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domenica 24 marzo 2019

Italia. Reddito lavoro dipendente ed autonomo per provincia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-24.

2019-03-25__Reddito__01

True Number ha pubblicato un interessante report: Reddito per provincia, ecco com’è cambiato con la ripresa.

«Il grafico sopra mostra com’è variato il reddito da lavoro dipendente tra il 2012 e il 2016 nelle province italiane …. a Prato è aumentato dell’11,38% in 4 anni»

venerdì 16 marzo 2018

Fine dell'ubriacatura

Se pensate che , a causa dell'elezioni o perché non c'è ancora un nuovo governo*, sfratti o pignoramenti o fallimenti si siano interrotti, ebbene vi confermo che non è così. Sì, lo so che lo sapevate perché sia voi che io non viviamo sulla Luna, e non è che ci hanno allargato o concesso il fido, semmai ci stanno allargando altro e a dismisura. Purtroppo però è opportuno dire ribadire e confermare che c'è gente , i politici eletti e la cui elezione deve essere confermata, che pare non si interessino più dei problemi di cui sopra. Veniamo a sapere di cittadini italiani sfrattati ma non di cittadini occupanti buttati fuori dalle case occupate. Non si sa se i funzionari e le imprese che dovrebbero assegnare e sistemare o anche acquisire le case per i cittadini, venendo meno al loro lavoro, cioè non svolgendolo o svolgendolo male vengono presi a calci in culo e cacciati via, o sostituiti o comunque trasferiti in altri uffici e con divieto di svolgere mansioni simili o collegate con il compito precedente. In più abbiamo il Padoan che si vanta di aver fatto crescere l'Italia: vorrei solo ricordare di quando, prima del 2008, ci fossero aziende che non andavano male, anzi , vendevano pure e bene ma all'estero. E se anche non c'era ancora il mito dell'Intelligenza Artificiale applicata, posso ancora una volta ricordare di aver visto, già negli anni 80 fabbriche dove l'intervento dell'uomo era ridotto , sia come numero di persone e sia in maniera pratica: certo c'era da programmare, e si facevano i corsi sia di base che di aggiornamento, e i macchinari andavano aggiornati e tenuti efficienti, come è giusto che lo sia un qualsiasi trapano. Una sorta di messa a punto. In più ho visto, già a inizio anni 90, fabbriche che in effetti erano dei magazzini: allora c'era il fax e i primi pc ricevano la posta elettronica, e i pezzi posizionati e presi in maniera logica, formavano il bancale o pallet etichettato e pronto in uscita, e tutto automatizzato. Ecco queste aziende, allora come oggi, vendono ma danno lavoro a poche persone, e con stipendi non elevati, e qui in Italia vengono lasciati e spesi pochi soldi. Questo per dire che un conto è il commercio estero che è vivo e sta bene: un'altra cosa è il commercio al minuto, che invece stenta a rinascere. Sta in piedi, e come sappiamo, la GDO, quella dei discount e delle città mercato, dei Conad e dell'Auchan per intenderci. Quindi quando vedrò i negozi riaprire, allora vorrà dire che la nazione sta meglio e sta rinascendo: ma per delle aziende che vendono all'estero ci sono migliaia di serrande abbassate e gente a spasso, gente che non viene ospitata in hotel e che non riceve oboli o paghette e non può passare il tempo in piscina o nei campi di calcio. 

lunedì 3 settembre 2012

La recessione uccide la classe media

Gli statunitensi sono tormentati da quella che chiamano la “jobless recovery”, la ripresa senza occupazione. La cosa interessante è che questa non riguarda solo questa ultima ripresa, fiacca: sono le ultime recessioni ad aver creato uno iato con le riprese precedenti. L’ultima ripresa “normale” fu quella del 1982. Vedete qui sotto la differenza tra quell’anno e questa ultima, dove i mesi della recessione sono in rosso, con dati tratti da un importante lavoro uscito pochi giorni fa, scritto da Jaimovich e Siu, due ricercatori del continente americano. Spicca nel secondo grafico la mancanza di ripresa di occupazione dopo i mesi della recessione.