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giovedì 9 novembre 2017

Infibulazione. Non se ne parla mai volentieri, perché si dovrebbe parlare di religione e cultura diverse

“80mila donne infibulate in Italia”: 
una violenza tenuta nascosta

Tra 70mila e 80mila le donne in Italia che hanno subito la pratica disumana della mutilazione dei loro genitali. Per la precisione sono più di 50mila le donne già presenti in Italia infibulate o mutilate nei loro Paesi di provenienza, a cui bisogna aggiungere più di 20mila di neo-cittadine italiane vittime di questa pratica e di alcune migliaia di donne richiedenti asilo.
Questi sono i dati allarmanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Unicef e del progetto “United to End Female Genital Mutilation” finanziato dall’Unione europea.
Il numero è in crescita visto l’elevato tasso di immigrazione da Paesi prevalentemente musulmani dove la mutilazione è praticata abitualmente.
Il numero esatto di donne infibulate o mutilate in Europa è ancora sconosciuto poiché la pratica barbara della mutilazione dei genitali avviene prevalentemente in comunità di immigrati da Paesi africani o del Medio Oriente spesso irregolari di cui le autorità non ne conoscono la presenza.
Secondo delle stime del parlamento europeo, la cifra di donne che hanno subito la mutilazione si aggira intorno alle 500mlia  unità, ma a rischio ogni anno ci sarebbero oltre 180mila bambine.
L’istruzione gioca un fattore fondamentale nel prevenire questa pratica. Un rapporto dell’Oms rivela come “più le madri sono istruite, minori sono i rischi che le loro figlie vengano mutilate e più le ragazze frequentano la scuola, più acquisiscono consapevolezza, avendo l’opportunità di confrontarsi con persone che hanno rifiutato tale pratica”.
L’istruzione deve riguardare anche la questione religiosa perché se è vero che le mutilazioni genitali femminili avvengono in Paesi prevalentemente mussulmani, è altresì vero che l’islam e il Corano non menzionano mai l’infibulazione la cui origine si può ricondurre a delle pratiche animistiche che facevano credere che la mutilazione poteva essere garanzia di verginità (per cui le donne potevano essere vendute a un prezzo più caro), rendeva le donne più fertili (ma in realtà provoca una maggiore sterilità), e riduceva le morti prenatali (mentre è provato scientificamente che essa provochi notevoli complicazioni durante la gravidanza e il parto).
I numeri globali, seppur in diminuzione, sono preoccupanti. Tra 100 e 140 milioni le bambine, ragazze e donne in tutto il mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale e ogni anno 3 milioni di bambine e ragazze rischiano di essere vittime di questa crudele pratica.
 
L’Africa è di gran lunga il continente in cui il fenomeno è più diffuso, con 91,5 milioni di ragazze di età superiore a 9 anni vittime di questa pratica, e altri 3 milioni che ogni anno si aggiungono al totale.
In 7 Stati (Egitto, Eritrea, Gibuti, Guinea, Mali, Sierra Leone e Somalia) e nel Nord del Sudan il fenomeno tocca praticamente l’intera popolazione femminile. In altri 4 paesi (Burkina Faso, Etiopia, Gambia, Mauritania) la diffusione è maggioritaria ma non universale.
L’Italia e la comunità internazionale hanno adottato delle leggi per condannare chi pratica la mutilazione degli organi genitali femminili in tutte le sue forme con pene che vanno dai 4 ai 12 anni. Le mutilazioni sono “discriminatorie e violano il diritto delle bambine alla salute, alle pari opportunità, a essere tutelate da violenze, abusi, torture o trattamenti inumani, come prevedono tutti i principali strumenti del diritto internazionale,” le Nazioni Unite sanciscono.
Oltre alla legge ora è arrivato il momento di adoperarsi per dei seri e fitti controlli sui territori nazionali europei in tutte le comunità di immigrati provenienti dai paesi dove questa violenza viene perpetrata, al fine di garantire alle bambine e alle donne un futuro senza traumi psicologici e fisici derivanti da questa barbarità.
fonte http://www.occhidellaguerra.it/80mila-donne-infibulate-italia-violenza-tenuta-nascosta/
Il punto è che si dovrebbe parlare di religione e cultura diverse dalla nostra, e la cosa non si sposa con il politicamente corretto, con chi si mette come uno zerbino e vuole vivere , e obbligare i cittadini, a comportarsi da servi. La tv e i media spingono affinché noi italiani cambiamo abitudini, usi e costumi: fra poco sarà Natale, e si parlerà ancora di divieti per il presepe e le recite natalizie. Non bisogna turbare le persone che hanno culture diverse. Non rompano i coglioni!

venerdì 28 febbraio 2014

Francia: condanna per abortofobia

FRANCIA: REGALA DUE SCARPETTE DA NEONATO A UNA DONNA INCINTA E VIENE CONDANNATO PER ABORTOFOBIA

Ora i pro life francesi sono perseguitati anche solo per aver indotto una donna in stato interessante a chiedersi cosa abbia in pancia

da Comitato Verità e Vita

Xavier Dor, 84 anni, dovrà pagare una multa di 10.000 euro, rischiava anche un mese di galera.
Proprio nelle ore in cui il Santo Padre Francesco riceveva in Vaticano il Presidente François Hollande, dalla Francia giungeva la notizia della condanna penale di Xavier Dor, noto combattente pro life transalpino che si era reso "colpevole" di regalare a una donna incinta un paio di scarpette per dissuaderla dall'aborto.

mercoledì 17 luglio 2013

Perché no al “matrimonio” gay


Da diverso tempo si assiste ad una formidabile pressione politica, mediatica e culturale affinché in Italia venga concesso il diritto di sposarsi tra persone dello stesso sesso.
Siamo consapevoli che non tutte le persone con tendenze omosessuali rivendicano questo diritto; siamo anche consapevoli che le persone con tendenze omosessuali desiderano, come gli altri, sperimentare una vera relazione d’amore. Tuttavia siamo contrari alla introduzione nell’ordinamento giuridico italiano del cosiddetto matrimonio gay.

venerdì 24 maggio 2013

Caduti dalla culla. Del diritto. (di Maurizio Blondet)

Tra i grillini pare ci sia revulsione contro Anna Finocchiaro. La notoria senatrice del pd ha presentato una proposta di legge, che limita la partecipazione alle elezioni soltanto alle associazioni riconosciute con personalità giuridica e con uno statuto pubblicato in Gazzetta ufficiale. E quindi vieterebbe di candidarsi «a qualunque livello elettorale» proprio al M5Stelle, oltreché a tutti i futuri raggruppamenti di cittadini che non siano dei partiti politici fatti e finiti.
Lei naturalmente rimbecca che l’ha fatto «per attuare l’articolo 49 della Costituzione, attuazione ritardata da troppi decenni» (1). È dunque solo la piena attivazione del diritto a muovere la sua azione, sempre pura e disinteressata. È una regola generale: i pd agiscono sempre e solo in obbedienza alla Costituzione. E trovano sempre nella Costituzione un articolo a lungo dimenticato, a cui vogliono dare pieno vigore quando spunta un partito avverso che porta via i voti a loro. Quindi sono nella perfetta legalità, anzi altissima moralità. 

domenica 30 dicembre 2012

La vita rubata

Quando a una persona viene impedito di crescere, di conoscere, di affrontare nuove e diverse esperienze, ritengo che si compia un torto anche se ,a parole, si sostiene che è per il suo bene. Un genitore che ,attraverso mille sotterfugi e trucchi, fa in modo che il proprio figlio non possa trovare da solo la propria strada, non gli fa del bene ma del male. Tuttavia essendo un garantista o peggio un buonista sui generis, penso che a volte si fa a fin di bene e con l'intento di proteggere e tutelare creature che, a volte sono ben più che maggiorenni. Ma anche in questo caso non c'è assoluzione,almeno non piena. Ben diverso è il caso di chi ruba la vita altrui in altri modi e adoperando diversi espedienti: mi riferisco a chi vuole controllare e dirigere la vita altrui indirizzandola ,esclusivamente, verso alcuni traguardi, seppure bassi, anzi di solito di livello appena accettabile.

venerdì 14 dicembre 2012

PER CHIUNQUE: TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE DI ECONOMIA PER VIVERE BENE. IN UNA BOTTA SOLA

Non sto scherzando. Se capirete quello che sto per scrivere, non avrete bisogno di capire altro di economia. Faccio questo perché so benissimo che le vostre vite sono già troppo difficili per chiedervi di studiare l’economia. Ma dall’altra parte se non capite l’economia siete fregati, vi mangiano anche le tasche, e sta succedendo. E allora ecco un compromesso, e se lo capite siete già salvi.



Capire la cosa n. 1. Lo Stato che tassa è, in linea di principio, un tiranno.
Seguite questa storia. C’è un’isola, ci vivono 1000 persone, che hanno tutte un lavoro. Pesca, caccia, cucinare, riparare, fare capanne e barche, decidere le regole, coltivare cose, fare vestiti ecc. Disoccupati zero, tutti hanno da fare. Arriva una nave con i cannoni, coi soldati, con un capitano. Sbarcano e dicono agli isolani: “Vi paghiamo 10 dei nostri soldi al giorno se lavorate per noi”. Gli isolani: “No, grazie. Non c’interessa, abbiamo già i nostri lavori, ciao”. Il capitano: “Ah, no? Allora: se ciascuno di voi isolani non ci paga 2 dei nostri soldi al giorno di tasse, noi vi bombardiamo le capanne e le bruciamo tutte”. Di colpo gli isolani sono costretti a trovare i 2 soldi del capitano al giorno,

domenica 14 ottobre 2012

RIBELLARSI E’ UN DIRITTO. COMINCIAMO ?


“Chi uccide il tiranno è lodato e merita un premio”
san Tommaso d’Aquino

“L’albero della libertà deve essere annaffiato di tanto in tanto dal sangue dei patrioti e dei tiranni. E’ il suo concime naturale”.

Thomas Jefferson

Signori, abbiamo dato come “diritto acquisito” la libertà dall’oppressione. Invece , si tratta di una conquista che si deve strappare agli oppressori, facendo loro paura. Ed anche peggio: Tommaso d’Aquino, un santo, non considera omicidio l’uccisione del tiranno. Oggi, i tiranni e oppressori sono numerosissimi e insaziabili del nostro denaro: sono i politici che abbiamo votato e i loro compari imbucati nel settore pubblico. Con mezzi legali non è possibile cacciarli dal potere, perchè costoro hanno “occupato” la legalità: si aumentano gli stipendi “per legge” (la votano loro), rigettano i tagli “per legge”, tormentano noi cittadini con la burocrazia, ci perseguitano chiamandoci evasori, ed è tutto legale. Noi cittadini, che li paghiamo, siamo sottoposti a soprusi, punizioni arbitrarie intollerabili.

giovedì 13 settembre 2012

Decreto sviluppo: antenne libera tutti, e i tetti non sono più nostri

Le TLC saranno libere di installare antenne sopra le nostre case senza chiedere più il permesso. Padroni a casa nostra.
Non deve passare inosservata e diventare legge, questa norma liberticida (odio questa parola, ma quando ce vò ce vò) che ci toglie anche il diritto di disporre del tetto della nostra casa o del nostro condominio.
In nome dello "sviluppo", il ministro Passera ha predisposto una norma che concede a tutte le compagnie di telecomunicazioni l'installazione di antenne su qualsiasi tetto, in totale libertà e senza chiedere permesso a nessuno. I condomìni non potranno opporsi, e riceveranno solo un indennizzo a discrezione delle compagnie.
Io credo, anche se non sono un giurista, che una simile norma sia del tutto

martedì 31 luglio 2012

Serve un fisco più semplice. Lo dice anche Befera

di ANGELO PELLICIOLI
E’ notorio e risaputo che siamo un popolo di  santi, di eroi e di navigatori. Ma pure di beoti. Nel senso che prendiamo sempre per buono, spesso senza valutare, e soprattutto senza discutere, ciò che ci viene imposto dall’alto, soprattutto se proveniente da organi burocratici statali. Tutto ciò non è però sufficiente per certificare che siamo anche un popolo di imbecilli, dando modo all’ennesimo burontosauro di Stato, salito agli onori degli altari,  di svillaneggiarci a suo piacimento con alterigia e sussiego. Non ne possiamo più. Siamo veramente sul punto, per dirla con il Manzoni, di essere “un volgo disperso che repente si desta, intende l’orecchio, solleva la testa percosso da novo crescente romor”