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sabato 28 settembre 2019

Sul conto di oltre 400 euro del ristorante romano

Sarà che voglio difendere la categoria, anche se alcuni ristoratori sono pessimi elementi, in tutti i sensi, però vorrei ricordare che in Giappone, a fine anni 70 primi anni 80, capitò a degli italiani un conto di oltre 900 mila lire: se la memoria non mi inganna fu su L'Espresso o Panorama che lessi la notizia, motivata dal razzismo che i giapponesi hanno nei confronti del prossimo, in modo particolare verso i bianchi. La cosa finì lì, se non con l'avvertimento di prestare attenzione se si va nel paese del sol levante: l'articolo, sempre a memoria mia, non creo una serie a puntate, magari verso altre mete turistiche o di lavoro e che hanno lasciato il segno del dispiacere e della rabbia. Così ho voluto ricordare che non è né sarà l'ultima volta che qualcuno riceverà un bel colletto.  

sabato 14 settembre 2019

PROTEGGERE IL PROPRIO MODO DI VITA NON È RAZZISMO

quindi è razzismo proteggere il proprio stile di vita, che non è semplicemente tale, ma un
modo di pensare, costumi, religione, espressioni artistiche e via dicendo, che sono differenti perfino nella storia millenaria dei vari popoli europei. Tuttavia, è evidente la ben maggiore diversità di tutto questo tra Europa, Africa, Asia, ecc. Del resto, ricordo per l’ennesima volta che alcuni africani (e non solo) come Senghor, Aimé Césaire e altri – del tutto sensatamente e approvabili al massimo grado nei loro intendimenti – proposero molti anni fa la difesa della “negritude”, cioè dell’espressione della loro diversità rispetto alla cultura e alle tradizioni

sabato 4 maggio 2019

Papa Soros Primo contro Salvini ….

Ormai non cerca più nemmeno di dissimulare la sua adesione  militante  al Nuovo Ordine Mondiale

Papa Francesco invoca nuove autorità “sovranazionali” per imporre i  programmi delle  Nazioni Unite

ROMA, 2 maggio 2019 ( LifeSiteNews ) – Papa Francesco ha lanciato una nuova spinta per il globalismo giovedì, chiedendo un organismo sovranazionale e legalmente costituito per far rispettare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e attuare le politiche sul “cambiamento climatico“.

venerdì 29 giugno 2018

Un sacco di belle iniziative , ma ...

Peccato che siano sempre unidirezionali, e nella direzione sbagliata. Oggi , a Cagliari e non so se anche altrove, una trentina di cagliaritani hanno aderito a un sit-in a sostegno della comunità musulmana presente in città: l'organizzatore, Giovanni Fancello (impiegato di banca e coordinatore del circolo di Cagliari dell'Uaar, ma l'evento lo ha organizzato "da privato cittadino") , nota che gli aderenti sono stati pochi, "ma è stato comunque utile dare un segnale contro il razzismo e la xenofobia, tanti cagliaritani stanno con noi anche se non sono qui fisicamente, anche perché è una giornata lavorativa". 
fonte castedduonline di Paolo Rapeanu
Aggiungo che è anche l'ultimo giorno lavorativo del mese. Ecco che mi chiedo come mai anche il vescovo di Cagliari accoglie dei migranti e non persone italiane , sarde, dei concittadini in difficoltà economiche. Quello che a me dà fastidio e per cui "non ci sto" è che non ho visto gente incatenarsi, voler fare "da scudo umano", mettere non tanto le scarpe rosse ma qualcosa che ricordi i morti suicidi per cause economiche. Ma vado oltre perché oltre alle persone morte per economicidio, ci sono anche le persone che non riescono più a rialzarsi. Dice bene Vittorio Feltri che si lamenta del reddito di cittadinanza, dei tagli ai vitalizi, e lo fa evidenziando che costoro non hanno mai versato un cazzo, che è gente che lavora in nero e se ne sbatte: amico mio, ti voglio ricordare che, nel mio caso (e ti assicuro che non sono l'unico), non sono di certo stato io a non voler più versare niente dal 2004. So che non hai letto né leggi il mio blog, ma l'ho scritto e ricordo pure le parole: caro Stato mi stai impedendo di lavorare e di versare i contributi. Chi credi che me li ridia 14 anni di contributi? Forse tu? Dai tuoi che ,in ogni caso, ti versano gli altri, e a fronte di stipendi stratosferici e non certo equi e giusti. Perché, e concludo, metterei un bel tetto a un sacco di stipendi, e come traccia ti do e vi do il famoso barbiere di Montecitorio o preferite qualche segretario di qualche Consiglio Regionale ? Scegliete, e per aiutarvi a dove andare a cercare partite dai 650 mila euro annui della buon'anima di Manganelli, per scendere agli oltre 250 mila (s.e.) di un generale dell'Arma dei Carabinieri, per arrivare magari a qualche capo dei vigili urbani da oltre 90 mila euro: fate poi la divisione in 12 mesi più tredicesima, e poi andate o fate fare un calcolo per vedere se costoro avranno 2 mila euro di pensione o 5 o 6 mila, e domandatevi se è giusto lo stipendio e se è giusta anche la pensione . Io taglierei l'uno e l'altra e inviterei chi si batte sempre per gli altri, per gli stranieri, di farlo invece per i nostri. Peccato che considerino gli estranei come "quelli di casa" e quelli come me dei falliti , schifosi, che non meritano un cazzo".

martedì 8 maggio 2018

Visite ginecologiche gratuite per tutte le immigrate

SUCCEDE A TRENTO

Per le italiane no, loro devono pagarle, come dovranno pagare anche quelle destinate alle extracomunitarie che hanno scelto di venire nel nostro Paese a farsi coccolare e viziare



Ismaele Rognoni

martedì 13 marzo 2018

La bomba migranti pronta a esplodere: da Macerata a Firenze

di Luciano Lago

Come si prevedeva, iniziano a manifestarsi i primi sintomi delle prossime “insurrezioni” delle masse di migranti fatti entrare in modo insensato in Italia dalla sinistra mondialista e dai suoi complici.


Un episodio significativo è avvenuto nei giorni scorsi a Firenze, in occasione di un brutto fatto di cronaca, di un pensionato (uscito fuori di testa) che ha sparato a caso contro la prima persona che ha incontrato: un ambulante di nazionalità africana. Il poveretto è deceduto.

Il brutto episodio, come una scintilla, ha fatto scoppiare all’improvviso una rivolta etnica al centro di Firenze, con spedizione punitiva di una folta massa di africani, che hanno devastato il centro di Firenze, seminando il panico fra i fiorentini ed i turisti.

Il fatto strano (apparentemente) è quello che, se la vittima di un caso di cronaca simile è un cittadino italiano, trovandosi il colpevole, a nessuno passa mai per l’anticamera del cervello di evocare aggravanti di tipo razziale per spiegarne le cause. Al contrario, quando il caso di cronaca coinvolge un africano, allora scatta subito il riflesso pavloviano del razzismo, una sorta di riflesso automatico che il coro dei media e dei commentatori immediatamente evoca per attaccare il “clima creato dalla Lega” e dall’intolleranza degli anti-migrazionisti.

Evocare il problema del “razzismo” è quello che oggi serve per spiegare tutto. Si noti che non c’è stato alcun commentatore che abbia fatto il minimo cenno all’aggravante razziale nel caso dell’omicidio e smembramento della giovane Pamela a Macerata o quando il Kabobo ha picconato ed ucciso tre persone a Milano. In entrambi i casi erano stati presi i responsabili, individui africani immigrati di recente, quello di Macerata anche ospitato in Hotel a 4 stelle a spese del denaro pubblico.

Nel caso dell’omicidio di Firenze, sono quasi tutti saltati sul carro del razzismo quale motivazione del pensionato fuori di testa (stava per suicidarsi). Guarda caso lo stesso sindaco di Firenze, il PD Nardella, si costituisce subito parte civile a fianco degli immigrati africani. Nei casi degli omicidi di italiani questo non era mai successo.

Nel frattempo, nelle periferie delle città italiane divenute multietniche, luoghi di parcheggio di masse di migranti di vari paesi, si alimenta il disagio di chi è costretto a vivere in condizioni di degrado e di insicurezza, mentre cova sotto la cenere la potenziale rivolta di decine di migliaia di elementi ospitati nelle strutture delle cooperative che ne fanno un buon profitto, si tratta di quasi tutti “migranti economici”.

D’altra parte gli stessi migranti hanno ormai capito come funzionano le cose in questo paese: se utilizzi metodi violenti e ti impadronisci del territorio, nessuno ti ferma, la polizia ha ordini dall’alto di non intervenire e di essere tollerante. Il rischio di finire in galera è molto basso, non è come nei loro paesi dove la polizia spara e le galere sono dure. Inoltre, i profitti delle attività illecite sono molto alti, quindi, non c’è neppure la convenienza a lavorare ed essere sfruttati come schiavi. Questo il ragionamento che fanno alcuni dei migranti, quelli più svelti, più furbi e con propensione criminale.

Abbiamo a che fare con persone difficilmente integrabili nel tessuto sociale, i quali, alla prima occasione, potranno anche loro esplodere in modo incontrollato e violento seminando violenza e vittime, mentre alcuni di loro già sono stati arruolati dalle varie mafie come soldati del racket dello spaccio di droga e della prostituzione. Una situazione creata dai governati della sinistra mondialista,nella loro convinzione di procedere verso la società multiculturale come soluzione ai problemi della società italiana. Lo diceva sempre la Boldrini, lo sosteneva la Bonino e lo confermava anche Pietro Grasso. Gli italiani non gli hanno però creduto e li hanno trombati alle ultime elezioni.

Inoltre, tutti ormai hanno capito che reprimere le intemperanze dei migranti può fruttare una denuncia alla magistratura per “razzismo” e questo comporta pene molto severe, quindi sono pochi quelli che vogliono rischiare fra le forze dell’ordine e fra i cittadini, salvo che si arrivi a dover difendere le poprie case e le proprie famiglie. Allora è facile arrivare alla guerra etnica ed i sintomi si sono già avvertiti. Benvenuti nell’Italia multietnica e multiculturale.

Articolo di Luciano Lago

Fonte: https://www.controinformazione.info/la-bomba-migranti-pronta-a-esplodere-da-macerata-a-firenze/
postato da Maia su https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/99299/la-bomba-migranti-pronta-a-esplodere-da-macerata-a-firenze

sabato 10 marzo 2018

Una società che non comprendiamo e che non possiamo affrontare, ecco perché anneghiamo nella violenza

Chi abbiamo di fronte ogni giorno? Sono persone come noi? Oppure fronteggiamo la impostata maniera del politicamente corretto che ci vieta di analizzarli e di saperci difendere? Non è un romanzo giallo, è quello che viviamo.
Gli immigrati e i clandestini che abbiamo importato – e che ci hanno imposto di importare – sono a volte esseri umani privi di freni morali, individui che hanno pochi scrupoli a causa della società e della cultura da cui provengono. Già oltre a possedere autoctoni che hanno riempito le colonne della cronaca nera li abbiamo pure importati. Ma questa non è la sede per incendiare la polveriera xenofoba o razziale, voglio portarvi a ragionare su altri lidi.
In Europa accadono tragedie perché arrivano qua persone che appartengono a gruppi etnici che non hanno la cultura del rispetto della vita. Etnie e culture che hanno usi e costumi crudeli e che sono capaci di efferata ferocia. Parliamo di immigrati e clandestini che provengono da un mondo dove nessuno li ha mai rispettati e dove non hanno mai goduto di diritti che nella cultura occidentale sono considerati SCONTATI. Ecco analizziamo questo fatto: valori che noi diamo per scontati, che ci sono costati guerre e rivoluzioni, ma i nostri eredi li danno per scontati, non li capiscono e sono impreparati davanti a persone che non detengono i nostri scontati valori occidentali. Il danno sul danno.
Ma il politicamente corretto sapeva dove colpire, prende la giovane popolazioni che vive di immense eredità culturali, persone che vivono pacificamente e che non hanno mai combattuto, in questo ambito è stato veramente semplice introdurre il concetto di accoglienza. Accogliamoli: hanno bisogno, http://refugees-welcome.it/, ma non si sono chiesti se erano uguali o affini a noi e nemmeno se si sarebbero integrati. Una generazione che non ha MAI combattuto, che è nata e cresciuta come pacifista: se si incazzano veramente vanno a salvare ghiacciai, alghe e balene. Gente cresciuta a salvare il clima e a ripristinare il meteo, gente che accarezza la natura, ma che non sa cosa esiste davvero fuori dal loro mondo. La società occidentale protegge i pargoli e li cresce in una società non violenta che consente loro di progredire, ma ora vicino a me esistono persone non progredite, molto diverse e a me non affini.
Accettare di convivere con persone che culturalmente commettono riti di sacrificio, cannibalismo, persone che nascono in ambienti dove esistono ancora le guerre tribali, persone abituate a barbarie senza fine, ecco tutto questo adesso per me non ha veramente senso. Gli occidentali non vogliono capire che stanno ospitando migranti che sanno utilizzare il machete, persone che non provano paura o disgusto a macellare corpi vivi o cadaveri. Persone che nelle guerre tribali asportano parti di corpo, vedi la “moda” manica lunga e manica corta raccontatami da un missionario cattolico che conosco (preferisco non spiegarvi cosa vuole dire per non urtarvi), neonati che “con madri dai capezzoli asportati” sono destinati alla morte. Ragazzi volete svegliarvi per favore?
Venite a raccontarmi le solite manfrine, ma rimane sempre un fatto: quella è la loro umanità! Per noi è orrore, ma per loro è la normale umanità, che vi piaccia o meno. Lo vogliamo capire che ci siamo messi in casa disperati che nulla hanno da perdere e cercano – attraverso espedienti – di riuscire a vivere un altro giorno? Un giorno alla volta e non guardano in faccia nessuno. Sono particolarmente incazzoso e inviperito per quello che ho vissuto di recente sulla mia pelle, vi sembra normale che debba girare semi-armato per arrivare incolume alle 18 alla mia macchina in pieno centro città? Lo sapete che i corsi di Krav Maga spopolano e hanno utenze di tutte le età? Non è uno sport, è un sistema di difesa dove non si onorano le regole.
Sempre nell’ultimo periodo dovevamo decidere se pubblicare una intervista condotta presso una comunità brasiliana che vive in Italia, comunità molto ben inserita e con cui ci siamo confrontati in una lunga cena.
Le sorprese sono state tante, pure troppe. Voi credete che il razzismo non esista nella mista e multietnica società brasiliana: ERRORE! Sono terribilmente razzisti per loro stessa ammissione. Molti italo-brasiliani in Italia vivono senza problemi, ma durante gli scambi di studio in Brasile hanno dovuto compilare la carta di ingresso: Sei bianco? Sei nero? Sei Pardo? Davanti a me avevo dolcissimi nonni che erano rammaricati perché i nipoti erano tutti bianchi ma un nipote era pardo, quella stessa persona era triste di doversi definire Pardo. Gli intervistati non hanno fatto solo le superiori, sono persone di una rilevante cultura. SORPRESONA: molti di loro sono ex cattolici ora diventati evangelisti, molti di loro fuggono da un ambiente dove la discriminante razziale impera e sono arrivati qua. In Italia si sono fatti un culo al cubo, lavorano, sono molto religiosi e sono ultra incazzati per la attuale immigrazione selvaggia non controllata. Mi hanno spiegato il razzismo dilagante in Brasile e l’ossessione di avere una pelle chiara. Altri mi raccontano che in Brasile frequentavano compagnie miste, il bianco del gruppo non veniva mai fermato e controllato mentre il resto della sua compagnia passava ore “in compagnia” della polizia. Abbiamo parlato con loro della attuale immigrazione e si sono scatenati come pantere. Del resto non posso dimenticare il giorno della mia seconda laurea dove un ragazzo italo-africano discuteva animatamente perché per la festa di laurea non voleva assolutamente mettere piede in un locale “pieno di africani di un certo tipo (la frase vera era molto più frizzante)”. Ho ascoltato le sue parole, lui non voleva mischiarsi con certe persone solo perché aveva in comune il colore della pelle. Guardai dritto negli occhi A per essere sicuro che avevo sentito bene, la sua risata mi rassicurò.
Tre giorni dopo passo a ritirare il pranzo dal mio amico magrebino che si lamenta per il costante arrivo di persone che non potranno mai vivere nel nostro sistema e che nemmeno mai potranno inserirsi, lui si considera un occidentale con orgoglio.
Questi problemi rimangono e sono persistenti, mi hanno detto che dovevo immedesimarmi in un italiano che nel 1800 e nel 1900 andava in America e che dovevo capire le similitudini. Mi hanno detto che devo essere più aperto: ok una cosa è essere aperto e una cosa è analizzare chi ci mettiamo in casa. Chi ci mettiamo in casa non mi piace, parere personale. Alla fine l’etichetta è sempre la medesima: sei un razzista. Io dico solo che abbiamo in pancia un pandemonio di OSPITI ACCOLTI A SUON DI LEGNATE con cui non potremo mai integrarci, un abisso diverso che non è destinato a mescolarsi. Di certo siamo stati educati finemente e in modo decadente, tanto da estinguerci nel silenzio imperante. Ma qualcuno di loro desidera occhi azzurri, grigi e verdi. Curioso vero? Oltre la pelle… il colore degli occhi…
Paul & Ale
https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/una-societa-che-non-comprendiamo-e-che-non-possiamo-affrontare-ecco-perche-anneghiamo-nella-violenza.html

mercoledì 10 giugno 2015

Per la prima volta

Ieri per la prima volta dal 2005 è stato cancellato un mio commento. Non qui certamente, ma su un sito che frequento dal 2005 a occhio e croce, e nel quale mi sono sempre trovato bene. Ci sono rimasto male perché non mi pareva di aver utilizzato termini volgari, quali parolacce, o peggio che mai essere caduto nella trappola dell'antisemitismo o razzismo. Ho solo , anzi avevo solo definito un tale come "quel figlio di cane": strano perché ci sono pure canzoni che vanno oltre , e definiscono qualcuno "grande figlio di puttana" mentre io ero fermo al "quel figl di un can de Trieste" del buon Jannacci e non pensavo a Ligabue e alla sua "figlio di un cane". Per me dire a uno figlio di un cane significa affermare che si è comportato da carogna, da persona priva di scrupoli e che ,nel caso specifico, ha munto la vacca finché c'era da mungere. Non so se sia più logico spiegare, magari con il politicamente corretto, senza offendere nessuno, restando magari sul vago, oppure andare al sodo snocciolando questioni che sono barbose da spiegare e che ,sopratutto se ben approfondite, difficili da seguire. Ecco perché sul fronte migranti o immigrazione clandestina, sul lavoro e sulla tassazione, su euro e unione europea, su fallimento e protesti, su appalti e regole sugli appalti ,ho invitato e invito ancora adesso, a spiegare in modo magari schematico e chiaro, come stanno le cose: separando se possibile i dati e i fatti, da quello che si è fatto o si potrebbe fare (per migliorare , cambiare). Tutto qui. Per la cronaca il sito in questione è "comedonchisciotte".

lunedì 17 giugno 2013

Confessione shock: “Immigrazione di massa per destabilizzare la società”


Peter Hitchens ex radicale di sinistra scrive sul Mail on Sunday. La sua è una confessione e una denuncia:

Come io sono in parte responsabile per l’immigrazione di massa Quando ero un rivoluzionario marxista, eravamo tutti a favore di più immigrazione possibile. Non perché ci piacessero gli immigrati, ma perché non ci piaceva come era la società britannica.

Abbiamo visto gli immigrati – da qualsiasi luogo – come alleati contro la società conservatrice che il nostro paese era ancora alla fine degli anni Sessanta. Volevamo usarli come grimaldello.

Inoltre, ci piaceva sentirci ‘superiori’ alle persone comuni – di solito delle zone più povere della Gran Bretagna – che videro i loro quartieri improvvisamente trasformati in presunte “comunità vibranti”. Se avevano il coraggio di esprimere le obiezioni più miti, subito li accusavamo di razzismo.

giovedì 16 maggio 2013

Le santarelline dei Bankster e la strategia della tensione

 Ognuno di noi principalmente dovrebbe chiedersi: “Per quale motivo degli esseri umani, che hanno vissuto per migliaia di anni nei loro paesi, oggi dovrebbero abbandonarli per venire a vivere in Italia? A chi fra voi piacerebbe andare a vivere per necessità in un altro paese?”
Ebbene se veramente queste donne fossero cosi sensibili nei confronti degli stranieri, lotterebbero per far cancellare i debiti truffa dei loro paesi di origine e ne denuncerebbero l’illegittimità.
Denuncerebbero i meccanismi con cui le banche e le multinazionali hanno letteralmente rubato loro i terreni agricoli, le risorse minerarie, quelle petrolifere, etc.
Se fossero donne intellettualmente oneste e sensibili, come vorrebbero farci

lunedì 22 ottobre 2012

razzismo norvegese,ma i mammoni italiani non sono per scelta

Italiani popolo di mammoni: ecco come ci vedono in Norvegia
di Celeste Bufalino
Una serie di spot della Obos, un’agenzia immobiliare norvegese, usa lo stereotipo degli italiani mammoni per spiegare ai ragazzi di non diventare come loro. Nel video, della durata di 1.27 minuti, si vedono alcuni trentenni che vivono a casa con la mamma:
http://www.youtube.com/watch?&v=ViqICoA5eRM

Le apprensive madri preparano da mangiare, rimboccano le coperte e addirittura fanno il bagno e la ceretta ai loro “bambini” un po’ troppo cresciuti, mentre i figlioli non sono buoni neppure a trovarsi una moglie da soli. Il messaggio? Entrare a far parte di Obos garantisce una progettualità e impedisce di ritrovarsi come i ragazzi del Belpaese.

sabato 28 luglio 2012

Il caso del facchino musulmano che rifiuta di prendere ordini da una donna

È uno degli argomenti che da un paio di giorni tengono banco sul web ed è più che comprensibile, vista la gravità dell’episodio: un facchino, egiziano e musulmano, del celebre Hotel Danieli di Venezia, si è licenziato per non prendere ordini da una donna. Tuttavia, non riuscendo a trovare un altro impiego, l’uomo è ritornato all’albergo chiedendo di essere riassunto, ma non è tornato sulle sue posizioni piuttosto retrograde: niente donne come superiori. E il Danieli che ha fatto? A quanto riferiscono i media, avrebbe accettato le condizioni di quello che era ormai un suo ex dipendente, restituendogli il posto e promettendo che sarebbe stato un maschio ad affiancare la donna durante il turno dell’egiziano, e sarebbe stato sempre lui a comunicargli gli ordini.
Beh, che dire? Qui l’imperituro concentrato di multiculturalismo, in particolare se islamicamente corretto, buonismo e relativismo italiota è arrivato all’apice. Alla faccia della gravissima crisi economica che ha colpito in pieno il nostro Paese.