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lunedì 10 dicembre 2018

Germania : la policromia dei debiti dei comuni. Qualcuno deve pagarli.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-07.

Germania Lander 001

Parlando del debito pubblico si penetra in una giungla piena di insidie e, spesso, di veri e propri campi minati.

Intanto, ogni stato europeo li contabilizza con propri criteri, rendendo difficile se non impossibile una ragionevole comparazione.

Per esempio, uno stato federale avrà un debito pubblico federale, cui si dovrebbe però aggiungere il debito di ogni singolo stato e, nel suo ambito. quello delle città. Così, le nazioni a struttura federale appaiono essere più virtuose di quelle non a struttura federale per il solo motivo che il debito sovrano è ripartito su differenti enti e capitoli.

È una babele contabile, che inizia dalle definizioni di cosa e come debba essere inteso come debito, ai capitoli sui quali sparpagliare i dati.

Si fosse dei malpensanti, si potrebbe anche supporre che il tutto sia congegnato ad arte. Di certo, se una ditta privata tenesse la sua contabilità come fanno le pubbliche amministrazioni, in meno di un amen amministratore delegato e consiglio di amministrazione si ritroverebbero ai lavori forzati.

* * *

Nel 2017 i comuni tedeschi avevano un debito di 269.2

martedì 4 giugno 2013

La carica dei gabellieri privati, premi fino al 30%

in coda mia nota personale (niente di speciale comunque)
Partita la caccia ai Comuni per ottenere la gestione
delle esattorie sul territorio


ROMA - Venti euro per ogni appuntamento con il contribuente, novanta centesimi per ogni comunicazione inviata ai cittadini (più 20 centesimi a foglio aggiuntivo), un aggio del 23% sulle somme incassate a seguito di accertamento e del 9% sulle riscossioni, che però scatta dopo appena un mese dall'ingiunzione (e non due come nel caso di Equitalia). E poi, ancora, l'1% sull'Imu pagata con bollettino postale, 1 euro per ogni versamento Imu con l'F24, il 9% per la riscossione spontanea delle multe stradali, che può arrivare al 21% se il debitore è straniero, il 23% più 20 euro a pratica per ogni ravvedimento operoso.

sabato 26 maggio 2012

Il falso "dopo-Equitalia". Appello alle coscienze di tutti i cittadini

Ho letto su agoravox questo interessante articolo (da far girare,secondo me) di Roberta Lemma:eccolo.
È notizia di cronaca che, sull'onda dell'emotività, molte amministrazioni comunali, come le regioni, stanno decidendo di liberarsi di Equitalia; contemporaneamente, le stesse amministrazioni, invece di gestire in proprio la riscossione, stanno costituendo nuove società coinvolgendo banche, poste o finanziarie private.
Anche l'avvocato Goffi sta costituendo un ente di riscossione piemontese, nell’emendamento all’ordine del giorno presentato il 19 dicembre 2011, Goffi (Udc) impegnava il presidente Cota e la Giunta a costituire un ente di riscossione o un’agenzia regionale per la riscossione che dal 2013, modifiche introdotte nel primo decreto Monti, verrà esclusa Equitalia da ogni attività. Da un esperto anti Equitalia quale Goffi si è sempre definito non ci aspettavamo questo ''tradimento'' ideologico. Non un regalo delle amministrazioni che annunciano di eliminare Equitalia, ma un passo calcolato.
Tali società, agendo sulla base dell'attuale normativa che regolamenta la riscossione, normativa utilizzata fino ad ora da Equitalia, agiranno con la stessa crudele fermezza e attuando gli stessi crismi sulla riscossione. Poco conta che alcune di loro si dicono pronte ad abbassare la percentuale dell'aggio applicato sulla cartella dal 9 al 4%. Invariate resteranno le procedure, quelle che stanno strozzando migliaia di famiglie italiane e altrettante imprese.
Senza riuscire a riformare il sistema della riscossione, con nuove norme che annullino:
  1. gli abusi e le persecuzioni;
  2. gli enormi tassi di interesse applicati sulle cartelle;
  3. una rateizzazione del debito che non rispetta il reddito di chi vuol pagare ma anche vivere;
  4. di iscrivere a ruolo debiti per legge prescritti, come i tribunali con sentenze chiare e univoche, affermano salvando la vita a cittadini;

  5. che intere aziende vengano confiscate;
  6. che i conti correnti vengano pignorati;
  7. che si superi il pignoramento del quinto dello stipendio.
Senza cambiare queste leggi e norme, parlare di nuove società per la riscossione è inutile e controproducente. La Federcontribuenti chiederà ufficialmente l'apertura di un tavolo di concertazione regione per regione, comune per comune ed è in questo che si chiede l'aiuto e la collaborazione di tutto il mondo civile.
Intendiamo inoltre denunciare una scarsa informazione su tale fenomeno. La riscossione riguarda soprattutto i cittadini e hanno il diritto di sapere cosa sta avvenendo nel silenzio generale. Chiunque, coscienzioso, abbia compreso la gravità e voglia contribuire attivamente contro la costituzione di società per la riscossione senza aver prima riformato il sistema anti-democratico che la regolamenta, si faccia avanti. Abbiamo poco tempo.
Appello alla coscienza di tutti i cittadini; associazioni e comitati; sindaci, assessori e amministratori, comunali, provinciali e regionali. QUI è possibile scaricare il testo integrale.