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mercoledì 17 luglio 2013

Perché no al “matrimonio” gay


Da diverso tempo si assiste ad una formidabile pressione politica, mediatica e culturale affinché in Italia venga concesso il diritto di sposarsi tra persone dello stesso sesso.
Siamo consapevoli che non tutte le persone con tendenze omosessuali rivendicano questo diritto; siamo anche consapevoli che le persone con tendenze omosessuali desiderano, come gli altri, sperimentare una vera relazione d’amore. Tuttavia siamo contrari alla introduzione nell’ordinamento giuridico italiano del cosiddetto matrimonio gay.

martedì 22 gennaio 2013

Difficile fare breccia se si usano determinate parole

Qualche tempo fa mi è capitato di non riuscire a spiegare alcuni concetti e idee circa il nostro ex presidente del consiglio: avevo parlato di Goldman Sachs e Bilderberg, spiegando che trattasi di una banca d'affari e di un gruppo di persone influenti, e che il nostro amico ha avuto a che fare con loro. Il punto è che i miei interlocutori, non avevano mai sentito quei nomi e non riuscivano ad associarli tra loro. Oggi ,ad esempio, parlare di nuovo ordine mondiale, e magari pronunciarlo in inglese, otterrebbe lo stesso risultato, con l'illusione che si percepisce se una persona "annuisce" ad ogni nostra affermazione, convincendoci che "ci siamo spiegati bene". Ora un linguaggio forbito e preciso è un bene, ma in casi di emergenza occorre essere chiari: parlare di Mes e di trattati vari, di eurogendfor, senza tradurre in vocaboli comprensibili, rischia di non far comprendere di cosa si parla ma sopratutto sminuisce la gravità della situazione. E' un po' ciò che si ottiene ,come risultato, quando si cerca di spiegare che l'evasione fiscale non è quella dell'idraulico o del mancato rilascio dello scontrino ma è altrove: ora

mercoledì 25 luglio 2012

venerdì 15 giugno 2012

Quest'uomo non sta facendo gli interessi della nazione

Quest'uomo non sta facendo gli interessi della nazione. Ci sta svendendo. Ci sta affondando. E lo fa in piena consapevolezza.

Subdolamente, il sole24ore, ieri mattina, titolava “Schnell frau Merkel!”. L’idea di base consisteva nel ricordare ai propri lettori, a nome della Confindustria, che la situazione italiana oggi, sarebbe –secondo loro- com’era nell’ottobre del 2011 quando decisero di eliminare Berlusconi. Ricorderete che, in quei tumultuosi giorni, il quotidiano economico titolò “Fate presto” con anomale lettere cubitali, schiacciando il campanello d’allarme.

domenica 8 aprile 2012

E questi sarebbero «tecnici»? Di cosa? (di Maurizio Blondet)

Questo articolo è stato pubblicato su effedieffe.com e ripreso da rischiocalcolato.it dove l'ho visto e copiato.
La famosa riforma del mercato del lavoro fa ridere e piangere: è peggio di prima, quando l’articolo 18 esercitava tutta la sua forza bruta. I fancazzisti sono più o meno illicenziabili come prima; nella faccenda si torna ad inserire il giudice del lavoro – l’attore che bisognava lasciar fuori – che può decidere «il reintegro». E d’accordo, si può trovare la scusa che la riforma è fallita perchè la ministra tecnica non è riuscita a superare la fortissima resistenza dei sindacati e delle sinistre che in Parlamento sostengono il governo tecnico con le destre.