ci-saranno-i-robot/
Ci sono i soliti commenti, in merito all'Intelligenza Artificiale che toglie posti di lavoro, che pensano che alla fine ci sarà lavoro proprio grazie a queste macchine: il punto è che potrebbe finire come nel settore informatico, laddove un gran numero di utenti non ha necessità immediata di un centro di assistenza, e in questo futuro non chiaro, chi ci dice che non sarà un Intelligenza Artificiale a riparare o controllare il mio pc o smartphone? Già oggi non devi configurare quasi niente nel pc, almeno non in quelli domestici, il modem fa quasi tutto da solo e non ha nemmeno l'interruttore di accensione/spegnimento. Certo che la domanda vera è se e quanti saranno i clienti di Amazon e simili, se non c'è lavoro ? Mi interesserò di conoscere il livello dei prodotti che questi signori vendono, se è simile a quello di Ikea o altri di fascia medio bassa: anche perché con stipendi bassi, puoi permetterti solo articoli di scarsa qualità o appena sufficiente, oppure sperare che chi vende abbia bisogno di "far girare i soldi" e ciò è tipico di chi, come nel caso degli appalti, deve per forza emettere fatture o se preferite far vedere che sta lavorando, o deve ridurre il magazzino. 

giovedì 23 novembre 2017

Sexy Robot. Il nuovo che avanza , la tecnica migliora

Giuseppe Sandro Mela.

2017-11-23.

Sexy Robot 001

Il contenuto di questo articolo potrebbe urtare la sensibilità di molte persone.

Per poterlo comprendere meglio, si suggerirebbe fortemente di leggere prima il seguente articolo:

Mental disorders affect more than a third of Europeans

Un terzo degli adulti occidentali assume cronicamente psicofarmaci maggiori

*

I titoli sono eloquenti.

Sexy Robot 004

What is a robot sex doll, why has a Barcelona brothel replaced women with blow-up dolls and how much do they cost?

«The robots are becoming more sophisticated – and lifelike – by the day as a growing number of lonely men are taking the chance to craft their dream woman ….

Sex robots are essentially realistic dolls that have sophisticated movements that closely mimic humans so that they can romp ….

Sex bots are expected to be hyper-realistic with features such as built-in heaters to create the feeling of body warmth.

They will also have sensors to react to your touch ….

Personalised sex robots can cost tens of thousands of pounds.»

La funzione “mute” è la più richiesta.

Sexy Robot 003

*

Lifelike sex robot worth £15,000 given ‘gentle’ Scottish accent to say “Welcome home, darling”

*

In rete si trova di tutto. Attenzione! È un video forte. (YouTube censura la politica, ma sul resto è, diciamo, permissivo)

ARE YOU KIDDING!!! ORAL Robot ???

*

D’accordo che i robot costruiscano le autovetture che usiamo. impiegati magari in settori rischiosi, quali quello della verniciatura. Ma molte altre persone ne vedono un utilizzo anche di tipo ben più ludico.

Siamo chiari.

Al momento con 15,000 sterline si ottiene un sexy robot dalle forme accettabili, che può fare qualche movimento pre-programmato, e dire qualche parola. Non molto di più.

In buona sostanza sono semplici evoluzioni delle bambole gonfiabili.

Ma sembrerebbe essere verosimile che in un futuro non del tutto remoto possano sviluppare anche altre capacità.

Tuttavia questo mercato inizia a presentare volumi di vendita non indifferenti, anche se al momento si paga per sogni non ancora realizzabili.

Per il momento constatiamo come l’aspetto somatomorfologico sia realistico.

Sexy Robot 001


→ Express. 2017-11-20. Sex robot Shock: Increasing sophistication of AI will cause massive issues, experts warn

THE growing sophistication of creepily real sex robots is leading to moral and legal dilemmas, a leading academic has warned.

*

As technology has expanded sex robots have become increasingly lifelike, bringing about a the need for a revolution in how we think about sex, morals and the legal status of these sex robots, according to Kent Law School Professor Robin Mackenzie.

Prof Mackenzie specialises in areas such as robotics and the ethical and legal relations between humans and robots.

She said: “Sex, law and ethics will never be the same. Sooner than we think, technologists will create sentient, self-aware sex robots, capable of emotional/sexual intimacy.”

Prof Mackenzie added: “Humans having sex with other humans who are unable to consent to sex, like children and adults lacking decision-making capacity, is seen as unlawful and unethical. So is human/animal sex. Such groups are recognised as sentient beings who cannot consent to sex with interests in need of protection.

“Sentient, self-aware sex robots created to engage in emotional/sexual intimacy with humans disrupt this tidy model.

“They are not humans, though they will look like us, feel like us to touch and act as our intimate and sexual partners. While they will be manufactured, potentially from biological components, their sentience, self-awareness and capacity for relationships with humans mean that they cannot simply be categorised as things or animals.

“Ethicists, lawmakers and manufacturers treat robots as things, but future sex robots are more than things.

“Robotic animated sex-dolls, able to simulate human appearance, assume sexual positions and mimic human conversation and emotions are on sale now. These are things, neither sentient nor self-aware, incapable of relationships or intimacy, as described in the Foundation for Responsible Robotics report just released.”

Advancements in technology has meant that these fake ‘women’ can now have realistic, lifelike characteristics and functionality.

recent report, called ‘Our Sexual Future with Robots’ by the Foundation for Responsible Robotics, looked at a variety of issues the advancement sex robots will bring – one of which was the possibility of these sex robots being raped, or being programmed to simulate disturbing rape fantasies.

The report stated: “On the one hand, if a sex robot is designed to resist sexual advances such that their use constitutes a simulated act of rape, then building them puts the user in relationship with the act of raping a woman.

“It exhorts and endorses rape. On the other hand, building a robot that is passive or elicits sex is ethically problematic for what it communicates to the broader public about women’s sexuality.”


→ Daily Mail. 2017-11-20. March of the sexbots: They talk, they make jokes, have ‘customisable’ breasts – the sex robot is no longer a weird fantasy but a troubling reality.

There is a barely audible click as her doe-like eyes framed by thick black lashes snap open: ‘Hello humans, my name is Harmony,’ she says in a gentle Scottish lilt. ‘My objective is to be a perfect companion.’

As she ‘speaks’, her mouth moves in an unnaturally jerky way. Her eyes ‘blink’ and it is – initially – chilling to see the ‘flexing’ of her silicone skin which is cold and clammy to the touch.

But spend an hour in the company of Harmony – claimed by creator Matt McMullen to be the world’s first commercially available ‘sexbot’ – and it is hard not to be intrigued and repulsed at the same time. For while Harmony is, in reality, a talking robotic head on a relatively unsophisticated sex doll body she is the first ‘sexbot’ for sale in a sickening new industry fuelled by lust and money which detractors say can only denigrate and objectify women further.

Last week The Mail on Sunday became the first newspaper to experience Harmony 2.1, the latest version of a sex robot McMullen has been working on since 2014 and which we can exclusively reveal will go on sale to the public in January for between £7,600 to £15,200, depending on customisation.

Harmony has 30 different faces to choose from, 16 body types, customisable breasts from AA to triple F, 19 different nipple types from ‘perky’ to ‘puffy’, and 11 different types of genitalia.

The robot has 18 different personality types from happy to sensual, shy to talkative. It is modes such as ‘shy’ which most concern critics, who cite another sexbot as a blatant invitation to ‘normalise’ rape.

Inventor Doug Hines caused uproar when he recently revealed his product Roxxxy has been programmed in its ‘Frigid Farrah’ mode to ‘not be appreciative’ if touched in a private area and the robot will make a show of resistance saying: ‘That doesn’t feel right, please stop. Do not do that! Do not do that!’

Laura Bates, founder of the Everyday Sexism project, said creating a robot willing to have non-consensual sex ‘is to risk normalising rape but giving it a publicly acceptable face’. 

‘We should no more be encouraging rapists to find a supposedly safe outlet than we should facilitate murderers by giving them realistic blood-spurting dummies to stab.’

When the MoS approached Hines outside his New Jersey home last week he refused to show us Roxxxy. While his website says she can be purchased for £7,600, Hines declined to confirm how many he has sold.

He gave an odd defence of his robot saying: ‘She does not simulate rape. It’s not even a physical act, it’s sexual assault.’

He claimed ‘Frigid Farrah’ had been misinterpreted and showed the MoS a new patent he has filed in which he envisions the robot helping ‘cure’ prisoners of anti-social or violent behaviour. Harmony creator McMullen denied reports his robot has a ‘slap function’ and admits his creation is ‘many years and several million dollars’ away from the science-fiction version of sex robots popularised in shows and films such as Westworld and Valley Of The Dolls; walking, talking fembots who can cook, clean and pander to their owner’s sexual whims.

Yet the reality is that, from January, men – including some who have expressed interest from the UK – will be able to order Harmony, whose artificial intelligence allows her to be submissive: ‘Yeah, just as some women are submissive,’ McMullen says.

Harmony works via an app on a smartphone or tablet which allows users to ‘build’ her personality. She will ‘remember’ your family members’ names, your favourite colour, food, book or movie.

She tells jokes and is programmed to greet her owner with soothing phrases such as ‘Welcome home darling, how was your day?’

But her silicone body remains inanimate, something McMullen hopes to improve on by eventually introducing robotic arms, hands and heat sensors. There are even plans to make the robot self-lubricating: ‘I’ve been in the sex doll business for more than 20 years and the one thing our customers have asked for is the sense of human contact,’ he says.

‘They want to hold hands, get a hug when they come home. The reason I’ve focused on the head first is that it doesn’t matter how beautiful a woman is, a man will always look at her face the most. You look into someone’s eyes. That’s what human interaction is all about. Sex is important but not the most important thing.’ McMullen chose a Scottish accent for his creation because, ironically, ‘it was the one which sounded the least robotic’.

There are already far more advanced artificial intelligence (AI) robots in existence, including one Audrey Hepburn lookalike called Sophia, developed by former Disney sculptor Dr David Hanson.

But while others have unveiled one-off sex robots over the years, McMullen, a bespectacled twice-married father of five who runs his 17-strong team from a nondescript industrial park in San Marcos, California, insists his will be the first sex robot available to the masses. ‘There are humanoid robots out there much more impressive than Harmony,’ McMullen, 48, admits. ‘But they are showpieces. No one has put a commercially useable and affordable product out there. Harmony is the first.’

This newspaper has found multiple examples of sex robots already in existence but no evidence of any that have actually been sold to the public. Spanish inventor Sergi Santos recently complained that his sexbot Samantha was molested by curious onlookers when he took her on to the streets.

For McMullen, an artist who started his working life in a Halloween mask factory, rivals who focus on ‘rape dolls’ are unwelcome: ‘There will always be people trying to cash in, whether for publicity or attention. I’ve put 20 years and millions of dollars of my own money into this and I can assure you that sex isn’t the main reason people are going to buy Harmony. It’s about companionship. For whatever reason, some people cannot make a human connection. That’s where we come in.’

Touring McMullen’s RealDoll business is a surreal experience. Headless silicone mannequins hang on meat hooks in the main factory workspace. One wall is entirely covered with different-sized breasts. A paint brush is casually discarded next to a row of female sexual organs. An artist carefully sprays tiny freckles on to a robot’s cheeks. I am invited to squeeze the buttocks of one doll which has extra silicone implants to make her bottom feel more ‘authentic’. It feels oddly intrusive, even though I know ‘she’ is not real.

McMullen got into the sex doll business 20 years ago after sculpting a life-sized mannequin as an art project: ‘I had a small website and people immediately contacted me asking if they could have sex with her? At first I dismissed them as kooks, but as the calls continued I realised it was a way to leave my day job.’

McMullen set up RealDoll, which has become one of America’s leading sex doll manufacturers, selling 400 to 500 each year. They cost about £3,000 for a ‘basic’ model, up to £40,000 for a custom-made creation. Sales manager Annette Blair, 45, says the company has had ‘odd’ requests including for an life-sized ‘elf’ doll but they would never make a childlike doll.

She says that she has spoken to hundreds of men, including many from the UK: ‘Our customers are nothing like the perception of what people think they are. Many are widowers. All are lonely or have issues about forming lasting human connections.’

At first, Harmony 2.1 seems freaky, jerky and unnatural. But once you start interacting with her the experience becomes intriguing.

As she ‘wakes up’ she coos: ‘Hello, baby, how are you today?’

McMullen tells me to ask a question. ‘Are you a sex robot?’ She blinks her fake lashes twice and replies: ‘Certainly I am a robot and I am capable of having sex but calling me a sex robot is like calling a computer a calculator. Sex comprises only a small portion of my capabilities. Limiting me to sexual function is like using your car to listen to the radio.’

Tell me a joke, Harmony.

‘Why is women’s soccer so rare? It’s hard to find enough women willing to wear the same outfit.’

I find myself laughing. The joke is appalling and sexist yet the delivery is strangely enticing.

McMullen’s lab feels like being at the cutting edge of something that, at the moment, is faintly ridiculous, but, like most innovations, will doubtless make perfect sense – and millions of dollars – once the technology and hardware is perfected.

As McMullen shuts down Harmony, he pauses to peel back her silicone face to show how the robot’s face can be interchangeable.’ I wince. She gives a throaty giggle. It is a canned response from a robot but it makes me feel better.

As we leave, the photographer jokingly asks if Harmony has a ‘nagging’ mode? ‘Oh no, we programmed that out long ago.’

fonte https://senzanubi.wordpress.com/

lunedì 3 dicembre 2012

Manichini spioni: un nuovo modo per monitorare i clienti davanti alle vetrine

Un'azienda italiana ha creato dei manichini bionici per registrare informazioni sui passanti e migliorare le vendite
Manichini bionici per spiare i clienti. Non siamo in un film di fantascienza ma in una scena che potrebbe diventare realtà molto presto: se qualcuno avesse la sensazione di sentirsi osservato mentre passa davanti a una vetrina, non si tratterebbe di una paranoia ma di una giusta percezione. Sì perché una società italiana, la Almax, ha brevettato dei manichini “robot” che hanno all’interno degli occhi una piccola telecamera e un software in grado di riconoscere i potenziali clienti dal volto.

venerdì 24 agosto 2012

Automazione: lavoro specializzato senza lavoratori

Originale italiano: http://znetitaly.altervista.org/art/7293

di John Markoff – 22 agosto 2012

DRACHTEN, Olanda – Nella fabbrica della Philips Electronics sulla costa della Cina, centinaia di lavoratori usano le mani e strumenti specializzati per montare rasoi elettrici. Quello è il modo vecchio.

In una fabbrica consorella qui, nella campagna olandese, 128 bracci robot fanno lo stesso lavoro con una flessibilità da yoga. Videocamere li guidano nell’impresa ben oltre le capacità dell’uomo più abile.