Più d’una volta abbiamo avuto modo di osservare
come tutto quanto, in questo ‘disordine costituito’ del “mondo moderno”,
segua una logica a suo modo coerente, e come ogni dominio, ogni ambito,
per come viene concepito ed organizzato, si ricolleghi - rinsaldando
tale ‘coesione’ - a tutti gli altri, non esistendo perciò “compartimenti
stagni”, ma un’unica “cultura” che a tutti gli effetti ha le
caratteristiche di una tradizione a rovescio, di una sua parodia, che
configura così un mondo invertito rispetto alla normalità.
Tutto – senza esclusione alcuna - diventa così un’occasione per
infilarci qualcosa che, a prima vista, non avrebbe nulla a che fare con
lo specifico contesto. La scuola, lo sport, la letteratura, la storia,
il cinema, le trasmissioni d’intrattenimento più o meno leggere…
praticamente ogni manifestazione della vita politica, culturale e
sociale, compresa la “religione” quando è ridotta alla morale e a
un’abitudine, diventa così un’occasione buona per infilarci messaggi
“edificanti” miranti a plasmare le coscienze.
La musica – se è il caso di definirla tale – non fa eccezione, ed ecco
che al “Festival della canzone italiana” salgono sul palco due
omosessuali per “sensibilizzare” sulla loro “causa” un pubblico
nell’ordine dei milioni di telespettatori.
Sono anni che a San Remo ci ficcano di tutto, e quest’anno, considerato
che a condurlo sono due (strapagate) icone del “politicamente corretto”,
di quella “sinistra” che trova il suo collante nell’antiberlusconismo,
ci sta perfettamente quest’uscita che non ha mancato di suscitare le
consuete polemiche, le quali però non escono mai dai binari del
“moralmente ammissibile”, né entrano nel merito della questione da un
punto di vista che sappia andare oltre una strumentale e ritualizzata
faziosità (“destra” contro “sinistra”, “conservatori” contro
“progressisti”, “credenti” contro “atei” ecc.).
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venerdì 15 febbraio 2013
Sodoma e Gomorra: l’inevitabile fine del “mondo moderno”
domenica 3 febbraio 2013
A proposito dei matrimoni tra omosessuali : ci passano sempre i cattolici
Il mio riferimento è a quanto accade in Francia e ai servizi nei tg e nei media: mi chiedo perchè chiedere a un cardinale o riportare le sue parole in merito, e non chiedere a un fedele che esce da una chiesa o a uno che entra in una moschea o in una sinagoga. Per creare un po' di fumo serve per forza un turibolo? Se è vero che metà dei francesi sono contrari a quanto ieri si è iniziato ad approvare , mi domando se questi contrari sono tutti cattolici? Se sì allora i musulmani sono favorevoli e anche gli ebrei e gli induisti o i testimoni di Geova e gli ortodossi e i protestanti?Quelli all'antica, quelli arretrati e mentalmente chiusi, sono sempre i cattolici: gli altri ...sono avanti!
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