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martedì 20 agosto 2019

L’ALTRA COMPLICE DI EPSTEIN – NEL MOSSAD

L’imbarazzo di  Ehud Barak,  sorpreso  tempo fa dai paparazzi mentre, col volto coperto, entra nella magione del Jeffrey Epstein il defunto  sessuomane e  procacciatore di ragazzine, può  essere dovuto (anche)   a motivi  meno  ovvi di quel che sembrano.
Ehud Barak , 76 anni, è stato il decimo premier israeliano; ma, prima, un generale d’elite,  14mo capo di Stato  Maggiore di  Tsahal,  e prima ancora, durante gli anni ’70,  autore di brillanto colpi di mano a capo di commandos in operazioni segrete; in una, famosa, dove mascherato da donna uccise diversi dirigenti dell’OLP .

martedì 19 febbraio 2019

LA POLONIA ACCUSA IL GOVERNO ISRAELIANO. DI “RAZZISMO INACCETTABILE”.

Netanyahu voleva ospitare i quattro stati del Gruppo di VIsegrad in Israele. Era tutto pronto. MA il suo nuovo ministro degli esteri, Yasrael Katz, non è riuscito a trattenersi: «Sono figlio di sopravvissuti dell’Olocausto, non perdoneremo e non dimenticheremo mai, e ci furono molti polacchi che collaborarono con i nazisti», ha detto in intervista al canale israeliano i24 .  Anzi aveva rincarato:  «Shamir disse che ogni polacco ha succhiato  di antisemitismo con il latte di sua madre. Nessuno ci può dire come esprimere la nostra posizione e come onorare i morti».  Oltre il limite della chutzpah, perché il personaggio che citava, YtzakShamir (1915-2012) , due volte primo ministro di Israele negli anni ’80,   antico  capo del gruppo ebraico Lehi (la terroristica Banda Stern), quando ancora usava il suo nome polacco Yezernitski,  aveva offerto davvero al Terzo Reich  – nel 1940 –  d’intervenire  con la sua formazione  nella Seconda guerra mondiale accanto alla Germania nazista per ottenere il suo aiuto nella cacciata della Gran Bretagna dalla Palestina,  e per offrirle assistenza nell'”evacuare” gli Ebrei dell’Europa in base all’argomento che “comuni interessi potrebbero esistere fra l’insediamento di un nuovo ordine in Europa in conformità con le concezioni della Germania, e le reali aspirazioni nazionali del popolo ebraico”.
E pochi giorni prima, Netanyahu, anche lui non potendo trattenersi, aveva irritato  Varsavia