Mi capita spesso di seguire, al mattino, mentre sono a casa e faccio colazione e sistemo altre cosette di lavoro, di accendere la tv e di sintonizzarla sul canale 83, che è canale Italia. Il programma , che se non erro si chiama Notizie Oggi, è condotto ogni giorno da un conduttore diverso: da Vito Monaco a Paola Natali. Ed è quest'ultima che non reggo, seppure mi fa sorridere il suo modo di fare ... male.Mi sembra commetta un grosso errore: non si pone domande e non accetta osservazioni. Intendo dire che sul Covid, tema caldo e ricorrente, Paola Natali ha preso posizione netta essendo a favore di mascherine, distanziamento, chiusura, oltre ad aver stabilito , ad esempio, che i morti di Bergamo , quelli della "parata di camion militari con bare", sono morti di Covid : proprio oggi a chi le faceva notare che non sono state effettuate autopsie , sottintendendo che non si può quindi determinare la causa di morte, Lei si è limitata a dire se "costui è un medico o un biologo o un virologo. Cioè non le è passato nemmeno nell'anticamera del cervello, di chiedersi o di interrogarsi, ma ha aggiunto che lei conosceva diverse di quelle persone e che sono morte per Covid 19: e se anche fosse come dice lei, non si è interrogata o informata, perché il Covid può essere curato, e nel caso di Bergamo e in tanti altri casi, è la cura, la terapia, il modo di affrontare il Covid che ha portato le persone a morire, e oltretutto in modo barbaro. Il protocollo cui sono dovuti sottostare i medici era sbagliato. Quanto a quercitina plasma o altri rimedi, anche in questi casi: te lo sei mai chiesta Paola Natali, oppure non ti interessa solo perché chi te lo fa presente è un modesto e ignorante(non è laureato neppure in "lettere") telespettatore? Perché come sanno anche i sassi, e credo pure Eraclito, il fatto che una domanda o un'osservazione mi venga rivolta da uno zoticone, non è che renda questa "una cosa non vera , trascurabile o neanche degna di essere ascoltata". Il punto è che forse, Paola Natali, certe cose non se le vuole sentir dire, non le vuole ascoltare anche forse perché non le interessano. E' un peccato che io , come tanti altri, non abbia né usi Facebook e che non sappia quale sia la sua mail: perché le avrei scritto, grosso modo, quello che sto per postare ora. Ricordo ancora la questione , mesi fa, sulle mascherine: non ha , a memoria mia, fatto sentire anche chi sostiene che queste siano inutili e dannose. Mi fermo qui e spero che, almeno su altri temi Paola Natali si informi meglio e approfondisca. Ma ho i miei dubbi,dato che chi nasce tondo non muore quadro.
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domenica 6 settembre 2020
mercoledì 6 dicembre 2017
Certi documentari fanno venire tristezza
Mi capita ogni tanto, quando non c'è qualcosa in tv che "mi vada ad hoc", di sintonizzarmi su Marco Polo: e ogni volta aspetto di vedere, curioso come sono, qualcosa che mi dica "in che cavolo di anno è stato girato il documentario". E se il luogo del documentario, di per se stesso, appare interessante,e penso sopratutto a quanto girato in Italia, poi quando capisco che è girato magari a inizio secolo, mi stringe il cuore: perché so che quei luoghi non sono più così. Mi riferisco a due città , Bergamo e Ferrara, che purtroppo ho potuto vedere come sono oggi: e l'ho visto nei reportage di "dalla vostra parte". Per avere idea e se non ci si vuole sintonizzare al canale 222, è anche possibile vedere sui canali 8 oppure 9, qualcosa di Alessandro Borghese o di Antonino Cannavacciuolo: in questo caso potete vedere, nel caso di Borghese ad esempio Trieste o proprio Ferrara o se preferite Milano. Considerate che alcuni di questi episodi dei 4 ristoranti, sono stati ripresi prima degli sbarchi a go go dei migranti. Il che la dice lunga: su quelli invece più statici dei documentari di Marco Polo, lì potete vedere delle città in apparenza tranquille, o almeno allora erano così. Ho visto qualcosa che dovrebbe essere stata girata forse 20 anni fa: il traffico auto era, rispetto ad oggi, ben più sostenibile, le bancarelle laddove erano presenti, non erano piene di chincaglieria cinese ma ,sopratutto, non erano gestite da immigrati. Da aggiungere che capisco bene che ,documentari a parte, nel caso delle trasmissioni "degli Chef", essendo fiction potrebbe darsi che il luogo sia preparato ad arte, sgombro di auto. Tuttavia sia i documentari legati alle città e ai luoghi italiani, sia ciò che ,almeno io, percepisco da quella che credo possa essere la realtà dei luoghi legati "ai 4 ristoranti" (senza voler scomodare "grasso ma non troppo",sempre sul canale 222) che le cose "sono cambiate, e di molto". Aggiungo e concludo, che se andiamo a vedere i diari dalle città di mare o quelli delle megalopoli, non è che possiamo fare salti di gioia: in alcuni casi sembra quasi un invito a "non andare a vederle" oppure "vederle e tornarsene a casa".
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lunedì 9 dicembre 2013
Sentinelle in Piedi aggredite a Bergamo
Dalle parole si passa ai fatti. La legge
sull’omofobia non è ancora stata approvata e già abbiamo potuto
assistere a numerosi i casi di aggressione verbale e mediatica nei
confronti di chi chiede la libertà di poter affermare, senza
discriminare nessuno, che la famiglia è quella composta da un uomo e una
donna.
Ma mai fino ad ora si era passato ai fatti: vegliare in difesa della libertà di espressione può ora portare persino a rischiare seriamente la propria incolumità. Succede a Bergamo, dove una veglia pacifica e silenziosa delle “Sentinelle in piedi” a favore della libertà di espressione e contro il ddl Scalfarotto è stata aggredita da un gruppo di ragazzi dei centri sociali: solo il pronto intervento della polizia è riuscito a evitare il pestaggio.
Ma mai fino ad ora si era passato ai fatti: vegliare in difesa della libertà di espressione può ora portare persino a rischiare seriamente la propria incolumità. Succede a Bergamo, dove una veglia pacifica e silenziosa delle “Sentinelle in piedi” a favore della libertà di espressione e contro il ddl Scalfarotto è stata aggredita da un gruppo di ragazzi dei centri sociali: solo il pronto intervento della polizia è riuscito a evitare il pestaggio.
mercoledì 24 aprile 2013
Ti fermi per 60 secondi davanti al Palazzo delle Istituzioni? Scatta l’allarme
A Bergamo è stato introdotto un sistema di videosorveglianza
che è composto da 10 telecamere, con inquadratura fissa, che azionano
un allarme, a seguito della rilevazione dell'impegno prolungato
dell'area virtuale contrassegnata da un'immaginaria linea di
interdizione". In particolare, il sistema si attiva in caso di impegno e
permanenza prolungata da parte di un soggetto, per oltre 30 secondi, nell'area adiacente i siti monumentali, e per oltre 60 secondi, per quella in prossimità delle sedi istituzionali.
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