in coda mia nota personale (niente di speciale comunque)
Partita la caccia ai Comuni per ottenere la gestione
delle esattorie sul territorio
ROMA - Venti euro per ogni appuntamento con il contribuente, novanta
centesimi per ogni comunicazione inviata ai cittadini (più 20 centesimi a
foglio aggiuntivo), un aggio del 23% sulle somme incassate a seguito di
accertamento e del 9% sulle riscossioni, che però scatta dopo appena un
mese dall'ingiunzione (e non due come nel caso di Equitalia). E poi,
ancora, l'1% sull'Imu pagata con bollettino postale, 1 euro per ogni
versamento Imu con l'F24, il 9% per la riscossione spontanea delle multe
stradali, che può arrivare al 21% se il debitore è straniero, il 23%
più 20 euro a pratica per ogni ravvedimento operoso.
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martedì 4 giugno 2013
venerdì 1 giugno 2012
Non sono metodi mafiosi
Non sono metodi mafiosi. L'Agenzia delle entrate, riporta oggi La Stampa,
ha spedito a 300 mila contribuenti una lettera in cui fa sapere di
«aver rilevato spese apparentemente non compatibili con i redditi
dichiarati», avvertendo che non è dovuta alcuna risposta alla missiva,
ma che nel caso il contribuente «non fosse in grado di dimostrare la
compatibilità delle spese sostenute con il reddito dichiarato, l'Agenzia
delle entrate potrà procedere all'accertamento sintetico del reddito
complessivo». Ma no, non è una lettera minatoria, non sono metodi mafiosi.
E allega alla lettera un elenco di spese "significative", ma senza
indicarne
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