Ci sono , purtroppo, ancora troppi giornalisti o pseudo giornalisti, nonché opinionisti , che insistono con vaccinazioni obbligatorie, uso di mascherine, distanziamento sociale, green pass eccetera. Sono persone presuntuose, di norma operano se mai lavorano, in regime di assenza di concorrenza, cioè vivono alle spalle degli altri e , logicamente, se ne fregano delle difficoltà altrui: della questione energetica, non gliene importa nulla. Anzi è gentaglia che ha applaudito per le sanzioni applicate e da applicare alla Russia, ignorando le email della Clinton o il pc di Hunter Biden, o gli atti delinquenziali di numerosi governi stranieri. Ma , certamente, essendo questi ultimi "paesi amici", possiamo noi cittadini con il diritto a esprimere la nostra opinione, manifestarla per davvero e sostenendo posizioni diverse da quelle del governo del "VILE AFFARISTA"? Giammai, è vietato, si viene bannati, vengono cancellati profili e oscurati canali internet. Ora leggere su quotidiani, anche di periferia, che è un dramma viaggiare ,a poco prezzo, su treni e mezzi pubblici, e soprattutto senza la mascherina , ebbene fa specie che un pseudo giornalista scriva ancora che c'è la pandemia, e che le mascherine servono a qualcosa. Certo , lo so che la mascherina serve agli Elkann e alla Fiat e all'Oms , come è utile inventare non solo la pandemia, ma ancor di più corrompere governi e funzionari locali affinché facciano in modo che le proprie nazioni siano sottomesse ai diktat dell'Oms: così come avviene con le direttive europee che, per una cattiva ma voluta interpretazione, risultano "superiori alle leggi nazionali". Ergo, ogni cagata voluta da bellimbusti che percepiscono migliaia di euro al mese per non fare un cazzo, anzi per fare danni ed eseguire gli ordini delle lobby , noi italiani idioti la subiamo: e siamo contenti perché siamo in Europa, siamo europei, viviamo meglio che ai tempi della lira italiana. Se aggiungiamo che un gruppo di candidati idioti vuole seguire l'agenda del VILE AFFARISTA o che , addirittura, vorrebbe rimetterlo a svolgere il ruolo di liquidatore delle ultime aziende italiane ancora appetibili, siamo al colmo: in modo particolare se si parla di gente che, come è stato per i grillini, sosteneva l'uscita dall'euro o dalla Nato o dall'Unione Europea: gente che diceva di volere la sovranità monetaria e territoriale (sono oltre 100 le basi americane in Italia). Non so, fate voi : vi fa piacere leggere continuamente cazzate ma in malafede? Comprate i giornali, i quotidiani. Ma potete anche farne a meno, basta accendere la tv , ascoltare le radio o visionare qualche video sui social: otterrete lo stesso risultato, cioè cazzate ma, in malafede. Anch'io prima sono stato garantista, ho pensato che forse non sapevano ciò che facevano: poi ho capito, e sono convinto che sono proprio in malafede e che sanno ciò che stanno facendo. Meritano solo disprezzo!
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venerdì 2 settembre 2022
venerdì 19 aprile 2019
Kansas. Corte Appello federale. È una sentenza non una barzelletta. (In Italia mi pare sia già così)
Giuseppe Sandro Mela.
2019-04-20.
Quanto segue non è una barzelletta.
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«The Supreme Court agreed on Monday to hear a case next term concerning Kansas’ prosecution of three undocumented immigrants for using stolen Social Security numbers in an effort to gain employment»
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«Those convictions were overturned when the Kansas Supreme Court ruled that the federal immigration law at issue preempts a state from prosecuting undocumented immigrants, when the basis of the claim comes from information that has been culled from federal immigration forms.»
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«The case raises the question about the extent to which federal immigration law preempts states from also trying to enforce immigration law.»
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«Now that the court has taken up the case, if it “overturns the Kansas court’s decision, all states could prosecute non-citizens for identity theft more easily»
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«The Immigration Reform and Control Act preempts the state from using information to prosecute individuals if the information is on the federal I-9 form, even though the state did not use the I-9 form to gather the information for the criminal prosecutions»
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«In Kansas, however, three immigrants were caught using other individuals’ Social Security numbers in order to obtain employment. »
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Il cuore del ragionamento è riassumibile in una frase:
«federal immigration law pre-empts the state from enforcing state criminal law»
ossia, che la legge federale sull’immigrazione impedisce allo stato di applicare il diritto penale statale, che si applica solo ai cittadini.
lunedì 18 febbraio 2019
Trump & Macron. Eutanasia dei buoni rapporti diplomatici.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-02-18.
Una consolidata regola diplomatica impone di mandare un telegramma di augurio ad un nuovo eletto entro il giorno stesso della elezione. Nel caso di Mr Trump, Francia e Germania provvidero ben oltre dopo una settimana. Questo fu uno sgarro del quale ben difficilmente ci si potrebbe dimenticare.
Francia e Germania avevano fatto attive campagne elettorali a favore di Mrs Hillay Clinton. Nulla da eccepire, tranne il fatto che una potenza straniera mai dovrebbe ingerirsi negli affari interni di un’altra potenza.
Mr Macron e Frau Merkel furono tra gli ultimi ad essere ricevuti alla White House, e non per invito, ma a loro richiesta. Mr Trump concesse a Mr Macron un’accoglienza trionfale durata svariati giorni, mentre Frau Merkel fu ricevuta prima da un addetto di quarta categoria, e poi poté vedere per 17 minuti il presidente Trump.
Questo linguaggio diplomatico è molto chiaro.
Ci si domanda quindi come si sia potuto deteriorare un rapporto Trump – Macron che, apparentemente, era iniziato abbastanza bene.
lunedì 5 febbraio 2018
Migranti? Ma come fanno a pagarsi il viaggio? Qualche volta una spiegazione si trova (se si cerca)
Microcredito e migrazioni di massa: la finanziarizzazione della disperazione
È una domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti: chi finanzia i costosi viaggi della morte che spingono migliaia di disperati su imbarcazioni di fortuna, tra mille peripezie e l’incognita dell’approdo?
Molti giornalisti si sono impegnati nella ricostruzione dei calvari degli emigranti per arrivare al porto di partenza, delle condizioni schiavistiche cui sono sottoposti dalla criminalità locale. Ma rimane irrisolto il tassello iniziale di queste tragiche diaspore, ossia la disponibilità di somme di denaro ragguardevoli, esorbitanti se rapportate al tenore di vita locale, per intraprendere il viaggio. Le inchieste in merito sono limitate e le nostre domande cadono nel vuoto.
Nel cercare di comprendere questo enigmatico fenomeno ci viene in aiuto uno studio condotto dalla sociologa Maryann Bylander in Cambogia tra il 2008 il 2010. Analizzando la frequenza e le modalità di emigrazione della popolazione si scopre una correlazione diretta tra espansione del microcredito e aumento dei flussi migratori verso l’estero. Stesso nesso si riscontra in un altro Stato del Terzo Mondo, il Bangladesh, paese di origine di circa un decimo dei migranti che ogni anno arrivano in Italia (oltre 10 mila nel solo 2017). E’ qui che, grazie all’appoggio di illustri sostenitori come i Clinton e Bill Gates e con il sostegno della stessa Banca mondiale, venne creata nei primi anni ’80 la Grameen Bank, istituto finanziario che concedeva denaro alle persone più indigenti, impossibilitate ad avere accesso al credito, con il fine “filantropico” di offrirgli un futuro migliore. I prestiti concessi si tramutarono in un incentivo all’emigrazione per la popolazione locale, priva degli strumenti e delle possibilità di investire le somme ricevute in modo proficuo e di poterle restituire con i dovuti interessi. In men che non si dica si è venuto a creare il business dei cosiddetti “migration loans”, un affare d’oro per organizzazioni non governative come BRAC (Bangladesh Rural Advancement Commitee), leader nel settore.

Il sito istituzionale dell’organizzazione bengalese – attualmente la più grande al mondo e prima nella classifica delle cento migliori ONG secondo il Global Journal – nella specifica sezione “Migration loans” dichiara : “In Bangladesh, le scarse opportunità di lavoro per una popolazione in età lavorativa in crescita comportano che molti giovani, uomini e donne si trasferiscano all’estero per lavorare. Sebbene sia spesso un investimento che vale la pena fare, i costi iniziali per andare all’estero sono considerevoli (…) BRAC offre alle persone in cerca di lavoro all’estero prestiti per emigrare, progettati per soddisfare le esigenze di finanziamento dei lavoratori migranti in modo gestibile e conveniente. Il programma di microfinanza controlla anche la validità dei contratti e dei documenti di viaggio per garantire che i clienti non siano vittime di frodi da parte di agenti non autorizzati. (…) A giugno 2016, BRAC ha contribuito a finanziare 194.000 lavoratori migranti che cercano lavoro all’estero.”
Ma non solo, oltre a fornire i finanziamenti e l’assistenza per emigrare, l’organizzazione non governativa più grande al mondo si occupa anche di come ottenere il rimborso e il pagamento del prestito. Nella stessa sezione del sito, infatti, sotto la dicitura “Prestiti di rimessa” si legge: “BRAC fornisce ulteriore supporto alle famiglie dei migranti sotto forma di prestiti di rimesse. Questi prestiti sono progettati per offrire maggiore flessibilità alle famiglie che fanno affidamento sulle rimesse mensili inviate da un familiare che guadagna all’estero.” Tali prestiti, spiega l’ONG, consentono alle famiglie di accedere a somme di denaro forfettarie per fare investimenti o spese mentre aspettano di ricevere le rimesse inviate dall’estero. Si tratta “di scommesse sicure per la famiglia e per BRAC perché i clienti hanno un flusso di guadagno assicurato con cui pagare costantemente le rate ogni mese.” Tra giugno 2014 e giugno 2016 BRAC ha offerto questo servizio a oltre 40.000 famiglie.
Un business sul business quello di BRAC, che opera non solo in Asia ma anche in America Latina e in molti paesi dell’Africa. Vengono concessi finanziamenti non per lo sviluppo dell’economia locale, bensì per incentivare l’emigrazione, secondo un infondato modello di sviluppo economico che vede nelle rimesse da parte dei migranti una fonte di crescita per il paese d’origine. In realtà è provato che tali rimesse, laddove riescano a ripagare il debito contratto dalla famiglia per il viaggio all’estero, vengono destinate per lo più al fabbisogno e ai consumi primari e non agli investimenti e alla attività produttive locali. Non sono rari i casi drammatici di vite immolate per ripagare il prestito, dall’aumento dei suicidi riscontrato in alcune zone dell’India alla vendita di organi da parte di cittadini bengalesi.
Un affare d’oro quello delle rimesse – a latere del quale prolifera il settore delle agenzie di recupero del credito – che ha visto un incremento in termini globali di oltre il 50% in soli 10 anni, per una cifra complessiva di 445 miliardi di rimesse nel solo 2016, il 13% delle quali è stato inviato in Africa (dati Ifad). E proprio verso questo continente inviare denaro sotto forma di rimesse è particolarmente oneroso, con commissioni che vanno dal 10 fino al 15%.
Un sistema perverso e ben oleato di finanziamenti, tassi di interesse e commissioni che fa della disperazione il proprio fulcro.
È la finanziarizzazione della povertà e delle vite umane, una delle tappe più sciagurate di un modello economico globale antisociale e regressivo.
(da ilariabifarini.com)
fonte https://scenarieconomici.it/microcredito-e-migrazioni-di-massa-la-finanziarizzazione-della-disperazione/
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mercoledì 11 ottobre 2017
Trump . Liberal democratici in fricassea. Il Caso Harvey Weinstein.
Giuseppe Sandro Mela.
2017-10-11.
«Jennifer Lawrence: “Sono rimasta profondamente turbata nel sentire le notizie sul comportamento di Harvey Weinstein” ha affermato l’attrice a Variety “Ho lavorato con Harvey cinque anni fa e non ho subito alcuna forma di molestia né sono stata a conoscenza di questi atteggiamenti. Tutto ciò è semplicemente sconvolgente. Il mio cuore è per tutte le donne colpite da queste terribili azioni. E voglio ringraziarle per il loro coraggio nell’uscire allo scoperto”
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Cnn. 2017-10-06. Harvey Weinstein is now a big problem for Democrats
Mrs Rose McGowan, attricetta di basso calibro, classe 1973, ha accusato Mr Harvey Weinstein di un sexual harassment che sarebbe avvenuto venticinque anni or sono. Alle sue accuse si sono subito associate numerose sue colleghe.
Asia Argento accusa di stupro Harvey Weinstein: “Ora lasciatemi in pace”
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«Harvey Weinstein, CBE (honorary) (born March 19, 1952) is an American film producer and former film studio executive. He co-founded Miramax, which produced several popular independent films including Pulp Fiction, Clerks, The Crying Game, and Sex, Lies, and Videotape. He and his brother Bob were co-chairmen of The Weinstein Company, from 2005 to 2017 when he was fired by the board. He won an Academy Award for producing Shakespeare in Love, and garnered seven Tony Awards for producing a variety of winning plays and musicals, including The Producers, Billy Elliot the Musical, and August: Osage County. …
In the early 1980s, Miramax acquired the rights to two British films of benefit shows filmed for the human rights organization Amnesty International. Working closely with Martin Lewis, the producer of the original films, the Weinstein brothers edited the two films into one movie tailored for the American market. ….
On March 29, 2005, it was announced that the Weinstein brothers would leave Miramax on September 30 to form their own production company, named The Weinstein Company, with several other media executives, directors Quentin Tarantino and Robert Rodriguez, and Colin Vaines, who had successfully run the production department at Miramax for ten years and moved with the brothers to head development in The Weinstein Company. The board of The Weinstein Company fired him on October 8, 2017 following allegations of Weinstein’s sexual misconduct.» [Fonte]
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Ma cosa mai è il “sexual harassment”?
Il Legal Dictionary così lo definisce:
«Unwelcome sexual advances, requests for sexual favors, and other verbal or physical conduct of a sexual nature that tends to create a hostile or offensive work environment. ….
A key part of the definition is the use of the word unwelcome. Unwelcome or uninvited conduct or communication of a sexual nature is prohibited; welcome or invited actions or words are not unlawful. Sexual or romantic interaction between consenting people at work may be offensive to observers or may violate company policy, but it is not sexual harassment. ….
Instead, a court will review all of the circumstances to determine whether it was reasonably clear to the harasser that the conduct was unwelcome. The courts have recognized that victims may be afraid to express their discomfort if the harasser is their boss or is physically intimidating. Victims may be coerced into going along with sexual talk or activities because they believe they will be punished or fired if they protest. Consent can be given to a relationship and then withdrawn when the relationship ends. Once it is withdrawn, continued romantic or sexual words or actions are not protected by the past relationship and may be sexual harassment.»
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La prima e fondamentale considerazione che sorge spontanea è l’ambigua definizione di carattere soggettivo.
Il termine “unwelcome” è fortemente soggettivo: la stessa identica azione può essere per una persona e può non esserlo per un’altra.
Esattamente come è soggettivo il fatto che “they believe they will be punished or fired if they protest“. Una cosa è ricevere minacce esplicite, documentabili, ed una totalmente differente essersele immaginate.
La seconda considerazione, altrettanto fondamentale, è la documentabilità dei fatti. Un codice penale, e quindi una corte penale che lo applica, deve, dovrebbe, giudicare su fatti, non su intenzioni vere o presunte. Non solo, ma dovrebbe essere onere dell’accusa il produrre prove probanti: la sola denuncia si presta troppo ad essere più o meno artatamente manipolata, oppure anche inventata di sana pianta.
La terza considerazione consiste nel fatto che nell’ultimo decennio le corti penali americane hanno accettato come prova probante la sola denuncia della femmina, senza sentire l’esigenza che tale denuncia fosse sostenuta da prove o testimonianze, anche quando. Era sufficiente che giudice e corte fossero liberal democratici.
* * *
Di fronte ad un così duttile strumento per l’eliminazione degli avversari politici, i liberal democratici hanno fatto del sexual harassment la punta di lancia della loro ideologia. È diventato per loro una dei peggiori reati con i quali incapsulare i propri avversari politici non si dice fino alla condanna, ma almeno ad una lunga trafila giudiziaria, esaltata e sbandierata dai media.
Adesso si ritrovano nelle canne più nere. Una delle loro punte di diamante, il loro massimo finanziatore, è accusato proprio di quello per cui loro hanno eliminato i loro passati nemici politici, creando pericolosissimi precedenti.
«For years, Harvey Weinstein, a film and television producer at the apex of the American entertainment industry, has lavished money and attention on the Democratic Party’s biggest names and causes»
*
«Mr. Weinstein has given more than $1.4 million to candidates, parties and political action committees since 1990, Variety reported, citing figures from the Center for Responsive Politics»
*
«Among his biggest beneficiaries are President Barack Obama, whose daughter was an intern with Mr. Weinstein’s company this year. At a career workshop for high schoolers at the White House, where Mr. Weinstein was a guest several times, Michelle Obama called him “a wonderful human being, a good friend and just a powerhouse.”»
*
«Mr. Weinstein is also a yearslong friend of both Bill and Hillary Clinton, for whose 2016 presidential campaign he was a major contributor and driving force, holding a fund-raiser in his home at one point. He’s raised money for Planned Parenthood, helped endow a faculty chair at Rutgers University in Gloria Steinem’s name and distributed a film, “The Hunting Ground,” about campus sexual assault.»
*
«Harvey Weinstein’s alleged pattern of sexual harassment was apparently an open secret in Hollywood for decades»
*
«The RNC was quick to call on Democrats to return Harvey Weinstein’s donations after the sex scandal broke. And you know what? The Republicans are right on this one»
*
«the Republican National Committee was capitalizing on the scandal, demanding Democrats return hundreds of thousands of dollars Weinstein donated over the years»
*
«In fact, Harvey Weinstein serves as the perfect symbol of why Hillary Clinton failed to defeat a candidate many of us had presumed was laughably beatable»
*
Poniamoci adesso la domanda che sgorgherebbe lecita:
“Chi e come ha convinto Mrs Rose McGowan a denunciare un fatto che sarebbe accaduto venticinque anni or sono?”
Deve essere stato uno che se la lega al dito.
Uno che abbia la volontà di distruggere Hollywood, tempio dei liberal democratici, con tutte le star che avevano fatto campagna elettorale per Mrs Hillary Clinton.
Uno che abbia la volontà di distruggere la macchina di reperimento fondi del partito democratico: tutti i suoi donatori sono adesso vulnerabili.
Uno che abbia voglia di aizzare, e possa farlo, il Republican National Committee ad obbligare i democratici a rendere ogni quattrino ricevuto. Il Presidente Mrs Ronna Romney McDaniel non a caso è nipote di Mitt Romney.
*
Che Mrs Rose McGowan sia una timida educanda non venitelo a raccontarlo.
Questa è solo una delle foto più decenti. Sarebbe costei quella che si lamenterebbe, frignando, di aver subito un sexual harassment?
→ The New York Times. 2017-10-06. Harvey Weinstein’s Money Shouldn’t Buy Democrats’ Silence
«For years, Harvey Weinstein, a film and television producer at the apex of the American entertainment industry, has lavished money and attention on the Democratic Party’s biggest names and causes.
Mr. Weinstein has given more than $1.4 million to candidates, parties and political action committees since 1990, Variety reported, citing figures from the Center for Responsive Politics. Among his biggest beneficiaries are President Barack Obama, whose daughter was an intern with Mr. Weinstein’s company this year. At a career workshop for high schoolers at the White House, where Mr. Weinstein was a guest several times, Michelle Obama called him “a wonderful human being, a good friend and just a powerhouse.”
Mr. Weinstein is also a yearslong friend of both Bill and Hillary Clinton, for whose 2016 presidential campaign he was a major contributor and driving force, holding a fund-raiser in his home at one point. He’s raised money for Planned Parenthood, helped endow a faculty chair at Rutgers University in Gloria Steinem’s name and distributed a film, “The Hunting Ground,” about campus sexual assault. ….»
→ The Washington Post. 2017-10-06. A liberal double standard on Harvey Weinstein? It’s not that simple.
«Harvey Weinstein’s alleged pattern of sexual harassment was apparently an open secret in Hollywood for decades. But the rest of us know about it because the New York Times’s Jodi Kantor and Megan Twohey exposed it last week. ….
Weinstein, a longtime Democratic donor who presents himself as a champion of progressive causes ….
This reporting reality complicates the double-standard narrative advanced by some conservatives, who point to the absence of critical commentary by late-night comedians, many actors and “Saturday Night Live” as evidence that the media is insufficiently outraged by Weinstein’s alleged behavior ….»
→ Daily Best. 2017-10-06. Yes, Hillary—and the Democrats—Do Have a Harvey Weinstein Problem
«The RNC was quick to call on Democrats to return Harvey Weinstein’s donations after the sex scandal broke. And you know what? The Republicans are right on this one.
Hours after The New York Times released a report alleging numerous instances of sexual harassment by movie mogul Harvey Weinstein, the Republican National Committee was capitalizing on the scandal, demanding Democrats return hundreds of thousands of dollars Weinstein donated over the years. The move smacked of opportunism—but it was savvy, because what the RNC clearly knows that some Democrats don’t is that Harvey Weinstein and men like him have already helped the GOP. In fact, Harvey Weinstein serves as the perfect symbol of why Hillary Clinton failed to defeat a candidate many of us had presumed was laughably beatable. ….»
→ Cnn. 2017-10-06. Harvey Weinstein is now a big problem for Democrats
«Thursday’s New York Times report detailing decades of inappropriate sexual conduct toward women by Miramax co-founder Harvey Weinstein puts Democrats in a very uncomfortable position.
Weinstein has, for years and years, been a major — and high profile — Democratic donor and fundraiser. He has doled out hundreds of thousands — and helped raise millions — for Democratic candidates up and down the ballot. According to the Center for Responsive Politics, Weinstein had made 185 individual donations to a variety of Democratic candidate and liberal-aligned organizations dating back to the early 1990s.
He’s also hosted a series of fundraisers at his various homes around the country over the years. In 2013, he hosted then-President Barack Obama for a fundraiser at his New York City apartment. In 2012, Obama did a fundraiser for his re-election bid at Weinstein’s home in Connecticut. During the 2016 campaign, Weinstein held a fundraiser for Hillary Clinton’s presidential campaign at his New York City apartment and another with fashion mogul Anna Wintour.
Those ties are very problematic now given the seriousness of the allegations and Weinstein’s statement in which he announces he is stepping away from the movie studio to “conquer my demons.”
The initial response from Democratic politicians is to distance themselves from Weinstein by returning donations from him. In the wake of Thursday’s story, Sens. Patrick Leahy of Vermont, Richard Blumenthal of Connecticut, Martin Heinrich of New Mexico an Elizabeth Warren of Massachusetts all signaled they will be sending back Weinstein’s money or directing it to a charitable cause.
You can expect lots and lots more Democratic politicians and organizations — Weinstein gave heavily to the Democratic National Committee, among others — to follow the lead of that quartet of senators.
And it’s hard to see how Obama and the Clintons — Weinstein is a long time pal of Bill and Hillary — can avoid putting out statements condemning him for his behavior. That’s especially true since Weinstein isn’t really denying the Times story; he’s threatening a lawsuit simply saying the news organization didn’t give him enough time to respond.
But there’s more to this story than simply issuing statements condemning Weinstein or returning his now-tainted money. These paragraphs from the Times story gets to that broader point:
“In interviews, some of the former employees who said they had troubling experiences with Mr. Weinstein asked a common question: How could allegations repeating the same pattern — young women, a powerful male producer, even some of the same hotels — have accumulated for almost three decades? ….»
[Questo testo è stato preso proprio dalla Cnn].
«he hosted then-President Barack Obama for a fundraiser at his New York City apartment»
*
«Obama did a fundraiser for his re-election bid at Weinstein’s home in Connecticut»
*
«Weinstein held a fundraiser for Hillary Clinton’s presidential campaign at his New York City apartment»
→ The Wall Street Journal. 2017-10-10. As Its Namesake Founder Becomes a Liability, Weinstein Co. Weighs Name Change.
Harvey Weinstein’s name is being scrapped from future movie and TV projects
*
LOS ANGELES—Weinstein Co. is considering changing its name as it moves to distance itself from former co-chairman Harvey Weinstein, the larger-than-life Hollywood mogul who was once the studio’s biggest asset, but who has become its biggest liability.
A Weinstein-free name is in the works as the studio has enlisted two ad agencies to develop a new brand identity, a person close to the company said. In addition, Harvey Weinstein’s name is being scrubbed from the credits of coming film and television projects, people familiar.
fonte https://senzanubi.wordpress.com/
mercoledì 22 agosto 2012
Tira più un pelo di "Pussy"...
L’occidente è in subbuglio e indignato. Le grandi centrali del
globalismo massificatore, Washington e Bruxelles sono in fermento. Per
cosa, vi chiederete voi? Già, quale orribile crimine ha messo in allarme
le capitali del neoliberismo mondialista? Chessò, le persecuzioni ai
danni dei cristiani in Nigeria? La pulizia etnica contro i caldei in
Iraq? (1) La fuga in massa dei copti dall’Egitto?
No, nulla di tutto questo. Nessuna di queste facezie, Washington,
Bruxelles e Berlino sono in fermento per le Pussy Riot! Il complesso
russo, il cui nome significa “la rivolta della f**a” avverso al
presidente Putin ha inscenato un concertino di protesta contro lo zar.
Peccato però che le tre cornacchie abbiano scelto un luogo poco adeguato
per gracchiare, profanando la “Cattedrale di Cristo Salvatore” dove
hanno intonato una preghiera blasfema alla Madonna, pregandola perché
questa scacci il perfido zar di tutte le Russie.
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