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mercoledì 19 dicembre 2018

Il caso di Mrs Ramsey Bearse. Sodoma e Gomorra a scuola.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-19.

2018-12-11__Ramsey__001

Spediva foto in topless all’allievo, insegnante (ed ex-Miss) rischia 20 anni

«La ‘soressa 28enne delle medie è finita in manette venerdì dopo che i genitori hanno trovato gli scatti sul telefono del figlio, la polizia cerca altri casi.

CHARLESTON – Doppia sorpresa per una famiglia del West Virginia quando, sul cellulare del figlio 15enne, sono saltati fuori degli scatti di nudo, inviati via Snapchat dalla di lui ex-insegnante di scienze delle medie.

Ramsey Bearse, 28 anni, sposata e docente presso la Scuola Media Andrew Jackson di Charleston, è così finita in manette con l’accusa di “condivisione di materiale osceno a un minorenne”. »

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Questo l’annuncio del Kanawha County Sheriff’s Office

venerdì 15 febbraio 2013

Sodoma e Gomorra: l’inevitabile fine del “mondo moderno”

Più d’una volta abbiamo avuto modo di osservare come tutto quanto, in questo ‘disordine costituito’ del “mondo moderno”, segua una logica a suo modo coerente, e come ogni dominio, ogni ambito, per come viene concepito ed organizzato, si ricolleghi - rinsaldando tale ‘coesione’ - a tutti gli altri, non esistendo perciò “compartimenti stagni”, ma un’unica “cultura” che a tutti gli effetti ha le caratteristiche di una tradizione a rovescio, di una sua parodia, che configura così un mondo invertito rispetto alla normalità.

Tutto – senza esclusione alcuna - diventa così un’occasione per infilarci qualcosa che, a prima vista, non avrebbe nulla a che fare con lo specifico contesto. La scuola, lo sport, la letteratura, la storia, il cinema, le trasmissioni d’intrattenimento più o meno leggere… praticamente ogni manifestazione della vita politica, culturale e sociale, compresa la “religione” quando è ridotta alla morale e a un’abitudine, diventa così un’occasione buona per infilarci messaggi “edificanti” miranti a plasmare le coscienze.

La musica – se è il caso di definirla tale – non fa eccezione, ed ecco che al “Festival della canzone italiana” salgono sul palco due omosessuali per “sensibilizzare” sulla loro “causa” un pubblico nell’ordine dei milioni di telespettatori.

Sono anni che a San Remo ci ficcano di tutto, e quest’anno, considerato che a condurlo sono due (strapagate) icone del “politicamente corretto”, di quella “sinistra” che trova il suo collante nell’antiberlusconismo, ci sta perfettamente quest’uscita che non ha mancato di suscitare le consuete polemiche, le quali però non escono mai dai binari del “moralmente ammissibile”, né entrano nel merito della questione da un punto di vista che sappia andare oltre una strumentale e ritualizzata faziosità (“destra” contro “sinistra”, “conservatori” contro “progressisti”, “credenti” contro “atei” ecc.).