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domenica 29 aprile 2018

Fatti che , anche e non solo, in occasione del 25 aprile si vogliono minimizzare e dimenticare o direttamente negare!


l'unico che ricorda lo sfregio di quasi 50mila donne uomini vecchi e bambini,permesso anzi concesso dagli alleati(francesi in primis)alle truppe nord africane è un regista di film porno,Mario Salieri..

Si scagliano ora contro di lui ma la rabbia è contro chi nelle istituzioni non ha mai ricordato questa tragedia immane(di cui anche la gente del luogo ha preferito non parlare per la vergogna!)...perchè non perpretrata dai tedeschi brutti e cattivi ma dagli alleati buoni bravi e liberatori
quindi si possono solo commemorare le stragi naziste(e non quelle dei partigiani italo-slavi delle foibe quasi 10mila italiani infoibati) e non commemorare le stragi degli alleati(oltre ai 120mila morti civili dei bombardamenti alleati sulle principali città italiane)

leggetevi questo articolo per capire cosa fecero sti animali(tunisini ma soprattutto marocchini a cui nessuno ha mai chiesto conto di nulla perchè l'Italia era brutta sporca e cattiva e soprattutto sovranista e fascista).
Frosinone, 8 marzo – E’ notizia di ieri che il regista pornografico Mario Salieri, stia girando un nuovo film con protagonista la pornostar Roberta Gemma. E fino a qui nulla di stano, visto che il ruolo di censori e bacchettoni non spetta a noi, ma di solito è lavoro di altri. La particolarità è che questo film sarà incentrato sulla tragedia delle Marocchinate, dal titolo ‘’La Ciociara’’, come lo storico romanzo di Alberto Moravia (1957) diventato poi film nel 1960 diretto da Vittorio De Sica e con Sophia Loren.
Marocchinate Salieri porno

Le Marocchinate

Le ‘Marocchinate’ furono perpetrate dalle truppe Alleate in Italia durante la Seconda Guerra MondialeStupri, violenze e saccheggi, messi in atto nei giorni immediatamente successivi lo sfondamento della linea Gustav a Cassino, nel maggio del ’44, quando le truppe marocchine ebbero una sorta di “via libera” da parte dei comandi alleati, consentendo ai Goumier di razziare, rastrellare e infierire sulla popolazione al di là della linea difensiva tedesca, in Ciociaria e in altri luoghi del Basso Lazio. Il generale francese Alphonse Juin diete ai suoi soldati cinquanta ore di “libertà”, durante le quali si verificarono i saccheggi dei paesi e le violenze sulla popolazione. A seguito delle violenze sessuali molte persone furono contagiate da sifilide, gonorrea ed altre malattie a trasmissione sessuale e molte donne rimasero incinte. Il sindaco di Esperia (Frosinone) affermò che nella sua città 700 donne su un totale di 2.500 abitanti furono stuprate, e alcune di esse, in seguito a ciò, morirono. Con l’avanzare degli Alleati lungo la penisola, eventi di questo tipo si verificarono anche altrove: nel Lazio settentrionale e nella Toscana meridionale.
Lo scrittore Norman Lewis, all’epoca ufficiale britannico sul fronte di Montecassino, narrò così gli eventi: “Tutte le donne di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino, e Morolo sono state violentate… A Lenola il 21 maggio hanno stuprato cinquanta donne, e siccome non ce n’erano abbastanza per tutti hanno violentato anche i bambini e i vecchi. I marocchini di solito aggrediscono le donne in due – uno ha un rapporto normale, mentre l’altro la sodomizza”(Norman Lewis nel libro Napoli ’44). Il testo del volantino diffuso tra i soldati alleati recitava così: “Soldati questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemicoNessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete”. Le stime definitive ammonterebbero a circa 50.000 casi su tutto il territorio nazionale, di cui più della metà profuse nei territori del Basso Lazio.

L’indifferenza

La cosa che sorprende, non è il film in se, ma la semplicità con cui il regista lo promuove, ben consapevole di passarla liscia davanti alle istituzioni e ai media. Immaginate un film porno sull’Olocausto? A Mario Salieri non passerebbe mai per la testa ed avrebbe paura anche a fare una semplice battuta al riguardo, visto che in questo modo si consegnerebbe a una spietata gogna mediatica. Non potrebbe essere altrimenti, quando una tragedia come quella delle Marocchinateè sempre passata in secondo piano, mai studiata nelle scuole e sempre evitata dalle istituzioni nazionali e dai media. Anche in provincia di Frosinone, il territorio più colpito da queste barbarie, le istituzioni da decenni partecipano alle celebrazioni del ricordo dei soldati alleati, goumiers compresi, e non dedicano giornate o eventi al ricordo di questo scempio. Ecco perché, la rabbia, non è tutta per Salieri, che fa il regista pornografico e dal quale nessuno pretende la massima consapevolezza storica, ma è per le istituzioni, professori e giornalisti, sempre pronti a scandalizzarsi e a flagellare la Nazione quando si ricordano altre tragedie, ma silenziosi ed assoggettati quando si dovrebbe ricordare un dramma vissuto dal nostro popolo, come se per portare a termine la cosiddetta ‘’Liberazione’’ fosse stato necessario stuprare migliaia di donne e bambini e saccheggiarne le case.
Dopotutto, il termine scelto nel dopoguerra fu quello di ‘’Marocchinate’’, anche se a dare il via libera allo scempio fu chi portava sigarette e cioccolata, era bianco ed ha gettato le basi delle democrazie occidentali. E già questo spiega tutto sugli scheletri da nascondere. Ci vorrebbero insegnare a chiedere scusa al mondo per essere italiani, di vergognarci della nostra storia, ed a diventare consapevoli del fatto che accadimenti come le Marocchinate, ce li siamo meritati tutti. Ma non è così, perché continuando ad obbligare un popolo a dimenticare e a cancellare la propria storia, di solito si ottiene il contrario, e i tanti giovani ciociari che si stanno pronunciando in queste ore contro il film di Salieri, ne sono la dimostrazione.
Fernando Incitti
fonte http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/la-tragedia-delle-marocchinate-diventa-un-film-porno-nellindifferenza-generale-58901/
https://comedonchisciotte.org/forum-cdc#/discussion/99535/le-marocchinate-di-salieri
riportato da adestil nel forum di comedonchisciotte.org

venerdì 9 marzo 2018

Oscar 2018, Jimmy Kimmel: “L’uomo perfetto non parla e non ha il pene”

Roma, 8 mar – Anche quest’anno, come di consueto, l’agenda liberal ha monopolizzato l’edizione 2018 dei premi Oscar, offrendoci un vasto assortimento di gemme politicamente corrette. L’argomento principe della kermesse è stato, ovviamente, la lotta alle molestie sessuali, tanto da soppiantare quasi del tutto gli attacchi al presidente Trump – tanto cari all’establishment hollywoodiano – che avevano dominato la scorsa edizione.
Dopo lo scandalo Weinstein appariva obbligata la scelta di destinare la serata alla consacrazione del movimento contro gli abusi #MeToo. Un modo veloce e glitterato per tutti gli interessati di ripulirsi collettivamente la coscienza, dopo aver taciuto per anni su cosa stesse realmente accadendo, e rendendosi conniventi per interessi di varia natura.
Il presentatore Jimmy Kimmel ha esordito spiegando come le donne, dopo aver eliminato le molestie nel mondo dello spettacolo, dovranno averci a che fare “soltanto” in tutti gli altri ambiti di vita. Ha proseguito indicando un’enorme riproduzione della statuetta Oscardefinendola come l’«uomo perfetto»: «Tiene le mani dove le puoi vedere, non dice mai parolacce, e, cosa più importante, non ha un pene. Letteralmente un monumento delle restrizioni!». Castrazione per tutti quindi, e Kimmel prosegue: «Ecco quanto Hollywood brancola nel buio riguardo le donne: abbiamo fatto un film chiamato What Women Want interpretato da un uomo, Mel Gibson!». Nel presentare la pellicola candidata al Miglior Film, La forma dell’acqua, Kimmel ha asserito: «Questo è l’anno in cui gli uomini hanno mandato tutto così a rotoli che le donne hanno iniziato a uscire con i pesci». Eccolo qui, l’ometto spogliato come un verme della propria dignità e messo in mutande sopra un palco a fare ammenda per peccati non ascrivibili alla totalità del genere maschile.
Per la retorica hollywoodiana l’unico maschio eterosessuale buono è quello evirato, o dileggiato, o morto. La narrativa femminista tiene in scacco ogni ambito dell’establishment ma sempre dalla posizione singhiozzante della vittima (a questo proposito si veda il discorso di Frances Dormand dopo aver ricevuto la statuetta dorata), agitando il ricatto morale e la minaccia di ostracizzazione come arma per domare tutti coloro che non si piegano ai soliti diktat.
Cristina Gauri
fonte http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/kimmel-uomo-perfetto-senza-pene-81029/