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domenica 11 settembre 2022

Le solite cose: ovvero, come mai non gliene frega niente del costo dell'energia

Che ai vari politici dei partiti noti, non gliene freghi una mazza del costo dell'energia, fa il pari con il fatto che non gliene frega un tubo dei continui sbarchi di stranieri, clandestini immigrati o che altro siano è irrilevante. Anche perché se ne sbarca uno, è un conto, se ne sbarcano dieci è un problema di dieci, se ne sbarcano migliaia è un problema internazionale o comunque c'è un qualcosa che non va nello stato da cui provengono. Ora che cosa invece dire della questione energia? C'è il problema del costo , che è aumentato a dispetto del fatto che il nostro principale fornitore, la Russia, non abbia cessato di rifornirci. Ora che cosa dire però del costo esagerato e immotivato? Nessuno vuole dire niente, se non qualcuno, dico io stordito dal troppo sole e dall'eccessivo caldo, dice di cuocere la pasta a freddo, di abbassare le temperature, di disporre di meno kw e via dicendo altre CAZZATE! E perché sarebbero cazzate? Perché seppure fossero cose giuste, il punto è: abbassare il costo delle bollette, riportandolo a prezzi ragionevoli, e anche più bassi e inferiori se possibile; poi ricercare altri fornitori, se necessario . Garantire quindi la possibilità alle aziende di non chiudere, di non dover fallire, e idem per le famiglie, che non devono essere messe in strada o inseguite da quegli antipatici del recupero crediti. Ma cosa volete che gliene importi a una Meloni o a un Salvini o , peggio ancora a un Letta o Calenda o Renzi? Vi diranno di risparmiare, e non abbiamo voluto ritornare sul tema caro benzina o diesel, che va a braccetto con il costo energia. Ecco perché non voterò: perché anche i cosiddetti antisistema, non hanno deciso di incatenarsi o fare casino, sine die, ma pensano , forse giustamente dal loro punto di vista, alla campagna elettorale. Peccato per noi italiani , almeno per quelli che non sono giudici o magistrati o primari o capi di dipartimento. Del resto da chi crede che gli attentati dell'11 settembre siano stati opera di Bin Laden e di altri arabi, cosa ci possiamo aspettare. 

martedì 20 agosto 2019

L’ALTRA COMPLICE DI EPSTEIN – NEL MOSSAD

L’imbarazzo di  Ehud Barak,  sorpreso  tempo fa dai paparazzi mentre, col volto coperto, entra nella magione del Jeffrey Epstein il defunto  sessuomane e  procacciatore di ragazzine, può  essere dovuto (anche)   a motivi  meno  ovvi di quel che sembrano.
Ehud Barak , 76 anni, è stato il decimo premier israeliano; ma, prima, un generale d’elite,  14mo capo di Stato  Maggiore di  Tsahal,  e prima ancora, durante gli anni ’70,  autore di brillanto colpi di mano a capo di commandos in operazioni segrete; in una, famosa, dove mascherato da donna uccise diversi dirigenti dell’OLP .

martedì 27 marzo 2018

Solo un’élite illuminata ha il diritto di governare il popolo



  

Sarkozy e la Hathor Pentalpha, superloggia del terrorismo

La lapidazione pubblica di un politico di rango non ha mai un’unica paternità: di solito sono tante le nubi che, a un certo punto, si trasformano in tempesta. E per un ex presidente della Francia, cioè di una delle cinque potenze atomiche con diritto di veto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il solo fatto di essere trattenuto in stato di fermo in una stazione di polizia, alla stregua di un criminale comune, costituisce l’atto d’inizio – il più eclatante – di una vera e propria demolizione a reti unificate. I giornali parlano di vendetta a distanza da parte degli ex fedelissimi di Gheddafi: prima di essere assassinato “su ordine dei servizi francesi”, il raiss di Tripoli avrebbe finanziato sottobanco, in modo cospicuo, la campagna elettorale di Sarkozy per le presidenziali del 2007 (in cambio di cosa?). 

Gli italiani ricordano ancora l’irridente impudenza con cui l’allora capo dell’Eliseo, insieme ad Angela Merkel, seppellì in mondovisione il moribondo Berlusconi, incalzato da mille inchieste e travolto dallo scandalo delle “olgettine”. Un sinistro preludio, per l’Italia, all’austerity di lì a poco imposta con il diktat della Bce firmato Draghi e Trichet, corroborato dal crollo delle azioni Mediaset e dall’esplosione pilotata dallo spread. «Gli italiani sono dei bambinoni deficienti, non si sono nemmeno accorti che siamo stati noi a inviargli il “fratello” Mario Monti, il nostro uomo», con l’incarico di sabotare l’economia del Belpaese, precipitandolo nel baratro della crisi: legge Fornero, pareggio di bilancio in Costituzione.

Lo dicono, nell’appendice del bestseller “Massoni” (edito da Chiarelettere a fine 2014), quattro pesi massimi della supermassoneria internazionale, protetti dall’anonimato ma «pronti a manifestarsi, nel caso qualcuno ne contestasse le affermazioni». Non ce n’è stato bisogno: Monti, Napolitano e gli altri si sono ben guardati dal chiedere all’autore del saggio, Gioele Magaldi, di rendere pubblica l’identità di quei quattro “vecchi saggi” del massimo potere in vena di rivelazioni. Accanto a un mediorientale e a un asiatico, a parlare sono uno statunitense (che ricorda da vicino lo stratega Zbigniew Brzezinski, da poco scomparso) e un francese, il cui identikit di eminenza grigia potrebbe benissimo corrispondere a quello di Jacques Attali, già plenipotenziario di Mitterrand e poi “padrino” e king-maker di Emmanuel Macron. 
 
La tesi del libro, assolutamente dirompente, è stata oscurata dai media mainstream: da decenni, il mondo sarebbe nelle mani di 36 Ur-Lodges, potentissime superlogge massoniche sovranazionali. Dopo l’iniziale dominio delle organizzazioni di ispirazione progressista, dall’era Roosevelt fino ai Kennedy, il potere sarebbe passato all’ala neo-conservatrice (Kissinger, Rockefeller, Rothschild) dopo il duplice omicidio di Bob Kennedy e del “fratello” Martin Luther King.

A seguire: una guerra segreta senza risparmio di colpi – da un lato il Cile del massone Pinochet e la Grecia dei colonnelli, ma anche i ripetuti tentativi di golpe in Italia con la complicità della P2 di Gelli, e dall’altro la Rivoluzione dei Garofani in Portogallo scattata non a caso il 25 aprile (del ‘74). Poi, lo sciagurato patto “United Freemansons for Globalization” per spartirsi la torta mondiale sdoganando il neoliberismo. Con in più una scheggia impazzita: la Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, nella quale – secondo Magaldi – figura anche il nome di Sarkozy, accanto a quelli del turco Erdogan, protagonista degli odierni orrori in Medio Oriente, e del britannico Tony Blair, l’indimenticato inventore delle inesistenti “armi di distruzone di massa” di Saddam Hussein, ovvero “la madre di tutte le fake news”. 

Saddam e la guerra in Iraq, cioè Bush junior, dopo la prima Guerra del Golfo scatenata da Bush senior. Il Rubicone è stato varcato con l’opaco, devastante maxi-attentato dell’11 Settembre (e la conseguente invasione dell’Afghanistan, seguita dalle guerre in Iraq e in Libia, dalla “primavera araba”, dall’atroce conflitto in Siria). 

Terrorismo “false flag”, sotto falsa bandiera – da Al-Qaeda all’Isis – secondo un copione basato sulla più accurata disinformazione, fotografato alla perfezione dall’immagine di Colin Powell che, alle Nazioni Unite, agita una prova falsa come la celebre “fialetta di antrace” per raccontare che il regime di Baghdad sarebbe stato pronto a sterminare l’umanità. Non fu solo una drammatica sterzata politica imposta dai “neocon” Usa, sostiene Magaldi: la strategia della tensione internazionale, che produce guerre in Medio Oriente e leggi speciali negli Usa e in Europa per rispondere agli attentati “islamici”, corrisponde alla sanguinosa strategia della “Hathor Pentalpha”, la «loggia del sangue e della vendetta» creata da Bush (padre) dopo la bruciante sconfitta alle primarie repubblicane inflittagli nel 1980 da Ronald Reagan. 

In questo modo, Magaldi spiega anche i due attentati simmetrici che seguirono, nel 1981: qualcuno sparò a Reagan il 30 marzo, e – per rappresaglia – i sostenitori occulti di Reagan armarono la mano di Ali Agca, che il 13 maggio sparò a Papa Wojtyla, eletto al soglio pontificio con il determinante appoggio di Brzezinski, allora vicino a Bush. Due minacciosi avvertimenti, con firme opposte ma identico stile: né a Washington né a Roma si sparò per uccidere.

Fantapolitica? Ne ha tutta l’aria: a patto di rassegnarsi all’idea che sia proprio la geopolitica a esser diventata “fanta”, rendendo possibile l’impensabile. «Dispongo di 6.000 pagine di documenti che comprovano quanto affermato nel mio libro», ribadisce Magaldi, a scanso di equivoci. Il problema? Nessuno, finora, gliene ha chiesto conto: meglio la congiura del silenzio, di fronte a pagine così sconcertanti e imbarazzanti. Le grandi scelte strategiche del pianeta – sottolinea l’autore – sono state messe a punto negli ultimi 30-40 anni da superlogge storicamente neo-aristocratiche come la “Three Eyes” e la “Compass Star-Rose”, insieme alla “Edmund Burke”, alla “Leviathan”, alla “White Eagle”. Sono loro a dominare ministeri, banche, università, istituzioni internazionali finanziarie “paramassoniche” come il Fmi e la Bce. Obiettivo: sdradicare Keynes dalla politica economica dell’Occidente: via il welfare e i diritti del lavoro, guerra alla sinistra sindacale, demonizzazione del debito pubblico, privatizzazione universale, fine dello Stato sociale come garante del benessere diffuso. Svuotare la democrazia, per restituire il potere all’oligarchia – finanza, industria, multinazionali – secondo un modello neo-feudale: solo un’élite “illuminata” ha il diritto di governare il popolo. E la tenebrosa “Hathor Pentalpha”?
 
«Semplicemente, la “Hathor” ha ritenuto che tutto questo non bastasse. Non era sufficiente il lavoro della Trilaterale, del Bilderberg, del Council on Foreign Relations: il nuovo ordine antidemocratico (come già in Italia durante gli anni di piombo, ma stavolta su scala mondiale) andava imposto con il terrorismo, a partire proprio dall’11 Settembre». Specchietto per le allodole, il saudita Osama Bin Laden reclutato dalla Cia in Afghanistan negli anni ‘70, in funzione anti-sovietica. «Bin Laden fu iniziato alla “Three Eyes”: me lo confidò proprio l’uomo che lo affilò, Brzezinski». Lo stesso Brzezinski, aggiunge Magaldi, rimase deluso dalla scelta di Bin Laden di passare poi alla “Hathor Pentalpha”, la superloggia dei Bush. Simboli eloquenti: Hathor è uno dei nomi della dea egizia Iside, cara ai massoni, e il suo nome in inglese è, appunto, Isis. 

«Anche l’uomo che si fa chiamare Abu Bakr Al-Baghdadi, stranamente rilasciato nel 2009 dal campo di prigionia iracheno nel quale era detenuto, è stato affiliato alla “Hathor Pentalpha”». Al-Baghdadi, il presunto capo del sedicente Isis: organizzazione terroristica che, quando ha perso terreno in Siria sotto il colpi dell’offensiva militare russa, ha cominciato a colpire l’Europa. Charlie Hebdo e Bataclan, Bruxelles, la strage di Nizza. «Tutti attentati spaventosamente stragistici, “firmati” con una simbologia nacosta e nient’affatto islamica, ma saldamente ancorata alle date-simbolo del martirio dei Templari nel 1300». 

Ne parla nel saggio “Dalla massoneria al terrrorismo” (Revoluzione) l’esperto simbologo Gianfranco Carpeoro, massone come Magaldi, altrettanto critico rispetto al potente mileu “latomistico” globalizzato, pronto anche a fare l’uso più cinico e spregiudicato di vasti settori dei servizi segreti, ridotti a strumenti di una “sovragestione” pericolosa, che sottomette gli Stati (e i governi eletti) ai disegni di una ristretta oligarchia. «Tutto quel sangue, in Europa, è nato da una rottura all’interno dell’ala reazionaria dell’élite supermassonica», ha ripetuto Carpeoro, in trasmissioni web-streaming come quelle di “Border Nights”.

Chi ha premuto sul tasto del neo-terrorismo interno – è la sua tesi – l’ha fatto per intimidire quegli elementi che, in seno all’oligarchia, si erano mostrati titubanti di fronte alla “linea dura”, quella delle stragi nelle piazze europee. Un allarme ripetuto più volte, nel 2017: «E’ in corso un’escalation, prepariamoci al peggio: in Europa potrebbe verificarsi un maxi-attentato come quello dell’11 Settembre». 

Previsione fortunatamente inesatta: «E’ vero», ammette Carpeoro, «le stragi sono cessate». Ma questo – spiega – dipende dal fatto che, “lassù”, si sono rimessi d’accordo su come agire, a cominciare proprio dalla Francia.
Ieri, all’Eliseo c’era Hollande, un politico da intimidire (come socialista ma anche come supermassone “di sinistra”, esponente della Ur-Lodge progressista “Fraternité Verte”), a capo di un establihment incalzato dal “populismo” di Marine Le Pen. Poi invece le elezioni hanno incoronato Macron, «che a differenza di Hollande – sostiene Carpeoro – è espressione diretta di quei circoli, responsabili della “sovragestione”», fino a ieri anche terroristica, all’occorrenza. E’ lo stesso Macron che, a giorni alterni, fa l’amicone dell’Italia, promettendo a Gentiloni – in cambio di cospicue cessioni di italianità – di difendere il Belpaese dai “cattivi” tedeschi. E’ cronaca: soldati italiani spediti in Niger a far la guardia all’uranio per conto dei francesi, voci sul ridisegno delle acque territoriali a favore dei pescatori francesi, vistosa ascesa del management transalpino nel cuore del “made in Italy”. 

Con Gentiloni e Macron, sostiene Federico Dezzani, l’Italia si auto-declassa al rango di neo-colonia francese, nell’illusione di trovare riparo dal rigore imposto dall’ordoliberismo teutonico. Sta davvero succedendo qualcosa di strano, “lassù”, se un big come Sarkozy finisce sotto interrogatorio in un commissariato di Nanterre? Significa che la famigerata superloggia “Hathor Pentalpha” è in discesa libera, nei piani alti della “sovragestione”? Inutile sperare in spiegazioni esaurienti: il mainstream si limiterà alle fonti giudiziarie sul caso Libiagate, mentre il pubblico assiste alla strana caduta di un ex superpotente come Sarkozy, in una Francia senza più attentati né stragi, dove l’oligarca Jacques Attali ha battezzato il nuovo regno di Macron, l’ex ragazzo prodigio della Banca Rothschild.

https://ningizhzidda.blogspot.it/2018/

lunedì 12 marzo 2018

Sarò pure cocciuto, però

Succede che alcune considerazioni che suggerisco, siano ritenute non tanto inutili e scontate, ma proprio superate dagli eventi: mi riferisco principalmente alla mia naturale avversione verso i centri commerciali, al pericolo che c'è grazie all'arrivo dei migranti, insomma idee di destra e pure scadenti. Mi va bene che qualcuno,seppure in separata sede, si sia preso la briga di farmi ,garbatamente, delle osservazioni. Amico mio, il punto è che a mio parere tu sei un privilegiato, e ti auguro di restare tale, ma tuttavia mi farebbe piacere se potessi osservare le difficoltà che incontra chi deve,al contrario, confrontarsi con la cosiddetta GDO. Così come chi non ha la forza di poter far sentire la propria opinione, perché non trova spazio nei media, o peggio ancora viene ridicolizzato: penso a chi ha dei dubbi sull'11 settembre o sullo sbarco sulla Luna o ha delle riserve sulle scie chimiche o sui vaccini o sulle cure per il cancro. Possibile che siano tutti rincoglioniti , invasati o che so io? E cosa costa lasciare che un individuo possa cercare di dimostrare o solo porre degli interrogativi o delle domande? Anche su questioni diverse e ,per certi versi più vicine a noi: vogliamo parlare del caso Moro? Possiamo chiederci come mai persone che ,tutto sommato, è chiaro e dimostrato che non avessero particolari capacità militari, siano riuscite a uccidere tutta la scorta senza ferire lo statista e,anzi, a rapirlo? Domande così si possono fare o ,come nel caso di Ustica o dell'incidente di Ramstein, è meglio o si è obbligati a tacere. Perché bisogna intendersi e, a me personalmente, i sorrisini sotto i baffi fanno girare i coglioni, danno un immenso fastidio e attivano il meccanismo della vendetta, del "troverò il modo di fotterti e fartela pagare". Ma solo per un senso di giustizia. Perché non ho nessuna verità in tasca, ma come per il caso della moby prince , voglio sapere e non voglio che mi venga impedito di indagare e di fare domande, anche come appello: non voglio censure, non voglio che mi si venga a dire che sono "fake news". In alcuni casi è bene essere come i bambini e comportarsi come tali: i bambini di norma sono sinceri, e se gli sei antipatico fanno come i cani e gli animali, cioè te lo dimostrano apertamente. Non trovano una scusa per non giocare con te, ma te lo dicono chiaramente. Idem per chi si pone delle domande: è necessario che Cagliari abbia due nuovi centri commerciali in città? E' giusto dare l'autorizzazione a che se ne apra un terzo, sempre in città, seppure trattasi,alla fine, del trasferimento di un altro supermercato che verrà chiuso proprio per andare in questa nuova sede? E nessuno dice niente, nel senso che non si pone domande, perché forse è abbagliato dagli specchietti per le allodole: i posti di lavoro che si creano. Ossia , gente sottopagata che non godrà di una giornata intera di riposo, che le ferie,seppure maturate , le vedrà col binocolo, e che dovrà svolgere mansioni extra, che dovrà arrivare un'ora prima del turno e andar via un'ora dopo, con tempi spezzati, così da non poter mai tornare a casa, e se ha i figli in età scolare , col cavolo che potrà andare a vedere partite o recite o partecipare ai colloqui. Ma il lavoro è lavoro: sì, ma la vita è la vita, e di solito se ne ha ,a disposizione, una sola. Oggi chiedersi che cosa si vuole fare nella e della propria vita, impone una bella riflessione, ma con tutti i termini della questione sul tavolo: ma se si è preda del ragionamento così come imposto dai media, cioè "è così e ti devi,seppure a malincuore, accontentare", non si potrà neanche cercare altre soluzioni, avere o valutare altre idee e proposte.  Ci si sentirà rispondere che le cose sono così, i centri commerciali sono quelli che offrono lavoro, che comprano a quattro soldi le merci ai contadini, e così via: non si dirà mai che è meglio che ci siano ,nuovamente, i negozi sotto casa, che si facciano i parcheggi interrati gratuiti , che ci sia la guerra ai centri commerciali con tanto di invito a boicottarli. Eppure la cosa da fare, o una di quelle che si potrebbe fare, è proprio quella di non comprare dalla GDO, non acquistare niente on line, e non comprare da quei marchi che servono questi mostri. E diffondere questo pensiero. Credo che questo sia possibile, sarò pure cocciuto ma non trovo niente di così arretrato: riscoprire il piacere di poter scegliere in santa pace, di riappropriarsi della propria città e di un modo tutto nostro di vivere la nostra vita, e che non sia una scopiazzatura , pure fatta male, di uno stile di vita che non ci appartiene (senza per questo voler vivere senza sapere e vedere quello che viene fatto altrove: c'è sempre da imparare e da migliorare nella vita), è da sottoscrivere.

mercoledì 26 luglio 2017

Guardare e andare nella direzione

E' possibile che non ci si renda conto che , seppure è vero che c'è il problema dei migranti, ciò che conta sono i problemi degli italiani? Sembra di rivedere il film che abbiamo vissuto a partire dall'11 settembre 2001, con degli spin off che si sono susseguiti negli anni, fino appunto all'invasione dei migranti nella nostra nazione. Infatti , in quel film si vede chiaramente come la maggior parte di noi fosse intenta ad analizzare, dedicandosi anima e corpo , alle vicende delle torri gemelle, di Saddam e Al Qaeda , di Bin Laden e Arafat, fino a Gheddafi e Putin: ma , come si diceva una volta, e a quelli di casa non ci pensate mai? A parte il caso di Berlusconi e di Grillo, persone inaffidabili secondo me e che ,se critico ne critico l'operato e le idee, dei problemi nostri, di chi deve girare 20 e più uffici per aprire un'attività, di chi aspetta anni per sapere se ha passato un concorso oppure no, di chi vede riaprirsi graduatorie dove era in testa per scoprire, una volta riaperte che è in coda o a metà, ecco che di ciò non importava a nessuno. Ora sappiamo che non importava niente, perché come si diceva una volta "la cosa non mi tange": in quegli anni stavo non benissimo ma discretamente, poi a partire dal 2011, con l'arrivo di Monti e compagni, ho iniziato a preoccuparmi.

sabato 15 ottobre 2016

Riassunto

Alcuni impegni per cercare di sistemare delle questioni personali, mi hanno impedito di seguire il blog in maniera più presente: non è più il blog che avevo su leonardo, ma cerco di fare del mio meglio anche se non è abbastanza.
Andando al sodo, come saprete in Sardegna continuano sbarchi di clandestini, le persone che cercano lavoro aumentano, tantissimi sardi se ne vanno o hanno in programma di farlo.
Per contro , se vai a chiedere aiuto economico o comunque, come ripetevo in tempi non sospetti, e cioè dal 2004, di darti modo di affrancarti da una situazione di disagio e non dover tornare a bussare a denaro, ecco che ti senti ripetere che non ci sono risorse: che però ci sono per migranti e clandestini o rom.
Per costoro ci sono i fondi, si trovano,e sopratutto devono essere accolti : con il risultato che ,loro e solo loro, sono e vengono favoriti.
I fatti sono questi. E chi li sostiene, guarda caso, sono persone che, allora , e cioè nel 2004. e ancora oggi, operano e vivono e si guadagnano da vivere in regime di assenza di concorrenza: un professore universitario, un capo della mobile, un prefetto, un primario, un avvocato, un medico di base, di fatto riceve o lo stipendio a fine mese o comunque non soffre più di tanto.
Riguardo agli avvocati, poi, con il gratuito patrocinio che ricevono assistendo proprio i migranti, anche chi di loro diceva , e non ho dubbi per non credere, che non se la passava bene, ora ha un po' di respiro.
Per contro tanti altri, mettiamo commercianti o dipendenti di aziende che hanno chiuso o lo stanno per fare, vedono che le loro problematiche e situazioni non vengono prese nemmeno in considerazione, non sono neanche, come si usa dire, "in agenda".
A questo punto chi osa ,anche soltanto lontanamente, affermare che i problemi della nazione sono "il lavoro", e cioè la mancanza di lavoro, viene pure applaudito, ma se a questa affermazione fai precedere " che bisogna pensare prima agli italiani senza lavoro", ecco che diventi razzista, xenofobo, anti europeista.
Non solo: crei allarmismo. 
Ora è facile, come ho sempre sostenuto, che chi ti dice che devi essere flessibile lo fa dall'alto del suo lavoro stabile , ben pagato e senza che questo sia mai messo in discussione (posto fisso e per sempre).
Ma voglio concludere questo riassunto questo pensiero: anni addietro ho sostenuto, sia nel mio blog che nei vari commenti che ho lasciato in giro, che era indispensabile che le nostre aziende risorgessero, venissero aiutate nell'accesso al credito, che ci fosse una moratoria per le tasse e imposte in sospeso, idem per i debiti verso le banche e le finanziarie; e che questo trattamento venisse riservato anche alle famiglie, alle persone fisiche. 
Ma aggiungevo che se le aziende vanno bene, nel senso che esportano, non vuol dire che la bottega sotto casa va bene anche lei, dato che un conto sono i conti in attivo di un'impresa, un'altra cosa sono gli stipendi che danno potere di acquisto. 
Chiedevo anche che si invitassero le persone a non frequentare gli ipermercati, le città mercato, i centri commerciali, ma che si ritornasse a fare acquisti nelle vie cittadine.
Ho scritto tante altre cose mentre altri continuavano a parlare di 11 settembre, di Arafat e Saddam, di Bin Laden e Gheddafi: ma alla fine anche loro, ma da poco, hanno detto sui blog e anche in tv, che bisogna stimolare e far riprendere i consumi interni. Ma no? Ma sì.
Quando sostenevo che bisognava non soltanto fermare l'iva o la pressione fiscale, aggiungevo che bisognava abbassarla: è come il prezzo del carburante o del gas (sopratutto da noi ,in Sardegna, è elevato e sproporzionato quello del gas in bombola), e che cioè non basta non farlo aumentare, ma è necessario che questo venga ribassato.
Arriveranno anche loro, fra qualche anno, a pensare che per far progredire il paese e dare e creare lavoro, è indispensabile che se apri la partita iva poi devi versare, che so, 800 euro all'Inps anche senza aver incassato il becco di un quattrino? 
E' logico che una città sia senza parcheggi se non a pagamento e pure quelli pieni di auto parcheggiate da coloro che hanno, siccome residenti in zona, dei pass che costano pochi euro l'anno? 
Ci sono tante cose che non solo non vanno ma che ti fanno salire il sangue alla testa.
Il post, purtroppo, è stato scritto ma poi terminato in due giorni diversi.

lunedì 17 giugno 2013

Sui Protocolli dei Savi Anziani di Sion

Premessa: secondo alcuni sono dei falsi ma invito a leggere le osservazioni che non sono e non appaiono campate per aria, anzi una volta tanto le trovo interessanti. E' lunghetto ma ne vale la pena.
 
Nei primi anni del Novecento iniziò a circolare in Europa un misterioso e controverso libro dal titolo “I Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. Al suo interno veniva descritto con precisione il piano di conquista del mondo da parte della comunità ebraica, che si sarebbe dovuto realizzare attraverso il controllo dei punti nevralgici delle moderne società occidentali, quali la finanza, la stampa, l’economia, gli eserciti militari, la morale e la cultura.

martedì 5 marzo 2013

Cassandra? No, ma loro avevano altro cui pensare


Quando nel 2004 e negli anni successi parlavo di temi economici, la maggior parte dei blog che si possono definire alternativi o di controinformazione, erano occupati a parlare di Bush e di Bin Laden, di Saddam e Israele, dell'Iran e dell'11 settembre: solo dopo un bel po' di anni si sono interessati, colpa della bolla immobiliare, di economia. Per essere sincero alcuni affrontavano il problema della moneta, del signoraggio bancario che a me interessava meno in quanto, anche oggi, pur conscio che il signoraggio bancario esiste, sono sempre dell'avviso che occorre dare lavoro e da mangiare alle persone:poi si affronterà anche qulla questione. Come mai questo piccolo preambolo? Perché leggendo della chiusura dello stabilimento Bridgestone sito a Modugno, in Puglia, e avendo letto un articolo e un commento pubblicato su Stampalibera, mi è venuto in mente come, anche nei miei commenti sull'ultima campagna elettore , sia più importante la questione lavoro e dignità personale. Quando

mercoledì 25 luglio 2012

Noam Chomsky sui beni comuni

Come la Magna Carta è diventata una Minor Carta

di Noam Chomsky – 23 luglio 2012

Qualcosa è davvero cambiato dopo l’11 settembre (quando “tutto” si assumeva fosse cambiato) e in un discorso all’Università di St. Andrews in Scozia, riprodotto di seguito per intero, Noam Chomsky torna indietro di un paio di secoli per esporre una storia vivida proprio di come questo è accaduto.

Procedendo di solo poche generazioni arriveremo al millennio della Magna Carta, uno dei grandi avvenimenti della fondazione dei diritti civili e umani. Se sarà celebrato, pianto o ignorato, non è ancora chiaro.

Dovrebbe essere una questione di serio interesse immediato. Quel che facciamo, o non facciamo, ora determinerà quale tipo di mondo accoglierà quell’evento. Se le tendenze attuali persisteranno, non è una prospettiva attraente, non da ultimo perché la Grande Carta ci è stracciata davanti agli occhi.