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venerdì 8 marzo 2019

I castelli turchi costruiti sulle bolle – Oppure un economia fondata sul mattone di sabbia


Suona come un racconto di mille ed una notte, invece parliamo della più grande bolla speculativa dei nostri tempi. Il valore della lira turca in rispetto al dollaro è sceso a metà in meno d’un anno. A gennaio 2018 la Lira valeva ancora 22 centesimi, oggi siamo attorno a lit./0,15€. Standards and Poor’s ha valutato la Turchia come trash investment e i suoi titoli di stato come junk-bond, meno dei Argentina-Bonds ai tempi peggiori. Secondo il presidente turco si tratta di un complotto, l’élite finanziaria ce l’ha con la Turchia e soprattutto con la figura spesso ingombrante del suo capo dello stato, ma è veramente così?

domenica 29 luglio 2018

Germania : i migranti lanciano una "campagna antirazzista" . Fra poco anche da noi?

Un militante antirazzista 25enne, Ali Can, ha lanciato una campagna che coinvolge migliaia di tedeschi immigrati, di prima o seconda generazione: #MeTwo, dove “two” sta per “due culture”.
Sulla scia del movimento Metoo e dopo la polemica sul calciatore tedesco di origine turca Mesut Özil, criticato per essersi fatto immortalare in alcune foto con Recep Tayyip Erdogan, i giovani in questione hanno deciso di postare sui social network le loro storie di matrice razzista nel quotidiano. In poco tempo, l’hashtag è salito in testa alle tendenze di Twitter in Germania. La vicenda ha riaperto il dibattito sull’integrazione nel Paese.
La parola #MeTwo fa riferimento ai due cuori, “uno tedesco e uno turco”, che Özil ha

venerdì 9 marzo 2018

Un vero governo (qualcosa dimenticato e ignorato da tutti, in campagna elettorale...e anche dopo)

Le elezioni appena concluse hanno decretato la vittoria dei 5Stelle al sud e della Lega al Nord. Nella coalizione di centro-destra non va bene F.I., mentre si rafforza il partito della Meloni. Il Pd è crollato ovunque, anche nelle roccaforti d’antan. Leu ha superato di poco la soglia di sbarramento. Le ali estreme, Casapound e Potere al popolo, praticamente non esistono così come lo spauracchio della contrapposizione fascismo/antifascismo, con il quale i media hanno cercato di rinfocolare ataviche quanto immaginarie diatribe (con lo scopo di instradare gli elettori verso i gruppi dell’establishment).
Né i pentastellati né i centrodestri hanno la maggioranza per dare vita ad un esecutivo stabile. Si aprono i giochi per alleanze che consentano agli uni o agli altri di insediarsi a Palazzo Chigi. A Salvini e soci mancano una cinquantina di deputati ed una trentina di senatori per raggiungere l’obiettivo. Ai grillini molti di più. Quest’ultimi però sono il movimento più votato d’Italia e sembrano avere più chance di farcela orientandosi a sinistra. Renzi vuole impedire che ciò accada perché ha intenzione di farsi un partito personale spaccando il Pd. Ma se quest’ultimo entra nel governo nessuno lo seguirebbe più per cui ha mandato in scena le prime dismissioni-non dimissioni della Storia.
In ogni caso, sia Salvini che Di Maio dovranno scendere a patti con qualcuno annacquando le loro promesse elettorali, se non anche la loro visione politica che già non era un granché.
Il vero nodo della questione è questo: il mondo ha di nuovo il coltello tra i denti, trascinato dall’ondata multipolaristica. Cambiano i rapporti di forza globali. La Russia crea missili imbattibili. La Cina incrementa i propri arsenali. Gli americani non hanno mai smesso di spendere in armi e di migliorarle. Altre potenze regionali si comportano minacciosamente e mostrano i muscoli dove possono o dove ritengono di averne diritto. L’Italia ne sta pagando il prezzo, sia dentro che fuori i confini, indebolendosi su tutti i fronti. Basta una minaccia dei mercati per modificare la politica interna o una nave turca per ridimensionare quella estera.
Al cospetto di questi grandi temi che dicono grillini e leghisti? Di Maio è volato a Washington e si è accomodato con qualche trilaterale mentre Salvini non è andato più in là di critiche all’euro, all’Ue e alla Germania, ora divenute pure più “costruttive”. Il resto dei programmi è fuffa su reddito di cittadinanza, Flat tax e altre misure economicistiche ecc. ecc. che possono lenire ma non risolvere problemi che hanno natura soprattutto extra economica.
Come ha scritto invece Alberto Negri: “La Russia, Erdogan, la guerra in Siria, Cipro, Israele, Egitto, la Libia e l’Eni: un minuto per capire la strategia del gas. Le cose in sostanza stanno così. Se il gas russo va da Erdogan in pratica la Russia aggira l’Ucraina e trasferisce una quota della dipendenza europea da Mosca ad Ankara. Il progetto Tap (gas dell’Azerbiajan all’Italia) va avanti ugualmente perché interessa la Turchia anche se fa concorrenza a Mosca. Ma il gas di Cipro e del Mediterraneo orientale scompagina i piani della Turchia di diventare un hub decisivo del gas per l’Europa. Se poi a questo aggiungiamo il gas di Israele e quello dell’Egitto la posizione strategica turca si indebolisce. Peggio ancora se un giorno il gas iraniano passasse dall’Iran all’Iraq fino ai terminali in Siria: è questo uno dei motivi della guerra per procura anti-iraniana contro Assad da parte di Turchia e monarchie del Golfo. E per finire mettiamoci pure l’Algeria e la Libia già collegate da due gasdotti con l’Italia: ed ecco che si capisce bene perché hanno fatto fuori Gheddafi. L’Italia, con Eni, entra in tutti o quasi i progetti citati e questo evidentemente infastidisce diversi attori regionali e non. Nessuno di questi argomenti strategici per l’Italia è minimamente entrato nella campagna elettorale: non sono difficili da capire li ho sintetizzati qui in 18 righe, ovvero un minuto di lettura”.
E non solo di strategia energetica si tratta ma, soprattutto, di ricollocazione geopolitica dell’Italia e dell’Europa in un contesto in profonda trasformazione. Su questo i nostri cosiddetti populisti nulla hanno detto e nulla hanno da dire. Non c’è speranza. Questi signori non hanno capito il vero spirito dei tempi, per questo sono già perdenti e non potranno fare meglio (ma nemmeno peggio, credo) di chi li ha preceduti. Tuttavia, essere meglio di chi li ha preceduti non basterà a risollevare il Paese. Non fare male o fare bene non basta più, qui occorre fare qualcosa di grandioso e innovativo, revisionando il passato per costruire il futuro, guardandosi intorno dove siamo circondati da lupi.
fonte http://www.conflittiestrategie.it/un-vero-governo

giovedì 25 gennaio 2018

Lei può

Giuseppe Sandro Mela.

2018-01-25.

2018-01-25__Merkel_Armi__001

Comme d'habitude, il titolo del Deutsche Welle riporta una mezza verità.

Germany's cabinet approved record-breaking arms exports.

Fatto vero ed incontestabile, ma riportato in modo non completo.

«Germany's current government has approved massive arms exports to countries in conflict areas ... to dictatorships»

Sono due cose totalmente differenti.

I dittatori sanguinari che pagano bene le armi con le quali reggersi al potere sono benefattori dell'umanità, intendendo ovviamente per 'umanità' Frau Merkel, Herr Schulz e loro sodali.

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È anche vero che i tedeschi esportano bare cingolate.

Siria, Leopard 2 decimati dall'ISIS: la Turchia dimentica la Storia e riceve una dura lezione

Erdogan fa la guerra ai curdi con i carri armati venduti dalla Germania: polemica

Focus: i politici tedeschi sono indignati per i carri armati americani in Germania

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«Germany's current government has approved massive arms exports to countries in conflict areas, according to a new report»

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«Angela Merkel's government has approved over €25.1 billion ($30.9 billion) worth of weapons sales since taking power in 2014»

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«This puts the current administration, a coalition of Merkel's center-right Christian Democrats (CDU) and the center-left Social Democrats (SPD), above any other German government in modern history»

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«Ahead of the 2013 coalition agreement, the SPD had pledged to impose strict rules on exporting weapons»

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«it was "unbelievable" that Germany would deliver weapons to dictatorships»

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«The top-ten list also features three Middle Eastern nations involved in the Yemen conflict – Egypt, Saudi Arabia, and the United Arab Emirates»

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Alcune considerazione diventano a questo punto mandatorie.

- Per anni la Germania è andata predicando quanto fosse disetico ed immorale fornire armamenti a paesi in guerra: aveva fatto il sermone a destra e manca, ergendosi a giudice severo morale.

- La Große Koalition aveva più volte fatto approvare al Bundestag mozioni di fuoco contro i venditori di armi, che aveva etichettato con termini alieni all'usuale linguaggio diplomatico.

- Adesso, per raccattare 31 miserabili miliardi di dollari, vende di tutto a paesi belligeranti. E questo sarebbe ancora il meno.

- Vende armamenti a paesi "dictatorships": ossia a regimi dittatoriali che ignorano cosa sia la umana pietas. Ma vendendo loro armamenti, ed in dovizia, altro non fa che sostenere proprio quei regimi dittatoriali che a parole dice di combattere.

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Ma la cosa più scandalosa di tutte è che questa decisione non è stata presa da un governo lecitamente eletto.

Frau Merkel è in regime di prorogatio, ossia per le leggi tedesche potrebbe gestire solo la ordinaria amministrazione: e sicuramente la vendita di tali quantità di armamenti esula di gran lunga dall'ordinaria amministrazione.

Non solo.

Leggi e procedure avrebbero imposto un passaggio parlamentare: mentre invece, quella che il Deutsche Welle pudicamente denomina "current administration" ha deciso in modo autonomo, alla chetichella.

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Nessuno intende usare parole forti e dure senza un adeguato motivo.

Tuttavia questa situazione richiederebbe invero parole dure, durissime.


→ Deutsche Welle. 2018-01-24. Germany's cabinet approved record-breaking arms exports

Germany's current government has approved massive arms exports to countries in conflict areas, according to a new report. The CDU-SPD cabinet also set new records for selling weapons, despite pledges to reduce it.

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Angela Merkel's government has approved over €25.1 billion ($30.9 billion) worth of weapons sales since taking power in 2014.

This puts the current administration, a coalition of Merkel's center-right Christian Democrats (CDU) and the center-left Social Democrats (SPD), above any other German government in modern history, public broadcaster ARD reported on Tuesday.

The most drastic change comes in exports to nations outside EU and NATO – Berlin approved €14.48 billion in arms between 2014 and 2017. This marks a 47 percent increase compared to the 2010-2013 cabinet, which was also run by Merkel.

Ahead of the 2013 coalition agreement, the SPD had pledged to impose strict rules on exporting weapons. The deal also placed the SPD's Sigmar Gabriel at the head of Germany's economy ministry, giving him key oversight of the exports.

Left accuses the cabinet of 'moral decay'

Germany's ARD said their report was based on data provided by the economy ministry, following an inquiry by the Left party. The broadcaster said the data was preliminary and that the numbers could still rise.

"Four years ago, the SPD promised to turn away from export policy that was purely based on economy," Stefan Liebich from the Left party told ARD. "In reality, the floodgates were not closed, but opened even wider."

The Left's parliamentary leader Dietmar Bartsch went a step further on Wednesday, saying it was "unbelievable" that Germany would deliver weapons to dictatorships.

"The numbers that have now been published show that there also a measure of moral decay which I have not thought possible," Bartsch said, describing the exports as a "total failure" of the ruling coalition.

The leftist politician also said Germany's weapons deliveries to Turkey needed to "stop right away."

Germany's Greens also bluntly criticized the government, describing their failure to rein in arms exports as a "statement of bankruptcy."  

The cabinet has been violating its own rules on exporting arms, said the party's foreign policy expert Omid Nouripour, despite Sigmar Gabriel's "sermonizing."

Weapons go to conflict zones

The top importer of German arms is Algeria, which imported €1.36 billion in recent years. The top-ten list also features three Middle Eastern nations involved in the Yemen conflict – Egypt, Saudi Arabia, and the United Arab Emirates.

The report comes at a difficult time for the German government, amid the uproar sparked by photos of German-build tanks deployed by Turkey in Syria. They also cast doubt on the current talks between CDU and SPD on forming then next government, which also include a pledge to "toughen" the rules on arms exports.

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Chissà se e come hanno riportato la notizia di cui sopra, quella delle armi per intenderci,i media che ,soltanto ieri, hanno riportato alcune parole e pensieri che la Merkel ha pronunciato a Davos (per me, Davos, ha l'accento sulla "a": così come si è sempre pronunciato, forse sbagliando). Infatti ieri , la signora Tosta e Dura, ne avrebbe dette di cotte e di crude a Trump: ergo è un'eroina, da portare in trionfo. Peccato che ciò che dice è solo nel suo interesse, e di quello del suo paese e dei paesi "satelliti" della Germania. So bene anch'io, che il Trump non è uno stinco di santo e che fa gli interessi del proprio paese (schiacciando il nostro e l'Europa e chiunque sia di ostacolo ai suoi progetti): siamo solo noi italiani che lecchiamo piedi e parti sporgenti del corpo di questi individui, che poco hanno da invidiare ai dittatori e ai vari Erdogan o a Putin o Maduro, e non sono certo esempi da imitare o da indicare. L'unica cosa buona che fanno, di solito, è fare gli interessi della propria nazione, precisando che trattasi di norma di denaro e favori e potere che va verso gli industriali e verso coloro che poi finanziano campagne elettorali o,come nel caso di Lula in Brasile, regalano appartamenti in cambio di appalti. Purtroppo, come si sa, la culona andava bene quando c'erano le elezioni in Francia, affinché lei parlasse male dei populisti, di chi criticava (allora come oggi) l'Ue e i suoi meccanismi ; così come oggi mettono il naso negli affari nostri, dicendo che ci vuole più Europa. Ci vuole lavoro e vita degna di essere vissuta: tutto ciò che loro, Merkel e Gentiloni o Macron, non possono né vogliono dare. Guarda caso, tutte persone che non hanno messo al mondo eredi: senso della famiglia e del futuro ZERO! 

martedì 18 aprile 2017

Siamo arrivati al limite?

Non credo , almeno se parliamo dell'Italia come pure se riparlassimo della Grecia, nazione su cui tanti di noi, per quanto ne so, puntavano: speravamo, ed è inutile nascondercelo, che i greci facessero il lavoro sporco per noi italiani e per tutti gli europei che si sono sentiti traditi dall'euro.
E voglio ricordare in quell'estate in cui iniziavano le rivolte, di come i vari Zucconi a radio Capital ne prendessero le distanze , in senso negativo verso i greci, ovviamente.
Oggi possiamo ,prendendo esempio da quanto avviene al di fuori dei nostri confini, fare qualcosa per cambiare la nostra realtà. 
Come? Partiamo dalla vicina Turchia, quella che ha il sultano Erdogan.
Ci si lamenta, prendendo per buona la nota dell'Osce, che la votazione per il referendum non è stata pulita, ci sarebbero stati brogli in stile, forse, come quelli per il nostro per scegliere tra monarchia e repubblica, con il medesimo risultato, e cioè quelli sono i dati ufficiali, e la partita è chiusa.
Ma siccome i tempi sono cambiati, ecco che il turco, afferma che non se ne deve né può più parlare e discutere: ed è qui che volevo arrivare.
Quanti di noi sanno di che cosa si può o non si può discutere in Italia? 
Allora mettiamola così: secondo voi , ci sono o no argomenti, temi, di cui è di fatto proibito parlare? E per proibito intendo sia il fatto che non ne sentiate discutere in tv, sia che si senta qualcuno che nei media cerca di argomentare e di portare l'attenzione su un dato problema, sia che la legge lo vieti proprio penalmente.