Verba volant, ma non se ad aprire la bocca è il robot che dirige la baracca di palazzo Chigi.
Ieri, durante una delle sue intemerate in quel di Milano, al “Forum
della cooperazione internazionale”, Monti ha colto l’occasione per
tornare a parlare di evasione fiscale, con l’intento di deviare buona
parte dell’attenzione del popolino – leggermente incazzato – dalla
discarica partitica da cui esce ogni giorno uno scandalo
nuovo. Stavolta, però, il tecnocrate con la voce da magnetofono ha detto
una cosa giusta: “Dobbiamo spostare il fronte delle intolleranze, che non riguarda destra e sinistra, ma chi paga le tasse e chi non le paga”.
La prima parte della dichiarazione è pura realpolitik: del resto, uno
sorretto dai voti di entrambi i lati dell’arco costituzionale deve
tentare l’impossibile per continuare ad accreditarsi la marmaglia che
oggi gli sta dando fiducia, in vista del suo annunciato “bis” nel 2013.
Realpolitik, dicevamo, che la sciura Maria definirebbe “ipocrisia”,
“paraculismo” “doppiogiochismo”, come preferite voi.