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giovedì 7 marzo 2019

Germania. I tedeschi iniziano a sbattere il grifo contro la realtà. Sulla loro pelle.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-06.

Das Brandenburger Tor in Berlin

Germania. Un disoccupato su tre salta i pasti. Meglio l’Uganda.

Germania. Non è povera. È misera. – Financial Times

Germania. 13 milioni di poveri e 330,000 famiglie con la luce tagliata.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

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Germania. Assistenza agli anziani: quasi 40,000 posti vacanti.

Germania. L’allucinazione disillusa dei gerontocomi. – Spiegel

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Il problema è molto semplice.

In Germania sta allungandosi la durata della vita media e, simultaneamente, sono crollate le nascite da tedesche autoctone: ne consegue una diminuzione numerica dei giovani autoctoni ed un aumento numerico dei vecchi. Mancano le braccia per sopperire alle esigenze dell’industria e dei servizi.

Larga quota dei vecchi, poi, non ha figliato: deve quindi affrontare la senescenza e le malattie senza il supporto familiare. I tedeschi vecchi sono soli come cani.

Sono ‘disperati’, riporta il Deutsche Welle.

lunedì 9 luglio 2018

Lavoro nero, Cgia: per il fisco un “buco” da 43 miliardi euro l’anno


Quanto riportato nel titolo l'ho preso da Qui Finanza: ma non sono per niente d'accordo. Quel buco ci sarebbe se chi fa lavorare la colf in nero o ha un apprendista che poi si sa già non verrà neppure assunto (sostituito da un altro e un altro ancora) potesse sostenere il pagamento dello stipendio più quello dei contributi, delle ferie, della tredicesima eccetera eccetera. e i cari amici della CGIA di Mestre , questo, dovrebbero saperlo: per anni e anni abbiamo rimarcato che un conto è tirare fuori mille o millecinquecento euro, un'altra cosa è sborsarne il doppio. Quindi mi farebbe piacere se si interrogassero su un punto: ma questi che fanno lavorare le persone in nero, possono o no, permettersi il lavoratore alle condizioni di legge? Per

martedì 2 ottobre 2012

Accusato di stupro dalla colf romena:pensionato di Oristano assolto dal gup

Accusato di violenza sessuale dalla colf romena, un pensionato di Oristano è riuscito a dimostrare la propria innocenza ed è stato assolto stamattina con formula piena dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Oristano.
I fatti risalgono a due anni fa, quando la donna, poco più che trentenne, denunciò il suo datore di lavoro per una lunga serie di episodi di violenza che sarebbero avvenuti tra il 2009 e il 2010. L'uomo, Osvaldo Manunza, 74 anni, ammise di aver avuto rapporti con la sua collaboratrice domestica, ma respinse l'accusa di violenza sostenendo che lei era sempre stata consenziente. L'inchiesta si concluse con la richiesta di rinvio a giudizio e solo oggi, nel corso del processo celebrato col rito abbreviato, l'anziano è riuscito a dimostrare la propria innocenza grazie anche a tabulati telefonici e altri documenti che in qualche modo confermavano la tesi difensiva. Il giudice, accogliendo la richiesta dell'avvocato difensore Marcello Sequi, lo ha assolto perché il fatto non sussiste.
Martedì 02 ottobre 2012 17:22                                                  unionesarda.it
Come già accaduto anche in passato, a volte le cose non sono come sembrano o vengono raccontate. Per fortuna il pensionato è riuscito a dimostrare la propria innocenza. Di solito quando si legge in prima battuta la notizia del fermo, delle indagini eccetera,ecco che i processi si fanno prima ancora di disporre degli elementi:il punto è che ci vogliono anni per arrivare a un verdetto.