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mercoledì 8 maggio 2019

Gli ‘economisti’ liberal erano solo falsi profeti. – The New York Times.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-09.

Falsi Profeti 001

«The labor market the United States is experiencing right now wasn’t supposed to be possible»

*

Già. Tutti gli economisti liberal credevano a livello religioso che fosse impossibile. Le teorie che avevano elaborato indicavano il fatto impossibile.

Poi, nei loro conciliaboli si incensavano vicendevolmente, magari anche insignendosi del titolo di Premi Nobel per l’Economia.

venerdì 8 marzo 2019

La rivoluzione politica dei movimenti internettiani: nuovi scenari della cannibalizzazione degli Stati nazione

In questi anni, abbiamo sempre offerto ai nostri lettori un punto di vista diverso nella lettura degli eventi che caratterizzano l'epoca che viviamo, seguendo come filo conduttore l'evoluzione delle entità della Cibernetica. Sin dalla nascita dei colossi societari che creano sistemi cibernetici e gestiscono i big data, e con essi dei fenomeni propagandistici del "web e della rete", abbiamo illustrato le dinamiche e le implicazioni di ciò che abbiamo definito "Crimine invisibile". Gli eventi

venerdì 4 maggio 2018

Caccia all'inflazione che non c'è

Cari amici

l’Istat ha diffuso i dati, per ora provvisori, ma interessanti , circa l’andamento dell’inflazione in Aprile.
Vediamo i dati :
  • Indice dei prezzi al consumo (al lordo dei tabacchi) 0,1% su base mensile 0,5% su base annua (+0,8% a marzo);
  • Inflazione Core (al netto di alimentari ed energia +0,5% (0,7% a marzo);
Appare chiaro che il rallentamento dell’inflazione è in parte dovuto dall’energia regolamentata (da+5% a -1,1%) mentre quelli alimentari hanno visto un aumento (da +0,5 a +1,6%). Un altro fatto nteressante è l’aumento dovuto più ai beni (+0,9%) e che ai servizi (+0,25)

abbiamo una contraddizione :
in teoria diminuisce la disoccupazione
Eppure l’inflazione core, quella legata proprio al riscaldamento dell’economia nazionale, alla crescita non solo rimane bassa , ma pure si abbassa !!!!
Ora è vero che la nostra crescita langue anche se confrontata con gli altri paesi UE ed area Euro:
Ed area Euro
Mentre l’Italia non sta reagendo allo stesso modo:
L’Italia cresce poco più del 50% del resto dell’eurozona, e questo spiegherebbe la gelata dell’inflazione core, tra l’altro le previsioni di crescita per il 2019 sono piuttosto tranquille , sicuramente inferiori al 2018.
Sarebbe interessante conoscere il monte ore lavorate nel 2018, perchè la mia idea è che , in realtà , questo valore sia calato, e, in prosecuzione della tendenza precedente, sia calato, per cui siamo in presenza di tanti “Lavoretti”, ma nessun vero lavoro. Tanti part time, nessun tempo pieno, meno teorici disoccupati . Questo è anche coerente on la minor inflazione del settore servizi, dove è evidente che l’offerta di lavoro (elemento principale di generazione di dinamica dei prezzi nei servizi) sia sovrabbondante.
Inoltre , uno di questi anni, sarebbe necessario fare un ragionamento serio sull’effetto della crescita di produttività sulle dinamiche macroeconomiche: ha ancora senso parlare di pericoli inflazionistici quando il lavoro diventa secondario nel ciclo economico ?
Purtroppo in Italia, in questo momento , il problema è la poltrona per Di Maio. Amen.
Fabio Lugano
fonte https://scenarieconomici.it/caccia-allinflazione-che-non-ce/

lunedì 19 marzo 2018

Macron – Merkel. Summit dei disperati.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-19.

Macron Merkel Parigi

Questa fotografia la racconta lunga sul summit franco - tedesco.


Una cosa è avere un governo, ed una del tutto differente è averlo che funzioni.

Se la nuova Große Koalition ha i numeri da un punti di vista aritmetico, d'altra parte risente di molte falle turate alla belle meglio: sia la Union, Cdu e Csu, sia la Spd sono uscite bastonate a sangue dalle elezioni del 24 settembre e nelle prospezioni continuano a perdere consensi. Al di là dei sorrisi per la stampa hanno obbiettivi divergenti ed infine divergono anche gli interessi delle diverse componenti dei partiti.

Se è vero che Frau Merkel è nuovamente Bundeskanzlerin, per un quarto mandato che a tutti sembra democratico a contrario del terzo di Mr Xi, chiaramente tirannico, è altrettanto vero che la forza politica e la moral suasion di Frau Merkel è davvero scarna, molto scarna.

A riprova di quanto detto, il summit franco - tedesco si è svolto a Parigi, non a Berlino: non è stata Frau Merkel a convocare Mr Macron, bensì Mr Macron a convocare Frau Merkel. Un vero scacco diplomatico. Ma per quanto concerne l'Europa, Francia e Germania hanno visioni opposte e contrastanti.

E, si noti, Mr Macron dopo la sconfitta a Pontoise, è un lame duck, una anatra zoppa. Se è vero che è stato eletto, è altrettanto vero che a breve dovrà cimentarsi con le elezioni regionali. Ci si ricordi che i consiglieri regionali sono i grandi elettori del senato francese.

Macron. Gran bella mazzata le elezioni di Pontoise.

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«Il lavoro che ci aspetta è importante in un contesto europeo profondamente scosso da Brexit e dalle elezioni italiane che hanno visto montare gli estremi e che ci hanno permesso di toccare con mano le conseguenze di una lunga crisi economica e le sfide migratorie a cui non abbiamo saputo rispondere».

Mr Macron ha detto cose evidenti.

Al di là dei trionfalismi elettorali, l'Unione Europea sta attraversando una crisi economica dalla quale non si vede via di uscita. Un solo dato per tutti: in termini medi il 20% della popolazione europea sta vivendo sotto la soglia di reddito della fascia della povertà e la disoccupazione è ben sopra il 10%.

Si aggiunga poi la crisi istituzionale che affligge la dirigenza dell'Unione Europea, contraltare alla disgregazione politica di molti stati dell'Unione Europea. Molti stati hanno infatti governi di minoranza e molti altri hanno governi traballanti.

Ma senza un controllo reale del Consiglio Europeo, ossia del centro decisionale formato dai capi di stato e di governo, nessuna iniziativa può prender luce. Francia e Germania devono prendere ato che esistono anche gli altri, e che votano.

E il Consiglio Europeo è anche dilacerato, con i paesi del Visegrad in aperta rivolta contro Bruxelles, e con molti paesi dell'ex est - europeo che traballano.

La visione di Mr Juncker degli Stati Uniti di Europa appare sempre più improbabile. Poi, i 'populisti' sono alle porte. Basterebbe solo pensare allo socnquasso che ha fatto AfD con la sua sola presenza al Bundestag.

Se Mr Macron e Frau Merkel non vogliono veder allungare la lista che va dal Brexit al crollo del partito democratico in Italia dovranno prender atto dei tempi mutati. Di sicuro in Consiglio Europeo non avranno più il fido Mr Gentiloni ed il ricattabile Mr Fico.

L'epoca dell'egemonia dell'asse franco - tedesco sembrerebbe essere finita.


Nota.

Mr Robert Fico ha dato le dimissioni. Adesso anche la Slovakia è nel turmoil, con vivo disappunto degli eurocrati.


→ Ansa. 2018-03-17. Macron-Merkel: il voto in Italia ha scosso Ue, ora al lavoro

Insieme alla Brexit, toccato con mano effetti crisi e migranti.

*

 "Il lavoro che ci aspetta è importante in un contesto europeo profondamente scosso da Brexit e dalle elezioni italiane che hanno visto montare gli estremi e che ci hanno permesso di toccare con mano le conseguenze di una lunga crisi economica e le sfide migratorie a cui non abbiamo saputo rispondere". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel in conferenza stampa congiunta a Parigi con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Macron ha proposto una "road map chiara e ambiziosa entro giungo" per rifondare l'Unione europea. "E' indispensabile costruire questa nuova ambizione per l'Europa", ha aggiunto.

Per Macron, con la venuta di Merkel a Parigi, "si apre oggi una pagina importante" per l'avvenire dell'Ue. "Nel trimestre che si apre abbiamo molte cose da fare, si tratta di un lavoro indispensabile, ancora più indispensabile di qualche mese fa...", ha osservato il presidente citando, tra l'altro, "nuove ambizioni" per la zona euro, la politica migratoria, la difesa comune, la politica commerciale, la ricerca,la cultura e l'istruzione. Da parte sua, Merkel si è detta pronta a "lavorare strettamente" con Parigi.

Tra l'altro, ha dichiarato che entro giugno bisogna "assolutamente arrivare a una soluzione per la politica europea sull'asilo". Sul piano bilaterale, è stata ribadita la comune volontà di Parigi e Berlino di adottare un nuovo Trattato dell'Eliseo. Macron ha inoltre ringraziato l'ospite per la sua venuta a Parigi e si è congratulato per la sua rielezione: "Brava, congratulazioni", ha detto il leader francese, salutando un "accordo di coalizione solido". "Ormai è cosa fatta", ha concluso, dicendosi "felice che tutto questo abbia avuto un buon esito".

mercoledì 26 settembre 2012

Dilma Rousseff alle Nazioni Unite parla di donne, pace, consiglio di sicurezza, Palestina, Cuba, multilateralismo


Riportiamo la trascrizione, il più letterale possibile, del discorso, alto, di Dilma Rousseff, presidente del Brasile, che ha inaugurato il dibattito nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Dilma ha parlato tra l’altro dei diritti delle donne, ha criticato le politiche fiscali ortodosse, ha chiesto la riforma urgente del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha chiesto il pieno riconoscimento della Palestina come Stato, la fine dell’embargo contro Cuba e ha fatto un appello contro l’islamofobia occidentale, per la lotta al cambio climatico e per il multilateralismo .


Signor presidente, per molti noi donne siamo l’altra metà del cielo. Noi vogliamo essere anche la metà della terra. L’uguaglianza di diritti e di opportunità, libere da discriminazione e violenza può contribuire alla piena

mercoledì 4 aprile 2012

Cosa fanno altri paesi europei per i cittadini

Su comedonchisciotte.org ho trovato questo articolo, l'ho copiato e lo propongo anche a voi.
Reddito di cittadinanza, il modello sociale europeo che l’Italia ignora
di Giovanni Perazzoli
La trasmissione sullo stato sociale di Michele Santoro è stata un’altra occasione persa per parlare dello stato sociale.
Per me che vivo in Olanda appare assolutamente incomprensibile che non si ponga in Italia alcuna attenzione ai sussidi di disoccupazione europei.