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domenica 24 marzo 2019

Italia. Reddito lavoro dipendente ed autonomo per provincia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-24.

2019-03-25__Reddito__01

True Number ha pubblicato un interessante report: Reddito per provincia, ecco com’è cambiato con la ripresa.

«Il grafico sopra mostra com’è variato il reddito da lavoro dipendente tra il 2012 e il 2016 nelle province italiane …. a Prato è aumentato dell’11,38% in 4 anni»

giovedì 5 luglio 2018

Il conteggio

C'è un conteggio , che ho indicato come elemento su cui , purtroppo, si può fare forza: è quello delle vittime dell'economicidio. E' di ieri , credo, la morte di un disoccupato, 52 enne, che si era dato fuoco: il fatto, se non erro, è avvenuto in Sicilia. E anche se non sono morti, ieri sono stati sfrattati*, qui nel cagliaritano, una coppia over 50 con dei figli: è stato alle 5 e mezza del mattino che, con un ariete, hanno sfondato la porta. E sono certo che cose del genere non vengono fatte nei palazzi di Milano o Torino ad esempio, dove è pieno di appartamenti occupati da abusivi, o in case occupate in assenza del proprietario o affittuario: lì non si può andare a sfondare i portoni, perché ci sono gang ben organizzate, per non parlare di pseudo associazioni in difesa dei senza casa. Quando mi hanno buttato fuori di casa, a me è successo dopo le undici del mattino, non c'erano comitati in mia difesa, così come ho visto un apparato anti guerriglia sia nel caso dell'imprenditore brianzolo, sia quando una famiglia di contadini, nella zona di Villamassargia , si è vista volare sopra la testa elicotteri, neanche fossimo in Apocalypse Now. Che io sappia, e concludo, l'elenco che ho invitato ha stilare, non è stato stilato, e quindi non sappiamo se siamo fermi a 800 suicidi accertati, a partire se non ricordo male dal 2015: quindi, a occhio e croce, oltre 250 morti ogni anno. 

* Gli effetti di uno sfratto esecutivo, con tanto di forze dell'ordine e ambulanza, che effetti può avere sulle persone che lo subiscono? Ne so qualcosa, ma preferisco che lo si immagini, piuttosto che augurarvi di viverlo o di raccontarvelo.

domenica 1 aprile 2018

Zitti zitti ... Nonostante le ridicole smentite di Rigotti e il vergognoso plauso di Pigliaru: stanno svuotando Olbia e la Sardegna

“ Altri trenta tecnici di Meridiana di base a Olbia verranno deportati entro il mese prossimo a Malpensa. Continua inesorabile l'opera di svuotamento di Olbia e della Sardegna da parte di un management palesemente anti Sardegna. La decisione è stata già comunicata ai sindacati nel corso di un vertice con l'azienda per cercare di capire la concretezza del piano industriale che ha decretato la morte di Meridiana a favore di Air Italy. Il primo atto è quello del trasferimento senza troppi preamboli di 30 tecnici da Olbia a Malpensa. Un atto unilaterale che conferma lo smaltellamento della base di Olbia, sempre più marginale nei piani di Air Italy.
Nonostante le ridicole smentite e le complicità della regione su questa vicenda si registrano sempre di più fatti che confermano la mia denuncia di 5 mesi fa. A novembre dello scorso anno denunciai, con il silenzio complice di molti, che Meridiana sarebbe stata svuotata e che Olbia e la Sardegna sarebbero rimaste solo un contenitore marginale e periferico. Si levarono smentite ridicole e cialtronesche di pseudo manager e la stessa giunta regionale balbettò qualche silenziosa parola di non preoccupazione. Il risultato reale si tocca con mano in queste ore: a conferma di quanto avevo già denunciato 5 mesi fa il management ha deciso che trenta lavoratori verranno sdradicati da Olbia e spediti nel nord italia. E' il primo concreto dell'opera di deportazione e svuotamento di Olbia sempre meno base operativa e sempre più marginale nei piani di questi signori. La regione tace e queste azioni vengono tenute segrete, o sfacciatamente smentite per non disturbare i manovratori. Con questi atti si sta smontando una potenziale miniera per lo sviluppo turistico e pseudo politica e governo esultano o tacciono. I lavoratori costretti a lasciare la propria terra e mollare tutto per inseguire le nefaste dinamiche di chi persegue interessi distinti e distanti dalla Sardegna. E ancora una volta il silenzio regna sovrano da parte di certa politica complice di questo ennesimo misfatto ai danni della Sardegna".
Lo ha denunciato poco fa il leader di Unidos Mauro Pili contestando duramente un piano industriale che cancella sostanzialmente la Sardegna. Pili cinque mesi fa aveva denunciato quello che stava accadendo nella compagnia aerea e il presidente della compagnia aveva smentito ciò che, invece, è stato confermato dai fatti.
"Un piano industriale che parla di investimenti e occupazione solo con riferimento a Malpensa e conferma solo nominalmente Olbia come quartiere generale. Un contentino per gli stolti che si lasciano ingannare da affermazioni destituite di ogni contenuto visto che anche gli stolti capiscono che se tutti gli aerei e tutto il personale saranno a Malpensa difficilmente il quartier generale possa essere a 600 km di distanza. Per quanto mi riguarda – conclude Pili - ribadisco un concetto: la Sardegna aveva e ha tutti i numeri per restare hub internazionale. Il Ministro dei trasporti che si conferma nemico giurato della Sardegna ha lavorato in senso opposto con la complicità di Pigliaru e compagni provocando la gioia del sindaco di Milano. Tutto questo è uno scippo gravissimo ai danni della Sardegna che va denunciato senza se e senza ma. Il resto è complicità a buon mercato”.
http://www.unidos.io/pili-air-italy-30-lavoratori-meridiana-deportati-in-lombardia/

mercoledì 6 dicembre 2017

Certi documentari fanno venire tristezza

Mi capita ogni tanto, quando non c'è qualcosa in tv che "mi vada ad hoc", di sintonizzarmi su Marco Polo: e ogni volta aspetto di vedere, curioso come sono, qualcosa che mi dica "in che cavolo di anno è stato girato il documentario". E se il luogo del documentario, di per se stesso, appare interessante,e penso sopratutto a quanto girato in Italia, poi quando capisco che è girato magari a inizio secolo, mi stringe il cuore: perché so che quei luoghi non sono più così. Mi riferisco a due città , Bergamo e Ferrara, che purtroppo ho potuto vedere come sono oggi: e l'ho visto nei reportage di "dalla vostra parte". Per avere idea e se non ci si vuole sintonizzare al canale 222, è anche possibile vedere sui canali 8 oppure 9, qualcosa di Alessandro Borghese o di Antonino Cannavacciuolo: in questo caso potete vedere, nel caso di Borghese ad esempio Trieste o proprio Ferrara o se preferite Milano. Considerate che alcuni di questi episodi dei 4 ristoranti, sono stati ripresi prima degli sbarchi a go go dei migranti. Il che la dice lunga: su quelli invece più statici dei documentari di Marco Polo, lì potete vedere delle città in apparenza tranquille, o almeno allora erano così. Ho visto qualcosa che dovrebbe essere stata girata forse 20 anni fa: il traffico auto era, rispetto ad oggi, ben più sostenibile, le bancarelle laddove erano presenti, non erano piene di chincaglieria cinese ma ,sopratutto, non erano gestite da immigrati. Da aggiungere che capisco bene che ,documentari a parte, nel caso delle trasmissioni "degli Chef", essendo fiction potrebbe darsi che il luogo sia preparato ad arte, sgombro di auto. Tuttavia sia i documentari legati alle città e ai luoghi italiani, sia ciò che ,almeno io, percepisco da quella che credo possa essere la realtà dei luoghi legati "ai 4 ristoranti" (senza voler scomodare "grasso ma non troppo",sempre sul canale 222) che le cose "sono cambiate, e di molto". Aggiungo e concludo, che se andiamo a vedere i diari dalle città di mare o quelli delle megalopoli, non è che possiamo fare salti di gioia: in alcuni casi sembra quasi un invito a "non andare a vederle" oppure "vederle e tornarsene a casa".  

mercoledì 8 novembre 2017

Per evitare di discutere e pensare ... basta vietare ! Peccato , per loro ,che non basti

Pluralismo a senso unico. E il Comune di Milano censura il libro di Allam

"Tesi troppo nette". Negata la sala per la presentazione di Maometto e il suo Allah

Pluralismo a senso unico. Garantito, ma se sei di sinistra e dici cose «giuste». Le convinzioni di Magdi Cristiano Allam? «Inopportune» dal Comune di Milano, e per questo Palazzo Marino ha negato una sala alla presentazione di «Maometto il suo Allah», il libro del giornalista e scrittore.
È sempre la stessa storia: tutte le idee sono uguali, ma alcune sono «più uguali» delle altre. Almeno così pare, vedendo la decisione dei dirigenti della biblioteca comunale di Villa Litta, che - dopo aver traccheggiato con qualche impedimenta alla Azzeccagarbugli alla fine hanno detto «no». Altro che disponibilità, altro che personale. Dopo aver consultato la dirigente di Area del Comune, è stato il responsabile della biblioteca di Affori che si è preso la briga di spiegare in due mail che «libri che sostengono tesi così nette ma anche così discusse e contestate da altri studiosi e critici» hanno bisogno «di essere messe a confronto in un contraddittorio». La risposta ha lasciato di stucco i promotori dell'evento, primo fra tutti Enrico Turato, capogruppo di FdI e presidente di commissione Turismo. Il 43enne consigliere circoscrizionale, dopo aver letto il libro, aveva sentito il desiderio di farlo conoscere anche ai suoi concittadini e si è fatto avanti per ottenere una sede adeguata e capiente, come è il salone appena restaurato: «Volevo organizzare questa presentazione - spiega Turato - perché il libro tratta di argomenti molto attuali, come lo Ius soli, e problematiche legate al terrorismo islamico che ha funestato l'Europa negli ultimi anni. Sono molto convinto di questa iniziativa, perché può fornire elementi di informazione con una personalità autorevole. Mi sembrava giusto informare i cittadini milanesi ed essendo un libro, quale luogo migliore della biblioteca?».
Alle porte di Milano, domenica, il centro islamico di Sesto San Giovanni organizzerà una conferenza sulla Sharia. Il sindaco si è opposto ma il Pd ha difeso la «piena libertà di organizzare iniziative culturali». Le idee devono circolare dunque, ma a senso unico. «Il direttore - racconta ancora Turato - prima mi ha detto che era necessario verificare la presenza di personale e la turnistica, poi è emersa l'altra motivazione: le idee espresse sarebbero tali da non consentire la presentazione se non con un contraltare». Un evento di partito per definizione non prevede contraddittori, ma il gruppetto dei promotori si era mostrato disponibile pensando a un moderatore. «Ma alla fine hanno detto no. Io lo reputo grave e dico che ci sono stati episodi recenti, mi riferisco alle scuole, che fanno pensare a un pluralismo che c'è solo se parlano loro». Turato si riferisce ai tre esponenti del Pd invitati a parlare senza contraddittorio alle Medie. In un caso si è trattato di cittadinanza e di Ius soli, nell'altro del tema donne nell'islam, ed era stata chiamata una consigliera del Pd, la musulmana Sumaya Abdel Qader, indicandola come «scrittrice» (nel 2008 ha scritto «Porto il velo, adoro i Queen»). La contraddizione stride. «La prendo come una censura del Comune - conclude Turato - il dipendente non ha colpe, gli è stato detto dall'alto». Alla fine l'organizzazione è stata spostata, sempre il 28 alle 21, ma in una sala a pagamento. Lo staff di Allam, che fissa appuntamenti simili con cadenza praticamente quotidiana, ha già sperimentato accoglienze ostili. A Bologna, 20 giorni fa, la contestazione dei centri sociali: «Persone che si riempiono la bocca con la retorica dell'antifascismo e poi impediscono la libera presentazione di un libro» spiega la portavoce di Allam Marialuisa Bonomo. Per vicende simili, ad Arba (Pordenone), martedì, gli amici di Allam dovranno accontentarsi di un brindisi in piazza e poi spostarsi in un Comune vicino per parlare del libro. Ma a Milano il «no» colpisce ancor di più se si pensa che la storica Arena civica è stata concessa nel 2013 per il Ramadan omaggiato da un ignaro assessore e presieduto da un imam che in un'intervista aveva esaltato le azioni kamikaze dei bambini.
fonte http://www.ilgiornale.it/news/politica/pluralismo-senso-unico-e-comune-milano-censura-libro-allam-1461106.html
Vai avanti Allam e informaci .

mercoledì 1 febbraio 2017

Ci risiamo

Ci risiamo. Ieri sera ho resistito poco o nulla nel guardare e ascoltare le sviolinate di Greco alla Gabanelli, e non so se quest'ultima sia ritornata sul tema della condanna dell'uso dei contanti.
In compenso ha detto una cosa che mi ha fatto incazzare: come sapete sul tema immigrazione penso che , se vieni in Italia e vuoi diventare cittadino italiano è un conto; e devi venire sapendo che dovrai conoscere o imparare e rispettare le nostre tradizioni e non imporre le tue; né dovrai venire qui per poi effettuare ricongiungimenti familiari; né dovrai spedire all'estero cifre esagerate ma dovrai contribuire allo sviluppo economico e sociale della tua nuova patria, socializzando e non creando muri culturali.
Mi fermo per non entrare in dettagli stile Usa, come le pene che ci sono o ci saranno per chi delinque nei primi anni o è recidivo.
Tornando alla Gabanelli, non mi aspettavo certo che parlasse dei suoi rapporti con Paolo Barnard: si è invece espressa ,dopo una clip in cui dei romani si lamentavano della presenza dei migranti, del fatto che si pensasse solo a loro, e che i romani dovessero restare senza casa dato che gli immigrati erano,di fatto, privilegiati nelle assegnazioni delle case popolari.
E si è espressa, la Gabanelli, dopo aver visto la clip, criticando il comitato di cittadini romani, e ricordando che a Milano, c'è stato un incontro con gli abitanti* spiegando che i migranti sarebbero stati alloggiati in una ex caserma (se non ricordo male) e che , teoricamente, ci sarebbero  stati dei posti di lavoro nella coop (o almeno così ho capito): ovviamente i milanesi hanno accettato la cosa.
Sempre la Gabanelli, ripete il solito mantra dell'inserimento, della formazione e via dicendo: non ha detto ,e ci mancherebbe altro, che lo Stato deve, non dovrebbe, ma deve pensare prima agli italiani; che ieri stesso il sindaco o chi per lei, a Roma, sarebbe dovuta andare da chi protestava dicendo che le case ci sono e che verranno assegnate prima agli italiani; e che i posti di lavoro, sono prima per gli italiani e poi per gli altri, anche se fossero cittadini dell'Ue (come vuole fare la sinistra in Austria e come fanno,a memoria mia, anche altre nazioni nel mondo). O no?
Ma certo che gli amici di Rai 3 sanno bene come rigirare la frittata: del resto non hanno 200 o 500 euro di stipendio una tantum. 


* cioè: non hanno parlato con i milanesi senza casa, con le persone cui è stata occupata la casa, le persone sfrattate per morosità: ma con quelle che una casa ce l'hanno e che abitano vicino a dove dovranno andare i migranti.

domenica 31 maggio 2015

Ancora sui distruttori menefreghisti

Come scritto anche nel post precedente, ci sono persone che occorre definire per ciò che sono: distruttori.
Distruttori di posti di lavoro altrui, allorché mobilieri che si consorziano, con la scusa di offrire servizi per i clienti e gli studi di progettazione, ma fanno fuori in un colpo solo agenti di commercio.
Ma c'è anche l'altra scusa, ovvero il voler limitare e contrastare lo strapotere della GDO, comprese la solita Ikea o Conforama ad esempio: peccato che i prezzi che si possono praticare, su articoli di eguale fascia di mercato, cioè bassa, siano uguali o anche inferiori e, cosa da non sottovalutare si possono offrire servizi aggiuntivi di rilievo compresi nel prezzo (trasporto, montaggio e progettazione).
A questo punto non si può dire che si vogliono abbassare i costi per dare qualcosa in più ai clienti ,(altra perla: linee di prodotti, articoli, pezzi unici), perché i prezzi bassi si possono già praticare da oggi,anzi dapprima chi voleva restare a competere sulla fascia bassa, sui prodotti furbi (con linee accattivanti ma i cui contenuti lasciano ,in molti casi, a desiderare), poteva farlo e senza eliminare il presunto costo dei rappresentanti.
Dulcis in fundo: non è vero che così creano o hanno creato posti di lavoro, anzi ne hanno eliminato.
Piccola dimenticanza: alcuni mobilieri se la prendono con le grandi aziende, ma scordano quando un agente di commercio che propone articoli nuovi o diversi, ma che non avendo l'ombrello o l'insegna del nome blasonato , della griffa, non hanno appeal ,e quindi non vengono presi in considerazione.
Il loro trucco, se così lo si può definire, è il sito on line, il solito e ormai stancante outlet (cui non dovrebbe credere più nessuno, visto che proprio chi sul mobile gioca sulla personalizzazione , sa che alcune realizzazioni sono pezzi unici e ,a seconda dell'azienda non esistono fondi di magazzino o fuori produzione!) , le riviste in stile postal market o vestro o Ikea, ma che ormai sia Semeraro o altri, realizzano a tutte le latitudini.
Ergo di nuovo non c'è niente, siamo alla scoperta dell'acqua calda.
Peccato che costoro da un lato se la prendono con le aziende di nome, quando queste servono gli architetti o chiunque debba arredare una casa o un albergo o una nave, e dall'altra vogliono diventare riferimento per progettisti: o si incazzano quando un'azienda apre un proprio negozio in zona frequentata a Milano o Roma, ma poi sono gli stessi che premono per poter acquistare proprio i prodotti di quella stessa azienda.
Un discorso che potrei continuare ma che voglio concludere, per ora, parlando ancora di appalti: perché centralizzarli con le solite Consip o similari?
Come si può pretendere di avere gli stessi prezzi dovunque? Vorrebbe dire che dovrebbero esserci solo alcuni fornitori e solo quelli: ecco io non ci sto e farò il possibile per insinuare dubbi su questo modo di decidere chi può o non può diventare fornitore dello stato.
Del resto ci sono altri modi per sapere se una sedia o una lampada hanno un costo sproporzionato: sarebbe come dire che 250mila euro per un'auto siano uno sproposito .
Eppure una Bentley costa così tanto, meno di una Pagani che ne costa 800mila ma ben di più di una Clio o di una serie 3: allora, come la mettiamo? 

venerdì 8 febbraio 2013

il lupo dei cieli : questo mi fa ancora pensare adesso

Aprile 2010. Come non ricordare l’intensità dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull, le cui ceneri hanno paralizzato i cieli europei? E come non pensare , però , che secondo altri esperti, il pericolo è stato sopravvalutato e gli effetti, le conseguenze, i provvedimenti, hanno danneggiato economicamente l'Europa? In primis, visto che ero a Milano, ho toccato con mano un notevole calo di visitatori al Salone del Mobile, ma sono dovuto rientrare in Sardegna, in nave e con un giorno di ritardo e in maniera avventurosa. Mi fa rabbia chi esagera ma sopratutto mi incazzo allorché gli effetti, dell'esagerazione, ricadono sul prossimo: e non si tratta di cautelarsi e quindi, che so, dare a tutti il codice rosso o ,come piace tanto dire in tv "lanciare l'allerta meteo" o comunicare che la giornata è da bollino colorato. Parliamoci chiaro: ci hanno o se preferite mi hanno preso e mi considerano, evidentemente, un coglione, una persona che puoi prendere per il culo e, di fatto, obbligarla ,in modo subdolo talvolta e suadente talaltra, ad agire non in maniera autonoma, ma sempre condizionata.