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lunedì 11 marzo 2019

Gli undici paesi in cui le famiglie sono più indebitate (Spoiler, non c’è l’Italia)



Quali sono i paesi al mondo in cui le famiglie sono più indebitate? Non sicuramente l’Italia, dove il tasso di indebitamento privato è fra i più bassi d’occidente. Se pensate che gli USA siano il primo posto, allo stesso modo vi state sbagliando: la crisi finanziaria ha portato ad un forte deleveraging privato. Ricordiamo che il debito famigliare è più pericoloso di quello pubblico perché il privato non ha potestà monetaria, ma , nello stesso tempo, è anche indice di una fiducia nel futuro, nella possibilità di poterlo ripagare con redditi crescenti .

venerdì 4 maggio 2018

Caccia all'inflazione che non c'è

Cari amici

l’Istat ha diffuso i dati, per ora provvisori, ma interessanti , circa l’andamento dell’inflazione in Aprile.
Vediamo i dati :
  • Indice dei prezzi al consumo (al lordo dei tabacchi) 0,1% su base mensile 0,5% su base annua (+0,8% a marzo);
  • Inflazione Core (al netto di alimentari ed energia +0,5% (0,7% a marzo);
Appare chiaro che il rallentamento dell’inflazione è in parte dovuto dall’energia regolamentata (da+5% a -1,1%) mentre quelli alimentari hanno visto un aumento (da +0,5 a +1,6%). Un altro fatto nteressante è l’aumento dovuto più ai beni (+0,9%) e che ai servizi (+0,25)

abbiamo una contraddizione :
in teoria diminuisce la disoccupazione
Eppure l’inflazione core, quella legata proprio al riscaldamento dell’economia nazionale, alla crescita non solo rimane bassa , ma pure si abbassa !!!!
Ora è vero che la nostra crescita langue anche se confrontata con gli altri paesi UE ed area Euro:
Ed area Euro
Mentre l’Italia non sta reagendo allo stesso modo:
L’Italia cresce poco più del 50% del resto dell’eurozona, e questo spiegherebbe la gelata dell’inflazione core, tra l’altro le previsioni di crescita per il 2019 sono piuttosto tranquille , sicuramente inferiori al 2018.
Sarebbe interessante conoscere il monte ore lavorate nel 2018, perchè la mia idea è che , in realtà , questo valore sia calato, e, in prosecuzione della tendenza precedente, sia calato, per cui siamo in presenza di tanti “Lavoretti”, ma nessun vero lavoro. Tanti part time, nessun tempo pieno, meno teorici disoccupati . Questo è anche coerente on la minor inflazione del settore servizi, dove è evidente che l’offerta di lavoro (elemento principale di generazione di dinamica dei prezzi nei servizi) sia sovrabbondante.
Inoltre , uno di questi anni, sarebbe necessario fare un ragionamento serio sull’effetto della crescita di produttività sulle dinamiche macroeconomiche: ha ancora senso parlare di pericoli inflazionistici quando il lavoro diventa secondario nel ciclo economico ?
Purtroppo in Italia, in questo momento , il problema è la poltrona per Di Maio. Amen.
Fabio Lugano
fonte https://scenarieconomici.it/caccia-allinflazione-che-non-ce/

mercoledì 5 settembre 2012

CRESCITA ECONOMICA: Analisi e Proposte per far Ripartire il PIL

Premessa: il concetto di “Crescita” in Italia
Sentiamo ciclicamente parlare Politici di ogni colore, Sindacalisti, Industriali, Economisti parlare di necessita’ di “CRESCERE” e creare ricchezza, occupazione e quant’altro. In estrema sintesi: “far crescere il PIL”.  Le ricette che vengono proposte sono generalmente semplificate ed il piu’ delle volte non sono altro che “richieste di prebende” da finanziare a deficit; in sintesi si chiedono denari sotto forma di detassazione, investimenti o incentivi che dovrebbero essere pagati dai nostri figli o da non meglio identificate risorse da far pagare al “cattivo” di turno (speculatori, evasori, ricchi, parassiti, etc).

martedì 31 luglio 2012

Imparare a pensare

DI CHRIS HEDGES
truthdig
Le culture che sopravvivono si ricavano un spazio apposito per coloro che mettono in dubbio e sfidano i miti nazionali. Artisti, scrittori, poeti, attivisti, giornalisti, filosofi, ballerini, musicisti, attori, registi e ribelli devono essere tollerati se una cultura deve evitare il disastro. I membri di questa classe artistico-culturale, che solitamente non sono benvenuti nelle stordenti aule accademiche dove trionfa la mediocrità, fungono da profeti. Sono allontanati o etichettati come sovversivi delle elite del potere, perché non condividono il narcisismo collettivo dell'autoesaltazione. Essi ci obbligano ad affrontare tesi mai prese in considerazione, quelle per cui andremmo verso la distruzione se non le affrontassimo. Essi ci presentano le elite governanti come false e corrotte. Essi formulano l'insensatezza di un sistema basato sull'ideologia della crescita senza fine, dello sfruttamento continuo e della costante espansione. Ci ammoniscono del veleno del carrierismo e della futilità di ricercare la felicità accumulando benessere.