Lasciate ogni speranza, o voi ch’entrate: oscurati da Facebook già in partenza, tanto per cominciare. E se si prova a varcare la soglia del sito ufficiale, voxitalia.net, è Google a trasformarsi in Cerbero: sito pericoloso, potrebbero scipparvi la carta di credito e i dati sensibili. Aiuto! Non insperate mai veder lo cielo, specie se vi chiamate Vox Italia. Come mai tanta paura, per il neonato movimento ispirato e guidato dal giovane filosofo torinese Diego Fusaro? Basta fare un giretto sul web per farsene un’idea. Le reazioni vanno dalla minimizzazione all’irrisione, fino alla diffamazione. Cos’è Vox Italia? Un movimento, si legge, che nasce per
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mercoledì 25 settembre 2019
Vox Italia: Dio, patria e famiglia. Chi ha paura di Fusaro?
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domenica 18 agosto 2019
Per non dimenticare chi ...pensa agli altri (purché migranti e donne in casa famiglia) e ai fatti propri
ROMA – “Donna Coop” oscurata da Facebook: aveva criticato spot con Luciana Littizzetto. “Donna Coop”, il profilo che su Facebook era dedicato alle lotte delle lavoratrici della Coop, è stato bloccato dallo stesso Facebook in quanto “Nome non confacente ai criteri”. Insomma, le lavoratrici della Coop si vedono ora bloccato il profilo Facebook dedicato a loro. A riferirlo è il sito web che sindacati multicategoriali di Trento. Ma andiamo con ordine.
martedì 6 agosto 2019
Ecco come l’ONG di Soros sta facendo chiudere le pagine della Lega e dei 5 Stelle (mai più con Avaaz)
Ancora una volta l’ombra dello speculatore ungherese George Soros si staglia dietro un importante appuntamento elettorale italiano.
Su queste pagine abbiamo già denunciato le ripetute intromissioni del finanziere negli affari politici italiani, incominciate in quel lontano 1992 con la spaventosa ed immotivata operazione di speculazione finanziaria sulla lira, fino ad arrivare all’inchiesta giornalistica di qualche mese fa che smascherò il sollecito di Soros per far commissariare l’Italia dalla Troika.
domenica 25 marzo 2018
I “bruciatori di confini” algerini e quei selfie scattati dai migranti diretti in Italia
Roma, 25 mar – “C’è un’alleanza strategica fra l’Italia e l’Algeria sulle grandi sfide che abbiamo di fronte oggi nel campo della sicurezza, dell’immigrazione e dello sviluppo. Avevamo già rapporti eccellenti tra i nostri due Paesi, oggi possiamo dire che li abbiamo ulteriormente migliorati”. Era il settembre del 2017 quando il ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, pronunciava queste parole in visita ad Algeri, dove aveva incontrato il suo omologo, Noureddine Bedoui. Poche settimane dopo, ai primi d’ottobre, i frutti di questa “alleanza strategica” e di questi “rapporti eccellenti” era già palpabile: “Migranti, diminuiscono le partenze dalla Libia ma crescono quelle dall’Algeria”, titolava il Fatto Quotidiano, tanto per citare il primo risultato che si trova in rete.
In tutto il 2017, sono arrivate in Sardegna 884 persone in più di quante non ne fossero venute nel 2016. Nel 2018, secondo i dati del ministero dell’Interno, sono già 171 in pochi mesi, abbastanza per fare degli algerini la nona nazionalità per numero di immigrati arrivati in Italia. In Algeria li chiamano harraga, “bruciatori di confini”, termine piuttosto eloquente tanto della condizione esistenziale di chi migra, quanto, forse involontariamente, di ciò che accade al Paese di destinazione, le cui frontiere, e quindi la cui sovranità, vengono quindi “bruciate”, polverizzate, cancellate. Come al solito, si emigra per una serie di motivi. La corruzione endemica e la caduta del prezzo del petrolio hanno messo il governo del primo ministro Ahmed Ouyahia con le spalle al muro. L’inflazione galoppa, il potere d’acquisto viene dimezzato e i servizi vengono tagliati. Per molto tempo, la religione ha fatto da ammortizzatore sociale, al prezzo, tuttavia, di una islamizzazione crescente. La primavera araba, qui come altrove, non ha risolto nulla, anzi, forse ha peggiorato le cose.
In tutto il 2017, sono arrivate in Sardegna 884 persone in più di quante non ne fossero venute nel 2016. Nel 2018, secondo i dati del ministero dell’Interno, sono già 171 in pochi mesi, abbastanza per fare degli algerini la nona nazionalità per numero di immigrati arrivati in Italia. In Algeria li chiamano harraga, “bruciatori di confini”, termine piuttosto eloquente tanto della condizione esistenziale di chi migra, quanto, forse involontariamente, di ciò che accade al Paese di destinazione, le cui frontiere, e quindi la cui sovranità, vengono quindi “bruciate”, polverizzate, cancellate. Come al solito, si emigra per una serie di motivi. La corruzione endemica e la caduta del prezzo del petrolio hanno messo il governo del primo ministro Ahmed Ouyahia con le spalle al muro. L’inflazione galoppa, il potere d’acquisto viene dimezzato e i servizi vengono tagliati. Per molto tempo, la religione ha fatto da ammortizzatore sociale, al prezzo, tuttavia, di una islamizzazione crescente. La primavera araba, qui come altrove, non ha risolto nulla, anzi, forse ha peggiorato le cose.
L’emigrazione verso l’Italia – la Sardegna dista appena 200 chilometri – è quindi diventata una sorta di rito generazionale, con tanto di risvolto social. Su Facebook esiste addirittura una pagina che aggiorna costantemente i propri utenti sui viaggi compiuti dall’Algeria verso la Sardegna, chiamata per l’appunto “HaRaGa Dz”, al cui interno si possono notare selfie scattati dai migranti durante le traversate, così come post scritti in arabo dagli amministratori in cui vengono postate informazioni e dettagli sia sui viaggi appena effettuati che su quelli che ancora devono essere intrapresi. Molti di loro poi puntano alla Francia, con cui c’è un ancestrale rapporto di amore e odio a causa della colonizzazione (anche se, come dice Renaud Camus, è bizzarro che si metta tanta energia per cacciare un nemico tanto odiato e poi, una volta liberi, si faccia di tutto per tornare a voler convivere con lui). Ma quel conta è intanto mettere piede in Europa, poi si vedrà. Parallelamente all’emigrazione “ufficiale”, anche se pur sempre illegale, gli algerini battono tuttavia anche la strada di quella “fantasma”: barchini più piccoli, più sicuri e più veloci, costo della traversata più alto, con la tendenza a sparire nel nulla una volta attraccati. A febbraio, la relazione annuale dell’intelligence ha segnalato che «rispetto agli arrivi dalla Libia, quelli originati dalla Tunisia e dall’Algeria presentano caratteri peculiari: sono entrambi essenzialmente autoctoni e prevedono sbarchi <occulti>, effettuati sotto costa per eludere la sorveglianza marittima aumentando con ciò, di fatto, la possibilità di infiltrazione di elementi criminali e terroristici».
Non ci sono solo giovani senza speranze, quindi, ma anche altri migranti, non meglio identificati, dalle intenzioni losche e, forse, sanguinarie. Una chiosa finale: ma queste terre d’emigrazione, saranno almeno solidali con i “poveri migranti” che invece giungono da loro? Se guardiamo alla condizione dei subsahariani in Algeria non si direbbe. Due settimane fa, un gruppo di uomini arrestati a Ghardaia, a 600 chilometri a sud della capitale, è stato espulso verso il Mali. Erano più di 120 persone: maliani, ma anche guineani, ivoriani, senegalesi, gambiani, burkinabè. Gente arrestata senza tanti complimenti sui luoghi di lavoro e deportata al confine. Alla faccia del buonismo.
Adriano Scianca
http://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/82121-82121/
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sabato 24 marzo 2018
Selvaggia Lucarelli, nuova lite social: questa volta con una ragazza sarda
Oggi alle 10:17 - ultimo aggiornamento alle 11:15
Selvaggia Lucarelli
Lite social, l'ennesima, per Selvaggia Lucarelli: la blogger ha risposto attraverso Facebook a una ragazza di Sestu che avrebbe augurato "stupri" a suo figlio.
Federica, questo il nome della giovane, aveva scritto con un profilo blindato, ma Lucarelli, venuta a conoscenza di quel messaggio, ha voluto rispondere, invece, con un post pubblico: "Volevo dire a questa Federica che dentro il solito gruppo chiuso di Pastorizia dice di divertirsi molto ad augurare stupri a mio figlio, che io non frigno. Però, visto che scrive queste cose col profilo blindato perché si crede furba, ci tengo a farle sapere che c’ho perso mezz’ora ma ora so che faccia ha, che è di Iglesias (anzi Sestu mi dicono) e che tra oggi e domani passerà una bella giornata di m... Magari tra una manicure e un’epilazione definitiva le passa la voglia di fare la str..., chissà. Senza pietà con 'sta gente".
Ha poi aggiunto che la ragazza le ha inviato un messaggio di scuse, ma la conclusione della blogger resta: "La miseria umana".
(Unioneonline/s.s.)
http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/03/24/selvaggia_lucarelli_nuova_lite_social_questa_volta_con_una_ragazz-68-710885.html
Secondo me: gente che ha tempo da perdere, o forse a costoro piace "vivere così".
LA GUERRA DI FACEBOOK: ELON MUSK CANCELLA LE PAGINE FB DI TESLA E DI SPACEX
Cari amici,
la guerra di Facebook sta iniziando a prendere delle pieghe curiose, oserei dire divertenti. I Social Media, da luoghi venerati ed obbligati, stanno diventando, piano piano, i paria del web. Soprattutto Facebook, che non è più la gallina dalle uova d’oro in borsa.

Ora anche ELON MUSK, CEO di Tesla e di Space X , ha deciso di aderire al movimento #deletefacebook.

Ed infatti ha dato ordine di chiudere le pagine di Tesla e di Space X, mentre la pagina di Instagram di Testa è rimasta, ma secondaria

Tra Elon Musk e Zuckerberg non era mai corso buon sangue: quando il primo parlò dei pericoli dell’Intelligenza Artificiale , il secondo gli diede dell’irresponsabile. Quindi l’esplosione di un razzo Space X distrusse un satellite di Facebook per portare internet in Africa e questo fece arrabbiare Zuckerberg….
Quindi Musk ha tagliato con gioia i ponti con Facebook che gli aveva dato la colpa per l’insuccesso del suo satellite, anche se gli aveva offerto un nuovo trasporto gratis
Anche fra i multimilionari non corre buon sangue…
Fabio Lugano
https://scenarieconomici.it/la-guerra-di-facebook-elon-musk-cancella-le-pagine-di-testa-e-di-spacex/
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mercoledì 21 marzo 2018
Fake News: Mariam Moustafa un omicidio razzista?
Di Mirco Romanato , il
Razzista si, Razzista no
Negli ultimi giorni abbiamo sentito la stampa di tutta Italia strapparsi le vesti a proposito della morte di Mariam Moustafa e affermare che si trattasse di un omicidio razzista. Il problema è che nessuno di questi giornali ha mai detto di che razza fossero le ragazze della gang che ha aggredito ed ucciso Mariam Moustafa. E non lo hanno chiamato “femminicidio”. Si sono tutti soffermati sulla vita della vittima, sulla sua famiglia, sull’inchiesta aperta dalla Procura di Roma, sulle reazioni dei politici, etc. Cioè sulla fuffa e sulle emozioni lacrimose che vendono e supportano la “narrativa” corrente della stampa mainstream.
Ovviamente io sono sospettoso e so che se Mariam Moustafa fosse stata uccisa da una gang di ragazze di etnia inglese, avremmo avuto la faccia bianca come il latte delle ragazze spiattellata su ogni giornale, sito web e televisione, ad ogni ora del giorno e della notte, per una o due settimane. Così ho indagato un pochino (veramente poco). E cosa viene fuori? Che le ragazze hanno scambiato Mariam Moustafa per un’altra persona conosciuta con il nome di Black Rose su Facebook. Una ragazza che ha ripetutamente e per lungo tempo preso per i fondelli quel gruppo di ragazze. Indovinate di che razza sono le ragazze?
“Black Rose è una ragazza che assomiglia a Mariam e che sui social aveva preso in giro la gang di ragazzine nere. “. Citazione del Corriere.it
Ovviamente io sono sospettoso e so che se Mariam Moustafa fosse stata uccisa da una gang di ragazze di etnia inglese, avremmo avuto la faccia bianca come il latte delle ragazze spiattellata su ogni giornale, sito web e televisione, ad ogni ora del giorno e della notte, per una o due settimane. Così ho indagato un pochino (veramente poco). E cosa viene fuori? Che le ragazze hanno scambiato Mariam Moustafa per un’altra persona conosciuta con il nome di Black Rose su Facebook. Una ragazza che ha ripetutamente e per lungo tempo preso per i fondelli quel gruppo di ragazze. Indovinate di che razza sono le ragazze?
“Black Rose è una ragazza che assomiglia a Mariam e che sui social aveva preso in giro la gang di ragazzine nere. “. Citazione del Corriere.it
A Luigi Ippolito, corrispondente da Londra, deve essere sfuggita di mano la penna, deve aver malfunzionato il centro della censura nel cervello, per aver scritto questa frase.
Comunque, dato che non sono ragazzine bianche, di chiara origine europea, non può esistere la motivazione razziale. Perché solo gli Europei possono essere razzisti. Perché è insito nel loro DNA. Ma solo se non sono di sinistra. Se sono di sinistra non possono essere razzisti, ma sono i negri che sono degli Zio Tom che si fanno eleggere nella Lega.
Reazione di Panza
Mariam Moustafa aveva un diritto inalienabile alla vita. Di conseguenza aveva un diritto inalienabile a difendersi da ogni aggressione immotivata. E, di conseguenza, aveva il diritto ad essere armata, per potersi difendere da una gang e proteggere la sua stessa vita. Invece, i governi europei preferiscono avere una popolazione disarmata che viene punita se osa difendersi dalle aggressioni. Non importa se sei una femmina che il suo ex-compagno vuole ammazzare, una giovane donna che cammina per strada e che è già stata aggredita altre volte, una ragazzina che è stata violentata, minacciata e fatta prostituire da una gang di pakistani (che è la norma in tutte le città del Regno Unito per le ragazzine bianche di quartieri disagiati). Ai governi europei interessa solo avere una massa di pecore che lavorino, producano e non creino problemi ai politici. Permettere alla popolazione di armarsi per difendersi significherebbe non poterla dominare, renderla sicura di se e, di conseguenza, meno sottomessa e controllabile. Metti mai che inizino a pensare che il 50% di tasse è una rapina bella è buona.
https://www.rischiocalcolato.it/blogosfera/fake-news-mariam-moustafa-un-omicidio-razzista-350191.html
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lunedì 19 marzo 2018
Cripto valute: a qualcuno forse può interessare
CRIPTO: BITTREX MASSACRA LE ALTCOIN, TWITTER SCACCIA LA COMUNICAZIONE DELLE CRIPTO , E NEWS

Cari amici,
mentre le quotazioni danno qualche minimo segnale di ripresa, ci sono delle novità piuttosto pesanti che riguardano il mondo delle criptovalute.
Iniziamo con BITTREX, uno dei maggiori exchange mondiali , soprattutto per quanto riguarda le Altcoin che ha deciso di eliminate un bel po’ di altcoin, per la precisione 82, dai propri wallet. Si tratta per la maggior parte di altcoin con flottante molto basso, mentre per altre sono casi di blockchain non funzionanti o di wallet che non permettono il ritiro.
Alcune cripto sono quotate anche in altri exchange, per cui per i loro detentori si tratta solo di uno spostamento, mentre per alte c’è proprio un problema di continuità, perchè non sono quotate sui principali exchange. Altre non possono essere proprio ritirate.
Facciamo qualche esempio.
HYPER ad esempio continuerà ad essere quotata, ma il suo scambio giornaliero è di … 12 dollari

Ci sono anche cripto però più capitalizzate con volumi superiori, come METAL,

Questa cripto, legata ad un progetto di pagamento, capitalizza 77 milioni e ha liquidità pari a 11 milioni, quindi non è propriamente “Morta”, tanto da essere trattata su Binance e su Huobi. Peggio è la situazione per quelle con blockchain interrotta o wallet non prelevatbile. In quel caso c’è una perdita netta, anche se alcune, come NEU ci risultano ancora quotate. Insomma prestate attenzione e seguite i progetti.
Dopo FACEBOOK e GOOGLE anche TWITTER viene a cancellare le inserzioni pubblicitarie, anche se lo fa in un modo un po’ confuso.
Twitter ha annunciato che da fine marzo non accetterà più pubblicità che vengano a promuovere “ICO, EXCHANGE o WALLET”, il che viene a confondere un po’ le idee perchè, mentre Facebook ha rifiutato tutte le promozioni collegati alle criptovalute, le specifiche fatte da Twitter farebbero pensare solo a categorie specifiche. Ad esempio, se volessi pubblicizzare “Bitcoin” in generale, non un wallet specifico, potrei farlo ? Inoltre la comunicazione su twitter corre essenzialmente tramite influencer e tramite personaggi famosi, per cui bisogna vedere se la repressione si scatenerà anche contro di loro. Il problema pare essere collegato alla responsabilità in cui potrebbe ricadere il social se proseguisse nella promozioni di iniziative che si rivelassero truffaldine.
GLI OSTACOLI AGUZZANO L’INGENIO CINESE: mentre cercavamo informazioni fresche per voi sulle cripto ci siamo imbattuti nella pubblicizzazione di un servizio molto simile ad un gioco online che, in realtà, pare essere un sistema di simulazione per lo scambio di criptovalute per il mercato cinese.

Praticamente un gioco si trasforma i un exchange…. seguendo la regola per cui le difficoltà aguzzano l’ingegno.
Ora vi faccio una richiesta particolare: ci sono giunte segnalazioni circa problemi in QRYPTOS, www.qryptos.com, exchange giapponese. Se qualcuno avesse problemi di accesso o di ritiro delle altcoin ci farebbe molto piacere ci informasse scrivendo a mailing.scenari@gmail.com oppure al mio TELEGRAM Fabio Scenari Economici.
Grazie mille e ricordate il nostro canale TELEGRAM sulle cripto: https://t.me/TWOCBLConsulting
https://scenarieconomici.it/cripto-bittrex-massacra-le-altcoin-twitter-scaccia-la-comunicazione-delle-cripto-e-news/
sabato 10 marzo 2018
Le ragazze della Sardegna rappresentate come pecore !
Ragazze sarde insultate su un gruppo Fb: raffigurate come pecore
Una foto dove il limite della volgarità viene abbondantemente superato, un’offesa a tutta la nostra Isola e alle tante donne che contribuiscono a renderla unica. Succede su Facebook, in un gruppo che raccoglie oltre 52mila iscritti. CONDIVIDIAMO TUTTI per segnalarlo
Di Paolo Rapeanu
La ragazza simbolo della Sardegna? Una pecora. Con tanti complimenti al buon senso e al galateo. Un’idiozia bella e buona, una di quelle battute che, in passato, si sentivano dentro qualche bettola del nord Italia. Ai tempi di Facebook, però, i “peggiori bar di periferia” non hanno tazzine di caffè ma una tastiera e un mouse. O uno smartphone. Nel gruppo Fb “Non Entrate In Questo Gruppo” viene pubblicata una fotografia con quattro regioni messe lì a caso. In tre – Lazio, Campania e Piemonte – tre star televisive. Nella quarta, la Sardegna, al posto di una donna c’è una pecora.
E l’insulto a un’intera regione è servito. Con tanto di effetto-valanga: centinaia di condivisioni e commenti, c’è chi scrive tutta la propria indignazione per un’immagine decisamente offensiva – la maggior parte – e chi ridacchia e cerca di minimizzare. E fioccano le segnalazioni a Facebook: a tre giorni di distanza dalla pubblicazione del post, però, la “foto della vergogna” c’è ancora. È la rete, bruttezza.
Ultima modifica: 10 marzo 2018
http://www.castedduonline.it/ragazze-sarde-insultate-un-gruppo-fb-raffigurate-pecore/
mercoledì 31 gennaio 2018
Le solite censure di Facebook
Non mi pare una novità. Il peccato è che, come riportavo nel post precedente, chissà se e come possono arrivare delle notizie, delle informazioni, e se e come se ne può discutere. Ecco comunque il post
Facebook mi censura le notizie sui genocidi coloniali anglosassoni.
Forse con il tempo tutti lasceremo Facebook? Sentite cosa mi e' successo in questi giorni. Un mio amico ha pubblicato una sua considerazione sui genocidi, ed io ho aggiunto 3 link di cose spesso risapute, ovvero che
gli anglosassoni hanno eliminato 100 milioni di pellerossa: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/641-100-milioni-di-pellerossa-furono-sterminati-nel-nord-america
gli spagnoli in sud America hanno ucciso 90 milioni di indigeni: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/527-il-genocidio-degli-indios-amazzonici-90-milioni-di-morti
gli inglesi hanno sterminato 60 milioni di persone nel solo golfo del Bengala: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/526-i-genocidi-inglesi-mediante-carestie-uccisero-decine-di-milioni-di-persone
Qualcuno che e' forse becero nel suo essere innamorato di Usa e Gran Bretagna ha contrassegnato due di queste 3 notizie vere come spam, cosa fasulla visto che i link erano attinenti alla discussione, e quegli stermini ci sono stati per davvero. Fin da bambini veniamo imbottiti di propaganda a favore degli americani e degli inglesi, e forse per questo tutta l'indignazione viene dirottata contro i nazisti, o saltuariamente contro i comunisti. Con questo non giustifico nessun genocidio, ma tutti sanno dei campi di concentramento nazisti, meno gente sa' dei gulag staliniani o dei massacri di Mao, quasi nessuno ha un'idea dell'incredibile (e molto piu' grave) genocidio mondiale che gli anglosassoni hanno fatto nell'epoca coloniale. Se la popolazione mondiale nell'anno 1900 era stimata in 1.650 milioni di persone, avete un'idea di quanto e' stato probabilmente enorme lo sterminio anglosassone. Un mio amico diceva un terzo o un quarto dell'intera razza umana, spero che si sbagliasse. Questi numeri degli enormi massacri anglosassoni sono normalmente insegnati nelle universita', non sono una "fake news"... La censura si sta' riducendo a cercare di impedire che il popolo abbia un'esatta percezione della realta' storica, quando essa penalizza quelli che si sono imposti come "stati guida". Se riporto che la repressione statunitense della rivolta filippina (con forse un milione di morti) è avvenuta anche "per cristianizzarli", ed il presidente Usa McKinley si dichiarava "ispirato da Dio", presento gli Usa in modo simile all'Isis, magari mi censureranno questo notizia: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/1006-1899-il-genocidio-dei-filippini-da-parte-dell-occupazione-statunitense
Se riporto il genocidio della totalita' al 100% di tutti gli indigeni della Tasmania da perte degli inglesi sara' forse trattata come una fake news: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/1007-gli-inglesi-annientarono-il-100-della-popolazione-della-tasmania
Stiamo vivendo un preciso ritorno della censura, sotto forma di "lotta alle fake news", che penalizza se si pubblicano realta' storiche che si imparano normalmente nelle universita'... Prima o poi queste censure faranno migrare migliaia di italiani in altri social network che non hanno queste limitazioni? Ma cosa sta' per avvenire di cosi' grave nel mondo da volere una censura cosi' evidente ed antipatica? Perche' queste misure repressive? Buona giornata.
gli anglosassoni hanno eliminato 100 milioni di pellerossa: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/641-100-milioni-di-pellerossa-furono-sterminati-nel-nord-america
gli spagnoli in sud America hanno ucciso 90 milioni di indigeni: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/527-il-genocidio-degli-indios-amazzonici-90-milioni-di-morti
gli inglesi hanno sterminato 60 milioni di persone nel solo golfo del Bengala: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/526-i-genocidi-inglesi-mediante-carestie-uccisero-decine-di-milioni-di-persone
Qualcuno che e' forse becero nel suo essere innamorato di Usa e Gran Bretagna ha contrassegnato due di queste 3 notizie vere come spam, cosa fasulla visto che i link erano attinenti alla discussione, e quegli stermini ci sono stati per davvero. Fin da bambini veniamo imbottiti di propaganda a favore degli americani e degli inglesi, e forse per questo tutta l'indignazione viene dirottata contro i nazisti, o saltuariamente contro i comunisti. Con questo non giustifico nessun genocidio, ma tutti sanno dei campi di concentramento nazisti, meno gente sa' dei gulag staliniani o dei massacri di Mao, quasi nessuno ha un'idea dell'incredibile (e molto piu' grave) genocidio mondiale che gli anglosassoni hanno fatto nell'epoca coloniale. Se la popolazione mondiale nell'anno 1900 era stimata in 1.650 milioni di persone, avete un'idea di quanto e' stato probabilmente enorme lo sterminio anglosassone. Un mio amico diceva un terzo o un quarto dell'intera razza umana, spero che si sbagliasse. Questi numeri degli enormi massacri anglosassoni sono normalmente insegnati nelle universita', non sono una "fake news"... La censura si sta' riducendo a cercare di impedire che il popolo abbia un'esatta percezione della realta' storica, quando essa penalizza quelli che si sono imposti come "stati guida". Se riporto che la repressione statunitense della rivolta filippina (con forse un milione di morti) è avvenuta anche "per cristianizzarli", ed il presidente Usa McKinley si dichiarava "ispirato da Dio", presento gli Usa in modo simile all'Isis, magari mi censureranno questo notizia: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/1006-1899-il-genocidio-dei-filippini-da-parte-dell-occupazione-statunitense
Se riporto il genocidio della totalita' al 100% di tutti gli indigeni della Tasmania da perte degli inglesi sara' forse trattata come una fake news: http://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/1007-gli-inglesi-annientarono-il-100-della-popolazione-della-tasmania
Stiamo vivendo un preciso ritorno della censura, sotto forma di "lotta alle fake news", che penalizza se si pubblicano realta' storiche che si imparano normalmente nelle universita'... Prima o poi queste censure faranno migrare migliaia di italiani in altri social network che non hanno queste limitazioni? Ma cosa sta' per avvenire di cosi' grave nel mondo da volere una censura cosi' evidente ed antipatica? Perche' queste misure repressive? Buona giornata.
fonte https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/99049/facebook-mi-censura-le-notizie-sui-genocidi-coloniali-anglosassoni
martedì 16 gennaio 2018
Sempre a far del male
Oristano: cagnolina gravemente ferita da uno sparo sul muso
Oggi alle 07:59 - ultimo aggiornamento alle 13:42
La cagnolina gravemente ferita
Non c'è limite alla cattiveria umana.
Dopo la vicenda di Freccia, la cagnetta colpita con una fiocina a Nuoro, ieri uno scellerato ha sparato contro una povera meticcia.
Mancano i dettagli di questa nuova e assurda vicenda, ma qualcuno ha sparato al muso del cane, nelle campagne vicino a Oristano, causando danni forse irreparabili.
Il piombo ho colpito entrambi gli occhi e lesionato soprattutto il musetto della cagnetta.
L'animale ferito è stato soccorso e trasferito nella Clinica veterinaria Duemari di Oristano.
La dottoressa Monica Pais sta tentando da ieri notte di salvare la cagnetta, un'impresa difficilissima viste le gravissime condizione di salute.
La direzione della Clinica ha postato la fotografia del cane sul profilo Facebook, dichiarandoi di essere oramai al centro di una guerra per la quale si stanno perdendo le speranze.
In poche ore il post ha ottenuto 20mila like, 1200 condivisioni e ci sono stati 3mila commenti.
Elia Sanna
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/01/16/oristano_cagnolina_gravemente_ferita_da_uno_sparo_sul_muso-68-687059.html
martedì 2 gennaio 2018
Attenzione a come ci si presenta , e come ci si è presentati nei social network
Giuseppe Sandro Mela.
2018-01-01.
Il problema non è l'essere ricchi: il ricco ha tutti i mezzi per potersi mimetizzare e difendere.
Il problema è quando si è ritenuti essere ricchi mentre invece non lo si è: si è massacrati.
Ringraziamo il Signore che siamo miseri, senza alcunché di intestato e con conti correnti oscillanti tra il profondo rosso ed i rosatello. Non possediamo neppure una scassatissima automobile e nemmeno un ciclomotore. In compenso, abbiamo un buon numero di debiti, ascritti tra gli inesigibili.
La pensione poi è microbica ed assomiglia a pi greco: non varia mai nel tempo.
E ringraziamo il Signore che ci ha condonato quella mania di grandezza che porta a vantarsi di cose che non si hanno né si possono avere. Un homeless vanitoso muore di fame e stenti: nessuno gli fa l'elemosina.
Se è vero che ben pochi ci credono, è altrettanto vero che il Fisco lo crede, eccome! Chi pensa male, lo fa sempre, indipendentemente dall'argomento. Ci sono anche gli increduli di professione.
Poi, l'invidia è terrificante. L'invidioso non invidia un qualcosa di specifico che, una volta ottenutolo, lo acquieta. L'invidioso invidia indipendentemente dall'oggetto dell'invidiare, facendo sosì sulla terra quell'inferno dove poi dimorerà in eterno. Ma, nelle more dell'attesa, non perderà mai occasione di calunniare. L'invidioso vive infatti il bene altrui, reale ma spesso presunto, come una minaccia incombente.
Per non parlare della moglie separata, che spia l'occasione per farsi aumentare l'assegno, ma anche alla ricerca della rovina dell'ex coniuge. La vogliosa brama di vendetta tramuta la gente in giudici implacabili ed inapellabili.
Pubblicate su Facebook le fotografie di quando siete in coda davanti al dormitorio della Caritas oppure siete in attesa di potervi sfamare alla mensa dei miseri.
Già Fisco e mogli separate hanno fantasie ipertrofiche, ma i Tribunali non aspettano altro per massacrarvi.
Non pubblicate la fotografia di quanto un compassionevole dia l'elemosina dopo ore di attesa: per il Fisco vi daranno cinquanta euro di elemosina ogni minuto primo, 50 * 60 * 24 = 72,000 euro al giorno.
Foto di un viaggio all'estero? Siete dei Kasoggi.
Foto di un piatto cucinato in casa? Siete straricchi.
Foto delle scarpe nuove comprate dopo sedici anni di attesa? Per il Giudice sarete miliardari. Ed anche insolentemente fedifraghi.
Non riescono a trovarvi nemmeno un nichelino vecchio? Ebbene: li avete occultati bene i vostri denari.
Il trovarvi miseri sarà considerato essere prova lampante della vostra colpevolezza.
Le prove? E di quando in qua il fisco ha bisogno di prove?
*
Suvvia: siamo noi a dover dimostrare di essere poveri. Esattamente come siamo noi a dover dimostrare di essere innocenti. Per fisco, mogli separate e tribunali si è sempre colpevoli.
Parafrasando la Costituzione, l'imputato è considerato colpevole fino a sentenza in giudicato.
Ma per il Fisco è sufficiente l'accusa.
Se l’ostentazione del lusso sui social diventa una prova per il Fisco e per tribunali
Un mondo da favola. Abiti sfavillanti, mare cristallino, cene eleganti.
Sembrerebbe un sogno, se non fosse la versione social di una vita normale.
Sì, perché tutti o quasi cedono almeno una volta alla tentazione di ostentare sui social network uno status invidiabile. A finire nel mirino del web in questi giorni è stata la moglie di Paolo Bonolis, colpevole di aver postato una foto della figlia su un aereo privato.
La ricchezza virtuale
A scatenare l'ira funesta della rete il lusso ostentato in un periodo di crisi senza fine. Eppure, a giudizio dei tribunali, ad essere colpiti dal fulmine della vanità sono proprio i comuni mortali, vittime di se stessi e del proprio alter ego social. A ridosso del cenone di capodanno, il pericolo è in vista. L'ossessione per la visibilità non riguarda soltanto “quegli altri”, ma la maggior parte degli utenti che diventano inconsapevoli bersagli della giustizia, fiscale e non.
La doppia vita davanti ai tribunali
Così c'è il maniscalco che lavora in nero e non lo dichiara al fisco per poi confidarlo ai social network. Il giudice non perdona: “La documentazione estratta da Facebook evidenzia un'attività che è molto probabilmente fonte di redditi non dichiarati” (Corte di appello di Brescia, sentenza del 1.12.2017 n. 1664).
Poi c'è il marito che per negare il mantenimento alla moglie sostiene di essere costretto a vivere ai limiti della sopravvivenza. Peccato però che su Facebook pubblica foto di un’intensa e inequivocabile vita sociale con cene, aperitivi, colazioni e feste fuori.
In questo caso l'appello è respinto e il marito è condannato a pagare anche le spese processuali (Corte di appello di Ancona, sentenza del 28.02.2017 n. 331).
E poi ancora l'imprenditore che dichiara di guadagnare poco più di 11mila euro annui e posta sui social le foto delle vacanze in alberghi a 4 stelle a Madonna di Campiglio, moto e auto di lusso. Il giudice non crede al suo stato di povertà e lo condanna a pagare l'assegno divorzile in favore della moglie (Tribunale di Pesaro, sentenza del 26 marzo 2015 n. 295).
Le conseguenze
La vanità sui social network può costare cara. I rischi sono connessi a eventuali accertamenti fiscali, condanne al pagamento di assegni di mantenimento alti fino a processi penali per frodi fiscali. Le pagine dei social network, infatti, sono producibili in giudizio e, salvo prova contraria, il semplice log-in può attribuire paternità certa ai contenuti pubblicati da quel profilo utente.
È vero che lo screenshot da solo non basta, occorre dare data certa al contenuto postato, ma unito ad altri elementi può essere valutato dal giudice ed avere serie conseguenze fiscali, civili e anche penali per l'utente in cerca di visibilità. D'altra parte la Cassazione lo aveva stabilito da subito: Facebook è un luogo aperto al pubblico, a prescindere dal numero di amici e dalle impostazioni privacy del profilo dell'utente (Corte di cassazione 11.07.2014 n. 37596).
fonte senzanubi
giovedì 23 novembre 2017
La vera storia dell'indipendenza della Catalonia
Ci dispiace vedere questa farsa della Catalonia, perché nessun paese europeo dovrebbe riconoscerla, ma se ciò dovesse avvenire allora bisognerà rimettere tutto in discussione. In realtà la Catalonia è la vittima di quella guerra che, anni fa, venne profilata dalla Etleboro parlando del conflitto in atto tra le lobbie della Cybernetica e il potere ortodosso. Oggi i giganti della informatica finanziano le ONG, e non più la politica, attraverso quelle che potremo chiamare le 'Nuove Banche', ossia entità che possiedono dati e strumenti forti a sufficienza per sferrare le loro guerre. Ciò che unisce i vecchi conflitti congelati con la nuova era è proprio lo scontro tra le lobbies della Cybernetica, che fa delle informazioni e della speculazione un mezzo di ricchezza, e il potere ortodosso, simbolo dell'alleanza tra la Chiesa Ortodossa e il Vaticano, e che utilizza l'energia come motore dell'economia. Con la sconfitta del petrodollaro, è stata dichiarata una guerra invisibile dai nuovi colossi dell'economia, come Google, Facebook, Amazon e Microsoft. Sono divenuti incontrastabili e qualsiasi forza che si oppone troverà dinanzi a sé la magistratura, che utilizzerà l'arma dell'evasione fiscale per distruggere i gruppo finanziari che non stanno al loro dictat, mentre impunemente agiscono sotto il regime dell'ottimizzazione fiscale.
La Catalonia è la terra di conquista delle lobbies della Cibernetica che pretendono uno Stato, perché si rifiutano di operare sotto le leggi dell'Unione Europea, e lo chiedono con una violenza ed una forza inaudita. Non più rivoluzioni colorate in nome della libertà dall'oppressione, bensì "referendum di secessione" in nome della libertà di evadere e di violare le leggi. Hanno così sferrato una guerra sotterranea, facendo tutti bersaglio di ritorsioni o di falsi dossier che gettano discredito sui Governi. Uno scenario questo che la Etleboro aveva teorizzato e dimostrato in tutti i suoi aspetti, avvertendo come gli Stati non possiedono gli strumenti per contrastare questo crimine invisibile. Molte sono state le inchieste da noi portate avanti e puntualmente ignorate dalla Magistratura, a partire dalle speculazioni finanziarie alla nascita delle nuove lobbies. Eravamo preparati a questo scenario, e abbiamo costruito in questi anni le nostre difese per tutelare le nostre imprese.
Pubblicato da Etleboro il 6 ottobre 2017 http://etleboro.blogspot.it/ Ho pensato di riprendere l'argomento presentando un altro punto di vista.
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giovedì 2 novembre 2017
Una mano a Paolo Barnard
A LETTER TO MR MARK ZUCKERBERG. (con traduzione)
* TRADUZIONE ITALIANA SOTTO.
Dear Mr Mark Zuckerberg,
I assume that you feel, rightly so, a great deal of sympathy for the more than 6 million Jewish victims of the Holocaust, as well as for the countless innocent victims of European Pogroms against the Jews in history. So do I, Sir.
As you Mr Mark Zuckerberg, a Jew yourself, very well know, those atrocities were carried out and enabled in large amounts thanks to some of the most vile and repellent human beings on earth: The Anonymous Informants. That scum of the earth would inform the persecutors with the identity and whereabouts of Jewish families, often in exchange for money. The rest of the story, as you know Mr Mark Zuckerberg, was pure horror visited upon those innocent Jews.
So, fast forward some 80 years in History, and here we have your Corporation, Facebook, that took the world by storm. And, Mr Mark Zuckerberg, lets keep the right proportions between the immense tragedy that I mentioned before and the petty abuse that you, Mr Mark Zuckerberg, allow daily in the way your Social Network operates.
But, unfortunately Mr Mark Zuckerberg, it is a sad reality that your Facebook makes very large use of Anonymous Informants, vile people that in principle, but certainly not in substance, are identical to the vile and repellent human beings that were grassing on innocent Jews in the Nazi era.
I often publish well documented critiques of modern western women, and sometimes add some mild gibes. Every single time, an Anonymous vile Informant (likely a woman) grasses on me with your Team. Then my Facebook page gets shut down. Fair enough, obviously your Company does not tolerate dissent of this sort, ok. You, Mr Mark Zuckerberg, are the boss and you make the rules.
I accept that, but what I cannot accept is your extensive use of Anonymous vile Informant Users against other users. Yes, Sir, Facebook does it, and it resonates ominously of practices that 80 years ago sent innocent Jews and others to the Gas Chambers. This is a moral point, Sir, if you get it.
I am therefore formally asking you, Mr Mark Zuckerberg, that from now on, whoever and for whatever reason informs your Team against some user’s content on Facebook, he/she be, at the very least, made known to the Facebook user he/she grassed on. Unless, of course, the accused user is a person or party with a known history of using/advocating physical violence or terrorism.
Allowing at Facebook that a person be informed on by Anonymous vile Informants, is not just an insult to millions of innocent Jews of the past, but to the very concept of human decency.
In universal Morals, it’s not quantity of wrong that counts, but the principle. I am sure that you, Mr Mark Zuckerberg, understand this.
Yours Faithfully,
Paolo Barnard, Journalist, Italy. (PLEASE DO CIRCULATE)
TRADUZIONE:
Caro Signor Mark Zuckerberg,
Presumo che lei senta, giustamente, molta compassione per gli oltre 6 milioni di ebrei vittime dell’Olocausto, così come per la infinite vittime innocenti degli storici Pogrom contro la razza ebraica in Europa. Anch’io ho questi sentimenti.
Come lei da ebreo sa assai bene, Signor Mark Zuckerberg, quelle atrocità furono commesse anche grazie agli umani più vili e repellenti di sempre, cioè gli Informatori Anonimi. Questa feccia della Terra forniva ai persecutori i nomi e la localizzazione delle famiglie ebraiche, spesso in cambio di denaro. Il resto della storia, come lei ben sa Signor Mark Zuckerberg, fu orrore contro quegli ebrei innocenti.
Ora salti in avanti 80 anni, e abbiamo la sua Corporation, Facebook, che ha ‘rapito’ il mondo. Ma manteniamo le proporzioni, Signor Mark Zuckerberg, fra la tragedia di cui sopra e il minor abuso che lei, Signor Mark Zuckerberg, permette ogni giorno nel modo in cui il suo Social funziona.
Ma è un triste fatto, Signor Mark Zuckerberg, che il suo Social fa largo uso d’Informatori Anonimi, gente vile che in principio, ma non nella quantità, sono identici agli umani vili e repellenti che durante il Nazismo facevano le soffiate contro gli ebrei innocenti.
Spesso io pubblico ben documentate critiche alle donne occidentali moderne, e vi aggiungo qualche frecciatina verbale. Ogni singola volta un Informatore Anonimo (quasi certamente una donna) fa la spia su di me col vostro Team, e la mia pagina viene chiusa. Bè, ovviamente la sua Company non tollera questo tipo di dissenso, lei Signor Mark Zuckerberg è il capo e lei fa le regole.
Ma ciò che non posso accettare, è il vostro uso massiccio di questi Utenti Informatori Anonimi contro altri utenti. Sì, Signor Mark Zuckerberg, Facebook lo fa, e ci riporta una eco orribile di pratiche che 80 anni fa spedirono ebrei e altri innocenti alle Camere a Gas. Questo è un punto morale, Signor Mark Zuckerberg, non so se sta capendo.
Per tutto ciò, io le chiedo formalmente, Signor Mark Zuckerberg, che da ora in poi chiunque e per qualsiasi motivo faccia la spia col vostro Team contro i contenuti di un altro utente, sia, come minimo, reso noto all’utente Facebook contro cui ha segnalato. A meno che, ovvio, l'utente segnalato non sia una persona o partito noti per precedenti di violenza fisica o esaltazione della stessa, o del terrorismo.
Permettere a Facebook che una persona sia segnalata da Anonimi e vili Informatori non solo è un insulto alla memoria di milioni d’innocenti ebrei del passato, ma anche allo stesso concetto di decenza umana.
Nella Morale universale, non è la quantità del male che conta, ma il principio. Sono certo che lei, Signor Mark Zuckerberg, questo lo capisce.
Cordialmente,
Paolo Barnard, Giornalista, Italia. (PER CORTESIA FATE GIRARE)
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