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sabato 9 marzo 2019

PASTORI SARDI: ACCORDO O MISTIFICAZIONE?

 di Nino Galloni.

Raggiunto un accordo grazie a quei due centesimi in più. Fu vera gloria? Mah, ritengo che siano maturi i tempi – pure per questo governo – per affrontare le tematiche tenendo conto dei paradigmi, non solo delle contingenze: i produttori devono, sì, tener conto dei mercati, ma non diventare schiavi. Qual è la differenza?

lunedì 4 marzo 2019

Grecia. A maggio cambierà governo. È quello che sarà l’Europa tra qualche anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-04.

2019-03-05__Grecia__001

La Grecia di oggi è quello che sarà l’Europa tra qualche anno.

Ora che è quasi interamente distrutta si appresta ad un drastico ribaltone politico.

giovedì 17 maggio 2018

Vecchi, automazione, moneta, assicurazioni, povertá di Lorenzo Marchetti

Il titolo sembra un’accozzagli di concetti distanti tra loro ma c’é un filo comune che li lega, e che a mio avviso delineerà il trend nei paesi ad alto reddito nei prossimi anni.
Questo post é un po’ figlio della discussione che ho avuto con Alessia la Kazara in questo post su ExitEconomics e dopo aver letto l’eccellente post di Maurizio Blondet sulla monetizzazione del debito operabile dalle Banche Centrali (andava peró specificato in regime di bassa inflazione o deflazione): quest’ultimo é un  concetto strano per molti, ma non per il sottoscritto, perché seguo Richard Duncan da tre anni pur non essendo economista.
Vecchi: é inevitabile che i paesi ad alto reddito (non li chiamerei industrializzati, perché l’industria fa pensare a grossi stabilimenti mentre il reddito puó venire dal terziario avanzato, vedi la City di Londra per la finanza) facciano meno figli. Non siamo piú contadini né minatori, i figli non servono come una volta (“auguri e figli maschi” perché le braccia maschili lavoravano la terra) e costano molto di piú. Centinaia di migliaia di euro prima che raggiungano la maggiore etá, in taluni casi. Istruzione, sanitá, baby sitter, sport, cibo, arredamento della stanzetta, xbox, etc. Un figlio non lo misuri certo per i costi, chiariamo questo punto!!, ma é normale che se una famiglia non naviga nell’oro, dopo il primo figlio deve pensarci due volte prima di farne un altro.
Aggiungiamo che la superficie di uno territorio abitabile é quella che é e, a meno di non coprire un paese di palazzoni, con la conseguente pessima qualitá della vita che ne consegue, non ha senso pensare di “aumentare la popolazione” all’infinito. E’da idioti. E’una mentalitá contadina e polarizzata dalla stupida religione del “piú é meglio”.
Quindi ci saranno sempre piú vecchi rispetto ai giovani. E allora? qual é il problema? il problema nasce per coloro che pensano che per garantire una vita decente ad una persona anziana occorre che i giovani lavorino. Per produrre reddito.
Reddito. Da cui pagare le tasse per pagare i servizi agli anziani.
Spiace ma questa é una equazione semplicistica. Non tiene conto del fattore produttivitá. E qui entra in gioco l’automazione. Se per assurdo fosse sufficiente, grazie all’automazione, un solo uomo in un paese per produrre il necessario (il necessario cambia ogni secondo ma giusto per fare un esempio…) tutti gli altri dovranno fare altro. Il reddito é svincolato da quanta gente lavora. E’dal 1971 che i soldi si creano dal nulla. Dal NULLA.
Prendete il Giappone. Non vogliono immigrati giovani. Ma invecchiano. Chi pulirá il culo agli anziani? o li porterá in giro al parco? secondo voi perché spingono tanto sull’automazione? Lo faranno i robot. I robot sostituiranno i “giovani” per attivitá legate all’invecchiamento. Non parliamo di Intelligenza Artificiale, é un termine da marketing. Parliamo di automazione spinta.
E il debito pubblico giapponese? stratosferico rispetto al PIL. La disoccupazione? bassissima. Eppure lo stato dovrebbe chiedere tasse altissime per pagare gli interessi su un debito cosí mostruoso.
Come si spiega cio’? si spiega perché il debito é solo un numero in un registro della banca centrale. Il Paese crea e presta denaro a se stesso, e poi lo distrugge. Mentre l’economia gira.
E poi perché la produttivitá in Giappone  é altissima. Altissima rispetto agli ALTRI paesi industrializzati.
Obiezione: Eh ma i giapponesi non fanno figli. Anzi, non scopano proprio, pare. Si ubriacano tutte le sere coi colleghi.
Nessun paese é “perfetto”. Intendiamoci. Ma evidentemente i giapponesi preferiscono la cultura del lavoro, un robot pulito e asettico ad un immigrato che arriva col barcone e che porta una cultura diversa da quella del giapponese. Sono gusti.
Obiezione: e come campano i vecchi se non ci sono i giovani a lavorare, a pagare le tasse?
Saranno le banche centrali a produrre moneta. Sará reddito di cittadinanza. Io mi ribello a questo concetto, ma sono perdente. Sará cosí. Sará possibile generare moneta senza causare inflazione grazie a due fattori:
1. Automazione –> deflattiva
2. Globalizzazione –> deflattiva.
E tutte e due sono rese possibili dalla telematica e dalla microelettronica.
E sinceramente: arrivare a 80 anni in salute grazie alla automazione e alla sensoristica, ha i suoi indubbi vantaggi.

lunedì 7 maggio 2018

Il governo illegittimo mondiale

di Alfredo Lissoni

Nonostante le numerosissime voci di dissenso, Paesi come l’Italia sono dovuti entrare forzatamente nell’Unione Europea, con il pretesto, sbandierato con fervore, dell’eliminazione delle diversità.

“Un esempio molto inquietante”, ha ribadito la dottoressa Crociani, “lo ha fornito la saggista Ida Magli in un saggio intitolato ‘Contro l’Europa’, che a questo proposito ha scritto che il Parlamento di Bruxelles ha fatto del suo meglio per confermare quale sarà la strada concreta dell’uguaglianza: ha emanato una legge per la soppressione di 70 razze canine! Per ragioni eugenetiche, s’intende: c’è chi ha le zampe troppo corte e chi ha le orecchie troppo lunghe! Gli italiani, ovviamente, non ne hanno saputo nulla”.
Ma il fine ultimo dell’Unione Europea sarebbe, secondo la signora Crociani, “la disgregazione dell’Io dei popoli, un obiettivo, ovviamente ben nascosto dai governi”. Proprio quest’ultimo sarebbe il vero scopo del Nuovo Ordine Mondiale. Vogliono arrivare a ciò, disgregando l’Io delle persone. Il motivo è semplice. Solo in questo modo potranno dominare gli individui con una forma nuova di sudditanza.
In altre parole: gli Stati Nazionali devono essere annientati per fare posto all’Impero Europeo. Strategie occulte della secret fraternity bancaria internazionale. Del resto, era stato molto chiaro David Rockefeller, quando credendo di parlare a orecchie fidate, aveva ammesso che esiste una cospirazione; ed ha ragione l’esoterista Vladimir Terzinsky che, in una conferenza negli Stati Uniti, ha denunziato la setta degli Illuminati, il cui scopo è sovvertire il mondo, portandolo sull’orlo della catastrofe sia politica che economica per sovvertire l’ordine sociale. Come si vede, il pericolo è reale e denunciato da più parti”.

venerdì 26 gennaio 2018

Arredo urbano ostile. Per l'era Plutocratica.

Articolo di Maurizio Blondet https://www.maurizioblondet.it/arredo-urbano-ostile-lera-plutocratica/
Dal rapporto Oxfam.
L’1% della popolazione mondiale più ricca  nel 2017  s’è presa l’82 % della ricchezza prodotta da tutti gli altri nel mondo.
Un nuovo miliardario è nato ogni 2 giorni. Il più rapido aumento di miliardari della storia.  Attualmente ci sono  2043 miliardari nel modo.
42  persone detengono da sole  quanto i 3,7 miliardi  di esseri umani più poveri.
I tre americani più ricchi in Usa possiedono quanto la metà della popolazione statunitense più povera, 160 milioni di persone.  E’ ormai un dati consolidato: non solo l’1% più ricco possiede più  del 99 per cento restante, ma ha evitato di pagare 200 miliardi di dollari  di imposte grazie alle elusioni che consente la globalizzazione e la  transnazionalità.
Il regime in cui viviamo è dunque non una qualche “democrazia”  o pluralismo, ma la  Plutocrazia.  La Plutocrazia  compiuta,  portata cioè al suo vertice massimo, senza   compromessi  né complessi e senza scrupoli.  Come ha scritto Paolo Borgognone, “nella società aperta – aperta cioè a recepire i processi di sradicamento e pauperizzazione imposti dal capitalismo liberale a milioni di persone a fronte del continuo arricchimento di un pugno di oligarchi transnazionali e trans gender – i poveri, gli homeless, vivono completamente abbandonati a se stessi, senza alcun aiuto né considerazione da parte delle istituzioni pubbliche.  [Esiste] una correlazione molto stretta tra liberalismo politico-culturale (open society) e povertà di massa”.
Manchester. Spine contro i senzatetto.
Teniamo a mente queste parole mentre   osserviamo  che, come ogni regime giunto alla massima fioritura, anche quello della Plutocrazia sviluppa la sua tipica architettura.   Quest’architettura è più visibile  nel mondo anglo-americano, dove la plutocrazia è al suo vertice –   e il suo sottoprodotto, la pauperizzazione di massa, più visibile.
Un abitante di Seattle ha notato e fotografato queste rastrelliere da bici piazzate dal Comune sotto un cavalcavia della Higway 99.  A domanda il  Comune  ha spiegato che il loro scopo non è di assicurarci biciclette, ma di impedire che i senzatetto (che erano stati appena cacciati via) tornassero ad accamparsi.
Nella città canadese di Calgary,  a svolgere la stessa funzione di deterrenza ai senzatetto sono delle sfere di pietra grosse come bocce da bowling sotto il Louise Bridge, che impediscono di attendarsi.
Gli aeroporti  internazionali  sono integralmente concepiti   con architettura ostile.  Per esempio, sono deliberatamente scarsi di panchine o sedute.   Il Terminal 5  di Heathrow, dove passano 35  milioni di passeggeri l’anno, ha solo 700 sedili:   per giunta concepiti in modo che sia impossibile sdraiarsi (come in tutti gli altri aeroporti del mondo).   La sola possibilità di sedersi per lo stanco viaggiatore è in uno dei 25 ristoranti. A pagamento della consumazione.

A New York, ostilità senza ornamenti.
Spuntano dovunque, nelle capitali della   open society panchine scoraggia-dormienti: brutali a New York,   estetizzanti a Tokio o Londra, ma lo scopo è lo stesso. Impedire ai poveri di distendersi, o di farci i loro bisogni.  O anche solo di stare lì a lungo.
Panchina repelle-dormienti
Unpleasant Design (Progettazione Sgradevole) o “Hostile Architecture”, hanno chiamato due giovani designer, Gordan Savicic e Selena  Savic, questo nuovo stile di arredo urbano.
“Le progettazioni sgradevoli non sono progetti non riusciti”, precisano, “anzi sono progettazioni ben riuscite, nel senso che vogliono e riescono a dissuadere da certe attività”.
Non-panchine per fermata d’autobus. Si può appogiare il sedere, non sedersi. Men che meno dormirci.
Per esempio, “le panchine nelle stazioni dei treni  e degli autobus, o negli aeroporti o in pubbliche vie. Sono concepite sì per offrire una seduta, ma solo per un tempo limitato. Quindi sono restrittive,   a volte apertamente a volte in modi sottili.
Apprendiamo senza stupore che il primo creatore  di Hostile Architectureplutocratica fu Robert Moses, l’urbanista-dittatore che costruì la New York degli anni ’20: sopra le strade che portavano a Long Island fece voltare dei ponti pedonali in pietra bassi, in modo che non ci passassero sotto gli autobus. Ciò, al dichiarato scopro di impedire ai negri  poveri, che usavano i mezzi pubblici, di  godere   della spiaggia,  riservata da Moses a soli possessori di auto.
Panchina di Camden
Lo stile sgradevole ha persino i suoi capolavori: così la Panchina  di Camden, raffinatamente concepita per impedire ogni attività salvo sedercisi, e per pochissimo. E’ inamovibile.  Non ci si può dormire. Non ha  fessure dove possa essere lasciata spazzatura o  gli spacciatori, nascondere la droga; è impraticabile allo skateboarding, è anti-furto perché la rientranza al suolo consente a chi siede di tenere la borsa o cartella tra le proprie gambe. E’ anche anti-graffiti, perché coperta di una vernice  repellente lo spray.
Già perché la Plutocrazia, come sempre, fa riemergere il suo opposto speculare, le “classi pericolose” (così le chiamava l’impero britannico nella prima rivoluzione industriale), i tossici, gli scioperati disoccupati permanenti, gli inoccupabili,   i mendicanti aggressivi, le baby gangs di ragazzini che né studiano né lavorano. Una sub-umanità formicolante che nei suoi quartieri degradati  impone il suo regime, l’Oclocrazia (il potere della plebaglia) sui poveri onesti, ma spesso pretende di sconfinare  per esempio negli immensi shopping centers del lusso. Per tenere lontane queste torme arroganti, lo unpleasant design ha trovato soluzioni,  bisogna ammetterlo, geniali.
A Mansfield (Regno Unito), l’angolo dello shopping arcade dove si agglomeravano i teppisti adolescenti a sbevacchiare e insultare, è stato fornito di illuminazione a luce rosa – che esalta i brufoli dell’acne; unita  alla diffusione di musica classica strumentale, che i giovanissimi aborrono, ha il potere di respingerli infallibilmente.  Nottingham ha illuminato a luce rosa due sottopassi che erano diventati il covo permanente di due bande giovanili,  e quei parassiti sono scomparsi, rendendo i sottopassi di nuovo sicuri.
Geniale l’illuminazione a luce blu nelle toilettes pubbliche:  rende impossibile ai tossicodipendenti usarle per iniettarsi la dose, dato che non riescono a vedersi le vene.

WC a luce blu contro i drogati.

La città di Glasgow ha cambiato l’illuminazione delle strade adottando lampioni a luce blu, con l’intenzione  iniziale apparire più chic: con e si è accorta che l’effetto è stata una riduzione impressionante” della piccola criminalità.  La città giapponese di Nara ha adottato le stesse luci blu ottenendo lo stesso risultato; un  sottopasso di una tangenziale di Tokio, illuminato a luce blu, ha visto ridursi gli incidenti d’auto.  La stazione Gumyoji di Yokohama era sinistramente famosa per il numero di suicidi che si gettavano sotto il treno  saltando dalla piattaforma, con  deplorevole danno della regolarità del servizio; dall’adozione di  luci blu, nessun suicidio è più avvenuto.
Glasgow a luce blu. Ha ridotto il crimine.
La città   di Colonia è stata la prima a sperimentare, nella stazione ferroviaria, un deterrente assoluto contro coloro che  pisciano negli angoli bui: una vernice nano-tecnologica super-idrorepellente, che fa sì che l’urina   rimbalzi sulle scarpe e  i pantaloni del criminale pisciatore.   Immediatamente l’ha adottata San Francisco   per le zone dove si accampano le sue migliaia di senzatetto.  Sta per adottarla anche Manchester.  Sommessamente mi sentirei di consigliarla a Milano e Roma non solo per i  pisciatori illegali, ma   soprattutto per frustrare i sub-umani  che riempiono  le mura pubbliche di graffiti.
L’urina rimbalza e punisce il pisciatore. Adotatto in Germania e San Francisco.  
Quasi tutte queste progettazioni sgradevoli hanno scopi approvabili, mirano a migliorare la sicurezza o  l pulizia dei luoghi pubblici.  Ovviamente secondo la logica della Plutocrazia  –  capitalismo estremo, nessun investimento sociale e pubblico, il cattivismo come modo di vita, la perversione come metodo  che accetta la più scandalosa iniquità.  Non è soltanto che risolvono i sintomi del problema (come dormire sui marciapiedi) e non la causa,il dilagare dei senzatetto nelle città più  ricche della Società Aperta, su cui la Plutocrazia non si pone alcuna domanda; è che il  suo design “allontana” i miserabili dalle zone privilegiate  con spine e spuntoni, allo stesso modo impersonale  con cui sul duomo di Milano  sono state installate delle punte per allontanare i piccioni e impedir loro di defecare sul marmo rosa, ma  senza ridurre il loro numero (perché i teneri animalisti protesterebbero). E’ questa specifica architettura insieme “pseudo-umanitaria” e scostante, anti-umana,  fatta di non-luoghi gelidi e metallici in attesa dell’abitante futuro che sostituirà  pisciatori selvaggi  perché senza casa, disoccupati di lunga durata, e tutta l’umanità divenuta superflua: il robot o il cyborg transumano.
Ciascuno può valutare come fu l’architettura di altre epoche,  non solo  la Roma barocca sovrapposta  stupendamente alla medievale e all’antica  fra cui la gente vive  volentieri, ma Viterbo e la piazza di Vigevano e   quella di Ascoli, fatte  per l’incontro cordiale fra uomini pur nella distinzione sociale fra umili e nobili, ricchi e prelati.
L’arredo urbano ostile rompe con quel passato. Ma è perfettamente coerente con la  filosofia delle più pagate archistar che sgorbiano le città inserendovi vandalicamente (ma fra gli applausi dei committenti pubblici e privati)  le loro asimmetrie e grattacieli pendenti  che provocano nausea ai passanti. Lo ha spiegato una volta per tutte Daniel Libeskind , forse la maggiore delle archistar e j: lodando  la Bauhaus  perché   fu “nel campo del sacro che  la Bauhaus dichiarò guerra e portò devastazione…Gli dei furono rovesciati, gli ordini infranti, le mura abbattute, il centro rimosso”, disse rapito d’entusiasmo”.  La Hostile Architecture è cominciata da lì.
Panchina a pagamento. Pechino.
anti-homeless- Londra.  
Tokio, sedersi sì, dormire no.  Esempio di Unpleasant Design estetizzante.

sabato 6 gennaio 2018

Per chi no sapesse di che cosa è capace la burocrazia italiana

Ricchiuti(P.P.I.) -“pizzo” legalizzato concepito da burocrati con stipendio e testa fissi”

In Italia viviamo in un sistema fiscale del tutto opprimente. A farne le spese sono soprattutto i possessori di partite iva e piccole imprese, che oltre a dover fare i conti con un infinità di tasse e balzelli, a fine anno si ritrovano a dover anticipare iva, irpef e inps per l’anno successivo ! Lo stato ci chiede di pagare le tasse su delle “ipotesi di guadagno” non ancora avvenute. Follia pura!!
Il sistema attuale soffoca e deprime l’economia, rendendo impossibile lo sviluppo del lavoro autonomo . Negli ultimi anni è stata applicata una metodologia di base che prevedeva lo smantellamento del lavoro autonomo . Per metodo, per esempio si intende anche il sistema iniquo degli acconti, che obbligano un imprenditore a pagare le tasse sulla base di una prospettiva, di una previsione, non di un reale incasso.
Siamo alla futurologia applicata alle imposte, alla vessazione fiscale preventiva: “io intanto ti stango, poi vediamo se riesci a incassare tanto quanto mi hai pagato”. La dimostrazione plastica di come lo Stato voglia essere socio di maggioranza della tua azienda fintantoché le cose vanno bene, godendo di buona parte dei tuoi incassi; e sia pronto a mandarti quelle lettere minatorie che sono le cartelle esattoriali, non appena per colpa di quello stesso Stato diventi un contribuente non esemplare !
Un “pizzo” legalizzato concepito da burocrati con stipendio e testa fissi, che non hanno minimamente idea di cosa significhi fluttuazione di un mercato o realtà vera per cui un anno magari guadagni 10, ma l’anno dopo puoi benissimo guadagnare 5.
Chi lavora lo sa: deve per forza avere sotto controllo la dinamica della propria attività: di conseguenza, specialmente se l’attività è di piccole dimensioni, ogni operatore sarebbe in grado entro gennaio di produrre esattamente tutte le voci della propria fiscalità riferita all’anno appena concluso, punto. Che su quelle si facciano i pagamenti dovuti: discuteremo poi del fatto che le aliquote percentuali di questi pagamenti siano troppe o giuste, ma almeno opereremmo sulla realtà e non su una matematica fittizia, organizzata ad arte per chiedere “sempre e soltanto”, esattamente quello che strozza e reprime ogni spirito di iniziativa, tanto più necessario in un contesto come quello economico attuale.
Due numeri di esempio su come funziona? Decidi di lavorare da solo anzichè elemosinare un impiego che non si trova: Alla fine del primo anno di attività hai prodotto 10. Sempre alla fine del primo anno devi pagare in anticipo IVA ed IRPEF, ma ti inviteranno tutti ad essere sereno, perchè il pagamento sarà per forza zero, visto che è basato sull’anno precedente che per te significa l’anno prima di quello in cui hai iniziato ad esistere, quindi un anno in cui non avevi prodotto ovviamente alcun reddito. Il secondo anno lavori; a metà dell’anno devi pagare le tasse su quei 10 che avevi prodotto l’anno prima: diciamo che devi pagare 5 (esempio generoso). In tasca resteranno i 5 di differenza su quei 10 incassati l’anno prima.
Ovviamente anche durante il secondo anno avremo lavorato, ma mettiamo che per una congiuntura (tutt’altro che rara) abbiamo incassato solo 5 e non 10 come l’anno precedente: Beh: alla fine del nostro secondo anno il Fisco ci chiederà il 100% di anticipo sulle tasse di IVA ed IRPEF da pagare per l’anno che si sta chiudendo (quello in cui si è incassato 5): peccato che il calcolo non è fatto sui dati veri dell’anno a cui si riferisce l’anticipo, ma sui dati dell’anno prima (quello in cui avevamo incassato 10). Nel nostro esempio quindi noi avremo in tasca 5 che avremo incassato nel secondo anno, ma dovremo pagare circa 5  allo Stato, perchè questo è il calcolo per l’anticipo: il 100% di quanto successo l’anno precedente (quello in cui avevamo incassato 10). Quanto resta in tasca, dunque, di questo nostro secondo anno? Zero .  In pratica avremo lavorato producendo 5 e ci toglieranno 5 .
Chiedo a chiunque, anche a chi viva da dipendente, come si può considerare decente una regolamentazione simile. “Ma dopo vai a credito sulle tasse” ti dicono: certo, peccato che intanto i soldi che hai anticipato in più rispetto a quanto dovuto non li rivedrai mai; e peccato che dentro a quei soldi ci stanno le risorse necessarie per rigenerare l’attività stessa, che non cade dall’alto: viene creata dandosi da fare, spendendo, provandoci. In pratica la libera iniziativa per sopravvivere condannata a crescere all’infinito, cosa impossibile perchè significa matematicamente non avere mai un equilibrio, dover sempre rifinanziare un circolo obbligato ad ingrandirsi: e se una grande società in qualche modo accede a canali di risorse per organizzarsi in dimensioni maggiori, il singolo piccolo operatore economico non può (non è nemmeno detto che ne abbia necessità o desiderio) perennemente crescere di dimensioni.
Sono peraltro questi principi e questa elefantiasi che hanno portato i grandi gruppi internazionali ad avere la necessità di un mercato totale, globale, per piazzare i propri prodotti ad un pubblico sempre più numeroso: sono loro, quei “pochi” che hanno spinto e generato la globalizzazione approssimativa che conosciamo e di cui noi, nel mezzo di chi ci tira da sotto e chi ci schiaccia da sopra.
Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento politico Popolo Partite Iva
fonte https://scenarieconomici.it/ricchiutip-p-i-pizzo-legalizzato-concepito-da-burocrati-con-stipendio-e-testa-fissi/
postato su scenarieconomici.it da Paolo Ambrogi

lunedì 31 dicembre 2012

LE 10 MULTINAZIONALI PIU’ PERICOLOSE DEL MONDO


Non importa dove tu viva, è impossibile scappare alla globalizzazione.

L’unica via d’uscita è informarsi per scegliere con coscienza prima di comprare.

Iniziare a coltivare e a produrre i propri alimenti, ridurre il consumo di petrolio e dei suoi derivati, riforestare, comprare solo il necessario, ascoltare la propria voce interiore invece di quella della pubblicità … sono piccoli passi per sfuggire ai grandi mostri.


E ricordarsi sempre che il potere di scelta è nostro, non diamo loro la soddisfazione di cadere nelle loro grinfie.

mercoledì 29 agosto 2012

Alcoa : logica multinazionale

Sardegna, Portovesme, la fabbrica di alluminio Alcoa, di proprietà di una multinazionale americana, 500 operai, delocalizza in Arabia Saudita.
Malgrado l’Italia importi l’80% del fabbisogno di alluminio non si trova un gruppo italiano e nemmeno straniero che rilevi l’impianto.
Il ridicolo è che i nostri astuti governanti fin dal 1995 hanno aiutato la produzione, spendendo la bella cifra di 3 miliardi di euro (fonte il Fatto Quotidiano, 27 agosto 2012).
Seimila miliardi delle vecchie lire che avrebbero potuto creare seimila miliardari se fossero stati distribuiti gratuitamente. Oggi, invece di 500 disoccupati avremmo una provincia sarda prospera.
Se poi volessimo calcolare il peso economico de i costi sanitari dei molti casi di tumore verificatisi nella zona, il conto salirebbe alle stelle. Con queste cifre totali si sarebbe potuto solarizzare e rendere autonoma energeticamente mezza Sardegna.
Evviva la globalizzazione multinazionale!
Paolo De Gregorio