Quanto detto ieri dal Signor Juncker , è stato ben accolto da chi non ha mai perso il vizio di mantenere vivo lo stereotipo, anche in questo periodo, del Nord che lavora e del Sud che si gratta le palle! Rimarco "anche in questo periodo" perché, ho ingenuamente pensato che, dati gli attacchi continui che la nazione subisce, sopratutto da parte di altri paesi dell'Ue, si facesse squadra una volta per tutte. E lo dico io che ho sangue nordista ma anche sudista, e non solo sangue sardo ma anche più giù, più a Sud. Invece mi tocca leggere che il Tizio, il Juncker, a conti fatti ha detto delle verità, perché bisogna distinguere tra Nord che lavora e Sud che non lo fa. Ora dire che non spendiamo i soldi che l'Ue mette a disposizione è cosa da verificare: non è colpa mia se si danno dei soldi agli extracomunitari, se come Regione Sarda poi i soldi non vengono concessi. C'è una burocrazia da snellire , qualcuno sarà pure da cacciare via a calci in culo, qualche altro sarà anche da denunciare e processare e da mandare dietro le sbarre: ma non è colpa dei sardi o di altri sudisti se, ad esempio, per venire in Sardegna occorre contrarre un mutuo perché aereo o nave i costi sono più alti che per raggiungere ogni altra destinazione, anche andare da Roma a New York. Il bello è
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venerdì 1 giugno 2018
Ci risiamo . I pregiudizi sono duri a morire!
martedì 19 novembre 2013
I famosi posti di lavoro che non si vogliono creare
Si tratta dei posti di lavoro che da Gustavo Piga a Maurizio Blondet, dal sottoscritto a Vittorio Sgarbi, sono stati individuati nel settore turistico con riferimento a musei, siti archeologici, beni artistici.
Altri posti di lavoro si possono creare se si decide di sistemare il dissesto idrogeologico, monitorando il territorio ma intervenendo nel ripristino o comunque mettendo in sicurezza le aree interessate da questi fenomeni e devastate dall'attività e lasciate nell'incuria dall'uomo.
Purtroppo sono parole e nei fatti si deve vivere nel terrore che quando si vede qualcosa come ciò cui abbiamo assistito ieri in Sardegna, ma nell'anno passato è stata la volta della Toscana e della Liguria, c'è poco da aggiungere all'accusa di menefeghismo che alberga in chi è al governo.
Parole dure? Certo se si pensa ai numeri verdi e all'invio di denaro e di tecnici e aiuti umanitari nelle aree oltre confine colpite da sismi, tifoni o calamità naturali in genere, e si lascia il proprio territorio nello stato in cui lo possiamo vedere nei filmati o ,per i più coraggiosi e per i volontari, di persona.
Possiamo rivotare persone che non hanno a cuore la nazione? No.
Possiamo credere che siccome non ci sono soldi per la manutenzione del territorio le cose devono restare così come sono,mentre i miliardi per le banche per le superpensioni ci sono e si trovano? No, non dobbiamo credere a chi nella scala dei valori mette al primo posto i soldi da dare alle banche e all'Europa, a chi fa spot per mandare aiuti all'estero mentre in Emilia, in Toscana , in Abruzzo e in altre regioni (ricordiamo il Veneto di alcuni anni fa o abbiamo dimenticato?) le cose le hanno fatte i cittadini e senza o con scarso aiuto da parte dello stato?
Ecco che se apriamo gli occhi possiamo vedere chi non votare ma, purtroppo, non vediamo nessuno che si prenda a cuore la nazione.
Altri posti di lavoro si possono creare se si decide di sistemare il dissesto idrogeologico, monitorando il territorio ma intervenendo nel ripristino o comunque mettendo in sicurezza le aree interessate da questi fenomeni e devastate dall'attività e lasciate nell'incuria dall'uomo.
Purtroppo sono parole e nei fatti si deve vivere nel terrore che quando si vede qualcosa come ciò cui abbiamo assistito ieri in Sardegna, ma nell'anno passato è stata la volta della Toscana e della Liguria, c'è poco da aggiungere all'accusa di menefeghismo che alberga in chi è al governo.
Parole dure? Certo se si pensa ai numeri verdi e all'invio di denaro e di tecnici e aiuti umanitari nelle aree oltre confine colpite da sismi, tifoni o calamità naturali in genere, e si lascia il proprio territorio nello stato in cui lo possiamo vedere nei filmati o ,per i più coraggiosi e per i volontari, di persona.
Possiamo rivotare persone che non hanno a cuore la nazione? No.
Possiamo credere che siccome non ci sono soldi per la manutenzione del territorio le cose devono restare così come sono,mentre i miliardi per le banche per le superpensioni ci sono e si trovano? No, non dobbiamo credere a chi nella scala dei valori mette al primo posto i soldi da dare alle banche e all'Europa, a chi fa spot per mandare aiuti all'estero mentre in Emilia, in Toscana , in Abruzzo e in altre regioni (ricordiamo il Veneto di alcuni anni fa o abbiamo dimenticato?) le cose le hanno fatte i cittadini e senza o con scarso aiuto da parte dello stato?
Ecco che se apriamo gli occhi possiamo vedere chi non votare ma, purtroppo, non vediamo nessuno che si prenda a cuore la nazione.
lunedì 18 novembre 2013
Da nessuno, nessuna proposta - 2
A tutti quelli cui nessuno pensa, intendo dire i commercianti e gli artigiani, per esempio, occorre aggiungere gli insegnanti, gli agricoltori e i pastori, nonché i pescatori e altre categorie di lavoratori di solito bistrattate.
Se di alcuni ci si ricorda solo quando muoiono durante il lavoro, ad esempio gli agricoltori o i pescatori, altri tipo gli insegnanti sono stati definiti lavativi, e vengono visti come troppo pagati rispetto al poco che fanno.
Logicamente è un'opinione che non condivido, anzi il loro stipendio dovrebbe essere aumentato e la possibilità di aggiornarsi o promuovere e realizzare programmi didattici alternativi, deve essere consentito e incentivato: è dalla formazione dei giovani che dipende il futuro della nazione.
Ma siccome viviamo il presente, c'è da realizzare un programma di interventi che consenta di riprendere a poter vivere: le persone devono avere piacere di stare al mondo e non soltanto sperare che le cose, chissà come, cambino in meglio.
Quanti anni dobbiamo aspettare e sperare? Certo che se i media continuano a inseguire solo i casi di baby squillo e a parlare di Silvio e company, allora ci vorrà molto tempo.
Se di alcuni ci si ricorda solo quando muoiono durante il lavoro, ad esempio gli agricoltori o i pescatori, altri tipo gli insegnanti sono stati definiti lavativi, e vengono visti come troppo pagati rispetto al poco che fanno.
Logicamente è un'opinione che non condivido, anzi il loro stipendio dovrebbe essere aumentato e la possibilità di aggiornarsi o promuovere e realizzare programmi didattici alternativi, deve essere consentito e incentivato: è dalla formazione dei giovani che dipende il futuro della nazione.
Ma siccome viviamo il presente, c'è da realizzare un programma di interventi che consenta di riprendere a poter vivere: le persone devono avere piacere di stare al mondo e non soltanto sperare che le cose, chissà come, cambino in meglio.
Quanti anni dobbiamo aspettare e sperare? Certo che se i media continuano a inseguire solo i casi di baby squillo e a parlare di Silvio e company, allora ci vorrà molto tempo.
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lunedì 23 luglio 2012
Perchè l'Italia
D'accordo, gli italiani sono dei menefreghisti. Gli italiani se ne
fottono di quello che succede al loro paese, e guardano soltanto al
vantaggio personale. Gli italiani si sentono tutti uniti quando gioca la
nazionale, ma poi tornano subito al loro passatempo preferito, che è
quello di pisciare nel giardino del vicino.
Gli italiani reagiscono come belve ferite se li tocchi nel portafoglio: prova a ritoccare le tariffe dei tassisti, e avrai di colpo intere città bloccate dalle auto gialle, che protestano per questi ritocchi. Oppure prova a ritoccare le sovvenzioni agli agricoltori, e avrai di colpo le strade di mezza Italia bloccate dalle mucche e dai trattori. Ma non vedrai mai i tassisti che scioperano per difendere i diritti degli agricoltori, nè gli agricoltori che scioperano per difendere quelli dei tassisti. In Italia la solidarietà fra le varie categorie non esiste, esattamente come non esiste la soliderietà fra gli individui.
Ognuno per i cazzi suoi, e che Dio ce la mandi buona.
Ma perchè siamo così diversi dagli altri? Perchè gli spagnoli scioperano uniti contro le misure dell'austerity, perchè gli inglesi protestano uniti quando la benzina è troppo cara, perchè i francesi scendono compatti in piazza contro l'innalzamento dell'età pensionabile, mentre noi restiamo serenamente a casa nostra, a meno che la cosa ci riguardi da vicino?
Gli italiani reagiscono come belve ferite se li tocchi nel portafoglio: prova a ritoccare le tariffe dei tassisti, e avrai di colpo intere città bloccate dalle auto gialle, che protestano per questi ritocchi. Oppure prova a ritoccare le sovvenzioni agli agricoltori, e avrai di colpo le strade di mezza Italia bloccate dalle mucche e dai trattori. Ma non vedrai mai i tassisti che scioperano per difendere i diritti degli agricoltori, nè gli agricoltori che scioperano per difendere quelli dei tassisti. In Italia la solidarietà fra le varie categorie non esiste, esattamente come non esiste la soliderietà fra gli individui.
Ognuno per i cazzi suoi, e che Dio ce la mandi buona.
Ma perchè siamo così diversi dagli altri? Perchè gli spagnoli scioperano uniti contro le misure dell'austerity, perchè gli inglesi protestano uniti quando la benzina è troppo cara, perchè i francesi scendono compatti in piazza contro l'innalzamento dell'età pensionabile, mentre noi restiamo serenamente a casa nostra, a meno che la cosa ci riguardi da vicino?
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