Giuseppe Sandro Mela.
2018-02-23.
I grafici riportati dall'Economist si riferiscono al 2010 - 2011: in termini medi dovrebbero essere triplicati (vide infra).
Definire quale sia il livello di povertà in un paese a dimensione continentale è cosa ardua. In Cina, le zone orientali costiere sono ragionevolmente sviluppate dal punto di vista economico, ed ivi il costo della vita è molto maggiore rispetto alle zone rurali interne.
Non solo. Quando un paese vede crescere la propria economia al ritmo del 6% - 8% l'anno, dovrebbe andare di conserva come il livello reddituale minimo per poter parlare di povertà vari anche esso.
Questa situazione oggettiva spiega il perché al momento sia disponibile una ridda di dati relativi alla soglia di povertà in Cina: spesso sono riportati senza indicare le condizioni al contorno e sono quindi ripresi come se fossero di validità generale, generando così ulteriore confusione in un quadro che proprio non ne avrebbe bisogno.
Un criterio ragionevole è quello di considerare sotto la soglia di povertà coloro che nella provincia in cui vivono non percepiscano quanto serva per gestire una abitazione confacente, procurarsi un vitto decente, potersi permettere i servizi fondamentali alla vita, quali l'accesso alla corrente elettrica, all'acqua, ad un minimo di riscaldamento durante il periodo invernale.
Il National Bureau of Statitics of China pubblica nella sezione 'People's Living Conditions' dei dati metodologicamente ineccepibili, relativi al quarto trimestre 2017.
«- Per Capita Disposable Income Nationwide, Accumulated(yuan) 25,973.8
- Median of Per Capita Disposable Income Nationwide, Accumulated(yuan) 22,408.0
- Per Capita Disposable Wages Nationwide, Accumulated(yuan) 14,620.3
- Per Capita Food&Tobacco Expenditure Nationwide, Accumulated(yuan) 5,373.6
- Per Capita Residence Expenditure Nationwide, Accumulated(yuan) 4,106.9»
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Alcune considerazioni emergono spontanee.
- Il reddito medio procapite è solo di poco superiore a quello mediano, segno di una minima sperequazione della ricchezza;
- La spesa media per alimentari e sigarette incide per il 20.69% delle entrate;
- La spesa media per l'abitazione incide per il 15.81% delle entrate.
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Questi dati indicherebbero come sia stato raggiunto un soddisfacente livello di prosperità: punto di partenza, non certo di arrivo. Come detto, in una società in rapido sviluppo economico, la soglia di povertà si innalza di conserva con l'aumento delle entrate procapite mediane: è tempo-variante. Per la dottrina economica cinese, il problema non consiste nel ridurre la fascia dei ricchi, quanto piuttosto nell'innalzare il reddito dei poveri, dando loro un dignitoso lavoro.
«China has long spoken of a ‘war on poverty,’ but recent signs suggest it might be even more of a focus in 2018»
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«For the sixth year in a row, Xi’s Lunar New Year inspection tour has taken him to the front lines of China’s war against poverty»
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«This year, the “front lines” were in Sichuan province, a mountainous inland province bordering the provinces of Tibet to the west and Yunnan to the south»
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«Xi visited members of the Yi ethnic group, where he vowed to exorcise “the evils of ignorance, backwardness and poverty.”»
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Nel suo pragmatismo, la dottrina economica cinese punta tutti i suoi sforzi a traslare la curva di Pareto verso destra, senza curarsi del dove arrivi la lunga coda. L'obbiettivo è che tutti stiano bene: se alcuni stanno meglio, ben per loro.
«Xi’s pledge to eliminate poverty by 2020 is also not new; that’s been part of China’s definition of the goal of attaining a “moderately prosperous society” since the Hu Jintao era»