Più d’una volta abbiamo avuto modo di osservare
come tutto quanto, in questo ‘disordine costituito’ del “mondo moderno”,
segua una logica a suo modo coerente, e come ogni dominio, ogni ambito,
per come viene concepito ed organizzato, si ricolleghi - rinsaldando
tale ‘coesione’ - a tutti gli altri, non esistendo perciò “compartimenti
stagni”, ma un’unica “cultura” che a tutti gli effetti ha le
caratteristiche di una tradizione a rovescio, di una sua parodia, che
configura così un mondo invertito rispetto alla normalità.
Tutto – senza esclusione alcuna - diventa così un’occasione per
infilarci qualcosa che, a prima vista, non avrebbe nulla a che fare con
lo specifico contesto. La scuola, lo sport, la letteratura, la storia,
il cinema, le trasmissioni d’intrattenimento più o meno leggere…
praticamente ogni manifestazione della vita politica, culturale e
sociale, compresa la “religione” quando è ridotta alla morale e a
un’abitudine, diventa così un’occasione buona per infilarci messaggi
“edificanti” miranti a plasmare le coscienze.
La musica – se è il caso di definirla tale – non fa eccezione, ed ecco
che al “Festival della canzone italiana” salgono sul palco due
omosessuali per “sensibilizzare” sulla loro “causa” un pubblico
nell’ordine dei milioni di telespettatori.
Sono anni che a San Remo ci ficcano di tutto, e quest’anno, considerato
che a condurlo sono due (strapagate) icone del “politicamente corretto”,
di quella “sinistra” che trova il suo collante nell’antiberlusconismo,
ci sta perfettamente quest’uscita che non ha mancato di suscitare le
consuete polemiche, le quali però non escono mai dai binari del
“moralmente ammissibile”, né entrano nel merito della questione da un
punto di vista che sappia andare oltre una strumentale e ritualizzata
faziosità (“destra” contro “sinistra”, “conservatori” contro
“progressisti”, “credenti” contro “atei” ecc.).
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venerdì 15 febbraio 2013
Sodoma e Gomorra: l’inevitabile fine del “mondo moderno”
venerdì 5 ottobre 2012
Freud, la libertà sessuale e la poligamia esistenziale
Il tentativo di uniformare e regolamentare i comportamenti sessuali non è molto saggio: esistono persone che gradiscono fare sesso più volte al giorno, anche con partner diversi, e ci sono persone che si sentono bene facendo sesso una volta al mese con lo stesso partner per quasi tutta la vita.
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