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lunedì 30 marzo 2020

Class action che si potrebbero e dovrebbero fare : adesso!

Premesso che la mia fase gandhiana del "prima ti ignorano" dura da diverso tempo, grosso modo da quando è stato chiuso temporibus illis il blog che avevo su Leonardo, invito ancora adesso chi legge questo post a queste riflessioni: secondo voi è giusto, lecito, utile, che a noi italiani, seppure sani o comunque con malattie non contagiose tali da provocare epidemie, sia vietato di uscire, lavorare, frequentarsi, professare la

venerdì 16 marzo 2018

Demenza senile o quando tu non capisci più una mazza

Avere a che fare con una persona, anziana, e che ha una demenza senile è una casino. Se a ciò si aggiunge che, come nel mio caso, per mille motivi abiti nella stessa casa, forse cominci a capire in che guaio io sono finito. E se a questo aggiungi che , nel caso in questione, questa persona è mia madre e che è pure diventata, per un insieme di ragioni cieca, ecco che hai un quadro più preciso. In pvt potrei aggiungere una serie di particolari, fornire o ipotizzare spiegazioni sul come e perché e quando e quanto, ma qui è giusto per far sapere e chiedere se qualcuno ha avuto oppure ha esperienza in merito, o se è come me e si sta invece facendo una cultura. Fornirò, come sempre faccio, in ordine sparso e senza logica delle brevi considerazioni, delle frasi lapidarie: a voi poi metterle in ordine, farle coincidere con un ragionamento.
E' over 85, da non dimenticare.

Secondo me, questa demenza, ha fatto venir fuori il vero carattere, di merda, di mia madre che, a onor del vero, non è mai stata materna.

Ogni due o tre minuti ti chiama o chiama qualcuno, perché non vedendo ha bisogno di bere o di mangiare, o di aumentare il volume della tv (che ascolta perché non vede, ma lei è sempre convinta di vederci e, anzi si incazza se le fai notare che ,purtroppo, non vede più).

Quanto dicevo prima è dimostrato dal fatto che non sa stare da sola: da sempre mio padre e la famiglia in generale, l'ha abituata male, ed è sempre stata servita e riverita, con tutti o quasi a sua disposizione: c'è chi come mie sorelle , si è defilata, e non passa più neanche a trovarla o al massimo fa una telefonata. Tutto questo fa sì che siccome non vede, ma non vuole né stare ferma su una sedia o poltrona o a letto, ma che neppure esce perché non riesce più a camminare (bene) e usa un deambulatore  e non vuole neppure uscire (dovrebbe utilizzare una sedia a rotelle, una specie di carrozzina), è indispensabile che sia "guardata a vista".

Siccome non si accorge della presenza altrui perché cieca e l'udito ogni tanto lascia a desiderare, parla con la tv, nel senso che secondo ciò che sente "manda affanculo il giornalista o la presentatrice", con tanto di "stai zitta cogliona", "piantala stronzo" eccetera.

In ogni caso cerca sempre la presenza/assistenza di qualcuno. Per cui se non c'è nessuno si alza dalla sedia,e siccome non vede muove le braccia a destra e a manca per cercare qualcosa e capire dove si trova, e poi trovato il deambulatore si muove e sbatte da tutte le parti: e poiché le persone devono anche vivere e non sono tutte sedute ai suoi piedi ad aspettare di ricevere ordini, quando uno sente il rumore del deambulatore che sbatte o le sue imprecazioni/parolacce rivolte al muro o ai mobili o a ciò che la fa sbattere, interviene e le chiede "che cosa devi fare? dove vuoi andare?" Di solito dice che deve andare in bagno; talvolta risponde "a te che cazzo te ne frega?"; Uffa, sempre in mezzo ai coglioni; ma tu devi sempre stare qui a controllare?

Mi fermo qui, anche se ci sarebbero tante forse troppe considerazioni da fare e riflessioni da aggiungere. 

lunedì 9 dicembre 2013

Sentinelle in Piedi aggredite a Bergamo

Dalle parole si passa ai fatti. La legge sull’omofobia non è ancora stata approvata e già abbiamo potuto assistere a numerosi i casi di aggressione verbale e mediatica nei confronti di chi chiede la libertà di poter affermare, senza discriminare nessuno, che la famiglia è quella composta da un uomo e una donna.



Ma mai fino ad ora si era passato ai fatti: vegliare in difesa della libertà di espressione può ora portare persino a rischiare seriamente la propria incolumità. Succede a Bergamo, dove una veglia pacifica e silenziosa delle “Sentinelle in piedi” a favore della libertà di espressione e contro il ddl Scalfarotto è stata aggredita da un gruppo di ragazzi dei centri sociali: solo il pronto intervento della polizia è riuscito a evitare il pestaggio.

mercoledì 17 luglio 2013

Perché no al “matrimonio” gay


Da diverso tempo si assiste ad una formidabile pressione politica, mediatica e culturale affinché in Italia venga concesso il diritto di sposarsi tra persone dello stesso sesso.
Siamo consapevoli che non tutte le persone con tendenze omosessuali rivendicano questo diritto; siamo anche consapevoli che le persone con tendenze omosessuali desiderano, come gli altri, sperimentare una vera relazione d’amore. Tuttavia siamo contrari alla introduzione nell’ordinamento giuridico italiano del cosiddetto matrimonio gay.

domenica 5 maggio 2013

Solidarizzare : obbligo o scelta volontaria?

Non riesco a capire se è solidarizzare sia o meno un obbligo. Se cioè ci sia una legge che costringe a solidarizzare. Per intendersi sul termine, nel web ho trovato che per alcuni dizionari il termine significa Detto di più persone, capirsi, provare reciproca solidarietà: poliziotti e scioperanti hanno solidarizzato oppure Sentirsi solidale con qlcu., manifestando il proprio consenso: la popolazione ha solidarizzato con gli studenti. A questo punto aggiungo che per solidaritetà si intende
Rapporto di comunanza tra i membri di una collettività pronti a collaborare tra loro e ad assistersi a vicenda: s. sociale; condivisione di pareri, idee, ansie, paure, dolori ecc.: esprimere la propria s. ai parenti delle vittime. 
Se fin qui ci siamo, ecco che sorge spontanea la domanda o il dubbio: sono obbligato? E se voglio stare per i fatti miei? Allargando leggermente il tema

sabato 6 aprile 2013

Parigi : multato per la felpa "omofoba"




Tutti con la felpa di Franck Talleu!
Comprerò subito la felpa del delitto, e invito tutti a fare altrettanto: la felpa con il disegno di una famigliola che si tiene per mano, e che è stata vietata a Franck Talleu, che passeggiava a Parigi nei giardini del Luxembourg con moglie e figli il lunedì di Pasqua. Le foto e il verbale dei poliziotti parlano chiaro, ma il racconto di Talleu lascia basiti: due sorveglianti del parco lo hanno fermato e gli hanno imposto di torgliersi la felpa, per motivi di buoncostume. L’indumento non ha scritte o slogan, solo un innocuo disegnino schematico, ma è quello che molti portavano addosso alla manifestazione contro il matrimonio omosessuale, la “manif pour tous”, e secondo i sorveglianti, “può scioccare”. Il prode Franck rifiuta di togliersela, segue verbale e multa per manifestazione non autorizzata. Alla fine Franck cede, perché sfilarsi la felpa è la condizione per lasciarlo libero, così può finalmente tornare alla sua passeggiata con la famiglia. La multa però resta, e resta lo sconcerto. Come commenta il povero Talleu, “comincia una nuova resistenza, quella di chi passeggia al braccio della moglie e con i figli per mano” nei luoghi pubblici. Compriamoci tutti la “terribile” felpa con i pupazzetti di mamma, papà e bambini stampati sopra: questa è la vera, “scioccante” trasgressione del futuro.

http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2013/04/05/01016-20130405ARTFIG00287-un-proces-verbal-pour-le-port-du-sweat-shirt-de-la-manif-pour-tous.php

martedì 26 febbraio 2013

Gonnesa, l'amore eterno di un beagle: ogni giorno veglia la compagna morta

Sta sempre lì, in una cunetta vicino ad una rotatoria in costruzione a Gonnesa. E' la storia commovente di un cane che ogni giorno veglia la sua compagna, morta, forse investita da un'auto.
Romeo, è un cane di razza beagle, vagabondo, ma non troppo. Non si allontana infatti mai dalla statale 126, si sdraia accanto ad una cunetta, vicino a una rotatoria in costruzione, e veglia quella che forse è stata la sua compagna, morta, probabilmente investita da qualche automobilista.
Sta lì per ore Romeo, accanto alla carcassa della cagnetta, una meticcia grigia con un collare, ma senza microchip.
"E' molto diffidente - dicono dalla polizia municipale - non si fa avvicinare neppure quando gli si porta del cibo. Speriamo di conquistare la sua fiducia e di potergli trovare una famiglia" concludono.
Su L'Unione Sarda oggi in edicola i particolari della vicenda a firma della giornalista Antonella Pani.
                                   unionesarda.it
In ogni caso spero che il cane, al pari degli umani, trovi un po' di pace e tranquillità in vita, senza dover sperare e aspettare un aldilà migliore. 


venerdì 18 gennaio 2013

I VALORI TRADIZIONALI DELLA FAMIGLIA, SENZA LE BOTTE


DI JARED DIAMOND
The Guardian

I genitori occidentali possono imparare molto dalle società tribali sull’educazione dei figli: i risultati parlano da soli.

C’è bisogno di picchiare i propri figli per disciplinarli? La questione è stata a lungo dibattuta senza raggiungere un accordo. Abbiamo avuto l’opportunità di risolverla attraverso un esperimento di manipolazione controllata: abbiamo assegnato le 47 contee d’Inghilterra in modo casuale ad uno tra due insiemi: uno di 14 Paesi in cui ai genitori è severamente vietato picchiare i figli; l’altro di 23 Paesi in cui hanno l’ordine di disciplinare i propri bambini picchiandoli. Trent’anni dopo, gli psicologi hanno potuto misurare in quale dei due insiemi di Paesi i giovani adulti fossero più creativi, fiduciosi di sé, rispettosi della legge, benestanti e felici.

domenica 23 dicembre 2012

Trentenni sempre più a casa di mamma e papà. Ma non sono choosy e bamboccioni. Solo i figli di un’Italia da schifo

Qualche tempo fa scrissi un articolo sulle politiche familiari, del tutto inesistenti in Italia. Si pensa ai matrimoni omo o agli immigrati, ma alla famiglia i politici non ci pensano affatto. Fino a qualche decennio fa, la famiglia era il centro di qualsiasi programma politico, oggi sta ai margini, quasi snobbata, perché non più politicamente corretta.
E i risultati si vedono proprio nella dura realtà di chi, giovane e meno giovane, è restio ad abbandonare il tetto domestico. E non tanto perché si è pigri, ma perché là fuori non c’è nulla, non ci sono opportunità per costruirsi una vita autonoma, non ci sono realtà imprenditoriali che permettano di riscattare nel lavoro gli anni di studio. Non ci sono insomma occasioni che diano al giovane la possibilità di crescere, di realizzarsi e di farsi una famiglia. E questo perché non ci sono leggi che le favoriscano.

martedì 27 novembre 2012

«Luciana, la Coop non sei tu». Lettera a Luciana Littizzetto

«Noi siamo la Coop, e questo non è uno spot. Siamo donne lavoratrici e madri che facciamo la Coop tutti i giorni. Siamo sorridenti alla cassa ma anche terribilmente incazzate. Abbiamo paura ma sappiamo che mettendoci insieme possiamo essere più forti e per questo ci siamo organizzate. La Coop è il nostro posto di lavoro, non può essere la nostra prigione», con queste parole le dipendenti della Coop appartenenti al sindacato Usb hanno deciso di scrivere a Luciana Littizzetto, testimonial dello spot della nota catena di supermercati. Il mondo del lavoro, quello della cooperativa non è come lo descrive lo spot?

Ecco cosa scrivono alcune delle dipendenti:

«Cara Luciana, lo sai cosa si nasconde dietro il sorriso di una cassiera che ti chiede di quante buste hai bisogno? Una busta paga che non arriva a 700 euro mensili dopo aver lavorato sei giorni su sette comprese tutte le domeniche del mese. Le nostre famiglie fanno una grande fatica a tirare avanti e in questi tempi di crisi noi ci siamo abituate ad accontentarci anche di questi pochi soldi che portiamo a casa. Abbiamo un’alternativa secondo te?

lunedì 22 ottobre 2012

razzismo norvegese,ma i mammoni italiani non sono per scelta

Italiani popolo di mammoni: ecco come ci vedono in Norvegia
di Celeste Bufalino
Una serie di spot della Obos, un’agenzia immobiliare norvegese, usa lo stereotipo degli italiani mammoni per spiegare ai ragazzi di non diventare come loro. Nel video, della durata di 1.27 minuti, si vedono alcuni trentenni che vivono a casa con la mamma:
http://www.youtube.com/watch?&v=ViqICoA5eRM

Le apprensive madri preparano da mangiare, rimboccano le coperte e addirittura fanno il bagno e la ceretta ai loro “bambini” un po’ troppo cresciuti, mentre i figlioli non sono buoni neppure a trovarsi una moglie da soli. Il messaggio? Entrare a far parte di Obos garantisce una progettualità e impedisce di ritrovarsi come i ragazzi del Belpaese.

giovedì 27 settembre 2012

Educazione ...sessuale, molestie, stalking e mobbing

Ma forse, nei programmi scolastici e in quelli familiari, di questioni simili se ne parla se,appunto, scoppia il caso. Nel mio piccolo è capitato quando una delle mie figlie ha chiesto un parere e voluto approfondire l'argomento molestie. E da genitore, maschio, ho avanzato sia delle riserve che dei veri e propri dubbi. Le ho anche spiegato come sia facile cadere in trappole sopratutto ora che, se fai un complimento o chiedi qualcosa in più su una persona, rischi davvero un'incriminazione: in passato era sufficiente che una persona fosse maggiorenne. In quel caso potevi invitarla a uscire, ad andare in discoteca, a vedere il tramonto o a casa tua: oggi tutte queste azioni sono molestie.

mercoledì 19 settembre 2012

La censura è sempre oscurantista?

Un mese fa ho inviato il testo che segue come contributo per un blog — lo riporto qui tale e quale.
La censura è sempre oscurantista?
Nella quiete fittizia delle vacanze, seguo poco i media: preferisco contemplare i larghi giri di un falco che ogni giorno si abbassa a volteggiare su di noi; o la dignitosa ostinazione delle api che insistono a voler impollinare i fiori della mia tovaglia di plastica — bella metafora sull’illusorietà dell’apparire, oh quanto avevi ragione Duchamp con la tua pipa!
Tuttavia mi giungono echi e frammenti: così apprendo del successo che negli Stati Uniti riscuote una fiction intitolata Shameless, “senza vergogna”, incentrata sulla quotidianità di una famiglia disastrata come ce ne sono tante laggiù (e quaggiù), un rampollo della quale ha come hobby la tortura e l’uccisione di piccoli animali.

lunedì 10 settembre 2012

L'occidente è già in agonia (intervista a Ida Magli)

"Impossibile fermare il declino, l’occidente è già in agonia”


Per salvare l’occidente non c’è più nulla da fare. Lo sostiene l’antropologa Ida Magli in Dopo l’occidente, il suo ultimo libro, pubblicato per Rizzoli. Una civiltà finita, sotto i colpi dell’individualismo che ha soffocato la religione e il senso del sacro, confuso i ruoli e ucciso il senso del padre e della madre. Un attacco che condensa tutte le tesi dell’ex femminista, che non trova speranza di salvezza nemmeno nella Chiesa di Ratzinger. Speriamo si sbagli.

giovedì 22 marzo 2012

I confronti

Anni fa una persona mi fece notare, visto anche il brutto momento che vivevo, come ci fossero degli stati di sofferenza, dei momenti bui e tristi, che tante persone provavano: e come però tutti questi individui sfuggissero alle statistiche, non comparissero in nessun database. E per dimostrare ciò citò,come esempio,