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martedì 18 dicembre 2018

Juncker. I populisti vincerebbero perché spaccerebbero le ‘fake news’ di Mr Putin.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-17.

Juncker 004

Mr Jean-Claude Juncker, il Presidente della Commissione Europea ha parlato in modo molto chiaro e circostanziato.

I liberal socialisti europei starebbero perdendo elettorato perché i populisti spaccerebbero fake news, quasi sempre di origine russa, che gli Elettori si berrebbero come se fosse oro colato.

I populisti starebbero sovvertendo l’ordine democratico dell’Unione Europea.

Quindi, la Commissione interverrà duramente controllando tutte le notizie ed informazioni.

Sarà un dolce censura che eviterà al Popolo Sovrano di esprimersi in modo incorretto alle elezioni europee prossime venture e consentirà ai liberal socialisti di restare al potere per il bene delle masse ed il progresso culturale, sociale ed economico del continente.

mercoledì 21 novembre 2018

Europarlamento boccia il budget di Juncker, Macron e Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-21.

EP-051364A_Tajani_Brexit
Opening the debate on BREXIT

I gerarchi dell’Unione Europea sono nei triboli, ma suscitano più ilarità che compassione. A leggere i discorsi che fanno sembrerebbero essere avulsi dal tempo e dallo spazio: confabulano.

Cerchiamo di ragionare.

Da oltre due anni tranne un caso i liberal socialisti hanno inanellato sconfitta su sconfitta, debacle su debacle. Il risultato è che al momento la composizione del Consiglio Europeo, ossia il consesso dei capi di stato e di governo della Unione, ha una composizione politica quasi opposta a quello dell’attuale Europarlamento, che fu eletto cinque anni or sono.

Ma i regolamenti dell’Unione Europea prevedono che le decisioni del Consiglio siano ratificate dal parlamento, e viceversa. Questa regola non dava fastidio alcuno quando i liberal socialisti erano ubiquitari al potere, ma adesso è un serio ostacolo al funzionamento.

venerdì 1 giugno 2018

Ci risiamo . I pregiudizi sono duri a morire!

Quanto detto ieri dal Signor Juncker , è stato ben accolto da chi non ha mai perso il vizio di mantenere vivo lo stereotipo, anche in questo periodo, del Nord che lavora e del Sud che si gratta le palle! Rimarco "anche in questo periodo" perché, ho ingenuamente pensato che, dati gli attacchi continui che la nazione subisce, sopratutto da parte di altri paesi dell'Ue, si facesse squadra una volta per tutte. E lo dico io che ho sangue nordista ma anche sudista, e non solo sangue sardo ma anche più giù, più a Sud. Invece mi tocca leggere che il Tizio, il Juncker, a conti fatti ha detto delle verità, perché bisogna distinguere tra Nord che lavora e Sud che non lo fa. Ora dire che non spendiamo i soldi che l'Ue mette a disposizione è cosa da verificare: non è colpa mia se si danno dei soldi agli extracomunitari, se come Regione Sarda poi i soldi non vengono concessi. C'è una burocrazia da snellire , qualcuno sarà pure da cacciare via a calci in culo, qualche altro sarà anche da denunciare e processare e da mandare dietro le sbarre: ma non è colpa dei sardi o di altri sudisti se, ad esempio,  per venire in Sardegna occorre contrarre un mutuo perché aereo o nave i costi sono più alti che per raggiungere ogni altra destinazione, anche andare da Roma a New York. Il bello è

martedì 29 maggio 2018

Europa Dei Pazzi: cronache di un continente che va a puttane.

Speciale europa, oggi, e ce ne è per tutti, anche se un “tenue” filo conduttore lega tanti eventi che sembrano scollegati. Vediamo se indovinate, drughi.

Svezia.

Dura la lotta per incoronare il paese occidentale maggiormente popolato da coglioni semi-deficienti. L’Ucraina sembrava in prima linea, assoluta a livello mondiale, ma altri paesi, come Francia, Svezia, Germania e Francia emergono e si danno da fare per contendergli il primato.
La Svezia non scherza affatto. Nuove leggi sul reato d’odio(1) un sessantenne svedese processato per avere scritto che solo un somalo su cinque possiede un quoziente intellettivo superiore a settanta, il limite comunemente associato alla demenza. Ed è verissimo, tra l’altro.
Ma scrivere la verità e dire una cosa altrettanto vera, ovvero che costoro difficilmente potranno servire a qualcosa d’altro che prendere sussidi in una società moderna, ti porta a processo.
Nello Swedistan il sesso senza consenso esplicito (possibilmente consenso scritto o firmato) è sempre stupro. (2)
“In 11 anni la percentuale di persone che ha dichiarato di aver subito molestie o abusi sessuali è più che duplicata. Si è passati infatti dallo 0,9% del 2005 al 2,4% del 2016, anno in cui sono stati segnalati 20.300 reati sessuali, di cui 6.720 classificati come stupri.” In Svezia non riescono a spiegarsi questo misterioso fenomeno, ovvero un aumento inspiegabile delle violenze sessuali e non, compresi assalti con il bazooka e bombe a meno nelle periferie delle grandi città. Mistero.
Ma non solo, presto sarà legge anche solo mostrare disapprovazione sui social contro minoranze abbronzate ( arabi del cazzo e negri di merda, come mi piace chiamarli) Omosessuali ( froci) e trans ( aborti della natura): ecco, nella civile Svezia finirei in galera. Se fossi un fanatico islamista, invece, e volessi vietare il suono delle campane vicino alla moschee, beh, sarebbe solo il mio modo di rivendicare l’identità culturale del mio popolo. Spiegatemelo.(3)
L’esempio non era del tutto inventato , in almeno tre località svedesi le moschee possono intonare il coro de Muezzin con gli altoparlanti , mentre le chiese cattoliche non possono suonare le campane, per “non disturbare“.(4) Finirà malissimo.

Germania

Juncker: “vigileremo sul rispetto dei diritti degli africani in Italia”. Lo ha detto davvero.(5)
Renania. Dopo dieci di tradizione nella piscina della città di Beckum, ovvero di orari specifici riservati a bagnanti di sesso femminile, per non turbare gli islamici, finalmente la scelta, anche i maschi musulmani avranno i loro orari per poter utilizzare la stessa piscina senza vedere donne. Che progresso. (6)
Turingia. Ai migranti musulmani, vittime di “violenza di destra” verrà concesso il permesso di soggiorno per “motivi umanitari”. Sono d’accordo pure io, però solo se i naziskin li ammazzassero. Il quel caso dare al defunto il permesso di soggiorno mi sembra il minimo.
Nelle scuole tedesche il Ramadan comincia ad essere un problema. Durante il digiuno rituale diurno, che in passato non era mai stato un problema, molti studenti faticano a da affrontare esami e studiare. Pare che, per via dell’integrazione multiculturale molti studenti islamici siano diventati osservanti. (7)

Francia

“Se sei bianco non puoi parlare di Banlieue”. Beh, almeno Macron ha le idee chiare.(8)
A cosa si riferiva il ragazzo a cui piacciono le vecchiette? A certi fatti avvenuti alcuni giorni fa.
Grenoble, due poliziotti accorsi per sedare una rissa vengono picchiati selvaggiamente e mandati all’ospedale (9)
Marsiglia, i poliziotti il 21 maggio  intervengono contro un gruppo di persone che sparano in aria. Vengono attirati in una imboscata e finiscono sotto il fuoco incrociato di fucili mitragliatori. Dato che sono poliziotti francesi, questi si nascondono sotto la macchina e lasciano fuggire i malviventi perché “meglio armati di loro”.(10)
Il governo ranocchio ha pronti gli anticorpi contro il disagio di neri ed arabi delle Banlieu.
Pare che tanti anziani soli ( e bianchi) vivano in case troppo grandi, hanno contato pure il numero delle stanze, e sembra che tanti di loro ne abbiano almeno tre in più. Chissà cosa vorranno farne, di queste stanze…(11)
Finirà malissimo pure per loro.
Ecco una lista di paesi messi molto peggio dell’italia ( a parte il califfato della Gran Bretagna, ed il Belgio, che sono messi ancora peggio). Posti da cui stare lontani, lontanissimi, perlomeno per i prossimi decenni.

By Nuke di www.liberticida.altervista.org e www.orazero.org

(1)http://www.friatider.se/p-pekade-att-somalier-har-l-g-iq-talas
(2) http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sesso-senza-consenso-esplicito-stupro-1531209.html
(3) http://www.friatider.se/snart-straffbart-visa-missaktning-mot-transpersoner
(4) https://www.tempi.it/svezia-vaxjo-islam-moschea-chiesa-cattolica-campane-intervista-padre-ingvar#.Wwhtyrxl-ig
(5) http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/migranti-juncker-vigileremo-sui-diritti-degli-africani-in-italia-_3141785-201802a.shtml
(6) https://voiceofeurope.com/2018/05/german-town-introduces-second-category-of-gender-segregated-swimming-after-muslim-request/
(7) http://www.krone.at/1709867
(8) https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/per-macron-se-sei-bianco-non-puoi-parlare-di-banlieue-86059/
(9) https://www.ledauphine.com/isere-sud/2018/05/21/grenoble-deux-crs-en-civil-blesses-au-cours-d-une-rixe
(10) https://www.vsd.fr/actualite/choc-scene-de-guerre-en-plein-marseille-25520
(11) https://france3-regions.francetvinfo.fr/grand-est/seniors-seuls-grands-logements-sont-plus-plus-nombreux-1455473.html
https://www.rischiocalcolato.it/2018/05/europa-dei-pazzi-cronache-di-un-continente-che-va-a-puttane.html

martedì 15 maggio 2018

Juncker, Tusk e chi ha "perso le elezioni" si arrampica sugli specchi: leggere per credere e sapere

Juncker, Tusk, Polonia ed Ungheria. La voglia di dittatura.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-15.

2018-05-15__Unione_Europea__001

Ci si rende perfettamente conto che il termine “dittatura” a molti potrebbe suonare troppo forte, spropositato, partigiano. Ma a nostro sommesso parere è invece adeguato.

Ci si ricordi quanta confusione porta un uso improprio e mutevole dei termini.

«the rule of law»

Per Mr Juncker, Mr Tusk, Frau Merkel e Mr Macron indica uno ‘stato di diritto’ fondato sui principi metagiuridici della ideologia liberal. Ma i Trattati sottoscritti non indicano minimamente come la ideologia liberal debba essere quella che impronta l’Unione Europea. Questa è una personalissima interpretazione dei sunnominati signori. Concetto contenuto nel progetto di Costituzione europea che fu bocciato sia dal referendum in Francia sia da quello tenuto nei Paesi Bassi.

Inoltre, cosa che a quanto pare nessuno vuole ricordare e, diciamolo francamente, in perfetta malafede, molti dei paesi europei sono vincolati anche dai Trattati e dagli accordi vergati in sede Nato, alcuni dei quali hanno ampie ripercussioni nella Unione Europea. Il fatto che alcuni odino di odio viscerale la Nato, e lo stato che maggiormente la rappresenta, non costituisce motivo buono per disattendere i patti.

Questa dirigenza dell’Unione Europea si sta avviando alla fine del mandato. Tra meno di un anno si terranno nuove elezioni, ed il quadro potrebbe essere drasticamente variato. Già ora, in seno al Consiglio Europeo non dispongono più della maggioranza dei voti, e con le elezioni italiane del 4 marzo potrebbero anche trovarsi un capo del governo italiano completamente contrario alle sue tesi.

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«Poland’s EU affairs minister accused the European Commission of a “massive power grab” over the executive’s plans to link some funds to respect for the rule of law – highlighting the concerns of those countries that feel targeted by the proposal.»

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«EU affairs ministers on Monday (14 May) had their first chance to discuss the commission’s proposal for the next seven-year EU budget, which for the first time involves the idea of tying the disbursement of EU funds to member states’ record on upholding the rule of law.»

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«The debate revealed deep divisions, just as the EU gears up for an uncertain period with the US becoming an unpredictable partner, and China developing into a more assertive global player.»

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«Poland, which is under scrutiny by the commission for breaking EU rules on the independence of the judiciary, and Hungary which has had its own run-in with the EU executive, both feel particularly targeted by the commission’s proposal.»

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«Poland’s minister Konrad Szymanski pushed back hard on the proposal saying it is an attempt to override legally binding rulings from the European Court of Justice (ECJ). …. “The proposal seems like a massive power grab with too high a discretion in the commission’s hand,” Szymanski told the other ministers.»

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«Hungary’s ambassador for the EU, Oliver Varhelyi, filling in for the minister, backed up Poland’s position. …. “One would have to be very careful when introducing such an instrument, one has to follow the law verbatim here,”»

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«The so-called ‘conditionality’ instrument would be triggered if the commission detects “generalised deficiencies” in the functioning of a member states’ judiciary that impacts on the the proper use of EU funds.»

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Non solo.

Lo stesso Consiglio Europeo riporta a chiare lettere che

«Il Consiglio deve votare all’unanimità su una serie di questioni considerate sensibili dagli Stati membri. Ad esempio: ….

– finanze UE (risorse proprie, quadro finanziario pluriennale);

– alcune disposizioni in materia di giustizia e affari interni (Procura europea, diritto di famiglia, cooperazione di polizia a livello operativo, ecc.);»

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Mr Juncker può piangere petrolio e Mr Tusk può piangere ammoniaca, ma la direttiva di finanziamento pluriennale deve essere approvata dal Consiglio Europeo ed alla unanimità. Ogni altro modo di farla “approvare” altro non sarebbe che gesto dittatoriale mussoliniano.

È solo colpa loro se hanno perso la maggioranza, e questi maldestri tentativi mussoliniani non vanno certo a loro merito.


→ EU Observer. 2018-05-14. Poland, Hungary push back at EU budget ‘conditionality’

Poland’s EU affairs minister accused the European Commission of a “massive power grab” over the executive’s plans to link some funds to respect for the rule of law – highlighting the concerns of those countries that feel targeted by the proposal.

EU affairs ministers on Monday (14 May) had their first chance to discuss the commission’s proposal for the next seven-year EU budget, which for the first time involves the idea of tying the disbursement of EU funds to member states’ record on upholding the rule of law.

The debate revealed deep divisions, just as the EU gears up for an uncertain period with the US becoming an unpredictable partner, and China developing into a more assertive global player.

Poland, which is under scrutiny by the commission for breaking EU rules on the independence of the judiciary, and Hungary which has had its own run-in with the EU executive, both feel particularly targeted by the commission’s proposal.

Poland’s minister Konrad Szymanski pushed back hard on the proposal saying it is an attempt to override legally binding rulings from the European Court of Justice (ECJ).

“The proposal seems like a massive power grab with too high a discretion in the commission’s hand,” Szymanski told the other ministers.

“We are ready to support all the instruments to better control EU money, but we need something more intelligent and treaty-based,” he added.

Hungary’s ambassador for the EU, Oliver Varhelyi, filling in for the minister, backed up Poland’s position.

“One would have to be very careful when introducing such an instrument, one has to follow the law verbatim here,” he said, adding that there are serious concerns with the proposal’s legal base and the criteria’s for the measure are vague.

The so-called ‘conditionality’ instrument would be triggered if the commission detects “generalised deficiencies” in the functioning of a member states’ judiciary that impacts on the the proper use of EU funds.

“Generalised deficiencies” could mean national authorities not following up damning reports by the EU’s anti-fraud agency, Olaf, or that judges are systematically biased, or that judgement are not enforced in practice, EU officials say.

The commission would have the power to suspend EU funds if the member state does not address these problems, and the council – the body of member states – could only stop it with a qualified majority.

Several member states, including Belgium, Germany, France, Sweden, however expressed support for the new instrument.

“It is very reasonable to ask to respect the rule of law as a prerequisite for EU funds,” Sweden’s minister for EU affairs and trade Ann Linde said.

Old vs New

Several member states also pushed back on the commission’s proposal to include new indicators when calculating the allocation of cohesion funds, other than the GDP-per-capita figure that has been the centre of the equation so far.

The commission plans to introduce migration, unemployment, climate and other figures to calculate who much countries and regions get. However, its detailed plans are only going to be unveiled at the end of May, making specific calculations for now very difficult.

Central and eastern European member states fear the new indicators will drive cohesion funds away from them, to southern European countries.

Some central and eastern states heavily criticised the commission’s plans to cut the fund that they said could result in a 30-40 percent loss for some of the poorest regions. Poland fears the national cuts could be also as high as 30 percent.

“Should it stay as it proposed, politically we will not be able to explain or justify this approach that makes the least developed regions the losers [of the EU budget],” Ivan Korcok, Slovakia’s state secretary for EU affairs said, arguing the cohesion cuts were too high.

Net payers, particularly the Netherlands, Austria, Sweden, Denmark and Finland that do not want to see an increase in the overall figure of the EU budget.

They argue that European investment should be turned away from ‘traditional’ areas such as cohesion and agriculture, and invested instead in innovation and climate, and used to address new challenges, such as defence and migration.

“More ambition and less tradition,” Dutch foreign minister Stef Blok said.

Some ministers argued, however, that drastically cutting cohesion funds, a tool to help the economic converges of poor regions, could harm the overall competitiveness of the EU, and weaken the internal market.

Another major faultline is emerging among member states over the rebates, a complicated correction mechanism that was originally designed to keep the UK’s budget contribution in some sort of equilibrium.

In a complex mechanism Germany, the Netherlands, Austria and Sweden also get rebates, which the commission plans to phase out in five years as Brexit scraps the rationale for the original rebate.

This is unacceptable to the Netherlands, as it fears its budget contribution will be disproportionate to its size. Yet France, for instance, is arguing that rebates should be cut fully, as with Brexit there is no reason any longer for their existence.