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martedì 28 gennaio 2020

ONORATO CHIUDE LA SEDE DI CAGLIARI E SI DIMENTICA DI PAGARE 400 MILA EURO A PILOTI E ORMEGGIATORI

Onorato chiude Cagliari e lascia un buco di 400.000 euro nei porti della Sardegna.
Da settembre la compagnia di mascalzone latino ha
lasciato fatture inevase per 100.000 euro a Cagliari, quasi 200.000 ad Olbia e 100.000 a Porto Torres.
Una situazione che rischia di mettere in ginocchio il sistema portuale della Sardegna considerato che il 70% dei fatturati provengono dalle navi di linea.
Da settembre non pagano nonostante la prassi fosse quella di un pagamento dilazionato di 10 giorni.
I piloti dei porti sono obbligatori per legge perché si tratta di servizi tecnici nautici regolamentati dalla legge numero 84/1994.
Non pagare questo tipo di servizio significa aver raggiunto un livello delicato, anzi delicatissimo, di liquidità della società.
Il servizio dei piloti è garantito con continuità 24 al giorno 365 giorni all'anno ed è sotto la direzione di vigilanza dell'autorità marittima.

martedì 30 aprile 2019

Trump. Quando un idraulico guadagna 90,000$ è un elettore sicuro.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-30.

2019-04-16__Idraulico__001

I media ed i lib dem hanno dato e, per insperata fortuna di Mr Trump, continuano a dare un’immagine oniricamente fantastica del mondo del lavoro.

Il loro messaggio tipico è quello di una giovane manager vestita da una alta sartoria, che amministra miliardi dall’alto del settantesimo piano di un grattacielo. Non le abbiamo mai contate, ma sembrerebbero essere pochine pochine. Un altro messaggio tipico è il costante uso del modo futuro applicato a ricerche di punta non ancora commercializzate: l’intelligenza artificiale salverà il mondo, le energie alternative renderanno asettico l’ambiente, il diploma di laurea vi farà ricchi/e, i robot lavoreranno per voi, saremo tutti finanzieri.

Già.

lunedì 11 marzo 2019

Gli undici paesi in cui le famiglie sono più indebitate (Spoiler, non c’è l’Italia)



Quali sono i paesi al mondo in cui le famiglie sono più indebitate? Non sicuramente l’Italia, dove il tasso di indebitamento privato è fra i più bassi d’occidente. Se pensate che gli USA siano il primo posto, allo stesso modo vi state sbagliando: la crisi finanziaria ha portato ad un forte deleveraging privato. Ricordiamo che il debito famigliare è più pericoloso di quello pubblico perché il privato non ha potestà monetaria, ma , nello stesso tempo, è anche indice di una fiducia nel futuro, nella possibilità di poterlo ripagare con redditi crescenti .

lunedì 10 dicembre 2018

Germania : la policromia dei debiti dei comuni. Qualcuno deve pagarli.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-07.

Germania Lander 001

Parlando del debito pubblico si penetra in una giungla piena di insidie e, spesso, di veri e propri campi minati.

Intanto, ogni stato europeo li contabilizza con propri criteri, rendendo difficile se non impossibile una ragionevole comparazione.

Per esempio, uno stato federale avrà un debito pubblico federale, cui si dovrebbe però aggiungere il debito di ogni singolo stato e, nel suo ambito. quello delle città. Così, le nazioni a struttura federale appaiono essere più virtuose di quelle non a struttura federale per il solo motivo che il debito sovrano è ripartito su differenti enti e capitoli.

È una babele contabile, che inizia dalle definizioni di cosa e come debba essere inteso come debito, ai capitoli sui quali sparpagliare i dati.

Si fosse dei malpensanti, si potrebbe anche supporre che il tutto sia congegnato ad arte. Di certo, se una ditta privata tenesse la sua contabilità come fanno le pubbliche amministrazioni, in meno di un amen amministratore delegato e consiglio di amministrazione si ritroverebbero ai lavori forzati.

* * *

Nel 2017 i comuni tedeschi avevano un debito di 269.2

lunedì 20 marzo 2017

Le speranze muoiono

Quando ti rendi conto di essere , non il figliastro, ma nemmeno di far parte della comunità, della nazione dove sono nati i tuoi e anche tu, provi un senso di fastidio: poi senti covare la rabbia dentro di te, ed è come un fuoco che alimenta le tue intenzioni di fare giustizia e ancor prima di capire.
Quando vedi che è più importante trovare le soluzioni per gli extracomunitari, o che le aziende che chiudono e falliscono possono continuare a essere dimenticate insieme alle maestranze, oppure che è un bene che ci siano i grandi centri commerciali e gli outlet invece dei negozi, ecco che ti rendi conto che tu e le tue istanze sparite dall'agenda, che i vari sportelli danno udienza agli stranieri e a chi ha diritto al reinserimento, ma non a te e a quelli come te.
Ed è allora che monta la rabbia, che cresce la voglia di spaccare la faccia a chi sta dietro un vetro e ti dice che per te finanziamenti non ce ne sono, che tu non hai i requisiti, che sei troppo grande, che le tue idee non valgono niente, che tu e quelli come te non sono affidabili, mentre lo sono gli extracomunitari e coloro che devono essere reinseriti: questi li aiutiamo e non possiamo lasciarli indietro.
Allora pensi che chi protesta contro le politiche del governo,non eletto, chi sta all'opposizione, chi ai tempi di Rigor Montis urlava vaffanculo, chi ce l'aveva con lo psiconano, chi dice (adesso) "prima gli italiani", ecco che ritieni che questi siano dalla tua parte: del resto si preoccupavano, allora, dei suicidi degli imprenditori, mentre ora non gliene sbatte più una mazza, e non ne parlano più; allora volevano uscire dall'euro o proporre, quanto meno, un referendum, ma ora non ne parlano più di referendum, semmai le opposizioni, pensano di rinegoziare con l'Ue i trattati, di ottenere di poter sforare , e di ripartire gli immigrati nelle varie nazioni europee. 
Tutto qui: e come vedi, per te e per me, non c'è un cazzo, niente di niente: cioè non si parla di accesso al credito, perché ciò che dicono i 5S non sono fondi e soldi in automatico, ma sempre e comunque se hai i requisiti di cui parlano o parleranno loro; e non parlano di rifacimenti di verginità, che ti toglierebbero dalla lista nera protestati e falliti e cattivi pagatori; e la Lega parla di flat tax, ma non accenna minimamente a cancellazione o stralcio di debiti con lo stato , Equitalia e agenzia delle entrate, cioè non intende, per ipotetiche ragioni di giustizia sociale, cancellare i debiti , quando sarebbe sufficiente trasformare in crediti una parte di quanto, chi ha pagato (e poteva farlo o che per farlo si è fatto in quattro) le tasse o le sta pagando a rate.
Si parla come sempre di altro, ma mai si entra nel merito delle cose terra terra.
Che poi sono le uniche che contano,ma come vediamo vengono prima i diritti degli stranieri in Italia: un po' come quando, con la scusa dell'immunità diplomatica o di trattati strani , abbiamo avuto omicidi impuniti o soldati stranieri mai processati e processabili in Italia.
A parte il caso del Cermis , andate a rivedere i casi di cronaca, se mai li riuscite a trovare negli archivi dei giornali, dato che quel tipo di notizie non devono mai arrivare ai cittadini.
Ora più che mai vale la legge della giungla, dell'ognuno per se e Dio per tutti.

mercoledì 13 novembre 2013

Altro che rateizzare i debiti, la norma approvata va bene a Equitalia

di GIUSEPPE LEPORE Tutti i contribuenti che aspettavano la promessa possibilità di rateazione a 120 rate dei propri debiti immaginavano che una norma come questa fosse stata scritta in un unico comma che recitasse quanto segue:

premesso,
1) che la situazione economica drammatica del paese è un dato che non ha bisogno di essere dimostrato
2) che la situazione economica dei contribuenti è peggiorata a causa del punto 1)
tutto ciò premesso TUTTI quelli che hanno in corso una rateazione o hanno ricevuto o riceveranno una cartella HANNO DIRITTO a richiedere una rateazione del debito in 120 rate.

Questo è ciò che sarebbe stato necessario senza virgole parentesi distinguo e varie. Invece no. I politici hanno nuovamente dimostrato di non capire il dramma dei contribuenti e si permettono di giocare con le loro vite, scrivendo una norma che sembra fatta proprio per evitare che possa esser adottata. La norma appena pubblicata in Gazzetta può esser paragonata a una scalata di una montagna da parte di un soggetto con una gamba sola senza mani e con uno zaino sulle spalle pesante il doppio del proprio peso. Impossibile se non per pochi fortunati. Vediamo infatti cosa sono riusciti ad inventarsi pur di non permettere ai contribuenti di poterne beneficiare.

sabato 4 maggio 2013

Fack Checking alle argomentazioni pro-euro: smontiamole una ad una

PREMESSA: LE ARGOMENTAZIONI A FAVORE DELL’USCITA DELL’EURO
Da tempo scrivo sulla questione Euro, ed irrimediabilmente, a valle di articoli argomentati di analisi e numeri, mi ritrovo contestazioni sulla questione. Si badi bene che non ho scoperto l’acqua calda, ma semplicemente ho visto le tesi ed il dibattito internazionale, ed interpretandoli, li ho condivisi coi lettori. Le tesi che la crisi che attanaglia l’Euro-zona e’ una crisi che nasce dal fatto che s’e’ introdotta una Valuta unica (Euro) senza fare prima tutte le cose necessarie a far funzionare il meccanismo (armonizzazione mercati del lavoro e sistemi fiscali, meccanismo trasferimenti interno, unione politica) e che portano inevistabilmente a squilibri legati ad una crisi di bilancia dei pagamenti e’ opinione condivisa da Krugman, Roubini, Manchau, Bagnai, etc.

martedì 30 aprile 2013

I debitori puniti

In Irlanda per chi abbia debiti con le banche hanno appena fatto una legge (18 aprile) che gli consente di pagare delle rate ridotte o ridurre l'importo del mutuo in modo da non essere sfrattato se non riesce a pagare, ma in cambio gli fissa un massimo di denaro che può prelevare e spendere, ad esempio gli vieta di avere un auto, vieta l'abbonamento a Sky, gli mette un limite di 204 euro al mese per gli alimenti,, 57 euro al mese per il riscaldamento (in un paese abbastanza freddo per cui cercheranno della legna...) e limita a 129 euro al mese per famiglia su tutte le spese per quello che è sport, divertimento, vacanze, bar e weekend della famiglia ("..."Ireland picks through debtors’ lifestyles" http://www.ft.com/intl/cms/s/0/8b6bb216-a840-11e2-b031-00144feabdc0.html , Financial Times April 18 2013)

mercoledì 6 febbraio 2013

Il lupo dei cieli: questo mi fa ancora pensare adesso

Parafrasando Barnard del "questo ha senso raccontare adesso", e avendo a suo tempo raccontato ,nel vecchio blog illupodeicieli.leonardo.it le mie e altrui disavventure di uomo, di commerciante fallito, di persona in difficoltà, ed essendo il blog sparito insieme a tutti quelli del portale leonardo.it, voglio cominciare a raccontare qualcosa di vissuto e di vero. So bene che non potrà essere qualcosa di oggettivo, sarà la mia o altrui esperienza vista con i miei occhi, dal mio punto di vista. E comincerei da una cosa che alcuni dicono di non avere o di non provare: la paura. Anch'io fino a una certa data del 2004 pensavo di esserne immune, anche se ci sono poi gli esperti che distinguono ciò che io e altri,invece, accomuniamo: terrore, spavento, angoscia, panico, solo per dirne alcuni, e che giustamente hanno valenze diverse ma effetti, nella vita, ben concreti.Ed è così che un giorno di aprile mi arriva un telegramma

martedì 1 gennaio 2013

Cagliari, fine anno amaro per detenuto:riceve cartella Equitalia a Buoncammino

Cagliari, fine anno amaro per detenuto Riceve cartella Equitalia a Buoncammino
Un messinese di 68 anni si è visto recapitare in carcere un sollecito di pagamento di Equitalia.
"Amaro fine d'anno per un cittadino privato della libertà recluso a Buoncammino: un messinese di 68 anni che all'inizio del 2012 aveva ottenuto dall'Ufficio di Sorveglianza di Cagliari 'per le disagiate condizioni economiche' la remissione dei debiti di giustizia, si è visto recapitare in carcere un sollecito di pagamento da Equitalia". Lo rende noto Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo Diritti Riforme, sottolineando "il disappunto e la preoccupazione con cui l'uomo, caduto nello sconforto, ha

martedì 16 ottobre 2012

Da contribuente a suddito


Potrebbe essere la moglie del commercialista di via Giustiniana a Roma, 63 anni, che si e' sparato alla testa dopo il rifiuto della sua banca a concedergli un prestito da poche migliaia di euro. O quel piccolo imprenditore veneto che ha scelto di farla finita dentro il capannone della sua azienda, rimasto ormai scheletrito. Quella che scrive alla Voce e' solo la figlia di una fra le tante vittime di un fisco disumano, che ha assunto l'immagine macabra del killer, impassibile artefice di quell'Italia degli onesti che si suicida a catena.
Sono 68, dall'inizio dell'anno, i casi accertati di cittadini del nostro Paese che non ce l'hanno fatta. «A spingere mio padre - ci dice Angela, la chiamiamo cosi' - non e' stata l'oppressione dei debiti, ma il sentirsi parte di quella ingiustizia a prova d'impunita' contro cui ha sempre combattuto nell'arco di una vita».

Un altro caso, come tanti. M. e' un piccolo imprenditore edile del napoletano, uno che paga gli operai anche nei lunghi mesi in cui il lavoro non c'e' e bisogna incrociare le braccia per intere settimane, in attesa che spunti una

giovedì 6 settembre 2012

I morti non possono pagare i debiti

Parlando alla Camera di Commercio di Buenos Aires il 2 agosto, il Presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner ha stigmatizzato la politica antipopolare dei governi europei – Ha ricordato che il suo scomparso consorte Nestor Kirchner, ammonì nel 2003 alle Nazioni Unite che “i morti non possono pagare i debiti“. Spiegò che l’austerità non avrebbe mai generato una ripresa in Argentina e giurò di non anteporre gli interessi dei banchieri a quelli dei cittadini. ”Sento che l’Europa non capisce questo“, ha detto la Kirchner.

Guardiamo alla Spagna: “Come si fa ad avere la crescita se la gente perde il lavoro, i salari vengono tagliati, le case messe all’asta e i benefici sociali ridotti?” Ho letto che il 10 per cento dell’impiego pubblico verrà tagliato, assieme a 50 mila posti letto negli ospedali, ha detto. “Non si può sostenere un’economia o una società in queste condizioni”, ha ammonito.

domenica 15 luglio 2012

Banche ed Equitalia alleate ...

Da sapere e diffondere, da far sapere a chi abbiamo votato nelle precedenti elezioni: e sapere che cosa farà.
Banche ed Equitalia alleate per revocare gli affidamenti e non concedere credito

Su un campione di 15 istituti di credito, sparsi sul territorio nazionale, abbiamo riscontrato una crescente revoca dei conti correnti per quelle imprese che anche in presenza di sospensive o di ricorsi hanno contenzioso con Equitalia. Questo anche in presenza di normale rateizzazioni. Assolutamente negato nuovo credito.

Praticamente si chiude il conto a chi ha debiti con Equitalia.