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lunedì 28 dicembre 2015

Una rondine non fa primavera

Il vecchio adagio è vero, ancor più se riferito al clima attuale: ma a me serve come pretesto per introdurre o reintrodurre un tema che mi sta a cuore. Il tema è più o meno il solito, ossia: come mai, nelle discussioni,  non si portano avanti i ragionamenti. Mi sembra che ci si comporti come coloro che, al mattino in tv leggono i giornali:ed è vero che, spesso, ripetono "adesso leggiamo i titoli dei principali giornali", cioè non dicono leggiamo le notizie che sono riportate dai giornali e le commentiamo. Perciò a me ogni tanto sembra che ,come la rondine appunto che annuncia la primavera, in tv e nei media "siamo lì a un passo dal completare i ragionamenti", ad arrivare a delle conclusioni, a delle proposte. Invece , niente di niente. Per cui quando si parla di persone che si suicidano per colpa di cartelle esattoriali impagabili, penso che il conduttore o il giornalista arrivino a fare delle proposte concrete, e se sono persone dotate di intelletto potrebbero, consce di non avere i numeri e la conoscenza adatta, farsi aiutare da commercialisti e avvocati: la delusione arriva allorché si capisce che la notizia, per i media, è solo il suicidio e non, invece, trovare soluzioni che diano respiro alle famiglie dei suicidati (che come si sa, spesso rimangono debitrici verso lo stato ed Equitalia) e sopratutto si eviti che si aggiungano altre persone alla lista dei suicidati. E' come per gli immigrati: forse che qualcuno, da Del Debbio a Floris passando per Porro o la Gabanelli, abbia mai avanzato delle domande "sulla durata dell'accoglienza" o abbia invece incalzato il governo e i propri ospiti sul fronte degli aiuti che dovrebbero essere riservati ai cittadini italiani, alla ripresa economica, al rinascimento culturale?
E si potrebbe continuare perché le domande sono molte e le sto raccoglientdo ma, siccome siamo a fine anno, ripensiamo in questi giorni a cosa è meglio fare per noi, italiani, per evitare di finire subalterni o schiavi di banche e istituzioni. Lo è difficile quando si legge che qualcuno pensa e dà terreni ai migranti perché li possano coltivare, quando a costoro vengono forniti i mezzi , le consulenze, e le agevolazioni per fare impresa, e scoprire che siccome sei italiano non ha i diritti che hanno loro. Troviamo il modo di vivere e sopravvivere, cerchiamo di riprenderci ciò che è nostro e, come dicono i politici, facciamolo con tutti i mezzi possibili. Buon anno nuovo. 

mercoledì 5 dicembre 2012

I contributi pubblici agli oratori e il loro utilizzo (talvolta illecito)

 
"Malversazione ai danni dello Stato”: è questa l’imputazione per cui sono indagati tredici sacerdoti del savonese, insieme a tre altri dirigenti del mondo cattolico. L’accusa è di aver utilizzato per altri fini i contributi per gli oratori ricevuti dalla Regione Liguria. Un caso isolato?
Un fenomeno in crescita La secolarizzazione avanza, la fede arretra, e sempre meno genitori sono propensi a inviare i propri figli agli oratori: un luogo, anche etimologicamente, dove “si prega”. E tuttavia, molti di essi si scontrano con l’assenza di alternative laiche. Le amministrazioni pubbliche, dallo Stato al più piccolo comunello, fanno di tutto per supplire alle carenze evangelizzatrici della Chiesa cattolica e per trattenere in oratorio chi non vorrebbe essere catechizzato. Individuano pertanto nell’oratorio un “servizio” ed erogano munifici contributi per il suo funzionamento. L’ennesimo ambito, insomma, in cui politiche sussidiaristiche pagate da tutti i contribuenti finiscono per beneficiare una sola parte della società, quella cattolica.

lunedì 23 luglio 2012

Perchè l'Italia

D'accordo, gli italiani sono dei menefreghisti. Gli italiani se ne fottono di quello che succede al loro paese, e guardano soltanto al vantaggio personale. Gli italiani si sentono tutti uniti quando gioca la nazionale, ma poi tornano subito al loro passatempo preferito, che è quello di pisciare nel giardino del vicino.

Gli italiani reagiscono come belve ferite se li tocchi nel portafoglio: prova a ritoccare le tariffe dei tassisti, e avrai di colpo intere città bloccate dalle auto gialle, che protestano per questi ritocchi. Oppure prova a ritoccare le sovvenzioni agli agricoltori, e avrai di colpo le strade di mezza Italia bloccate dalle mucche e dai trattori. Ma non vedrai mai i tassisti che scioperano per difendere i diritti degli agricoltori, nè gli agricoltori che scioperano per difendere quelli dei tassisti. In Italia la solidarietà fra le varie categorie non esiste, esattamente come non esiste la soliderietà fra gli individui.

Ognuno per i cazzi suoi, e che Dio ce la mandi buona.

Ma perchè siamo così diversi dagli altri? Perchè gli spagnoli scioperano uniti contro le misure dell'austerity, perchè gli inglesi protestano uniti quando la benzina è troppo cara, perchè i francesi scendono compatti in piazza contro l'innalzamento dell'età pensionabile, mentre noi restiamo serenamente a casa nostra, a meno che la cosa ci riguardi da vicino?