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martedì 16 ottobre 2018
martedì 22 maggio 2018
Cina e Stati Uniti: gli accordi si fanno se si hanno argomenti
Cina riduce i dazi dal 25% al 15% sulle automobili.
Giuseppe Sandro Mela.
2018-05-22.
«Xinhua News Agency or New China News Agency is the official press agency of the People’s Republic of China. Xinhua is the biggest and most influential media organization in China, as well as the largest news agency in the world in terms of correspondents worldwide. Xinhua is a ministry-level institution subordinate to the Chinese central government, and is the highest ranking state media organ in the country alongside the People’s Daily. Its president is a member of the Central Committee of China’s Communist Party.» [Fonte]
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«China will cut import tariffs on vehicles and auto parts starting July 1, the Ministry of Finance (MOF) announced Tuesday.»
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«For car imports, the 25-percent tariff levied on 135 items and the 20-percent duty on four items will both be slashed to 15 percent, down 40 percent and 25 percent respectively»
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«For car imports, the 25-percent tariff levied on 135 items and the 20-percent duty on four items will both be slashed to 15 percent, down 40 percent and 25 percent respectively»
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«Import tariffs for 79 items of auto parts will be reduced to 6 percent from the current levels of 8 percent, 10 percent, 15 percent, 20 percent, and 25 percent, down 46 percent on average.»
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«After the move, the average tariff rate on vehicles will stand at 13.8 percent, while that on auto parts will be 6 percent. The adjusted rates will be “in line with the reality of the country’s auto industry,” the ministry said.»
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«Un trasporto diffuso maggiormente su rotaia, visto che alla fine del 2009 la rete ferroviaria cinese aveva una lunghezza di 86.000 km, consentendo di guadagnare il secondo posto al mondo per estensione. Inoltre la rete ferroviaria per passeggeri, si è ulteriormente allungata di 2.319 km, il più alto incremento al mondo. A questo si aggiunge l’entrata in servizio dei treni ad alta velocità (circa 395 km/h), che hanno largamente contribuito ad aumentare l’efficienza dei trasporti ferroviari. Ad oggi è stata ultimata anche la linea ad alta velocità, che consente di unire i 1.320 chilometri che separano le due più importanti città della Cina, Pechino e Shanghai. Il treno corre a una velocità di 350 chilometri all’ora, per coprire la distanza tra le due metropoli in appena cinque ore.» [Fonte]
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«Ad oggi in Cina vi sono 43 costruttori cinesi (24 pubblici e 19 privati), e circa 10 joint venture con marchi quali Volkswagen, BMW, Toyota, GM, Kia, Mitsubishi. Oltre a questi marchi, sono presenti tutti i maggiori costruttori mondiali»
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«Un’auto media cinese (paragonabile a Fiat Punto) costa sui 50.000 RMB (circa 5.000 euro). Una media di produzione giapponese oppure occidentale, costa tra i 50.000 e 100.000 RMB. Una piccola cinese (paragonabile a VW Polo) costa circa 30.000 RMB»
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«Il parco circolante mondiale attualmente è di circa un miliardo e duecento milioni di auto, considerando che la popolazione mondiale ammonta a circa 7,477,220 persone»
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«Cina, India, Brasile, Russia e Messico hanno visto una rapida motorizzazione: la Cina è passata da 21 milioni di autovetture nel 2005 a 136 nel 2015, l’India da 8 a 22 milioni e il Brasile da 19 a 36 milioni, la Russia da 26 a 44 milioni e il Messico da 14 a 27 milioni di auto.» [FerPress]
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Con il nuovo piano decennale di emersione alla classe media la Cina si sta avviando verso una consistente crescita del mercato automobilistico interno. Grosso modo si potrebbe stimare che nel giro di dieci anni potrebbero essere circolanti in Cina oltre seicento milioni di autovetture.
Cina ed emersione dalla povertà rurale.
Questo significa una produzione automobilistica di circa cinquanta milioni di auto ogni anno: è un mercato da capogiro, ma data la popolosità e l’estensione, tutto in Cina è grandioso.
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Alla luce di quanto detto il problema risulta essere semplice nella formulazione e nella sua soluzione.
Fino a due anni or sono gli Stati Uniti imponevano alle merci estere dazi minimali, mentre la Cina aveva innalzato delle barriere doganali consistenti, anche se non a livello di quelle dell’Unione Europea.
Unione Europea. Un mesto elenco dei dazi, hanno un massimo del 74.9%.
Costava ben poco esportare automobili negli Stati Uniti, mentre questi erano penalizzati nel controflusso.
Con il gennaio 2017 Mr Trump è stato intronizzato Presidente degli Stati Uniti, e le cose sono cambiate, tra pianti e lacrime dell’Unione Europea e sorpresa risentita della Cina.
Ma alla fine un accordo è stato trovato con i cinesi:
Cina. Shenzhen. Guangdong ed hi-tech.
La Cina ha ridotto i dazi sulle automobili e gli americani non penalizzano la Zte: un accordo da bravi fratelli.
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mercoledì 16 maggio 2018
Cattiva informazione, cattiva politica
Volendo ce n'è per tutti: dove tutti va inteso per i giornalisti, che fanno cattiva informazione. Dove tutti è da intendersi anche per i politici che fanno cattiva politica. Andiamo al sodo. Un giornalista che non informa perché non si informa, come ha dimostrato Padellaro a Tagadà questo pomeriggio, afferma che in tanti aspettano che ci sia un governo, e lo fa sostenendo che numerosi cittadini attendono delle risposte. Ecco che se fosse un giornalista come secondo me dovrebbe essere: primo) come sa il governo c'è, ed è quello che c'era prima del 4 marzo, e dal 27 dicembre scorso ha continuato pressoché a legiferare (guardare la gazzetta ufficiale, per credere); secondo) le "cose normali", tipo bandi di gare per acquisti di beni e servizi, e tante altre cose come concorsi , o come è stato l'incontro per l'Ilva, si svolgono lo stesso; terzo) non si può né si deve imputare a Di Maio o a Salvini o a entrambi, se non c'è il governo, ricordando che in Germania hanno impiegato sei mesi, e che le scadenze o gli impegni verranno assolti da chi sarà incaricato, che sia un nuovo governo o quello che c'è ancora,purtroppo, adesso. Dire che deve essere fatto per forza , è come dire che deve essere fatto come lo chiede l'Europa, come lo vogliono i mercati, accettando di accogliere tutti gli immigrati che le foraggiatissime Ong portano sempre e solo in Italia: con grande entusiasmo delle coop e dei loro accoliti, ossia un esercito di gente che ogni mese riceve un lauto stipendio. Non vado
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sono incazzato e tutto questo non lo accetterò più,
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martedì 12 marzo 2013
C'è chi sta preparando la valigia
Fidandosi dei politici ,sia professionisti che non, e ignorando o comunque non sapendo in quale maniera funziona uno stato, diverse persone che conosco si stanno rompendo le scatole. E' vero che alcune di queste hanno ancora dei mezzi e ,proprio per questo, aspettavano il "la" per poter investire e creare qualcosa per se stessi e per il paese, ovvero nuove attività e nuovi posti di lavoro. Invece la cocciutaggine di chi è stato eletto, e che abbia o meno i voti sufficienti per governare è un dettaglio irrilevante, lascia loro e il sottoscritto con un incazzo addosso da non trascurare. Non siamo persone pericolose e forse qualcuno dirà che ci caghiamo addosso se sentiamo spari o vediamo un'auto di pattuglia che sgomma, ma siamo determinati a risolvere le cose:
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venerdì 10 agosto 2012
Per farlo , occorrono soldi
Quante volte abbiamo detto o sentito quelle parole? Ogni volta, magari a tavola durante un pranzo o cena natalizi o,meglio ancora, la notte di San Silvestro che di solito è piena di buoni propositi, ci siamo sentiti castrare da quelle parole...ci vogliono i soldi. Ora per rimettere in sesto l'economia, affinchè non ci siano più file chilometriche alla mensa della caritas, ci vogliono idee e soldi. Il punto è che mancano anche le idee: il consiglio è che chi le ha se le tenga e le usi per se. Lo dico da amico: ti fottono, ti rubano le idee e le fanno loro, magari lucrando. Oggi se si seguissero certi consigli, ci sarebbero già nuovi posti di lavoro. Se certi oneri fossero inferiori, i porti riceverebbero richieste di attracco, ci sarebbe la fila per ormeggiare: ma non è così.
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