Giuseppe Sandro Mela.
2018-03-19.
Questa fotografia la racconta lunga sul summit franco - tedesco.
Una cosa è avere un governo, ed una del tutto differente è averlo che funzioni.
Se la nuova Große Koalition ha i numeri da un punti di vista aritmetico, d'altra parte risente di molte falle turate alla belle meglio: sia la Union, Cdu e Csu, sia la Spd sono uscite bastonate a sangue dalle elezioni del 24 settembre e nelle prospezioni continuano a perdere consensi. Al di là dei sorrisi per la stampa hanno obbiettivi divergenti ed infine divergono anche gli interessi delle diverse componenti dei partiti.
Se è vero che Frau Merkel è nuovamente Bundeskanzlerin, per un quarto mandato che a tutti sembra democratico a contrario del terzo di Mr Xi, chiaramente tirannico, è altrettanto vero che la forza politica e la moral suasion di Frau Merkel è davvero scarna, molto scarna.
A riprova di quanto detto, il summit franco - tedesco si è svolto a Parigi, non a Berlino: non è stata Frau Merkel a convocare Mr Macron, bensì Mr Macron a convocare Frau Merkel. Un vero scacco diplomatico. Ma per quanto concerne l'Europa, Francia e Germania hanno visioni opposte e contrastanti.
E, si noti, Mr Macron dopo la sconfitta a Pontoise, è un lame duck, una anatra zoppa. Se è vero che è stato eletto, è altrettanto vero che a breve dovrà cimentarsi con le elezioni regionali. Ci si ricordi che i consiglieri regionali sono i grandi elettori del senato francese.
Macron. Gran bella mazzata le elezioni di Pontoise.
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«Il lavoro che ci aspetta è importante in un contesto europeo profondamente scosso da Brexit e dalle elezioni italiane che hanno visto montare gli estremi e che ci hanno permesso di toccare con mano le conseguenze di una lunga crisi economica e le sfide migratorie a cui non abbiamo saputo rispondere».