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martedì 29 gennaio 2013
Quelli del M5S sembrano poco convincenti
Almeno questa è la sensazione che ho tratto nel vedere e sentire una breve intervista domenica in una tv cagliaritana: con l'informazione sulla raccolta dei fondi per la campagna elettorale, si è parlato anche d'altro.E mi pare il minimo dato che si sentono e vedono sempre "gli altri", i soliti. Tuttavia non sono convinto della preparazione che serve per cambiare le cose. Ma parto dal principio, ovvero, dalla conditio sine qua non per votare un candidato o un partito.La condizione è che blocchi Equitalia, dia accesso al credito alle famiglie ,alle persone, alle piccole e medie imprese, sia prioritario riacquisire la sovranità monetaria e nazionale. Da questo discendono tutti gli altri interventi, da quello della giustizia alla riduzione delle tasse, dalla pressione fiscale alla semplificazione delle leggi e norme in vigore, o che non dovranno entrare in vigore come il redditometro. Ed è per questo che anche nel sentire Maroni affermare che, se andrà al governo, entro 75 giorni attuerà il provvedimento che prevede di trattenere nelle regioni una buona parte delle somme riscosse come imposte ,tasse eccetera: come lo farà,non lo ha detto, ma se dovesse spiegarlo mi farebbe piacere. Si sentono tante affermazioni che non sono supportate da spiegazioni, da decreti attuativi, da tempi certi. Ed è un male, dato che ci fidiamo e ci siamo fidati di quanto sentito, ma siamo stati imbrogliati: stiamo ancora aspettando il milione di posti di lavoro, la riduzione delle tasse, la semplificazione nelle leggi, la banda larga, gli incentivi per il commercio e un sacco di altre cose.
lunedì 14 gennaio 2013
Lo scandalo del redditometro e dei contanti
Penso che gli italiani ancora non hanno compreso quale strumento nefasto in mano al fisco sia stato creato con il redditometro.
Si dice che verranno verificati solo i conti di quei cittadini che avranno uno scarto superiore al 20% tra redditi dichiarati e presunti, ora vediamo 2 casi.
caso 1: un pensionato a 500 euro al mese netti (6000/anno) con moglie a carico non ce la fa tra affitto (350 euro/mese) e spese (100 euro/mese) e per tirare avanti coltiva un orto che gli rende circa 1500 euro/anno di frutta e verdura, ovviamente non dichiarati. Il fisco dichiara che per il vitto per 2 persone ci vogliono almeno 2000 euro/anno mentre a disposizione c'erano solo 600 euro (50 al mese). C'è quindi uno scarto di 1400 euro ovvero il 23%. Quindi sarà perseguitato dal fisco che gli richiederà di pagare le tasse sul reddito non dichiarato, ovvero almeno 350 euro di tasse evase (evase ?)
Si dice che verranno verificati solo i conti di quei cittadini che avranno uno scarto superiore al 20% tra redditi dichiarati e presunti, ora vediamo 2 casi.
caso 1: un pensionato a 500 euro al mese netti (6000/anno) con moglie a carico non ce la fa tra affitto (350 euro/mese) e spese (100 euro/mese) e per tirare avanti coltiva un orto che gli rende circa 1500 euro/anno di frutta e verdura, ovviamente non dichiarati. Il fisco dichiara che per il vitto per 2 persone ci vogliono almeno 2000 euro/anno mentre a disposizione c'erano solo 600 euro (50 al mese). C'è quindi uno scarto di 1400 euro ovvero il 23%. Quindi sarà perseguitato dal fisco che gli richiederà di pagare le tasse sul reddito non dichiarato, ovvero almeno 350 euro di tasse evase (evase ?)
venerdì 1 giugno 2012
Non sono metodi mafiosi
Non sono metodi mafiosi. L'Agenzia delle entrate, riporta oggi La Stampa,
ha spedito a 300 mila contribuenti una lettera in cui fa sapere di
«aver rilevato spese apparentemente non compatibili con i redditi
dichiarati», avvertendo che non è dovuta alcuna risposta alla missiva,
ma che nel caso il contribuente «non fosse in grado di dimostrare la
compatibilità delle spese sostenute con il reddito dichiarato, l'Agenzia
delle entrate potrà procedere all'accertamento sintetico del reddito
complessivo». Ma no, non è una lettera minatoria, non sono metodi mafiosi.
E allega alla lettera un elenco di spese "significative", ma senza
indicarne
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