Ci sono tante persone, diciamo brave persone, che sono capacissime di fornire consigli, pareri, opinioni: ma , all'atto pratico, cioè quando si deve fare, non sono in grado o, nel migliore dei casi si ritirano con le motivazioni più varie. Venendo al sodo, tu io loro, abbiamo bisogno di lavoro. I vari Zucconi e la sinistra italiana, al pari della destra "ricca di famiglia", hanno sostenuto e anche oggi sostengono, che lo Stato non ti deve garantire un tubo, al punto che , e già lo sappiamo, hanno cambiato e vogliono ancora "cambiare e aggiornare" la costituzione. Quindi, morale della favola, se non trovi lavoro e se non stai lavorando, la colpa è la tua: certa destra o pseudo tale, che è costituita da persone che "fanno lavorare gli altri, (anche perché loro non sanno fare un cazzo, e hanno trovato tutto pronto) e vivono all'interno di convegni, congressi, meeting del cazzo, dove appunto si teorizza e quando vai al sodo non c'è ,di fatto niente, ti dice che devi essere flessibile, ti devi aggiornare,devi essere competitivo. Queste persone ,che sono quelle che vanno ai concerti, in vacanza e mangiano in ristorante, non hanno i nostri problemi, e vivono sulle spalle altrui, cioè di quelle persone che devono sempre essere pronte a fare straordinari non retribuiti, svolgere più mansioni che non le competono, e adattarsi in ogni caso alle necessità aziendali. Questo sta avvenendo anche in ambienti statali, e non da oggi, ma da illo tempore, cioè quando i professori e i maestri, portavano le fotocopie pagate da loro per fornirle gratis et amore dei, agli studenti o quando, di tasca propria pagavano le gite per i meno abbienti: oggi sono i professori e i maestri i meno abbienti, o lo stanno divenendo. Per tornare ad altri statali, è sufficiente che un lavoratore svolga un po' del lavoro che dovrà svolgere il nuovo collega...quando ci sarà. o quando qualcuno vincerà un concorso o soltanto quando qualcuno verrà trasferito...: in attesa, viene chiesto, se per caso puoi occupartene tu, tanto è poca cosa...
La pratica, i vari destri e sinistri, che millantano cambiamenti , non la conoscono né saprebbero come concepirla: è gente che non ha mai operato in regime di concorrenza, cioè, e non mi stancherò mai di scriverlo, non si sono mai dovuti procurare il pane da soli. Diversamente saprebbero se e come si chiede e si ottiene un prestito ,senza per questo essere massoni o iscritti al partito. Ma non solo: avrebbero una visione del commercio interno, che non farebbe e non permetterebbe che ci sia un proliferare di centri commerciali, di ipermercati e di supermercati: Auchan a Sassari si ingrandisce, a Cagliari Gieffe/Despar costruirà in zona Poetto.
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lunedì 13 novembre 2017
martedì 18 aprile 2017
Siamo arrivati al limite?
Non credo , almeno se parliamo dell'Italia come pure se riparlassimo della Grecia, nazione su cui tanti di noi, per quanto ne so, puntavano: speravamo, ed è inutile nascondercelo, che i greci facessero il lavoro sporco per noi italiani e per tutti gli europei che si sono sentiti traditi dall'euro.
E voglio ricordare in quell'estate in cui iniziavano le rivolte, di come i vari Zucconi a radio Capital ne prendessero le distanze , in senso negativo verso i greci, ovviamente.
Oggi possiamo ,prendendo esempio da quanto avviene al di fuori dei nostri confini, fare qualcosa per cambiare la nostra realtà.
Come? Partiamo dalla vicina Turchia, quella che ha il sultano Erdogan.
Ci si lamenta, prendendo per buona la nota dell'Osce, che la votazione per il referendum non è stata pulita, ci sarebbero stati brogli in stile, forse, come quelli per il nostro per scegliere tra monarchia e repubblica, con il medesimo risultato, e cioè quelli sono i dati ufficiali, e la partita è chiusa.
Ma siccome i tempi sono cambiati, ecco che il turco, afferma che non se ne deve né può più parlare e discutere: ed è qui che volevo arrivare.
Quanti di noi sanno di che cosa si può o non si può discutere in Italia?
Allora mettiamola così: secondo voi , ci sono o no argomenti, temi, di cui è di fatto proibito parlare? E per proibito intendo sia il fatto che non ne sentiate discutere in tv, sia che si senta qualcuno che nei media cerca di argomentare e di portare l'attenzione su un dato problema, sia che la legge lo vieti proprio penalmente.
E voglio ricordare in quell'estate in cui iniziavano le rivolte, di come i vari Zucconi a radio Capital ne prendessero le distanze , in senso negativo verso i greci, ovviamente.
Oggi possiamo ,prendendo esempio da quanto avviene al di fuori dei nostri confini, fare qualcosa per cambiare la nostra realtà.
Come? Partiamo dalla vicina Turchia, quella che ha il sultano Erdogan.
Ci si lamenta, prendendo per buona la nota dell'Osce, che la votazione per il referendum non è stata pulita, ci sarebbero stati brogli in stile, forse, come quelli per il nostro per scegliere tra monarchia e repubblica, con il medesimo risultato, e cioè quelli sono i dati ufficiali, e la partita è chiusa.
Ma siccome i tempi sono cambiati, ecco che il turco, afferma che non se ne deve né può più parlare e discutere: ed è qui che volevo arrivare.
Quanti di noi sanno di che cosa si può o non si può discutere in Italia?
Allora mettiamola così: secondo voi , ci sono o no argomenti, temi, di cui è di fatto proibito parlare? E per proibito intendo sia il fatto che non ne sentiate discutere in tv, sia che si senta qualcuno che nei media cerca di argomentare e di portare l'attenzione su un dato problema, sia che la legge lo vieti proprio penalmente.
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