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venerdì 13 marzo 2015

Diminuire la spesa pubblica? Semplicemente la forma più feroce di tassazione

di Marco Mori
Ieri a quinta colonna, al di là del rammarico per non essere intervenuto a causa della repentina chiusura del collegamento, ho purtroppo assistito al consueto minestrone di luoghi comuni della peggiore falsa propaganda mainstream.
Ho potuto sentire gli interventi in studio dei vari parlamentari, da PD a FI, ed è stato chiaro il bassissimo livello di cultura giuridica ed economica di ciascuno di essi. Purtroppo nessuno dei presenti aveva la minima idea di cosa sia la contabilità pubblica e di come la si debba gestire, ovviamente con la necessaria piena sovranità economica e monetaria.

domenica 2 giugno 2013

Staccate la spina a Confesercenti


di Dario De Angelis

Il sistema italiano delle tasse è sempre più insostenibile: l’abbassamento della pressione fiscale è più che mai una priorità che non può essere risolta con qualche misura tampone. Confesercenti: “Le risorse vanno trovate tagliando la spesa pubblica”

La tassazione in Italia è ammazza aziende-ammazza democrazia quindi è prioritario ridurle.Trattati sovranazionali impongono che a ogni sgravio fiscale corrisponda una speculare controparte altrove perché è oggettivamente impossibile procedere diversamente.

La Confesercenti, una delle principali associazioni delle imprese in Italia, propone, in maniera originale, che la soluzione sia quella di tagliare la spesa pubblica, in modo da abbassare le tasse. Ma quelli di MEMMT come hanno fatto a non pensarci prima?

martedì 2 ottobre 2012

Parassita chi non paga le tasse. Monti ha ragione senza saperlo

Verba volant, ma non se ad aprire la bocca è il robot che dirige la baracca di palazzo Chigi. Ieri, durante una delle sue intemerate in quel di Milano, al “Forum della cooperazione internazionale”, Monti ha colto l’occasione per tornare a parlare di evasione fiscale, con l’intento di deviare buona parte dell’attenzione del popolino – leggermente incazzato – dalla discarica partitica da cui esce ogni giorno uno scandalo nuovo. Stavolta, però, il tecnocrate con la voce da magnetofono ha detto una cosa giusta: “Dobbiamo spostare il fronte delle intolleranze, che non riguarda destra e sinistra, ma chi paga le tasse e chi non le paga”. La prima parte della dichiarazione è pura realpolitik: del resto, uno sorretto dai voti di entrambi i lati dell’arco costituzionale deve tentare l’impossibile per continuare ad accreditarsi la marmaglia che oggi gli sta dando fiducia, in vista del suo annunciato “bis” nel 2013. Realpolitik, dicevamo, che la sciura Maria definirebbe “ipocrisia”, “paraculismo” “doppiogiochismo”, come preferite voi.

mercoledì 5 settembre 2012

CRESCITA ECONOMICA: Analisi e Proposte per far Ripartire il PIL

Premessa: il concetto di “Crescita” in Italia
Sentiamo ciclicamente parlare Politici di ogni colore, Sindacalisti, Industriali, Economisti parlare di necessita’ di “CRESCERE” e creare ricchezza, occupazione e quant’altro. In estrema sintesi: “far crescere il PIL”.  Le ricette che vengono proposte sono generalmente semplificate ed il piu’ delle volte non sono altro che “richieste di prebende” da finanziare a deficit; in sintesi si chiedono denari sotto forma di detassazione, investimenti o incentivi che dovrebbero essere pagati dai nostri figli o da non meglio identificate risorse da far pagare al “cattivo” di turno (speculatori, evasori, ricchi, parassiti, etc).

venerdì 3 agosto 2012

Basta confusione, parole chiare


C’è una protesta che si leva da ambienti etichettati come “destra” e che si pretendono liberali. Il governicchio (di “saltapicchi” arroganti e presuntuosi nonché servi di una potenza straniera) sta per varare un provvedimento per il quale l’Agenzia delle entrate potrà accedere direttamente ai nostri conti correnti (bancari e postali), ai rapporti che intratteniamo con i nostri eventuali fiduciari, ecc. Per quanto i soliti “sinistri” sosterranno che ciò riguarda solo i “ricchi”, sono in realtà d’accordo che è misura da rifiutare in nome del principio di un minimo di autonomia individuale rispetto alla pretesa di renderci potenzialmente, tutti, dei sorvegliati speciali. Tuttavia, si deve dire con chiarezza il perché di un rifiuto, il perché dello schierarsi in difesa della “libertà” individuale.

mercoledì 1 agosto 2012

NO GIANNINO, L’OSCAR IN ECONOMIA NON TE LO DANNO

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Non voglio sembrare arrogante, ma veramente vale la pena spendere pochissime parole per smontare le fandonie e la truffa del programma economico con cui il signor Oscar Giannino e i suoi finanziatori si lanciano in politica. Di economia, nel loro programma, c’è la stessa dose che trovate di succo d’arancia nella Fanta. Forse di meno.

1) Ridurre l'ammontare del debito pubblico. è possibile scendere rapidamente sotto la soglia simbolica del 100% del PIL anche attraverso alienazioni del patrimonio pubblico, composto sia da immobili non vincolati sia da imprese o quote di esse.