La Memoria divide, la Storia aiuta a capire. Sono parole di Alessandro Barbero, storico e accademico di rara bravura. Ed è effettivamente così. La Memoria, ormai completamente identificata con un solo evento relativamente recente, come la Shoah, è divenuta un pezzo di ideologia con la quale garantirsi l’impunità dei delitti. Gli ebrei sono stati perseguitati per secoli in tutto il mondo e sono stati falcidiati sotto il regime nazista. Questo popolo martoriato e disperso ci ha messo pochi anni a trasformarsi da vittima in carnefice di
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venerdì 8 novembre 2019
La Memoria è un trucco
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giovedì 4 luglio 2019
Il paese "di chi so io"
Mi riallaccio al passato quando, una quindicina di anni fa, nel mio blog raccontavo, come vivessi quotidianamente la mia condizione di fallito: ci scrivevo tutto quello che mi succedeva, con l'unica eccezione del nome reale dei protagonisti, e altri dettagli che potevano permettere di individuare i protagonisti. Era un periodo in cui si parlava, pressoché
domenica 29 aprile 2018
Fatti che , anche e non solo, in occasione del 25 aprile si vogliono minimizzare e dimenticare o direttamente negare!

l'unico che ricorda lo sfregio di quasi 50mila donne uomini vecchi e bambini,permesso anzi concesso dagli alleati(francesi in primis)alle truppe nord africane è un regista di film porno,Mario Salieri..
Si scagliano ora contro di lui ma la rabbia è contro chi nelle istituzioni non ha mai ricordato questa tragedia immane(di cui anche la gente del luogo ha preferito non parlare per la vergogna!)...perchè non perpretrata dai tedeschi brutti e cattivi ma dagli alleati buoni bravi e liberatori
quindi si possono solo commemorare le stragi naziste(e non quelle dei partigiani italo-slavi delle foibe quasi 10mila italiani infoibati) e non commemorare le stragi degli alleati(oltre ai 120mila morti civili dei bombardamenti alleati sulle principali città italiane)
leggetevi questo articolo per capire cosa fecero sti animali(tunisini ma soprattutto marocchini a cui nessuno ha mai chiesto conto di nulla perchè l'Italia era brutta sporca e cattiva e soprattutto sovranista e fascista).
Frosinone, 8 marzo – E’ notizia di ieri che il regista pornografico Mario Salieri, stia girando un nuovo film con protagonista la pornostar Roberta Gemma. E fino a qui nulla di stano, visto che il ruolo di censori e bacchettoni non spetta a noi, ma di solito è lavoro di altri. La particolarità è che questo film sarà incentrato sulla tragedia delle Marocchinate, dal titolo ‘’La Ciociara’’, come lo storico romanzo di Alberto Moravia (1957) diventato poi film nel 1960 diretto da Vittorio De Sica e con Sophia Loren.
Le Marocchinate
Le ‘Marocchinate’ furono perpetrate dalle truppe Alleate in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Stupri, violenze e saccheggi, messi in atto nei giorni immediatamente successivi lo sfondamento della linea Gustav a Cassino, nel maggio del ’44, quando le truppe marocchine ebbero una sorta di “via libera” da parte dei comandi alleati, consentendo ai Goumier di razziare, rastrellare e infierire sulla popolazione al di là della linea difensiva tedesca, in Ciociaria e in altri luoghi del Basso Lazio. Il generale francese Alphonse Juin diete ai suoi soldati cinquanta ore di “libertà”, durante le quali si verificarono i saccheggi dei paesi e le violenze sulla popolazione. A seguito delle violenze sessuali molte persone furono contagiate da sifilide, gonorrea ed altre malattie a trasmissione sessuale e molte donne rimasero incinte. Il sindaco di Esperia (Frosinone) affermò che nella sua città 700 donne su un totale di 2.500 abitanti furono stuprate, e alcune di esse, in seguito a ciò, morirono. Con l’avanzare degli Alleati lungo la penisola, eventi di questo tipo si verificarono anche altrove: nel Lazio settentrionale e nella Toscana meridionale.
Lo scrittore Norman Lewis, all’epoca ufficiale britannico sul fronte di Montecassino, narrò così gli eventi: “Tutte le donne di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino, e Morolo sono state violentate… A Lenola il 21 maggio hanno stuprato cinquanta donne, e siccome non ce n’erano abbastanza per tutti hanno violentato anche i bambini e i vecchi. I marocchini di solito aggrediscono le donne in due – uno ha un rapporto normale, mentre l’altro la sodomizza”(Norman Lewis nel libro Napoli ’44). Il testo del volantino diffuso tra i soldati alleati recitava così: “Soldati questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete”. Le stime definitive ammonterebbero a circa 50.000 casi su tutto il territorio nazionale, di cui più della metà profuse nei territori del Basso Lazio.
L’indifferenza
La cosa che sorprende, non è il film in se, ma la semplicità con cui il regista lo promuove, ben consapevole di passarla liscia davanti alle istituzioni e ai media. Immaginate un film porno sull’Olocausto? A Mario Salieri non passerebbe mai per la testa ed avrebbe paura anche a fare una semplice battuta al riguardo, visto che in questo modo si consegnerebbe a una spietata gogna mediatica. Non potrebbe essere altrimenti, quando una tragedia come quella delle Marocchinate, è sempre passata in secondo piano, mai studiata nelle scuole e sempre evitata dalle istituzioni nazionali e dai media. Anche in provincia di Frosinone, il territorio più colpito da queste barbarie, le istituzioni da decenni partecipano alle celebrazioni del ricordo dei soldati alleati, goumiers compresi, e non dedicano giornate o eventi al ricordo di questo scempio. Ecco perché, la rabbia, non è tutta per Salieri, che fa il regista pornografico e dal quale nessuno pretende la massima consapevolezza storica, ma è per le istituzioni, professori e giornalisti, sempre pronti a scandalizzarsi e a flagellare la Nazione quando si ricordano altre tragedie, ma silenziosi ed assoggettati quando si dovrebbe ricordare un dramma vissuto dal nostro popolo, come se per portare a termine la cosiddetta ‘’Liberazione’’ fosse stato necessario stuprare migliaia di donne e bambini e saccheggiarne le case.
Dopotutto, il termine scelto nel dopoguerra fu quello di ‘’Marocchinate’’, anche se a dare il via libera allo scempio fu chi portava sigarette e cioccolata, era bianco ed ha gettato le basi delle democrazie occidentali. E già questo spiega tutto sugli scheletri da nascondere. Ci vorrebbero insegnare a chiedere scusa al mondo per essere italiani, di vergognarci della nostra storia, ed a diventare consapevoli del fatto che accadimenti come le Marocchinate, ce li siamo meritati tutti. Ma non è così, perché continuando ad obbligare un popolo a dimenticare e a cancellare la propria storia, di solito si ottiene il contrario, e i tanti giovani ciociari che si stanno pronunciando in queste ore contro il film di Salieri, ne sono la dimostrazione.
Fernando Incitti
fonte http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/la-tragedia-delle-marocchinate-diventa-un-film-porno-nellindifferenza-generale-58901/
https://comedonchisciotte.org/forum-cdc#/discussion/99535/le-marocchinate-di-salieri
riportato da adestil nel forum di comedonchisciotte.org
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mercoledì 25 aprile 2018
Baviera. Dal 1° giugno gli uffici pubblici dovranno esporre la Croce.
Giuseppe Sandro Mela.
2018-04-25.

Frauenkirche. München.
Chi mai se lo sarebbe potuto aspettare un solo anno fa? Chi mai?
Sì, certo, qualcuno c’era, ed i più benevoli dicevano che era un folle visionario. Tacciamo per pudore i commenti velenosi. Gli unici ascoltatori attenti erano stati i grandi investitori.
Adesso il fatto è compito.
«In den Amtsgebäuden der bayerischen Staatsverwaltung werden künftig Kreuze hängen»
Le Croci saranno appese negli edifici pubblici dell’amministrazione statale bavarese.
*
«Ministerpräsident Markus Söder bezeichnete das Kreuz als „Symbol bayerischer Identität und Lebensart“»
Il primo ministro Markus Söder ha descritto la Croce come un “simbolo dell’identità e dello stile di vita bavarese”.
*
«Im Eingangsbereich aller bayerischen Dienstgebäude soll künftig ein Kreuz hängen.»
Una Croce deve essere appesa nella zona di ingresso di tutti gli edifici di stato bavaresi.
*
«„Das Kreuz ist grundlegendes Symbol unserer bayerischen Identität und Lebensart.“»
“La Croce è il simbolo fondamentale della nostra identità e del nostro stile di vita bavarese”.
*
«Im Anschluss an die Kabinettssitzung brachte Söder ein Kreuz im Eingangsbereich der Staatskanzlei an.»
Al termine della riunione del gabinetto, Söder ha collocato una Croce nell’area d’ingresso della Cancelleria di Stato.
*
«ein Kreuz als sichtbares»
Una Croce ben visibile.
*
«ein Kreuz als sichtbares Bekenntnis zu den Grundwerten der Rechts- und Gesellschaftsordnung in Bayern und Deutschland anzubringen.»
Porre una croce ben visibile come impegno tangibile nei confronti dei valori fondamentali dell’ordine giuridico e sociale in Baviera e in Germania.
* * * * * * *
Questo è l’articolo edito da Euronews, testata liberal.
Crosses ordered onto walls of all Bavarian government buildings
«A cross will be hanging in all Bavarian government authority buildings from June 1, following a decision by the state cabinet.
The symbol is meant to signal a Christian cultural identity, according to Bavarian Minister President Markus Söder.
“The cross is not the sign of a religion,” he said after the cabinet meeting.
In order to safeguard against possible lawsuits over breach of neutrality, the cross will not need to be displayed in classrooms or other rooms of public building but only in the foyer. As people will only be passing through entrance areas, it could not be deemed to cause offence, Bavaria’s minister for interior Joachim Herrmann said.
The new law will only apply to state government buildings, although local authorities have also been encouraged to follow suit.
——
Translation: Clear commitment to our Bavarian identity and Christian values. Today Cabinet decided that a cross should be displayed in each state authority building from 1 June. Immediately after the meeting, I hung a cross in the entrance of the State Chancellery
.——
Political manouevering
While Catholic organisations welcomed the move, opposition politicians accused Söder of political point scoring ahead of the local elections in October.
The argument the law was not religiously motivated but cultural did not convince many on Twitter. Users voiced their opposition, some commenting that the law goes against the separation of church and state, and accusing the state’s government of trying to turn back the clock. However, the law did strike the right note with some, who equated the crucifix with the wearing of the Muslim hijab, and the selling of Halal meat
And Twitter being what it is obviously had some comedy comebacks, ripping into the official tweet of Söder brandishing the cross now hanging in the Chancellery.»
* * * * * * *
Sant’Agostino, sommo filosofo e sommo teologo perché di pratico buon senso, aveva coniato due metafore molto significative e suggestive.
La gente – diceva – è come i polli: la mattina fan gran ressa per uscire dal pollaio, ma al tramonto ritornano tutti alla loro cuccia.
A tutti – ripeteva – si deve concedere un periodo di libera uscita, ove folleggino. Poi, alla fine ritornano, se non altro per fame.
*
Orbene.
Adesso che nella dirigenza tedesca inizia ad allignare la paura del futuro – spopolamento per denatalità, islamizzazione forzosa, perdita dell’identità nazionale, “populisti” all’assalto del potere, etc – si rottamano le scale valoriali liberal, così care a Frau Merkel, e si ritorna a stare con i piedi sulla terra.
Sia pur al momento timido inizio, questo è un colpo diretto all’ideologia liberal e socialista. Essa infatti si propone come credo religioso, facendo bandiera di un ateismo positivo, ossia impositivo. I liberal riconoscono l’ateismo come elemento centrale della loro ideologia, dipendendo da esso tutto il loro credo.
Herr Söder prende semplicemente atto del fatto che “Gesellschaftsordnung in Bayern und Deutschland anzubringen“: il popolo tedesco ha un retaggio religioso, storico, culturale e sociale, nonché artistico, che affonda le sue radici nel cristianesimo. Si noti il peso delle parole: sia in Baviera sia in Germania.
Una visione opposta e nemica dell’ideologia liberal.
Adesso vedremo come possa reagire la Bundeskanzlerin Frau Merkel.
Nota.
Il problema tedesco non sono gli immigrati in sé e per sé: sono i liberal che li hanno usati per la distruzione della propria storia.
→ Frankfurter Allgemeine. 2018-04-24. In Bayerns Behörden hängen künftig Kreuze
In den Amtsgebäuden der bayerischen Staatsverwaltung werden künftig Kreuze hängen. Ministerpräsident Markus Söder bezeichnete das Kreuz als „Symbol bayerischer Identität und Lebensart“.
*
Im Eingangsbereich aller bayerischen Dienstgebäude soll künftig ein Kreuz hängen. Ministerpräsident Markus Söder (CSU) sagte am Dienstag in der Kabinettssitzung in München laut einer Mitteilung der Staatskanzlei: „Das Kreuz ist grundlegendes Symbol unserer bayerischen Identität und Lebensart.“
Es stehe für elementare Werte wie Nächstenliebe, Menschenwürde und Toleranz. Im Anschluss an die Kabinettssitzung brachte Söder ein Kreuz im Eingangsbereich der Staatskanzlei an.
Für seine Beschluss änderte der Ministerrat die allgemeine Geschäftsordnung für die Behörden des Freistaats. Im Eingangsbereich eines jeden Dienstgebäudes im Freistaat sei als Ausdruck der geschichtlichen und kulturellen Prägung Bayerns deutlich wahrnehmbar ein Kreuz als sichtbares Bekenntnis zu den Grundwerten der Rechts- und Gesellschaftsordnung in Bayern und Deutschland anzubringen.
Die Verpflichtung gelte ab 1. Juni. Gemeinden, Landkreisen und Bezirken werde empfohlen, entsprechend zu verfahren, heißt es in der Mitteilung.
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venerdì 15 febbraio 2013
ALLA SOFFERENZA DI WOJTILA PREFERISCO RATZINGER
ilfattpqtuotidiano.it
Le diverse conclusioni dei pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI fotografano abbastanza esattamente non solo l'abissale distanza fra due personalità, ma anche il modo di intendere il loro magistero. Wojtyla non ha rinunciato a esibire la propria sofferenza, a farne uno show, in linea con un pontificato spettacolare, mediatico (gli “eventi”, i jet, i grandi viaggi transoceanici, la Papa mobile, i “Papa boys”).
Ratzinger la propria sofferenza ha preferito tenerla per sé. E si è dimesso. Già dai primi giorni sono circolate tesi complottistiche per le quali il Papa sarebbe stato costretto alle dimissioni.
La verità è molto più semplice ed è quella dichiarata dallo stesso Ratzinger: a 86 anni si sentiva vecchio, stanco, inadeguato, gli mancavano le forze per portare il peso del suo altissimo magistero. Scardinando così, tra l'altro, uno dei tanti falsi miti della Modernità per cui l'età non conta e la vecchiaia non esiste. La vecchiaia invece esiste, eccome, per tutti, anche per un Papa. Ratzinger se n’è reso conto e, virilmente, responsabilmente, razionalmente, da buon tedesco, ne ha tratto le conseguenze. Un atto di coraggio e, insieme, di grande umiltà.
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giovedì 12 luglio 2012
I went to the crossroad
è un articolo lungo, se hai sonno o se sei stufo, smetti di leggere e riprendi in un secondo momento.
articolo visto su thesynopticon.blogspot.it (dove trovate una versione breve)e copiato e postato su questo blog:
L' obiezione piu sentita e piu utilizzata nei confronti dei futurologi e di chi talvolta riesce a prevedere il futuro è che "a forza di provare, uno ci prende". Quest' affermazione a rigor di logica sembra proprio non fare alcuna grinza.. d' altronde, giurerei di aver sentito ragionamenti simili fuoriuscire anche dalla bocca di convinti esseri umani razionalisti 100% superstition free
è però risaputo, che questo è il fallace ragionamento che sta dietro a certi sistemi autolesionistici di gioco del lotto, quello in cui si punta sui numeri "ritardatari" che non escono magari da tanto tempo.
La critica probabilistica che viene fatta a questa logica è che ogni numero ha le stesse identiche probabilità di essere pescato ogni qualvolta vi sia un estrazione, pertanto, credere che quando un numero non viene estratto per tanto tempo le probabilità della sua estrazione aumentano.. è semplicemente una superstizione antiquata ed obsoleta.
Ogni quanvolta una persona fa delle previsioni sul futuro, le sue probabilità di successo sono sempre le stesse, non vi è un aumento o una diminuzione delle probabilità data dai suoi precedenti fallimenti, o dai suoi precedenti successi.
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è però risaputo, che questo è il fallace ragionamento che sta dietro a certi sistemi autolesionistici di gioco del lotto, quello in cui si punta sui numeri "ritardatari" che non escono magari da tanto tempo.
La critica probabilistica che viene fatta a questa logica è che ogni numero ha le stesse identiche probabilità di essere pescato ogni qualvolta vi sia un estrazione, pertanto, credere che quando un numero non viene estratto per tanto tempo le probabilità della sua estrazione aumentano.. è semplicemente una superstizione antiquata ed obsoleta.
Ogni quanvolta una persona fa delle previsioni sul futuro, le sue probabilità di successo sono sempre le stesse, non vi è un aumento o una diminuzione delle probabilità data dai suoi precedenti fallimenti, o dai suoi precedenti successi.
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mercoledì 23 maggio 2012
Criticare lo stato? In teoria si può, però
Di sicuro ci ricordiamo che furono presi provvedimenti contro gli insegnanti scolastici che criticarono le riforme introdotte dal ministro Gelmini: tuttavia ciò non fermò e non ha fermato il dibattito sulla scuola, sui tagli, su riforme e cambiamenti da attuare.Non solo: docenti, non docenti e alunni, nonchè genitori e opinionisti, una tantum ritornano sull'argomento scuola in generale per poi affrontare temi specifici.Allora mi chiedo, perchè mai "quelli di Equitalia"
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