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mercoledì 17 luglio 2013

Perché no al “matrimonio” gay


Da diverso tempo si assiste ad una formidabile pressione politica, mediatica e culturale affinché in Italia venga concesso il diritto di sposarsi tra persone dello stesso sesso.
Siamo consapevoli che non tutte le persone con tendenze omosessuali rivendicano questo diritto; siamo anche consapevoli che le persone con tendenze omosessuali desiderano, come gli altri, sperimentare una vera relazione d’amore. Tuttavia siamo contrari alla introduzione nell’ordinamento giuridico italiano del cosiddetto matrimonio gay.

domenica 3 febbraio 2013

A proposito dei matrimoni tra omosessuali : ci passano sempre i cattolici

Il mio riferimento è a quanto accade in Francia e ai servizi nei tg e nei media: mi chiedo perchè chiedere a un cardinale o riportare le sue parole in merito, e non chiedere a un fedele che esce da una chiesa o a uno che entra in una moschea o in una sinagoga. Per creare un po' di fumo serve per forza un turibolo? Se è vero che metà dei francesi sono contrari a quanto ieri si è iniziato ad approvare , mi domando se questi contrari sono tutti cattolici? Se sì allora i musulmani sono favorevoli e anche gli ebrei e gli induisti o i testimoni di Geova e gli ortodossi e i protestanti?Quelli all'antica, quelli arretrati e mentalmente chiusi, sono sempre i cattolici: gli altri ...sono avanti!

mercoledì 5 dicembre 2012

I contributi pubblici agli oratori e il loro utilizzo (talvolta illecito)

 
"Malversazione ai danni dello Stato”: è questa l’imputazione per cui sono indagati tredici sacerdoti del savonese, insieme a tre altri dirigenti del mondo cattolico. L’accusa è di aver utilizzato per altri fini i contributi per gli oratori ricevuti dalla Regione Liguria. Un caso isolato?
Un fenomeno in crescita La secolarizzazione avanza, la fede arretra, e sempre meno genitori sono propensi a inviare i propri figli agli oratori: un luogo, anche etimologicamente, dove “si prega”. E tuttavia, molti di essi si scontrano con l’assenza di alternative laiche. Le amministrazioni pubbliche, dallo Stato al più piccolo comunello, fanno di tutto per supplire alle carenze evangelizzatrici della Chiesa cattolica e per trattenere in oratorio chi non vorrebbe essere catechizzato. Individuano pertanto nell’oratorio un “servizio” ed erogano munifici contributi per il suo funzionamento. L’ennesimo ambito, insomma, in cui politiche sussidiaristiche pagate da tutti i contribuenti finiscono per beneficiare una sola parte della società, quella cattolica.